- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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P. Corrias Vita agra di un anarchico

P. Benvegnù- 500
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lunedì, 03 novembre 2008

So maybe Tomorrow Colte per voi nel mio giardino

Scrivere per te sta diventando un bisogno, un'urgenza, quando riesci a farlo stai bene, quando non hai tempo oppure pensi che tutto quello che hai da dire e ti passa per la testa può aspettare rimandi... e rimandi... e rimandi...




Hai rimandato per esempio i pensieri e le cose che hai scritto giovedi durante la manifestazione pro Scuola (anti-Gelmini non ti piace come definizione) , tu appoggiata alla colonna in San Babila, un taccuino perchè avevi bisogno di dire qualcosa di fronte a quella fiumana di volti, persone, c'erano pantaloni a bracaloni e occhialini trendy, c'erano zainetti delle Winx e volti tracciati da rughe, un serpentone infinito, come infinite possono essere le maniere di protestare in maniera, civile, dignitosa, ma giustamente incazzata con chi vuole decidere con criteri puramente economicistici e sicuramente non pedagogici, ma senza scomodare la Montessori, sicuramente senza buon senso, cosa è bene per il sistema scolastico italiano e quindi anche per il futuro delle nuove (e meno nuove) generazioni.  




Hai rimandato e continui a rimandare decisioni, ti stupisce e ti disorienta quante cose sono cambiate in questi mesi, quante relazioni sono mutate, quanti volti sono scomparsi dal tuo orizzonte abituale, quanti di nuovi ne sono apparsi. Guardi il guardaroba e trovi che i capi vecchi non possono starti più come era una volta, perchè sei cambiata, e non solo fisicamente. Però ti spiace buttare via tutto, allora tieni da parte quelle cose che con qualche aggiustamento possono ancora darti gratificazione e piano piano rinnovi, anche se la tentazione di buttare via tutto e di farti un guardaroba nuovo, e non solo quello, è forte.




L'unica certezza che hai e che ti sei messa in viaggio, quello non l'hai potuto rimandare, non sei sola e tra i volti che sono cambiati ce n'è uno in particolare che ti accompagna e ti segue, silenzioso e sorridente, presente ma non invadente. Non sai bene dove arriverai, l'incertezza intralcia talvolta il cammino e toglie il fiato, perchè non sai bene la direzione, però questo post si ferma qui perchè potrebbe sembrare alternativamente un po' On the road, un po' un testo di J*ovanotti. Giammai! 

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lunedì, 02 giugno 2008

The dress Colte per voi nel mio giardino

I muscoli indolenziti della gambe con cui ti sei alzana questa mattina, il sonno profondo, sicuramente zeppo di immagini oniriche e di cui non ricordi  pressochè nulla al mattino, ti accompagnano in questo giorno di festa, una festa che con tutto quello sfilare di divise, uniformi, fucili e tutto l'apparato scenico militaresco non riesci tanto a capire... anzi a ben guardare proprio ti irrita, come se nella nostra Costituzione ci fosse scritto "La Repubblica italiana è fondata sulle armi" anzichè sul lavoro... ah già dimenticavo che il lavoro, il sacrosanto diritto al lavoro presto sarà un ricordo sbiadito, perchè tutti noi poveri lavoratori torneremo a essere ricattabili. Le lotte passate per la tutela dei diritti dei lavoratori sarà un bagaglio ingombrante da buttare a mare il più in fretta possibile.

Le uniche divise che mi piacerebbe vedere sfilare tra i Fori romani sarebbero quelle blu, degli operai (categoria in via di estinzione e dunque in teoria protetta), uniche armi concesse quelle delle tastiere dei pc e  dei mouse dei tanti impiegati che occupano scrivanie come fossero in trincea. E poi niente macchine verdi militari... magari tanti biciclette colorate, con seggiolini per i bambini o con cestini di vimini decorati a fiori, certo, se fossimo un paese un po' più civilizzato, se fossimo un paese normalizzato.

Invece pare che dalle mie parti andare alla festa della Repubblica, in teoria la festa di tutti gli italiani, portando con sè una bandiera rossa, perchè anche quelle bandiere rosse hanno fatto la storia del nostro paese, non è concesso, dress code richiesto: black .

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sabato, 19 aprile 2008

Pensieri con lo spazzolone Colte per voi nel mio giardino

Non avevo mai considerato nelle mie rare performance da casalinga disperata l'utilità dell'ascolto, spazzolone alla mano, di una puntata di Annozero, specie dopo l'armageddon elettorale.

Acqua, candeggina (profumata alla lavanda così per avere una parvenza di primavera), guanti di lattice ipoallergenici, spazzolone blu cobalto... si comincia con i pavimenti della Cuba, non che ci voglia gran impegno viste le dimensioni microscopiche, avanti e indietro, sposta le sedie, intanto sento in sottofondo F*uksas che rimprovera a B*erlusconi di non avere un livello culturale adeguato alla sua figura di premier, di fare citazioni un po' alla cavolo di cane, arrivando a rimproverare tutti gli italiani di essere un popolo di ignoranti.

Lo spazzolone scivola via con maggiore veemenza, l'illustre architetto romano simbolo dell'intellighentia sinistroide, amico del capo dell'opposizione, evidentemente ha dimenticato quando andava a manifestare a Valle Giulia per i diritti degli studenti, quando si lottava per gli esami di gruppo e per il 18 per tutti (!),  quando la priorità erano i diritti dei lavoratori, la difesa dai soprusi dei padroni, quando un licenziamento, giusto o ingiusto, veniva accompagnato da vertenze e picchetti fuori dalle fabbriche. L'odore di candeggina si fa più forte, ho la nausea, nell'angolo cerco di debellare i nemici dell'igiene a colpi di spazzolone, forse pensando cosi anche di debellare le minchiate che l'illuminato architetto snocciola. Ci vuole Travaglio o Facci, certamente giornalisti non di sinistra, a ricordare che forse di fronte a una mancata citazione da Cicerone è più grave definire un mafioso riconosciuto e pluricondannato come M*angano come eroico, certo, perchè da oggi l'omertà è una virtù.

Passo al piatto doccia, ai lavandini e sanitari, Cif, spugnetta abrasiva, un po' di olio di gomito,di sottofondo stavolta le urla dei leghisti che gioiscono per la vittoria al nord, sento le interviste "Una volta io votavo Pci, anche mio padre, era pure sindacalista, questa volta ho votato Lega, perchè la sinistra non ci difende più... " e poi via altre considerazioni sugli immigrati che rubano il lavoro e altri luoghi comuni, fa niente se i migranti che vorrebbero buttare fuori sono gli stessi che lavorano nei cantieri edili al posto loro o che curano la mamma malata o demente, pulendo culi e sopportando le intemperanze dell'accudito e la pesantezza dei famigliari. Il piatto doccia splende, però la mano continua a pulire, se non mi fermo rischio di consumarlo, oppure di finire in braccio agli inquilini del piano di sotto.

La casa a fine puntata splende, Annozero e si suoi ospiti hanno  fatto il loro dovere, e adesso tutti a metterci a studiare il latinorum,  se poi da qualche parte una lavoratrice, magari single con prole a carico viene licenziata senza giusta causa, come ha rischiato di accadere vicino alla Città Giocattolo, non è importante, certo se avessimo avuto in Italia la mummia di Lenin sarebbe stata tutta un'altra cosa.   

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sabato, 12 aprile 2008

Fuori dal tunnell del divertimento Colte per voi nel mio giardino

Altro che perle rosse tarocche, altro che cerchietti e felpine vezzose, il fine settimana, oltre al tempo e l'umore, saranno funestati da un'occupazione salturaria ma che ogni volta diventa sempre più odiosa: l'ufficio della scrutratrice. Sappiate che per l'irresponsabilità del porcello con la pashmina (aka Mastello porcello) mi perderò in sequenza:

- ore di sonno; il concerto di Benvegnù in uno sperduto auditorium del bresciano dall'acustica notevole, con mancate scenette di svenimento quando inizierà a cantare "La distanza", chè il ciddi suo me lo sto mangiando e gustando a colazione, pranzo, cena e anche nei momenti di digiuno; non potrò onorare il consueto rito della visita taumaturgica a "Fa' la cosa giusta", per cui per quest'anno addio nuove idee scintillanti sull'impiego del mio tempo libero, addio marmellatine, biscottini equibiosolidali, addio cous cous alla mentuccia che tanto ci era piaciuto lo scorso anno; un po' di sana solitudine uiechendara di cui ho fisiologicamente bisogno per ricaricare le pile, sarò circondata da gente che vorrà interagire, sapere che fai-da dove vieni-dove vai, avrò sotto gli occhi per circa 72 ore le schede elettorali che mi ammoniranno per altrettante 72 ore a fare il mio dovere di cittadina, cosa che più passa il tempo più diventa DOVERE  e non diritto da esercitare con senso di responsabilità.

Per una volta però non voglio vedere il bicchiere solo mezzo vuoto e in queste 72 ore potrò:

- finire di leggere e valutare una cosa per il lavoro, finire di leggere Trilogia di New York che impazientemente sto attendendo di portare al termine per dare il via alle congetture-elucubrazioni sul senso di un libro così complessamente bello; mangiare tot numero di taralli con la scusa di far passare il tempo; scialaquare il misero compenso nell'acquisto di una memoria esterna da borsetta e di un paio di cd a cui faccio la corte da un po', recuperare ore di sonno nei giorni di riposo che mi saranno gentilmente concessi dallo Stato Italiano mio datore di lavoro per un paio di giorni, pensare ad alcuni annosi quesiti che mi tormentano in questi giorni:

1) Bleeker nel film Juno assomiglia più a Beck o Neri Marcorè?

2) il fatto che all'inizio del suddetto film, abbia esclamato "Tò guarda si veste come me la protagonista", realizzando immediatamente dopo che nel film Juno ha 16 anni, dovrebbe farmi riflettere sul mio grado di maturità? Però a mia discolpa posso dire che a me le magliette a righe piacciono troppo-megattttanto.

Ora vado, per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore e nella perduta (speriamo non troppo perchè lunedi voglio finire presto) gente.    

  

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domenica, 27 gennaio 2008

Uscire fuori Colte per voi nel mio giardino

Oscillo in questi giorni, oscillo in maniera cadenzata e con compostezza, il vento soffia forte oggi, sembra una giornata preparatoria alla primavera ormai prossima, eppure il moto rimane fisso, non subisce sussulti, perfetto, lineare nel suo percorso di andata e ritorno, che ricorda tanto il perpetuo e ineluttabile presentarsi di situazioni, di vissuti, di sensazioni, ora piacevoli, ora tristi, ora spaventevoli, ora rassicuranti. 

Oscillo, tic... tac... avanti e indietro tra sconforto e speranza

Mi sconforta vedere tanta volgarità in giro: già tanti hanno parlato delle tristi scene che i nostri occhi e purtroppo anche le nostre teste hanno registrato negli scorsi giorni. Dicono che ce li meritiamo personaggi così seduti in parlamento, perchè gli italiani sono un popolo rozzo e infantile che ha bisogno del pugno di ferro nel guanto di velluto per farlo rigare dritto. Poi stamattina, mentre corro, come capita spesso la domenica mattina, per raggiungere le amiche storiche per il consueto rapporto sulla settimana trascorsa, mi imbatto in una coppia, madre e figlia presumibilmente, sembrano gemelle, leggings neri, gambe secche che sbucano da uno spolverino nero, lucido, occhiali da sole che nascondono gran parte del viso (per fortuna), incedono con passo sicuro, quasi elegante, vicino a loro appaio proprio come il brutto anatroccolo, intabarrata nella mia sciarpona nera e con la borsa di tela con i cuoricini. Avanzano, il suono dei tacchi marziale, la madre si soffia il naso con un fazzoletto di carta, a pochi metri c'è un cestino per i rifiuti, potrebbe buttarlo lì, invece no, lo lascia cadere con noncuranza per terra. E allora pensi che in fondo l'Italia ha ciò che si merita: la moda, il design e tanta inciviltà (sono drastica, lo so)

Tic... tac... il pendolo oscilla, dallo sconforto alla speranza... vedi intorno a te, per il lavoro che fai, per gli ambienti che frequenti, per le persone a cui vuoi bene, la voglia, il gusto di fare qualcosa insieme, per non starsene nelle proprie casette, nelle proprie solitudini, forse perchè ci si rende conto che ci vogliono sempre più divisi, lobotomizzati, individualisti, per poterci meglio indirizzare, per poterci meglio educare. In tanti si convincono così che l'unica maniera di resistere e non farsi travolgere è quella di pensare, di confrontarsi insieme, di creare cultura, occasioni di incontro davanti a una birra, ascoltando buona musica live, o assistendo a uno spettacolo, o rimanendo incantati davanti a una foto. Perchè alla fine è l'eccedenza ingovernabile della creatività, ciò che fa più paura, non solo a quelli che stappano lo champagne in Parlamento pasteggiando con mortadella, ma anche a quelli che da nuovi pulpiti ci vogliono fare credere al mito di una società pacificata, civile, perfettamente codificata e prevedibile.    

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venerdì, 25 gennaio 2008

De profundis Colte per voi nel mio giardino

Maggio 2006- gennaio 2008 

Se poi  penso che i protagonisti della prossima campagna elettorale saranno Il Nano, Ualter e Grillo... qualcuno sa come si preparano le pratiche per chiedere asilo politico? Pensavo di riparare in Spagna.

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sabato, 19 gennaio 2008

Random Colte per voi nel mio giardino

Nel solito sabato sera italiano, non mi resta che appollaiarmi sul letto con il portatile a fare da scaldasonno, inerte e indifferente alle voci che invitano a farsi una birra, ad andare al cinema, a fare cose e vedere gente...tanto ho il resto della settimana per portare avanti queste utili attività, il fine settimana è fatto per riposare? E allora riposiamo, perdio!

Lascio andare allora i pensieri e faccio considerazioni sui miei capelli e su quanto crescano in fretta, e su quanto con questa crescita rapida tenere un caschetto decente sia impresa ardua e difficile, direi una esperienza al limite, insomma non chiedete troppo, a ciascuno il suo, Herzog portava navi oltre le montagne per fare film come Fitzcarraldo, per me che il parrucchiere era un luogo visitato solo nelle feste comandate, dover andare ogni tre mesi non è poca cosa.

Sogno tanto, dormo poco, quindi il contenuto onirico della mia testa deve concentrarsi in poco frames: sono sulla linea di bus che mi porta nella metropoli abitualmente, nel suo consueto tragitto l'autista decide ad un certo punto immotivatamente di svoltare per Somaglia dove vengo condotta con tutta la carovana in un cascinale enorme, pieno di gente, che strepita, urla, si accalca per vedere. L'autista parcheggia, lascia acceso il bus e se ne va. Mi ritrovo, senza sapere come e perchè, oltre la muraglia di persone e apprendo che una trebbiatrice che era stata messa in carica, perchè nel sogno le trebbiatrici vanno a batteria, è partita improvvisamente da sola, facendo una strage tra la famiglia e i dipendenti del mezzadro, trovato riverso a terra con la testa mozzata. L'ultima immagine che ricordo è quella di una donna, grembiulino a fiori, gambaletti di lana, capelli chiaramente cotonati, che, passando accanto al decapitato, prende a calci ghignando la testa del defunto.

Ma dalle mie parti comunque possono succedere cose peggiori: tipo che l'amministrazione metta, rispondendo all'invito di Eminenz, un maxischermo in piazza per mandare in diretta l'Angelus delle 12, per quell'ora potrei essermi già ubriacata con lo Spritz, per non essere cosciente allo scoccare della fatidica ora.          

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mercoledì, 07 novembre 2007

Disgustorama Colte per voi nel mio giardino

MILANO 7 novembre 2007 - "Non c'è mai stato un editto bulgaro né ho mai detto che questi signori non dovevano fare televisione"

Sofia 18 aprile 2002. "L'uso che Biagi, Santoro, ... come si chiama quell'altro ... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.

Indovinello: da chi sono state pronunciate queste due frasi, tenendo conto che sono dichiarazioni della medesima persona.

Avete tre possibilità:

- Una persona affetta da dissociamento della personalità

- Una persona affetta da demenza senile (con rispetto per quelli affetti da questa patologia)

- Una persona che, per citare i nostri beneamati Offlaga Disco Pax: "ha la faccia come il c***.

In palio un bellissimo viaggio in Bulgaria, giusto per rimanere in tema.

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mercoledì, 12 settembre 2007

Forma e sostanza Colte per voi nel mio giardino

Aggiorno poco, lavoro molto, faccio cose che mi piacciono. Va beh... la dico tutta, avevo pensato di chiudere almeno temporaneamente il blog, avevo bisogno di un momento di riflessione sul significato per me di questa cosa e i costi che esso ha comportato fino a questo momento sia in termini positivi che negativi. Poi come dire la vita ti mette di fronte regali inaspettati, momenti di grazia ma che hanno con sè la potenza dell'adrenalina, sei costretta a prendere delle decisioni in fretta, senza troppo pensare, perchè nel frattempo i fantasmini si materializzano davanti ai tuoi occhi senza che tu l'abbia chiesto. Alla fine decidi di fare la cosa giusta, ovvero niente, te ne stai lì tranquilla, immobile, sorridi anche se forse il tuo potrebbe sembrare un ghignetto, sicura perchè alla fine come dire ci sono cose ben più importanti nella vita quella reale intendo, quella fatta di parole dette di persona e di motivazioni che comunque ti incuriosirebbe sapere, perchè certi comportamenti un poco ti inquietano, mica da trovarmi in casa in pigiama con un coltello conficcato nella schiena? Insomma mi scoccerebbe alquanto, anche perchè non saprei il perchè, ecchediamine! 

Che poi in questo momento sono impegnata in decisioni che richiedono tutta la lucidità e presenza d'animo possibile, e i fantasmini meglio che stiano là dove sono, che di prestare attenzione a loro e sprecare energie proprio non si può: decisioni di poco conto e che hanno a che fare con l'arrivo di un nuovo lavoretto per me. E fin qui giustamente mi si potrebbe dire: "Beh e in questi tempi di penuria di lavoro di che ti lamenti?" E invece la scelta per il si comporterebbe piccoli cambiamenti, come il mettere da parte un piccolo sogno lavorativo che sto coltivando da un pò di tempo, perchè comporterebbe un ulteriore legame con la città Giocattolo, quando io ho bisogno ogni tanto di una via di fuga "altrove" (cit. plettr.). Però so anche che potrei avere nuovi stimoli, nuova linfa, so che mi aprirebbe nuove porte di conoscenza di mondi vitali che aspiro essere anche miei un giorno.

Nel frattempo, cercando di dipanare questo dilemma, gioisco di piccole cose di pessimo gusto per citare il buon Gozzano, del tipo che:

- stasera inizia la terza serie di Doctor House, ma che non potrò vederla

- che domattina insieme allo Steccalatte pucciato nel tè, potrò comunque godere della suprema visione videoregistrata opportunamente.

- che B*orghezio, quell'essere mitologico metà bestia metà testa di c**** è finito nelle confortevoli prigioni belghe, in effetti, pensandoci,  mi è tornato subito il buon umore, nonostante i pensieri angusti. 

    

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mercoledì, 30 maggio 2007

The day after Colte per voi nel mio giardino

Leggo i giornali, comparo dati, percentuali numerini piccoli piccoli, mi piace dilettarmi con le considerazioni micro sul macro. Ho bisogno di capire, di comprendere, di darmi spiegazioni lucide e razionali, di non addossare la colpa una volta tanto alla "Gente".

Alla fine mi sono ricordata di espletare i miei doveri di cittadina, mi sono fatta forza e forse anche un pò di violenza nell'entrare nel segreto dell'urna, anche se fuori c'era un vento freddo che prendeva a schiaffi la pelle, dentro sudavo, pensavo, scuotevo alla testa, e alla fine ho scelto (ovviamente non dirò mai per cosa), a fatica, però ho scelto.

Oggi sorrido, si sorrido di un riso amaro, anche se mai avrei pensato di sorridere di una sconfitta. Reset, azzeramento, si ricomincia a raccogliere e mettere insieme i pezzi, qualcuno magari rifletterà o forse no, qualcun'altro si arrabbierà con la "Gente" che non ha capito, che non è abbastanza intelligente per valutare cosa è giusto e cosa no. Quello che serve ora è abbassare la testa e mettersi a lavorare.

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Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
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