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.: Strawberry Fields :. |
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Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età ! ...astenersi perditempo oggi amicizia J. K. Jerome Tre uomini in barca Glamour di novembre Marie Claire di novembre Flair settembre Animals n.5 G. Carofiglio Ragionevoli dubbi M. Crick La zuppa di Kafka G. Scerbanenco Milano Calibro 9 M. Mazzini Il giradischi di Tito A. Marazzi Vogliamo anche le rose - il libro Aa. Vv Io e l'altro - Racconti fantastici sull'Io O. Cappellani Sicilian tragedi J. Marias L'uomo sentimentale T. Labranca Chaltron Hescon S. Savage Firmino F. Abbate Quando è la rivoluzione C. Maier Intellettualoidi di tutto il mondo, unitevi! C. Magris L'infinito viaggiare C. Chaplin Opinioni di un vagabondo S. Vassalli La chimera M. Szabo La ballata di Iza G. Carofiglio Ad occhi chiusi R. Brautigan Una donna senza fortuna R. Cotroneo Il vento dell'odio J. C. Oates Tu non mi conosci Aa. Vv. Hollywood party I. Sansom Il caso dei libri scomparsi P. Colaprico Trilogia della città di M. A. Munro Nemico, amico, amante B. Sebaste Panchine R. Yates Undici solitudini E. Ferrante L'amore molesto M. JulyTu più di chiunque altro L. SciasciaTodo modo A.L. KennedyStati di grazia P. Masino Nascita e morte di una massaia R. Mcliam Wilson Eureka Street P. Corrias Vita agra di un anarchico P. Benvegnù- 500
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lunedì, 29 dicembre 2008 Sensibile Colte per voi nel mio giardino
Mi scopro esageratamente sensibile a quanto vedo e sento, leggo libri sull'ex Ddr e mi sento in colpa, di certo non una novità per me, mi sento in colpa per l'estate di due anni fa, a Berlino, quando da brava finto vetero-comunista andavo in giro per la città a caccia di reperti del Mauer, comprando spille nostalgiche da mettere sulle borse, da mostrare orgogliona (perfetta crasi di orgogliosa e cogliona, quando ho tempo dovrò metterla come voce su Wikipedia) agli amici, perfetto corollario visivo per i racconti su una città che porta ancora con sé le cicatrici della storia e che suo malgrado non riesce a consegnare alla storia le sue vicissitudini. Mentre gli occhi fanno scorrere parole di separazioni, di affetti disgregati dalla separazione forzata, di gioventù annullate, di fughe forzate, di ferite negli animi che non riescono a rimarginarsi, dell'ottusità che proviene spesso dalla fede cieca e senza intelligenza. Devo chiudere il libro per riprendere fiato, mi sento piccola e stupida, vado a cercare la borsa delle spille e tolgo i cimeli, per riporli in un cassetto, lontano dalla vista mia e degli altri, facendo ammenda per la mia superficialità. Mi sento come una spugna, assorbo tutto e velocemente, rilascio poco, accumulo, accumulo, accumulo, facendo fatica a condividere tutto quello che sento e provo, riverso l'intero contenuto dell'anima in sogni che parlano di abbandono, di perdita dell'orientamento, di umiliazioni. Talvolta l'attività onirica non basta e il disagio che sale alla gola vedendo in una sala buia immagini di camere a gas, di bambini dal pigiama a righe,sdentati e rasati, si sfoga nel silenzio di un bagno per non disturbare nessuno. Scrivevo da qualche parte che il 2008 è stato un anno vorticoso, carico di cambiamenti, di scelte per nulla facili, di spine che fanno fatica a togliersi, ho pezzi di me ancora sparsi in giro, che il 2009 sia l'anno per riparare fili spezzati, per ricomporre questo puzzle. balenato da elesole martedì, 16 dicembre 2008 All these things Colte per voi nel mio giardino
Ovviamente i giornalisti si sono sbizzarriti nell'agiografia di questo "editore fortunato" come era il titolo di un libro dedicato alla sua figura, dipingendolo sul letto di morte, preda di mille malanni e infarti ma sempre composto, curioso di quello che gli accadeva intorno perchè lamentarsi, anche se per questioni di salute, lo trovava poco elegante e poco rispettoso nei confronti dei propri interlocutori. Chiudo il giornale, anzi giro pagina, articolo di Savater sul tempo che diceva più o meno: "Chi si lagna che ha poco tempo per fare le cose, di solito è colui che lo dissipa a lamentarsi e lagnarsi, prendersi del tempo per sé è la più formidabile forma di resistenza al succedersi di giorni che spesso ci paiono insensati". Una serie di piccoli puntuti spilli mi solletica il palmo delle mani, mi sento chiamata in causa, presa come sono sempre dal lamentarmi, dal trovare qualcosa che non va, in me, negli altri, sul lavoro, nel tempo libero. La lagna se incontrollata tracima e finisce con il diventare disperazione, sono molto attenta nel chiudermi le porte, le possibili vie d'uscita, mi piace aggirarmi nel mio labirinto di pensieri dalle porte sprangate e con le chiavi per aprire ben sicure in tasca, trovo un piacere sottile nel permettere alla mia mente di bussare e bussare senza trovare soluzioni, senza volerle trovare. Per fortuna sono momenti, di questi attimi si trova traccia spesso qui, come se vivessi perennemente in questo labirinto senza uscita, però so anche che questo luogo, cui sono molto affezionata, non esaurisce tutto quello che mi accade e provo, al reale forse riservo la parte migliore, inconsapevolmente porto con me un atteggiamento benevolo nei confronti di chi incontro, curioso e aperto, pensieri del tipo "ma a noi ci piace ricordarla così". Insomma tutto questo per dire che qui trovate tutte fregnacce... no dai quasi :) balenato da elesole domenica, 09 novembre 2008 Follow into the dark Colte per voi nel mio giardino
Le luci che si spengono, silenzio in sala, amarsi, lasciarsi, tutti vittime e carnefici allo stesso modo, la mano che formicola da tanto ce la stringiamo, rannicchiarsi nella sciarpa nera della nonna, ma tanto sono tutta circondata dal calore e non sento comunque freddo. Si accendono le luci, ognuno si affaccia sulla terrazza ed ha il proprio punto di vista, meglio, penso, così possiamo prendere tutto il panorama insieme, dove non arrivo io tanto ci arrivi tu. Vino, queso e jamon, tanto per abituarci a sapori e aromi che presto saranno nostri, d'improvviso salgo sul mio palco personalissimo, gli occhi da verdi diventano marroni, cupi, metto in scena uno dei miei drammi, ti lascio al bordo del palco, non voglio che mi raggiungi, lasciami qui che tanto le cose vanno male e in due sul palco non ci possiamo stare. Tu tendi la mano, non ne vuoi sapere di andare via, accarezzi le caviglie, brividi, mi accuccio per vederti meglio, allungo le braccia, mi sollevi, strano sono leggera. Per adesso fine dello spettacolo. Limone e miele, luce e penombra, riusciamo a dissetarci e sfamarci, lo stesso tavolo, la tovaglia verde, matite e libri per tutti e due, gomma per cancellare le cose storte, colori per scrivere favole oggi. Tu che entri piano senza disturbare, raccogli sorrisi, mettili in tasca che sono preziosi e servono sempre, prendiamo un divano così ci stiamo tutti, le nostre faccine che fanno il giro del tavolo, profumo di dolci e di autunno, thé e zucchero, ti stupisci come un bambino perchè tutto sa di buono e di pulito. Anche tu lo senti e io per oggi scrivo favole.
balenato da elesole martedì, 26 febbraio 2008 La distanza Colte per voi nel mio giardino
E se tutte le risorse, le energie mentali emotive e fisiche le impiegassimo, anzichè a pensare di difenderci dagli altri a lasciarci attraversare dalle emozioni, dai vissuti, dalle parole? Muovi le tue mani su di me balenato da elesole lunedì, 26 novembre 2007 Keria Colte per voi nel mio giardino
Poi ci sono anche i pensieri leggeri e piacevoli, carichi di nostalgia, che si dischiudono all'improvviso e inaspettatamente da un sms inviato da un caro amico giramondo che ti informa di cosa sta combinando in questo periodo e che forse per Natale sarà dalle tue parti con la proposta/promessa di un caffè. L'animo più leggero perchè forse capisci che non sempre sei risultata essere come acqua fresca che passa senza lasciare il segno, perchè le persone a cui vuoi bene, incredibilmente, a volte ricambiano. Provo a leggere poesie, per ammorbidire il cuore duro e l'animo freddo glaciale, e oggi mi appunto anche qui questa poesia: Candele Restano indietro i giorni del passato, Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto, Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido, (C. Kavafis)
balenato da elesole giovedì, 06 settembre 2007 Colte per voi nel mio giardino
balenato da elesole mercoledì, 29 agosto 2007 Postcards: Berlin Colte per voi nel mio giardino
Berlino èuna ragazza in bicicletta, gonna svolazzante, borsa grande e colma di libri, che corre lontano lontano come se stesse a cavallo di un razzo.... Berlino è un ammalata ancora in convalescenza, quando si va a trovarla non si deve fare troppo rumore, perchè non ha piacere di essere disturbata troppo , però se ti avvicini con rispetto e deferenza, se vuoi ti mostra le sue ferite, puoi metterci il dito, vedi? Alcune sanguinano ancora, altre son chiuse ma hanno lasciato delle cicatrici che paiono solchi, "sai", ti sussurra piano ma con voce ferma, "vorrei dimenticare, ma non posso... e non voglio in fondo in fondo." Berlino è un padre di famiglia che torna a casa sulla U-Bahn, direzione Pankow, ha il giornale stropicciato in mano, gli occhi stanchi, occhiaie, si è alzato presto, ma non riesce a distogliere lo sguardo da tutte quelle parole fitte fitte che ha davanti a lui, intanto pensa che sabato e vicino e porterà i suoi figli a fare un pic-nic al Tiengarten, forse porteranno con loro le biciclette, il papà pensa che sarebbe proprio bello, beh ovvio tempo permettendo. Berlino sono ragazzi con le creste colorate, le pensi messe in fila, un arcobaleno ispido e per niente rassicurante, anfibi che solo a guardarli ti senti affaticata perchè pensi che siano pesanti da trascinare in giro tutto il giorno, poi però si voltano, hanno il viso segnato da notti passate in bianco tra kraut-rock e rave, ma ancora il latte sulle labbra. Loro non hanno mai conosciuto la Berlino di David Bowie coinquilino di Iggy Pop, però ne hanno lo stesso nostalgia. Berlino sono tante anime, una volta divise da una barriera che era solo fisica e che ora a tratti resiste, nello spirito. balenato da elesole lunedì, 14 maggio 2007 Faccio cose Colte per voi nel mio giardino
Potrei continuare con un sabato affannato tra treni e bus-navetta stipati di gente diversa e che mal sopporti: alpini in trasferta alcolica verso Cuneo, giovani studentesse che si intrattengono con un uomo di mezza età che elegantemente (ma non troppo) fa apprezzamenti sul decoltè di una delle ragazze, tifosi juventini che la levataccia mattutina non ha fiaccato, che sventolano orgogliosamente sciarpe, stendardi bianconeri da esibire con orgoglio a tutti i compagni di viaggio. Io sono poco animale sociale in questo periodo, alzo il volume di Tino (questo è il nome che ho deciso di dare al mio compagno musicale di viaggio), sollevo il giornale e mi isolo. Potrei raccontare volendo della Fiera del libro, degli incontri mancati, dei fiumi di persone, della fatica che ho fatto a trattenermi di fronte al paradiso di carta che mi si stagliava dinnanzi con imponenza, del mio conto corrente che per fortuna è salvo, dell' autografo con cuore di Joe dei La Crus giustamente incazzato per la performance piantata a metà per colpa di un'organizzazione che a volte vuole strafare scontentando tutti, di nomi che prendono fattezze umane, dello straniamento che ti provoca sempre l'associare nomi a visi, dell'idea che ti eri fatta sulla voce, sulle mani di persone che con le loro parole ti fanno compagnia e che un attimo dopo non è più lei. Potrei concludere con una domenica passata tra lavoro, tra le immagini di una mostra che è divenuta una dolororosa e splendida tradizione, e mi chiedo perchè guardando quelle immagini, ho l'impressione che le foto di guerra siano aumentate e con loro le piccole innocenti vittime immortalate dagli scatti. Ma non ci avevano raccontato che noi viviamo in un'epoca di pace? balenato da elesole giovedì, 03 maggio 2007 Outing Colte per voi nel mio giardino Ho deciso di rompere la sequenza di post lagna su quanto è brutta-dura la vita, anche se devo dire che le corsie degli ospedali sono ottimi osservatori per scrutare l'umanità e per sperimentare forme di DICO temporanei basati sulla solidarietà di condizione e situazione. Ecco a proposito di Dico e dintorni, in contemporaneamente con quella cosa che chiamano family day esce un libro a mio parere imperdibile: Perché è omofobo da sempre? E ricordate... perchè la lotta Cei versus Gay sulle questioni legate a Pacs, Dico e dintorni è una lotta intestina (va da sè per chi tifo) balenato da elesole giovedì, 05 aprile 2007 La livella Colte per voi nel mio giardino
E poi ti giri, osservi scutri... uno, due, tre, quattro cinque piccoli alberelli di natale disseminati in giro, forse per evocare 365 giorni all'anno il calore, il senso di abbraccio che le feste portano con sè e che negli ultimi tempi assai poco aveva sperimentato. Morire non è bello e il pensiero e l'eventualità di tale evento ci fa ribrezzo e ci spaventa. Morire in solitudine è ingiusto. P.S: chiedo a chi passa di non commentare questo post, qui si cerca nonostante tutto di non crollare anche se la tentazione è forte. |
Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou
Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità , la slealtà , la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì. ![]() Lost Emily Which Emily Strange are you? brought to you by Quizilla Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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