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.: Strawberry Fields :. |
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Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età ! ...astenersi perditempo oggi amicizia P. Fox Cercando George Glamour di dicembre Marie Claire di dicembre Flair settembre Animals n.5 G. Carofiglio Ragionevoli dubbi M. Crick La zuppa di Kafka G. Scerbanenco Milano Calibro 9 M. Mazzini Il giradischi di Tito A. Marazzi Vogliamo anche le rose - il libro Aa. Vv Io e l'altro - Racconti fantastici sull'Io O. Cappellani Sicilian tragedi J. Marias L'uomo sentimentale T. Labranca Chaltron Hescon S. Savage Firmino F. Abbate Quando è la rivoluzione C. Maier Intellettualoidi di tutto il mondo, unitevi! C. Magris L'infinito viaggiare C. Chaplin Opinioni di un vagabondo S. Vassalli La chimera M. Szabo La ballata di Iza G. Carofiglio Ad occhi chiusi R. Brautigan Una donna senza fortuna R. Cotroneo Il vento dell'odio J. C. Oates Tu non mi conosci Aa. Vv. Hollywood party I. Sansom Il caso dei libri scomparsi P. Colaprico Trilogia della città di M. A. Munro Nemico, amico, amante B. Sebaste Panchine R. Yates Undici solitudini E. Ferrante L'amore molesto M. JulyTu più di chiunque altro L. SciasciaTodo modo A.L. KennedyStati di grazia P. Masino Nascita e morte di una massaia R. Mcliam Wilson Eureka Street P. Corrias Vita agra di un anarchico J. K. Jerome Tre uomini in barca Aa. Vv. Senza corpo W. Somerset Maugham La diva Julia D. Buzzati Il deserto dei Tartari P. Benvegnù- 500
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martedì, 20 ottobre 2009 Eleonora da Voghera Colte per voi nel mio giardino
Non sono giornate facili, dichiariamolo fin dall'inizio, così uomo/donna avvisato/a mezzo/a salvato/a e potete risparmiarvi la lettura del resto, che sarà composto da lamentele rivolte all'universo stellare e interstellare, progetti di distruzione universale, alternati a buoni propositi e dichiarazione d'amore per l'umanità tutta. In effetti essere bipolare può essere molto stancante e impegnativo fisicamente, specie in quei certi giorni che le giovani donne devono affrontare con cadenza mensile. Stancante, perchè ti può succedere che mentre apparecchi la tavola, metti male una forchetta, oppure scopri che i piatti grandi che ti piacciono tanto sono prigionieri della lavastoviglie, e fin qui sembrerebbe tutto normale. La tragedia è dietro l'angolo, però, quando viste queste mancanze, qualcuno benevolmente le fa notare alla sottoscritta. Le luci si spengono, si alza un'aria gelida, i lupi ululano, gli occhi si appannano e da quel momento il dramma ha inizio, sono lacrime, parole sconnesse, tende che crollano perchè ci si aggrappa come novelle Eleonora Duse. Insomma il repertorio è quello ormai celeberrimo della drama queen che dorme sopita da qualche parte nell'inconscio. Ma d'altra parte ho studiato duramente, mi sono applicata per avere quella parte, e la concorrenza era veramente agguerrita, per cui non sarà facile rinunciarvi così facilmente. I libri, i film ci raccontano di quello che succede quando il dramma si dispiega in tutta la sua forza, quando il viso si deforma in una maschera orribile e inguardabile, quando il cervello si avviluppa su se stesso in un loop infinito, quando scientemente si decide di stare da soli e di essere soli, contro ogni evidenza. Meno noti sono i postumi del giorno dopo, dopo essersi ubriacati di pessimismo comisco e inebriati con il nettare della catasfrofe, le conseguenze sono quelle di una sbronza: mal di testa, occhi pesti e gonfi, spossatezza e nausea, accompagnato tutto questo da una disposizione d'animo di assoluto e incodizionato benevolenza nei confronti del mondo: la marmellata che mangi tutte le mattine con il broncio da sonno la trovi meravigliosa, il cielo grigio è bello lo stesso perchè fa tanto autunno, la voglia di rinnovamento è pressochè totale, per cui via le lenzuola a lavare e mettiamone nel letto di pulite e profumate, via anche le salviette, mettiamo a posto gli scontrini, facciamo ordine, puliamo. La Duse lascia il palcoscenico la casalinga di Voghera, parte per cui si studia fin da piccole, ma a cui spesso io rinuncio volentieri. balenato da elesole martedì, 26 maggio 2009 I want to ride my bike Colte per voi nel mio giardino
Che poi decido di salire in bicicletta per andare più veloce per non sentire il caldo che ti stritola, per avere l'impressione di respirare e di passare in mezzo all'afa, tagliandola e rompendola in mille pezzi. Certo prima di partire mi attrezzo, una bella scorta d'acqua nelle borracce terminche, calzoncini che non si appiccichino troppo al mio regal deretano, un po' di frutta e ovviamente Pino il lettorino bello carico di buona musica. Inforco la bicicletta, fa caldo e non voglio avere nessuno intorno, rapporti veloci e rapidi che non implichino troppo impegno per le gambe poco allenate alla fatica, mi metto di buon passo e mi accorgo subito che la strada prende una pendenza ostica, faticosa, ho solo davanti il muro di asfalto senza la promessa dell'orizzonte, ma continuo a non volere nessuno tra i piedi, preferisco faticare da sola, preferisco scambiare gocce di sudore con le lacrime, tanto sempre salate sono e si possono mimetizzare. Poi succede che in questa scalata al cielo l'acqua cominci a scarseggiare, la frutta a marcire, la musica un inutile orpello che ripropone ossessivamente le stesse cose. Guardo a destra e sinistra e non c'è nessuno, stupida hai fatto tutto tu da sola, vorrei mollare il colpo e interrompere la scalata, perchè poi non l'ho voluto qui con me, ci saremmo sorrisi e la salita sarebbe stata meno faticosa, avrei avuto acqua fresca, avremmo potuto condividere fatica, sudore si, e niente lacrime. Spingo sui pedali, sconsolata, guardo indietro pronta a riprendere il percorso inverso, ritornare al punto di partenza senza avere concluso nulla, tipico, ma non sono sola, la zazzera riccia e scura si affaccia impertinente, la riconosco e mi sta addosso. Ecco non cedo, giochiamo a guardie e ladri?
balenato da elesole martedì, 03 febbraio 2009 Wonderful life Colte per voi nel mio giardino
In effetti ti senti un po' come nel paese delle meraviglie, ti meravigli per quante cose stanno accadendo in questo momento, cose belle, la prospettiva di aria fresca da respirare, una lettera che aspettavi con timore e tremore, la vedi visualizzata nella casella di posta elettronica, il titolo altisonante e che ti fa pure un po' paura, "Esito del colloquio di selezione", tentenni per un po', chiedi alla tua collega "che faccio apro? Ma no non apro e se poi mi dicono picche? Lasciamola lì così, magari si apre da sola e mi si svela la sòla terribile che ho preso". Per fortuna mi circondo di persone risolute, più di me sicuramente, che mi costringono ad aprire l'allegato. Quello che accade dopo sono risolini isterici che arrivano fin giù alle sante orecchie di san'Aita, ma anche a quelle di qualcuno che in questi giorni è lontano ma che senti incredibilmente vicino , mani che fanno clap clap, saltello per l'ufficio incredula. Confermo teorie, non credere più tanto alle possibilità che possono avverarsi, così poi si è più felici, teoria approvata e confermata, ci metto anche un bel sigillo con la ceralacca rossa, che si tratta di una di quelle strategie per sorridere. Penso alle levatacce, ai quaderni che riempirò di cose nuove, alle penne da scegliere con cura, novella scolaretta, felice, come sempre, di tornare sui libri. In ritardo sulla tabella di marcia, Babbo Natale mi ha regalato anche un collega nuovo di zecca, forse il vecchio barbuto se l'era scordato nelle sacche che quelle povere renne si devono portare in giro per il mondo. Me lo immagino mentre striglia per bene le povere bestie, che mette un po' di ordine tra i sacchi e ci trova dentro Collega Nuovo mezzo congelato, meno male che lui è uomo temprato dalla vita girovaga che ha fatto e che gli ha permesso di resistere fino ad oggi. Dico solo che da oggi avrò miele aggratis e grandi scambi cultural musicali. Questo per dire che scrivere le letterine a Babbo Natale talvolta funziona. Ti senti in stato di grazia, le persone a cui vuoi bene stanno bene, le senti vicino, ti permettono di stare vicino a loro, di ridere, costruire, inventare, sms ti fanno mancare il respiro per qualche secondo e ti fanno sperare, perchè a loro modo ti stanno dicendo che ti vogliono bene, nonostante tutto, nonostante te. P.S: gustatevi Elesole in versione ottimistica perchè non capita tutti i giorni, la poetica del Bordo mica la posso liquidare così :) balenato da elesole sabato, 31 gennaio 2009 Saturday night life Colte per voi nel mio giardino
L'apnea è proseguita durante la settimana, telefonate, mail, html, oddio non mi si carica l'immagine, controllare contemporanemanete tre caselle di posta elettronica in attesa di notizie, aspettando l'inatteso, sentirsi fare complimenti per una cosa che ti sembra piccola piccola, rimanerci male quando capisci che l'invidia non permette di partecipare alla spartizione della gioia, pensi che è un peccato, perchè è un piatto ricco, ha tante pietanze, profumi, sapori, basterebbe accettare di stringersi un poco per fare spazio a tutti, mangiare meno per mangiare tutti. Preferisci restare lì con la ciotola di riso? Non importa, ecco vedi, c'è un cuscino accanto a me, che non si sa mai. Quando sono riemersa sono stata investita da parole, parole e parole, e allo stesso tempo da silenzi e mancati saluti, la mela che stavo gustando dopo l'immersione mi è esplosa tra le mani, quando meno me lo aspettavo, per terra ho trovato solo frecce che portavano con sé le parole giudizio, rifiuto e dolore, le raccolgo e le ripongo nella faretra che ho in spalla, e che nonostante i mesi passati pare essere sempre più pesante. E intanto, anche nel silenzio surreale di un sabato casalingo, sento che qualcuno è al lavoro, cerco di avvicinarmi al cuore, sento due rumori distinti, il battito regolare, che mai si è sentito così forte come in questi giorni, ma poi se pongo bene attenzione, in un angolo, c'è un altro rumore, continuo, che scava e scava e scava... balenato da elesole mercoledì, 21 gennaio 2009 Winter hymnus Colte per voi nel mio giardino
Riprendo il gusto della solitudine, dopo che la marea ha inondato tutto per qualche tempo, tanto che non c'era posto per sedersi a osservare l'orizzonte infinito e sterminato dei miei pensieri. Ora il mare si è ritirato, mi ha fatto posto, mi sono accomodata, gambe incrociate, note nelle orecchie per farmi compagnia, a volte succede poi che mi sieda al buio, stanza grande, poca gente, solo le luci mutevoli, ora reali ora fantastiche di una lanterna magica, di uno schermo che racconta storie. Ritornare a casa, passare tra silenzi di case tiepide che fumano, soffiare verso il cielo per unire il mio respiro ai fili di vento e allungare il passo per non sentire freddo, Riprendo in mano ferri e lana di un lavoro interrotto qualche tempo fa, ricordo che avrei voluto disfare tutto quello che avevo fatto fino a quel momento, mi sembrava inutile, sfilacciato e senza possibilità di finirlo, perchè non avevo i fili giusti e perchè quelli che avevo erano sfibrati dal costante lavorio dei ferri. Ora ho in mano i fili giusti, il disegno pare più chiaro, mentre lavoro sorrido e talvolta sorseggio grappa, altre volte depongo i ferri della lana e consumo, macino lettere su tastiere per costruire tane dove dare asilo a libri che nessuno ha voluto. Ascolto le previsioni del tempo: moderatamente instabile ma con tendenza al miglioramento. balenato da elesole lunedì, 01 dicembre 2008 Empty room Colte per voi nel mio giardino
Non so da dove cominciare, potrei per esempio iniziare dal letto, fedele compagno di sonni placidi quando decido che è tutto a posto e non c'è niente di cui preoccuparmi, basta avere una coperta ai piedi del letto per stare comoda e protetta, talvolta silenzioso confidente di pensieri avvolti su di sé e di cui fatico a trovare il principio e ad intravedere la fine, testimone di lacrime scese piano durante le notti, durante i miei incubi. Rassetto, sprimaccio i cuscini, lenzuola, coperta di lana e piumino, mi ci avvolgo per scomparire, per essere inghiottita e coltivare l'arte del sogno. Poi ci sono le mensole, zeppe, colme di oggetti inutili al tatto ma preziosi per le storie che raccontano, per i ricordi che custodiscono, ci sono fiori secchi, io con scarponcini e calzettoni che mi sfido per vedere se arrivo prima della stanchezza in cima alla montagna, c'è una candela, ha colori delicati, rosa, rosso, per poi perdersi nei colori scuri, marrone, nero, lui che era così delicato e dolce fuori e che dentro era solo rancore e dolore per me. Prendo uno straccio e tolgo la polvere, perchè i ricordi mi piace tenerli vivi, presenti accanto a me, per non dimenticare da dove vengo, per costruirmi nuove strade. Poi ci sono cassetti, armadi strabordanti, la Vanità che non si contiene e deve semrpe trovare nuovi spazi di espressione, dopo che per tanto è rimasta in un angolo, maltrattata e schernita. Ora mi lascio prendere in braccio da lei, mi coccola, lascio che mi racconti storie e che mi consigli, la bellezza di trovare una nuova sorella, una nuova compagna di viaggio. Prendo le magliette stropicciate le piego e le metto in fila a seconda del colore, a seconda dell'umore, osservo gonne e vestiti, lana e velluto, delicatezza di forme e colori, perchè anche così mi prendo cura. Per qualche ora rimarrà tutto così ordinato e immobile, in attesa che il flusso riprenda , come sempre vorticoso e incasinato, e scompigli tutto, come piace a me. balenato da elesole sabato, 15 novembre 2008 Melting pot Colte per voi nel mio giardino
balenato da elesole martedì, 23 settembre 2008 Pictures Colte per voi nel mio giardino
La matita scorre veloce sopra la carta, prendo gusto nel tratteggiare visetti tondi e impertinenti, nulla lascio al caso, anche i più piccoli particolari li curo, li limo, correggo e cancello, perchè vorrei perfezione per questo dono, poi la gomma non è ben pulita, qualche macchiolina da cancellatura rimane, all'inizio sono dispiaciuta, poi il dispiacere lascia spazio al senso di inadeguatezza alle situazioni e alle persone, le domande si affastellano in testa, mille perchè, perchè proprio io... come ha fatto a vedermi in mezzo a tanti, quando è successo che ci siamo riconosciuti per la prima volta... quando perchè come chi... tutto si sovrappone, come le linee nere dello stabilo che si sovrappongono a quelle della matita, finito il lavoro nulla più si distingue e poi, in fondo, non è più così importante capire dove inizia la matita e dove lo Stabilo, non è più così importante che ci siano delle sbavature, perchè la visione d'insieme è assai bella a vedersi. balenato da elesole martedì, 27 maggio 2008 Tempo alle mie voglie Colte per voi nel mio giardino
Ho voglia di pomeriggi assolati, di coperte stese sull'erba, del profumo dell'aria tiepida e dell'odore dei tigli che ci avvisa che l'estate è arrivata. Ho voglia di preparare valige per viaggi improvvisati, non calcolati o programmati, di scervellarmi per decidere se mettere il paio di pantaloni in più o se portare quel vestitino che giace chiuso nell'armadio, sepolto da abiti più consoni alla mia tendenza cazzara. Ho voglia di riprendermi quello che gli altri mi hanno portato via, a volte strappandolo, a volte insinuandosi piano piano e scavando scavando, per questo ascolto ripetutamente "Forma e sostanza" dei Csi in ogni dove, sul Pino il lettorino, dal cd, su ogni supporto audio possibile, perchè "Voglio ciò che mi spetta, lo voglio perchè è mio", Ho voglia di perdere tempo sdraiata sul letto sfogliando vecchie riviste femminili, riempirmi gli occhi di gonne a ruota, di colori forti e decisi, di perle alle orecchie e al collo, di torte sfornate, di profumo di dolce e calore, sorridere, perchè io non sarò mai così Ho voglia di serate infinite, si sorrisi, carezze mentre si sorseggiano birre fresche, osservando la gente, così un po' per gioco, senza pensare al domani, senza pensare a niente. balenato da elesole mercoledì, 07 maggio 2008 Ilogica allegria Colte per voi nel mio giardino
Tutto questo per dire che presto farò avanti e indietro per qualche tempo dal dentista, cosa che normalmente provoca nelle persone normodotate un senso di terrore e fastidio per il dolore e per il pensiero del portafoglio di volta in volta sempre più leggero . Si diceva di persone normodate, ma essendo io persona non propriamente equilibrata, la cosa non mi intimorisce, sarà forse per il grazioso odontotecnico, dalla capigliatura sbarazzina e l'occhialino intellettuale che mi ha messo le mani addosso... in bocca cosa credevate eh?! Sempre a pensare male. Intanto ascolto in loop il cd nuovo di Manuel ammore mio, individuo nuovi motivetti da canticchiare, scovo su Youtube il video di "Riprendere Berlino" e in un eccesso di megalomania immagino che per girarlo abbiano per forza letto il mio post di ritorno dalla teteschia cittadina. Beh siccome non si sa mai vorrei salutare il mio Manuel ammnmore nel caso in cui fosse in lettura in questo momento. balenato da elesole |
Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco
Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità , la slealtà , la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì. ![]() Lost Emily Which Emily Strange are you? brought to you by Quizilla Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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