- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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domenica, 09 novembre 2008

Follow into the dark Colte per voi nel mio giardino

La piazzetta di ghiaia, sigarette in tasca che senza ancora non so stare, giro l'angolo, colore giallo, il sole anche se è sera, ci prendiamo il viso tra le mani, ci tocchiamo come per prendere confidenza con un territorio che è nostro, ma di cui vogliamo riappropiarci lo stesso, anche se è solo una settimana. I sorrisi, quanti, rischiamo la paralisi penso, poi parole, racconti, immagini, gesticolare che con le mani in mano non posso rimanere, perchè le parole non mi bastano a raccontare il mio mondo, "Hai mai fatto teatro?" - mi chiedi- sorrido e mi schernisco, perchè in fondo vivo la vita a volte come se fossi su un palco, creo drammi che sono soufflé, fuori la crosticina sembra non volersi rompere, ma dentro ci sono solo cose buone, non solo per noi, ma per tutti quelli che hanno voglia di sedersi alla nostra tavola, tanto c'è sempre posto.




Le luci che si spengono, silenzio in sala, amarsi, lasciarsi, tutti vittime e carnefici allo stesso modo, la mano che formicola da tanto ce la stringiamo, rannicchiarsi nella sciarpa nera della nonna, ma tanto sono tutta circondata dal calore e non sento comunque freddo. Si accendono le luci, ognuno si affaccia sulla terrazza ed ha il proprio punto di vista, meglio, penso, così possiamo prendere tutto il panorama insieme, dove non arrivo io tanto ci arrivi tu. Vino, queso e jamon,  tanto per abituarci a sapori e aromi che presto saranno nostri, d'improvviso salgo sul mio palco personalissimo, gli occhi da verdi diventano marroni, cupi, metto in scena uno dei miei drammi, ti lascio al bordo del palco, non voglio che mi raggiungi, lasciami qui che tanto le cose vanno male e in due sul palco non ci possiamo stare. Tu tendi la mano, non ne vuoi sapere di andare via, accarezzi le caviglie, brividi, mi accuccio per vederti meglio, allungo le braccia, mi sollevi, strano sono leggera. Per adesso fine dello spettacolo.




Limone e miele, luce e penombra, riusciamo a dissetarci e sfamarci, lo stesso tavolo, la tovaglia verde, matite e libri per tutti e due, gomma per cancellare le cose storte, colori per scrivere favole oggi. Tu che entri piano senza disturbare, raccogli sorrisi, mettili in tasca che sono preziosi e servono sempre, prendiamo un divano così ci stiamo tutti, le nostre faccine che fanno il giro del tavolo, profumo di dolci e di autunno, thé e zucchero, ti stupisci come un bambino perchè tutto sa di buono e di pulito. Anche tu lo senti e io per oggi scrivo favole.  




    

balenato da elesole
23:16 / p-link / parole, amicizia, pictures, feel / commenti (2)

martedì, 23 settembre 2008

Pictures Colte per voi nel mio giardino

Cerco colori, forme, linee per creare qualcosa che non resterà a me, che non sarà più mio nel momento stesso in cui sarà finito. Apro la scatola degli Stabilo Boss, era lì da almeno due anni, mai aperta, mai utilizzata prima di oggi. Prendo un quaderno, di quelli antichi, a spirale con la carta grezza e scura come piace a me, perchè sa di vissuto ancora prima di viverla, perchè quando sei bianco è più facile macchiarsi... ci trovo degli scritti miei di quando avevo vent'anni di quando mi preoccupavo di compiacere tutti, fuorché me stessa, leggo parole come colpa, scusa, ho sbagliato... rileggo ancora e questa parole si ripetono come un mantra, ipnotico, talmente ossessivo che quasi mi ci ero abituata, convinta che chinare il capo fosse la sola cosa concessami gentilmente da chi avevo di fronte. L'istinto è quello di strappare le pagine, di cancellarle e negarmi pezzi di passato, desisto dall'intento e guardo con tenerezza e indulgenza verso la ragazzina con le treccine e i gonnelloni hippie, che si nascondeva dagli sguardi, che scivolava veloce tra la gente, quasi scusandosi.   

La matita scorre veloce sopra la carta, prendo gusto nel tratteggiare visetti tondi e impertinenti, nulla lascio al caso, anche i più piccoli particolari li curo, li limo, correggo e cancello, perchè vorrei perfezione per questo dono, poi la gomma non è ben pulita, qualche macchiolina da cancellatura rimane, all'inizio sono dispiaciuta, poi il dispiacere lascia spazio al senso di inadeguatezza alle situazioni e alle persone, le domande si affastellano in testa, mille perchè, perchè proprio io... come ha fatto a vedermi in mezzo a tanti, quando è successo che ci siamo riconosciuti per la prima volta... quando perchè come chi... tutto si sovrappone, come le linee nere dello stabilo che si sovrappongono a quelle della matita, finito il lavoro nulla più si distingue e poi, in fondo, non è più così importante capire dove inizia la matita e dove lo Stabilo, non è più così importante che ci siano delle sbavature, perchè la visione d'insieme è assai bella a vedersi.

balenato da elesole
00:09 / p-link / real life, pictures, trascorsi burrascosi, domande e scazzi / commenti (3)

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Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

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