- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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domenica, 23 novembre 2008

November wind Colte per voi nel mio giardino

Novembre è vento che strappa le ultime tenaci foglie, le fa danzare per aria, walzer mazurka e tango, vuole favorire un ballo? Prefeisco guardare, preferisco stare in disparte, in silenzio, saltellare sui due piedi per danzare da sola e sentire meno freddo e non lasciare le dita dei piedi congelate sull'asfalto



Novembre è mandarini, tè caldo aromatizzato, tundra cannella e miele, per riscaldare lo stomaco e metterlo a tacere, perchè ogni tanto urla pure lui, si ribella alle pressioni cui lo sottopongo. Accumulo pensieri, carta, inchiostro, vorrei trattenere tutte le parole che ruotano e mi entrano nel sangue, non sempre sono parole buone, colorate, non sempre portano ossigeno, perchè è questo di cui il cuore ha bisogno, più di frequente sono parole pesanti, macigni, fanno fatica a passare nelle vene, tra le arterie, non riescono ad arrivare al cuore, ingolfano e appesantiscono, il cuore batte più in fretta alla ricerca di bolle d'aria, ossigeno non anidride carbonica voglio- mi dice- questa la respiro tutti i giorni, tra gli scarichi dei bus che di corsa mi fai prendere, tra la macchine che ti sfrecciano davanti e che schivi anche quando c'è rosso, perchè sei in ritardo. Voglio parole color rosso come una tovaglia a quadretti che porta allegria, qualche parola gialla, perchè anche se fa freddo c'è sempre bisogno di sole, un po' di parole blu per non fermarsi alla superficie delle cose, avere il coraggio di mettersi boccaglio, maschera e pinne per immergersi nella profondità della complessità. Grigio nero e bianco solo per gonne, maglioni, vestite, calze e calzini, l'esteriorità come essenzialità.



Novembre è strati di calore da mettersi sulla pelle, come una cipolla, che se la sbucci però non fa piangere, ma dà gusto e sapore quando il palato e la lingua la incontrano.



Novembre è riconoscersi non ancora sarta di se stessa, non sono ancora in grado di prendermi le misure, i vestiti che mi cucio addosso ora sono troppo stretti e mi danno fastidio, ora sono troppo larghi e non mi piaccio. Lascio agli altri sarti prendere per il momento le misure, intanto che prendo confidenza con me stessa.  











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venerdì, 20 giugno 2008

Rainbows Colte per voi nel mio giardino

I nuvoloni alti in cielo, il tuo nasino appiccicato al vetro della macchina, scrutare il cielo per capire dove tira il vento e calcolare la traiettoria, la direzione verso la quale si sarebbero riversate secchiate di acqua, guardarsi e rassegnarsi a sfoderare mantelline, ombrellini, cappellini, assomigliare a tanti piccoli alieni colorati, chi in verde, chi in blu, chi in nero.

Superare indenni l'acquazzone che improvviso si è rovesciato su Milano poco tempo prima dell'inizio della celebrazione di un rito, perchè il concerto dei Radiohead non è stato solo una bella, straordinaria esibizione di un gruppo che molto ho amato,  è stato la celebrazione di un rito quasi sacro, tanto forte era il clima di attesa prima dell'inizio. Poi eccolo salire sul palco, una figura tanto esile quanto magnetica, piccolo piccolo sul palco sterminato e che sembrava piangere, non lacrime, ma colori, verde, poi blu, poi rosso, rimanere ipnotizzati dai gesti scomposti e nervosi di Tom, sentire dentro un nodo che aveva bisogno di sciogliersi, qualche lacrima versata nascosta nell'enorme mantellina verde che mi faceva sentire al sicuro, come in una tana, mentre ascolto rapita "Street spirit" , lacrime di liberazione, ecco il miracolo si è compiuto, sentirsi più leggere, grazie anche a chi quelle lacrime le sa asciugare con un sorriso buono e una battuta al momento giusto.

 Stare così bene che non pesa il giorno dopo alzarsi all'alba per prendere un treno, per una toccata e fuga lavorativa a Roma, accompagnata da pensieri dolci nel dormiveglia. Termini come sempre allegramente caotica, uscire per orientarsi e rimanere a bocca aperta: il cielo azzurro, il sole incredibilmente caldo che era da troppo tempo che aspettavo, il vento che però allevia il repentino cambiamento di clima e, forse, il ritorno dell'arcobaleno.  

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mercoledì, 07 maggio 2008

Ilogica allegria Colte per voi nel mio giardino

Sbarco a Milano in una calda giornata di maggio, mi sento leggera, lieve, sarà anche per il pezzo di dente in meno che ho da qualche giorno, la cosa buffa è che da fuori non si vede niente, è successo tutto dietro le quinte, ora ho un dente che somiglia a un uovo di pasqua bello fuori e vuoto dentro, e la cosa peggiore è che non ho neppure trovato una sorpresa. Poi ho pensato che il mio dente ballerino assomiglia anche un po' a quei rapporti, relazioni con persone che talvolta si incontrano sul cammino: all'apparenza tutto sembra bello , una volta, come per il mio dente c'era il pieno, di  progetti, di chiaccherate infinite, di risate leggere e serie per non farsi schiacciare dalla realtà. Da fuori poteva sembrare tutto quasi perfetto, poi ho guardato bene dietro e dentro e ho visto che come una carie, alcune disattenzioni, l'incacrenimento di alcuni atteggiamenti e comportamenti, l'indurimento del cuore, hanno scavato e scavato per non lasciare dentro  più niente, ho provato a vedere se c'è qualche segno di vita, chiamo, talvolta urlo ma la risposta che torna indietro è solo l'eco della mia voce. E allora che faccio? Tolgo il dente svuotato e e ne metto uno finto, posticcio, consapevole che non sarà mai più la stessa cosa

Tutto questo per dire che presto farò avanti e indietro per qualche tempo dal dentista, cosa che normalmente provoca nelle persone normodotate un senso di terrore e fastidio per il dolore e per il pensiero del portafoglio di volta in volta sempre più leggero . Si diceva di persone normodate, ma essendo io persona non propriamente equilibrata, la cosa non mi intimorisce, sarà forse per il grazioso odontotecnico, dalla capigliatura sbarazzina e l'occhialino intellettuale che mi ha messo le mani addosso... in bocca cosa credevate eh?! Sempre a pensare male.

Intanto ascolto in loop il cd nuovo di Manuel ammore mio, individuo nuovi motivetti da canticchiare, scovo su Youtube il video di "Riprendere Berlino" e in un eccesso di megalomania immagino che per girarlo abbiano per forza letto il mio post di ritorno dalla teteschia cittadina. Beh siccome non si sa mai vorrei salutare il mio Manuel ammnmore nel caso in cui fosse in lettura in questo momento.     

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martedì, 22 aprile 2008

Mirandolina l'olandesina Colte per voi nel mio giardino

La valigia si rifiuta di collaborare e non si lascia misurare, da buona paranoica quale sono, sto misurando e valutando tutte le possibili soluzioni che ho ha dispozisione , valigie, zaini, trolley per poterle spacciare per bagaglio a mano e risparmiarmi il momento ansiogeno del recupero bagagli sul nastro trasportatore che tra l'altro mi sembra un fantastico gioco per bambini, altro che l'ottovolante, in effetti l'idea di sedermi e farmi trasportare a ripetizione mi attira, non fosse che son timida e non agevole da trasportare e gli occhi delle persone mi mettono a disagio, spesso e volentieri.

Tutta questa bellerrima digressione iniziale per dirvi che domani PARTOOOOO, destinazione il paese dei tulipani e dell'erbetta fresca (ovviamente qualsiasi riferimento è puramente voluto), degli zoccoli e dei mulini a vento, a questo punto del post dovreste avere facilmente capito la mia destinazione e quindi non la dirò, perchè un po' sono burlona un po' sono idiota un po' perchè questo non è un blog banale, ma ermetico, talmente ermetico che talvolta mi perdo anch'io nei rivoli e nelle parentesi che apro.

Poi siccome sono anche generosa volevo lasciarvi e condividere con quelli che passeranno di qui una mia nuova scoperta musicale, io ne vado molto orgogliona e ho preso pure il cd, perchè a volte sono musicalmente masochista e le botte trash mi fanno poi sperare in una vita migliore del genere umano: loro si chiamano "Il genio", sono un duo di Lecce e la mia hit per questo viaggio sarà "Pop porno" (così per dire eh, perchè io sono una ragazza serissima)

Fate i bravi e festeggiate bene il 25 aprile che in questo periodo ce n'è proprio bisogno, per ricordare da dove veniamo e forse anche per tracciare la strada che ci sta davanti.

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18:38 / p-link / cazzi e mazzi, muzika / commenti (6)

martedì, 26 febbraio 2008

La distanza Colte per voi nel mio giardino

 

E se tutte le risorse, le energie mentali emotive e fisiche le impiegassimo, anzichè a pensare di difenderci dagli altri a lasciarci attraversare dalle emozioni, dai vissuti, dalle parole?   

Muovi le tue mani su di me
Il silenzio sembra indispensabile
Per controllare le parole
E dimostrare di sentirsi debole
Tu da me non hai che l'assenza
Quello che ti resta è la distanza
Tu da me non avrai che l'assenza
Muovati rapidamente
Legami
Poi controlla l'instabilità
di ogni nostro punto di contatto e spiegami
cosa vuoi da me, come devo cambiare per non farti star male
Tu da me non hai che l'assenza
Quello che ti resta è la distanza
Tu da me non avrai che l'assenza
Quello che ti resta è la distanza
La distanza
Muovi le tue mani su di me
Il silenzio sembra indispensabile
E poi finire le parole dentro ai gesti stanchi
e poi tornare ad imparare a rimanere soli
Siamo lontani
Lontani
Così quello che ti resta è la distanza
Tu da me non avrai che l'assenza
Quello che ti resta è la distanza
La distanza
E poi finire le parole
Come finire le parole

Testi di Paolo Benvegnù - La distanza

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domenica, 18 novembre 2007

Cose buffe Colte per voi nel mio giardino

Certo, non è mai bene prendere la macchina, mettersi in viaggio per un luogo mai visto, esistente certo perchè indicato sulla cartina, ma con il dubbio in testa "Chissà se mai lo troveremo". Non è neppure bene partire per un concerto senza avere il biglietto in mano, pensando "Massì, in questo posto dimenticato da dio chi vuoi che venga a sentire un concerto, di una cantante che poi non è famosissima". Ecco se vi colgono questi ragionamenti, in un impeto di ottimismo, riponeteli nella cassetta di latta dei biscotti al burro danesi (avanti chi non ha a casa una scatola blu o giallognola di biscotti al burro danesi?) e seppelliteli con quello che volete, altri biscotti, fili, perline, sigillate la scatola per bene e non fateli più uscire. Vi risparmierete momenti di ansia inutile davanti alla sterminata fila dei senza biglietto, ottimisti come voi, tutti in coda davanti al  teatro comunale, che più che teatro sembra una sala per spettacoli oratoriali con le sedie di legno dagli schienali rigidi, sedie traditrici che non appena ti alzi, zac, ingoiano cappotti, borse, sciarpe e a volte anche mani, se non stai attento e svelto a toglierle. Eviterete di attendere davanti a simpatici ragazzotti bresciani che millantano amicizie con l'organizzazione e che vogliono accaparrarsi biglietti, non prenotati, e che spettano di diritto a voi che siete davanti alla cassa, portafoglio aperto ma non troppo, pronti a sfoderare la banconota, pronti a tutto nel caso.

Ecco, se riuscite a sopravvivere a questo carico di stress, magari vi capiterà anche di assistere a un concerto inatteso, bello, caldo, buffo, per lei, che pensavate e vi avevano dipinto come una stronza, ombrosa, scostante e distante e che si rivela  invece essere buffa, dolcemente impacciata mentre presenta affettuosamente uno a uno i musicisti che l'accompagnano nel suo tour, per ognuno un complimento, per ognuno una storia da raccontare. Dopo ieri sera ho un po' di motivi in più per adorare Cristina Donà, oltre alle sue canzoni, che hanno accompagnato alcuni momenti topici degli ultimi anni, perchè ipnotizza nel suo "sentirsi fuori posto", perchè mentre accorda per finta la chitarra (già accordatissima) tiene gli occhi bassi per non guardare il pubblico, perchè è bello essere pudici e diventare piccoli piccoli, perchè per essere femmine non c'è bisogno di essere sguiate e sfrontate. Ecco, da grande mi piacerebbe essere un pò come lei, vestito nero da sera, ballerine nere ai piedi, melodie ariose e chitarre rock.    

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giovedì, 22 marzo 2007

Aggiornamenti Colte per voi nel mio giardino

Qui cari miei non si batte la fiacca anche se si posta con discontinuità e con altrettanta discontinuità si riesce a passare dalle altre vostre parti. Però. (che fa tanto Nicole Krauss, si me la voglio tirare oggi).

Vi aggiorno dicendo che:

- dopo il funerale del mio lettorino nero (del resto la mise funerea doveva servirmi da monito) che è stato svolto alla presenza della sottoscritta, che per l'occasione ha messo tra i capelli una rosa rossa in sua memoria, del Tenero che mi sosteneva per evitare che cadessi preda dello scoramento, come una vedova allegra mi sono buttata alla ricerca di un nuovo compagno di musica con cui intrattenere nuove liason amorose a suon di musica. L'ho trovato, è il contrario del Fu, è bianco splendente e solare , quando si accende vederndomi si può scorgere sul suo petto candido e immacolato un fiore con la corolla verde. Siccome non voglio che mi lasci troppo presto, per non fargli prendere freddo e per sollevarlo dalle mie paure e dalle ipocondrie (ehm no quella era una canzone, premio "Le so tutte" a chi lo indovina ma è facile su...) gli metto sempre un cappottino, di cotone perchè si dovrebbe andare nella bella stagione.

- ho esaurito i miei bonus sfighe di marzo; già perchè marzo è il mese alle sfighe (proprio come a ottobre c'è il mese della prevenzione dentale) di Elesole che a marzo di quest'anno ha perso precocemente e misteriosamente il Fu (vd. sopra) e sta rischiando di perdere un ghiotto pacco libresco proveniente da Roma, per colpa della Poste italiane con la complicità del perfido padre, che teme di rivaleggiare con me durante le noste discussioni (più o meno) culturali. Due accadimenti sono già avvenuti, dunque dovrei stare tranquilla. Il record è ancora detenuto saldamente dal marzo 2005 quando in sequenza nel giro di 20 giorni: 1)mi rubarono il portafoglio; 2) mi ruppi il mignolino del piede sinistro e per premio mi misero il gesso fino al ginocchio per un mese.

- sto sviluppando una nuove ossessione amorosa, dopo Mmmmmauel adesso nel mio cuore e on my mind c'è solo Lui, ho tra le mani in questi giorni un cd+dvd di un live alla Casa 139 di giugno dello scorso anno, ah che ricordi, Cesare che esordisce chiedendo una birra, Cesare che fuma, io che con la sola forza del pensiero gli chiedo di farmi una certa canzone e lui mi esaudisce, se non è amore questo... per non parlare poi del viaggio di ritorno, quando, dopo averlo lasciato (probabilmente a ubriacarsi) mi imbattei sul tram in un srilankino che voleva leggermi la mano e diventare mio marito, la risposta ovviamente la sta aspettando ancora adesso.

Stay tuned miei cari (o come cavolo si dice)   

balenato da elesole
18:10 / p-link / cazzi e mazzi, milanesità, muzika / commenti (8)

martedì, 13 marzo 2007

Poltergeist Colte per voi nel mio giardino

Quando il logorio della vita moderna e l'assoluta mancanza di idee per passare un sabato sera in allegria ti portano a finire in una frazione nella bresciana che pare essere ancora Brescia e allora non si capisce perchè c'abbia un nome diverso, stai pur certa che di sicuro non ti annoierai.Capita così di mettersi in viaggio per un'ora di macchina cavandosi gli occhi per vedere indicazioni messe come sempre di merda per trovare la retta via e perdersi ugualmente tra tangenziali che esplodono, cantieri, milioni di rotonde chè ormai in Italia sono l'ultima moda in materia di viabilità.

Quando le speranze di trovare il posto per andare a sentire un gruppo italiano mai sentito e sconosciuto, appoggiandosi sulle informazioni raccatate in rete, sembrano essere lì per lì per liquefarsi e lasciare il posto a una mesta ma incazzata rassegnazione per l'imperizia del navigatore (io) e per il pessimismo cosmico del mio compare di viaggio, la vostra salvezza è il bowling! Questo ovviamente non vuol dire che la vostra disperazione sia così elevata da voler optare per  scarpe bicolori e una folla di adolescenti in piena tempesta ormonale, sarebbe stato troppo anche per noi, piuttosto vuol dire che non tutta la gioventù è bruciata e che le anime pie esistono ancora e sanno anche dare indicazioni stradali che neanche la guida Michelin sarebbe in grado di dare. O forse la verità è che si erano stufati di vedere la sottoscritta appoggiata alla macchina in preda a un raptus compulsivo che ti portava a fare in serie i palloni con la big babol alla fragola ( però quelle senza zucchero allo xilitolo), insomma una cosa da non vedersi. I giuovini sono prodighi di particolari del tipo: "Ah si quel posto è appena dietro la chiesa, sapete quella famosa dove hanno trovato morta una ragazza questa estate", brividi di ghiaccio scendono veloci per la schiena e smetti persino di fare i palloni col ceingum.

Certi di essere finiti in qualche congrega satanista e non avendo aglio a portata di mano, mettete in bella vista la coroncina aromatizzata alla rosa di Padre pio-pio per tenere lontano le forze maligne, passate accanto alla chiesa "famosa" ( i brividi scendono e sudate pure freddo pezzando la vostra nuoverrisma maglietta), parcheggiate sperando di rivedere presto la vostra macchinina, e vi accingete al luogo deputato per questo concerto. Il locale è un cubicolo stretto e lungo, con un palco micro e infatti il fantomatico gruppo è seduto stretto stretto viscino viscino, ci sono ragazzotti indie con la solita frangia spiaccicata sull'occhio e tu ti chiedi come fanno a vedere che tu hai bisogno pure degli occhiali per vederci bene, ci sono ragazze, uomini, donne e pure bambini, allora pensi che forse per stavolta la pellaccia la porterete a casa e che non si tratta di un ritrovo di satanisti. Il concerto scorre via liscio, in una atmosfera quasi casalinga, di sicuro molto intima, ci trovi echi degli Eels, qualche spruzzatina malinconica alla Elliottino Smith, la giusta attitudine indie ma senza prendersi troppo sul serio, insomma adorabili e da ascoltare!

Resta il fatto comunque, nonostante la bella serata e l'ottima musica ascoltata, che quando uscite dal cubicolo rosso, nonostante siate notevolmente più rilassati rispetto all'andata (complice la birra ingurgitata) quando passate davanti alla chiesa istintivamente ti stringi al tuo compare e accelleri il passo.

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domenica, 11 febbraio 2007

La malattia avanza Colte per voi nel mio giardino

Aggirarsi per la Fnac di via Torino fingendo che sia tutto normale, tranquillo, controllare le ultime uscite e riuscire finalmente ad accapparsi questo cd, che era da tre settimane che lo inseguivi, aggirarsi per le corsie con circospezione, con timore e tremore perchè da un momento all'altro potrebbe palesarsi davanti a te... chissè tu cosa farai, sarai tranquilla, felice di trovarlo, oppure sarà solo una delusione? Insomma tutte queste domande si affollano per la testa, e nel mentre ti trovi nel reparto musica electro, stai cercando di ritardare il momento dell'incontro... mmmm chissà se sarà come te lo aspettavi, chissà se quando lo stringerai ti sembrerà vero, di certo qualcuno dovrà essere lì vicino a darti un pizzicotto, solo allora sarai certa di non stare sognando.

Il percorso continua, ti attardi nell'area alternative, poi passi in rassegna i dvd in offerta, toh guarda un doppio dvd di Nick Cave con anche doppio cd live, ma non hai voglia di deprimerti più del dovuto, anche se passi l'informazione a chi sicuramente più di te lo apprezzerà. Ti avvicini con deferenza al settore musica italiana, il momento dell'inevitabile incontro, del contatto si fa sempre più vicino, le tue mani cominciano a sudare, chiedi ausilio al tuo accompagnatore per non sbagliarti, l'hai visto solo una volta in foto e non vorresti proprio confonderti rischiando di incrociarlo senza vederlo, di perdere il tuo personale appuntamento con il paradiso. Ma mentre fai questi pensieri lui è lì che ti guarda tra gli espositori, è proprio come lo ricordavi, forse anche più bello, le farfalle nello stomaco girano e svolazzano, per un momento ti gira la testa perchè quasi non credi possibile che sia lì, davanti a te, l'hai così desiderato e aspettato ed ora è tra le tue braccia, si non è un sogno ma è tutto decisamente vero.

Ma ora è tuo e te lo godi nel letto di casa tua, tra candide lenzuola di flanella e il piumone colorato, le immagini scorrono, sei proprio soddisfatta del dvd degli Afterhours 

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sabato, 03 febbraio 2007

Il dibattito no! Colte per voi nel mio giardino

Darsi ad attività culturali nel poco tempo libero che gli impegni ci permettono di avere non è sempre una buona idea, ti informi, leggi recensioni, pareri o semplicemente ti fai trascinare dalla curiosità, dalla voglia di vedere, sentire, esserci insomma, è come avere un motorino a scoppio dentro che ti fa smuovere anche quando fuori gli orsi polari vanno a passeggio per le vie del centro a braccetto con i pinguini, quando i luoghi a te famigliari diventano improvvisamente sconosciuti perchè i contorni non sono più visibili, tutto sfumato e confuso, cosa che per te che ami la definitezza delle forme ti mette addosso una strana forma d'ansia e così somatizzi e somatizzi, stomaco chiuso, senso di tremore alle gambe, svengo o non svengo, quasi quasi, ma poi pensi che sia meglio mantenersi ferma e stabile sulle proprie posizioni, sulle proprie solide gambe.

Tutta questa poetica premessa per dire che nel giro di due giorni ti sei portata a casa due delusioni/incazzature che forse la prossima volta che ti autoprospetti serate pigiama-camomilla faresti bene per una volta a seguire il tuo istinto pigronesto, anche perchè poi consideri il fatto che se l'inverno è fatto da nebbie, freddo polare una ragione ci sarà, ma noi ostinate creature umane osiamo sfidare questa legge di natura e allora prenditi, beccati un film brutto, ma brutto, noioso, di quelli che è più il tempo passato a guardare l'orologio, a confrontarlo con la durata indicata dalla scheda che pimpantona hai preso all'ingresso della sala per prepararti alla visione, che non quello dedicato alle immagini (brutte) e gli attori (scialbi) che passano sullo schermo. "Cuori" di Alain Resnais è un tentativo mal riuscito di portare al cinema un'opera che forse a teatro rende sicuramente bene, forse perchè l'opera da cui è tratta E' un'opera teatrale, tutta quella neve che scende per tutto il film avrebbe la pretesa di avere un alone poetico, ma su di te ha il risultato di infastidirti, di interrogarti per tutta la durata del film su come cavolo può scendere tutta quella neve per giorni e i protagonisti vanno e vengono senza problemi, quando lo scorso anno è bastato un giorno di nevicata intensa per mettere fuori gioco tutto e tutti. Un film che vorrebbe essere curato nei dettagli e che si perde su errori grossolani come quello di fare vedere prima la linda camicetta di una delle protagoniste zuppa di pappa al pomodoro e dopo un paio d'ore dal fattaccio riproporre la stessa nello stesso posto senza evidenti possibilità di lavarla, bianca linda pulita come se niente fosse successo. Dite che sono troppo dura? Eppure a me piace l'accuratezza delle ricostruzioni e delle sceneggiature, i particolari che mai da solo ti sogneresti di cogliere e che lo sguardo del regista ti mostra. Tutto questo in "Cuori" non c'è, c'è solo approssimazione, solitudine (tanta) ma senza che dica niente di più di un "Oh poveri noi come è dura vivere le relazioni ai giorni nostri", ma forse lo sapevamo già da soli senza che Resnais ci facesse due ore di film e lo premiassero pure a Venezia con il Leone d'argento insieme alla Morante, attrice in questo film, che da quando ha recitato per Muccino pare imprigionata nel ruolo di nevrotica, radical chic, accanita fumatrice mangiatrice di unghie.

Ma passiamo al secondo evento che ha lasciato l'amaro in bocca e anche un pò di cacca sotto una scarpa che ha avuto la sventura di appoggiarsi su copiose defecazioni canine, che data la quantità hai avuto il dubbio che fossero cavalline più che canine. "Marta sui tubi" al Conchetta, avrebbe potuto essere un bel concerto, loro bravissimi anche se Giovanni il cantante ti è sembrato più fanfarone del solito ma un pò fuori forma canora, prima scherza con tutti, fa il bischero, dice "Che bella Milano, peccato che non c'è la mafia", ma ad un certo punto si accorge che c'è qualcosa che non va e si concentra e fa un pò meno l'istrione, certo lo spettacolo magari perde qualcosa ma la prestazione ritorna ai consueti livelli di mostruosa tecnica e bravura, se poi canta, come fa, una delle tue preferite, "L'Abbandono" sei disposta a perdonargli qualsiasi cosa .  Dicevamo, poteva essere un bel concerto peccato per la gente: tanta, troppa, tutti altissimi (e forse io troppo nanetta), a tal proposito ringrazio la torre di Pisa barbuta alta 1, 95 che per gentile concessione a metà concerto ha pensato che forse era il caso di andare nelle retrovie, vedendo forse il mio viso diventare blu cianotico dopo che ha spogliato la sua sudatissima maglietta, a righe obiuvsly, facendomi assaporare le fresca fraganza delle sue ascelle. Poi tutti insopportabilmente "alternative vorrei ma non posso", capelli rasta ma polo di Ralph Laurent, discorsi che vertono sulla qualità della ganja che fumano e sulla prossima tipa che vogliono abbordare e che stante a loro, per come si veste sicuramente ci starà (!). 

Pensi che stasera ti darai un'ultima chance, intanto di sottecchi guardi il pigiamino a righe e la tazza per le tisane appoggiata sul davanzale della finestra che ti fanno l'occhiolino

balenato da elesole
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