- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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A.a Vv.-Il paese è reale
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Racconto di natale,La felicità porta fortuna, L'ospite inatteso, The millionaire,Ex, I love shopping, Milk, Questione di cuore, Giulia non esce la sera, Rachel sta per sposarsi, Terra madre, Lo strano caso di Benjamin Button,L'amore nascosto,Che- l'Argentino e Guerriglia, Una soluzione razionale,Videocracy, L'amore e basta, L'uomo che fissa le capre (quando il trailer è meglio del film)

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mercoledì, 16 dicembre 2009

Mentre tutto scorre Colte per voi nel mio giardino

Puff, pant, tolgo un po' di sudore dalla fronte, mi tolgo gli scaldamuscoli, inspirare ed espirare, ahhhhh, uffffff, ahhhhhh, uffff, pant... credo di avere concluso la maratona invernale 2009. Vedo una panchina, è coperta dalle foglie secche, gialle, rosse, i colori dell'autunno, le sposto e sotto un sottile strato di brina rende la seduta quasi di cristallo, la consistenza dell'inverno che puntuale è arrivato. Mi fermo solo un poco, mi siedo giusto quel che basta per prendere fiato, per lasciarmi portare via dai pensieri, è troppo che non lo faccio, è troppo che sono dedita al fare e poco al pensare. Non che la cosa mi sia dispiaciuta, i risvolti si sono rivelati decisamente interessanti: umore sull'incazzato andandante di default, adrenalina a mille senza utilizzo di psicofarmaci, droghe o loro derivati (aka R*edbull), caffè quanto basta per essere sempre lucida, nicotina ingerita, assai.




Certo il fisico ne ha risentito, l'osso sacro pulsa per le ore passate alla scrivania a scrivere, il respiro ogni tanto si trasforma in silenti rantoli, lo stato emotivo è ormai reso ancora più precario dalla stanchezza, cosa che diviene palese quando prima di andare a letto metto accanto a me un simpatico pupazzetto a forma di mucca senza nome ancora, che mi fa compagnia mentre leggo le mie quotidiane pagine della buona notte. Giusto perchè ci tengo alla mia lucidità mentale e al mio famoso equilibrio.




A parte questo navigo a vista, mi lascio percorrere dalle correnti, instabili e vorticose in alcuni momenti, placide e lente in altri, cerco di non porre resistenza, gli argini che ho posto per contenere il fluire delle cose sono solidi e non crolleranno facilmente, tuttavia si lasciano consumare dal fluire discontinuo, prendono forme nuove pur mantenendo i tratti originari, Come dire, vedersi nuovi solo perchè cambiamo il punto di vista, o forse perchè mi guardo attraverso la lente di un caleidoscopio, più che attraverso una lente di ingrandimento.




Infilo il mio naso all'insù dappertutto, fiuto le novità anche se sono lontane, forse più che all'insù il mio naso somiglia a quello del cane da tartufi, mi lascio cogliere di sorpresa, lo stupore come bevanda energizzante, un bicchiere al giorno e posso sollevare il mondo. Ma forse non è necessario arrivare a così tanto, mi basta avere in borsa una sparabiscotti con 20 formine diverse, oppure la bambola voodo portastuzzicadenti per sorridere anche in mezzo alla baraonda pre-natalizia, questo per dire che un giro al reparto casalinghi della R'inascente può cambiarti la giornata in meglio. E' vero, a volte mi accontento di poco, e spesso succede che così godo di molto.

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venerdì, 06 novembre 2009

Post punteiforme Colte per voi nel mio giardino

Inganno l'attesa prima di uscire a prendermi un ottimo aperitivo con la sorellanza e amicanza e scrivo.

Mmm da dove iniziare, veramente avrei l'imbarazzo delle scelta, opto per un post a punti giusto per fare ordine, che la mente frulla in continuazione pensieri, idee, progetti che stanno incominciando a camminare speditamente;  sono meno scassaminchia del solito e la cosa mi sta dando enormi soddisfazioni.



- ho fatto pace con i miei capelli che andavano in giro in maniera indipendente facendomi fare pessime figure, a loro piaceva la forma a funghetto. Prima ho cercato di lottare con loro, ho imbracciato spazzola, phon, ho provato millemila tipi di balsamo "capelli lisci perfetti", volumizzanti, ristrutturanti, due in uno, tre per due... niente. Ma siccome quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, ho assoldato una sicaria, di forbici armata a ripristinare l'ordine che quei sovversivi avevano scompigliato. 



- la vecchiaia avanza lenta e inesorabile, la parrucchiera mi fa notare che cominciano ad affacciarsi i primi capelli bianchi, faccio spallucce avendo cura prima di essermi accertata che non sta sforbiciando, perchè non sia mai che la frangetta risulti sbilenca, è una cosa che non potrei sopportare. Sfodero la versione Elezen, con noncuranza metto la mano al petto, schiarisco la voce faccio affermazioni di un certo peso del tipo: "Eh sai com'è a 33 anni è normale credo, no?". Salvo poi farmi un esame tricologico allo specchio non appena arrivata a casa, oh io non li ho ancora trovati. Che fosse un tentativo di persuasione occulta finalizzata a farmi fare una tinta! Ma per piacere! A parte questo mi fa male l'osso sacro, sarà l'umidità, sarà che non c'è il sole, sarà che fuori piove.



- vivo assecondando il flusso delle stagioni, cerco di riempire casa di marrone, arancione, di colori autunnali, ho cominciato con un mazzolino di fiori secchi, foglie assortite, inizio a decorare il balcone con le genzianelle, le incoraggio a resistere, anche se già danno segni di cedimento, ma la forza del mio amore le salverà dalla fine, o almeno così mi piace credere. Visto il fallimento del mio pollice verde cerco conforto nell'arte culinaria, grandi soddisfazioni provengono da broccoli, funghi, cime di rapa, le quotazioni di zuppe e creme di qualunque specie sono in sensibile rialzo, ora non resta che diversificare il portofolio degli investimenti. 



Per il resto... a casa stanno tutti bene, grazie. 

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lunedì, 12 ottobre 2009

Bad timing Colte per voi nel mio giardino

Sbaglio il tempo, sbaglio il ritmo, mannaggia a me, eppure anche se non mi sono mai cimentata nella nobile arte del drumming, che lascio ad altre mani più esperte, quando frequentavo la scuola civica della città giocattolo, solfeggio era una delle mie materie preferite. Prendevo il mio ditino indice della mano destra e via, dooo-oo-oo, lo battevo come la partitura chiedeva sul tavolo con talmente tanta convinzione che alla fine del corso avevo un bel callo sull'indice della mano destra e svariati altri calli sulle dita della sinistra, date le mie velleità chitarristiche dell'epoca.


In questi giorni invece calcolo male i tempi e ora faccio un rapido elenco così cerco di spiegarmi:


- desiderosa di maglioni a scaldare le domeniche pomeriggio in pigiama, di chiacchere intime davanti a una tazza di tè caldo alla vaniglia penso di propriziare l'arrivo del colonnello autunno vestendomi come se fossi a Livigno a dicembre anche quando invece Milano sembra Sharm a maggio, sudo, comincio a sfogliarmi come una cipolla, via giubbotto, via sciarpetta, via cardigan di cotone, sono pronta per andare al mare praticamente. Poi stamattina, memore della mise "bellezze al mare", golfino leggero, maglietta a mezze maniche, scendo le scale, apro il portone e mi trovo in mezzo a una bufera di foglie, ho l'aspetto di Medusa quando pietrificava tutti con lo sguardo causa capelli svolazzanti tutt'intorno, scelgo l'andatura da centrometrista per riscaldarmi in metropolitana.


- vago senza meta sulla rete, per casa, inizio una cosa e la lascio che tanto poi ci penso, poi mi alzo dalla sedia perchè c'è da ritirare il bucato e avviare un'altra lavatrice, ma aspetta che prima butto la spazzatura. Arrivano le 13 e mi accorgo che forse dovrei mettermi a cucinare qualcosa, perchè i bastoncini di vaniglia per profumare gli ambienti, hanno si un buon profumo, ma temo non ci possano sfamare. Facciamo qualcosa di veloce... ah si scaloppine con i funghi, cosa mai vuoi che sia, taglio gli champignon, nel frattempo infarino le fettine e per le 13.30 è tutto pronto. Prendo i funghi, coltello alla mano godo già pensando alla festa che faranno le mie papille gustative quando riceveranno visite... uh... vedo una scritta beffarda in piccolo sul confezione "da pulire"... il pranzo si trasforma in merenda, però a mia discolpa posso dire che era tutto molto buono, e ho i testimoni.


- sono successe tante cose belle e brutte in questo periodo di astinenza dal blog, alcuni copioni già visti, altri totalmente indediti e che mi stanno appassionando, credo avrei potuto scrivere cose poetiche, intense, strappalacrime e strapparisate allo stesso tempo. Ma anche stavolta ho sbagliato tempo e quindi vi siete beccati un post che parla di maglioni, di mezze stagioni che ci sono ancora, di scaloppine e di quanto tempo serva per pulire i funghi.


Appunto... bad timing  

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martedì, 21 luglio 2009

E non sentirli Colte per voi nel mio giardino

Avrei potuto fare un post di bilancio di un altro anno vissuto pericolosamente giusto il giorno del mio compleanno, ma faceva un po' troppo scontato, senza contare che ieri ero psicologicamente poco propensa alla scrittura, tutto perchè il giorno prima ero stata un po' troppo propensa all'alcool. Quindi ispirazione e concentrazione sono state risucchiate dalle 15 bottiglie di Menabrea che giacevano, e giacciono ancora per la verità, sull'uscio di casa, in attesa di sparire con fragore nei cassonetti verdi, che hanno quel buco tipo Giano bifronte a Roma, per cui, tanto per alimentare una delle mie numerose paranoie, di solito la mano, sfuggente, lascia andare al limitar del buco la bottiglia, per paura di rimanere con un moncherino. Si, talvolta sono infantile e mi perdo in piccole paure e come i bambini mi dispero, pancia a terra e sbatto le gambe, così magari il babau si allontana.




Si diceva dei festeggiamenti, vero, iniziati domenica con una festa di compleanno, mascherata da festa di inaugurazione della casa, si sono conclusi accocolati sul divano, con i titoli dell'Arte del sogno che scorrevano malinconici, mioddio che romanticismo. Ma sicuramente la festa di compleanno mascherata da festa di inaugurazione della casa è stata la mossa più astuta mai passata per la mia prolifica testa, prolifica di cazzate più che altro. Si è trattato di invitare un po' di amici provenienti dalle due sponde dell'A*dda, così giusto per stare geograficamente larghi, spadellare per un intero pomeriggio e vedere le proprie opere d'arte spazzate in meno di un'ora, attrezzarsi di un adeguato armamentario alcolico in grado di far fronte alle gole riarse degli invitati, shakerare, e riversare il tutto un po' sul ballatoio di casa, un po' nella microsala, lasciando che gli ingredienti prendessero confidenza tra loro e si mischiassero a dovere. Vi assicuro che il risultato è stato eccellente, mi sono presa appunti per non dimenticare ingredienti e dosi, perchè di sicuro mi verrà voglia ancora di questo cocktail.




Poi va beh, potrei dire che in un anno sono successe un sacco di cose, che gli anni non li sento, che tipo speriamo di essere più saggia visto che sono diventata più vecchia, però siccome non ci credo mica tanto alla equazione più anzianità= più saggezza, mi accontenterei di continuare a fare quello che sto facendo, certo magari con qualche entrata monetaria in più e il riconoscimento dovuto del mazzo quotidiano che mi faccio, però è anche vero che finchè c'è la salute c'è tutto, ecco io vorrei cambiare questo noioso proverbio in "finchè ci sono gli amici c'è tutto"... stavo per aggiungere altro, questo è stato il più bel regalo di compleanno di quest'anno... certo finchè non mi arriva un obiettivo nuovo per la macchina e una videocamera con i controfiocchi... no dai ovviamente era uno scherzo, lo giuro, veramente.  

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lunedì, 13 luglio 2009

Lost in translation Colte per voi nel mio giardino

Mi perdo spesso, in continuazione, perdo persone, perdo oggetti, stamattina per esempio esco di casa, borsa leggera ma non ci faccio caso, avevo fatto pulizie giusto l'altro giorno, sono quasi arrivata alla metropolitana, tic.... tac.. il tempo scorre e ho un bus che mi aspetta, che poi è un modo di dire, perchè tante volte mi sono trovata sulla banchina di attesa sventolando fazzoletti, per lo più bianchi, per salutare il signor autista che si allontanava sul suo cavallo d'acciaio. Ecco in tema di perdite stavo per perdere il filo del discorso, un attimo che mi chino a raccoglierlo, che è sotto la sedia, ecco ripreso, dicevo borsa leggera, possibilità di ritardo, la control freak che c'è in me per una volta mi salva e prima di scoprire l'inevitabile scopro il vero motivo della borsa leggera, ovvero la totale e inconfutabile assenza del signor portafoglio. Panico, terrore, tremarella alle gambe si impadroniscono di me, tempo due secondi, che sembrano due ore, e sono già giù dal tram, di corsa a saltare su quello che sta arrivando in direzione opposta, schivando il tram in partenza, le macchine in arrivo, i ciclisti kamikaze. Arrivo a casa, sicuramente il pullman è andato, ma il portafogli è sano e salvo che occhieggia dal tavolo, sempre detto borse con apposite tasche richiudibili e non la borsa blob che mi porto appresso. Così ho trovato anche un'ottima scusa per sublimare il mio senso di colpa da post "giro per saldi", trovando un motivo valido (perchè è valido) per rintuzzare il "sale tour".


Ci sono poi le perdite più importanti, mi è capitato di perdere me stessa per esempio, di scordare per un attimo, ma quanto è stato lungo però, che quando ascolto Rue des Cascades di Tiersen mi passa la malinconia, di scordare quanto è bello frignare sulle spalle degli amici che ti strizzano per bene di tutte le paranoie per restituirmi alla vita con scritto in fronte la parola leggerezza; di dimenticare le piccole strategie di sopravvivenza che tengono lontani i draghi che mi portano su territori impervi e sconosciuti, che mi impediscono di sorridere ai piccoli imprevisti della vita, ma solo perchè io glielo lascio fare. Del resto non sono stata mai granchè come guida in montagna, ero una creativa anche nel trovare i sentieri che ci portassero alla meta sani e salvi, prima che finisse l'acqua calda per la doccia nel rifiugio, ogni tanto smarrivo le bandierine rosse e bianche ed eran si gran problemi, oggi forse non succederà più perchè ho lasciato dietro di me segni sicuri, ora sono le molliche di Pollicino, ora sono alberi robusti che non posso confondere con nessun altro, magari mi perderò ancora, magari l'acqua calda sarà già finita una volta arrivata, ma alla fine mi ritroverò sempre. 


         

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lunedì, 06 luglio 2009

Casi ciclici Colte per voi nel mio giardino

Mi sembra di essere un criceto su una bella ruota girevole, tanta corsa, tanto moto, però sono sempre al punto di partenza, sono sudata e appiccicosa, devo fare due docce al giorno e lo shampoo ultradolce mi ha reso i capelli una verammerda, quindi direi sotto con i consigli per non arrivare a fine estate con un principio di calvizie. Perchè poi mi viene tristezza, come ieri sera mentre guardavamo Valerio Mastrandea e Valeria Golino al cinema e quello che ci veniva da notare era: "Guarda Mastrandrea com'è invecchiato, c'ha pure pochi capelli". Insomma non sono cose belle da dire e da pensare e io non sopporterei che gli altri pensassero questo di me.


Detto questo ci sono stati diversi eterni ritorni:


- il misunderstanding come sport nazionale più praticato dopo il calcio, forse è diventato disciplina olimpica e non sono stata informata. Poi succede come sempre che sto davanti al portatile, che in questo periodo fa da scaldavivande, bestemmiando, scrivendo mail infuocate di risposta, scrivo due parole, le rileggo, mmm no troppo forti... però certo se le meriterebbe tutte e anche qualcosa di più... massì scrivo e gliene dico quattro... e se poi lei risponde rischiamo di andare avanti una settimana e io ho un sacco di cose da fare: un corso da frequentare fichissimo e pagato dall'azienda, shopping per i saldi, pensare, pensare i ordine sparso a cose sparse... no aspetto di vederla e gliele canto tutte... ok ma devo cancellare prima che il touchpad traditore faccia partire la mail... e non sarebbe bello. Così un silenzio indeciso si può trasformare in silenzio sdegnoso, e la cosa fica è che la destinataria non lo saprà mai, meglio il piatto freddo della vendetta, che non puzza e rifresca, che sedersi sulla riva del fiume, che i cadaveri con il caldo fanno puzza. 


- un altro gradito ritorno sono stati gli sbroccamenti della sottoscritta, frutto delle visioni catastrofiche sul micro che poi interessa il macro, perchè vari livelli di fraintendimento diventano il segno che la fine del mondo è vicina. La cosa divertente è che poi mi incazzo con il poveretto che ha scelto di sopportarmi, perchè, perdio, voglio che lui mi sia di supporto nelle mie dissertazioni di ore su quanto c'è da fare e quanto ci si dia poco da fare. Lui annuisce, ma per me è apatia, io mi arrabbio, lui annuisce, asseconda, io ho un travaso di bile. Vince lui per ko tecnico e io svengo senza forze sul divano.


- e per finire se volete un servizio meteo attendibile su Milano chiedetemi quando decido di andare al cinema all'aperto, è sicuro che ci sarà nubifragio! 

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martedì, 16 giugno 2009

I puntini sulle i Colte per voi nel mio giardino

Troppo affaccendata su altri social netuorc per aggiornare il blog? Troppo presa dai pensieri per fermarmi e fare il punto? Massì allora facciamo il punto anzi facciamo i punti. Ho sempre desiderato fare un post per punti, vediamo come esce potrebbe essere la moda di questa estate 2009.




- ho peccato di arroganza e sono stata punita, disarcionata dal mio cavallino nuovo di metallo (mica una moto che pensate? una bicicletta). Ho pensato nell'ordine a: amputazione del braccio sinistro che non riuscivo a muovere, amputazione del braccio del barista del bar in cui sono entrata a mendicare un po' di disinfettante e che mi ha proposto alcool puro. No, non scherzo, avete presente quella simpatica bottiglia dal color rosa big babol? Ecco, credo di avere ancora ben impresso nella mente tutto il firmamento comprese galassie sconosciute che aspettano ancora un nome, la visione si è palesata mentre disinfettavo ferite varie ed eventuali, sotto lo sguardo indifferente di proprietari e avventori, e poi dicono "Italiani brava gente". Da ultimo ho pensato anche all'imputazione del braccio della farmacista cui mi sono rivolta per trovare conforto, che non solo non mi ha medicato, ma mi ha proposto di comprare delle salviettine disinfettanti, che io, al colmo dell'avvilimento, ho supinamente comprato. Siccome talvolta questo blog ha la pretesa di dare anche indicazioni utili, ecco il consiglio per i (non acquisti): cercate di non cadere dalla bicicletta in corso san Gottardo, potrebbe esservi fatale, vista la cordialità degli esercenti della zona.




- sono particolarmente sconclusionata in questo periodo, agende e agendine per fissare appunti e appuntamenti giacciono in borsa abbandonate, prendo cattive abitudini, tipo segnarmi le cose sulle mani, poi succede che sudo, l'inchiostro si squaglia e non riesco più a leggere niente. Allora provo a tenere a mente le cose da fare e dire, sono così tante che poi la testa diventa incredibilmente pesante e cado in narcolessia, improvvisa e devastante. Sarebbe bello come in un film paurosissimo di Cronenberg, avere una porta usb, magari nel rene, per svuotare il disco rigido contenente informazioni e ricordi. Che poi un film... tutti i film di Cronenberg a mio parere sono paurosissimi, io ho fatto gli incubi con "La zona morta", vi lascio immaginare cosa succede quando capita di vedere gli altri suoi film.




- mi hanno detto che non si capisce molto quando scrivo, sono troppo ermetica, mi oppongo fieramente a questo rimprovero, poi mi rimetto a leggere l'archivio dei post passati e in effetti non ci capisco niente neppure io. Faccio spallucce, si vede che non era importante, oppure do la colpa alla mia gemella schizzoide. 




Potevo fare a meno di fare un post per punti, si.    

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martedì, 05 maggio 2009

Esercizi di respirazione Colte per voi nel mio giardino

Penso che finchè durerà il martedi l'orario continuato e io sarò  sola nell'immenso vuoto che c'è (please letto o recitato senza spazi e tutto d'un fiato), cercherò di far fruttare il tempo, non portandomi avanti con il lavoro, che devo sempre trascinarlo a forza con me, non informandomi su utili siti di quotidiani, che poi ormai, se leggo R*epubblica o il C*orriere che differenza c'è chessò con C*hi o O*ggi? Che poi a ben vedere il formato di questi due ultimi settimanali è estremamente più comodo e trasportabile della noiosa e sporcante carta dei quotidiani. Decido di dedicare questo tempo, quando l'abbiocco bussa prepotentemente alle occhiaie, ehm no volevo dire agli occhi, per prendere qualche appunto su quello che accade a me e dintorno, che di cose ne avrei da raccontare.


Per finire il puzzle ormai mancano pochi pezzi e con il cartone prodotto in queste settimane potremmo provvedere alla ripiantumazione di tutta la Foresta Nera, con annesse parti della Foresta Amazzonica, noi siamo molto felici quelli dell'Amsa un po' meno.


Bere acqua dai rubinetti di Milano non è attività da potenziale suicida come pensavo, bensì utile attività a "impatto zero" e che al limite impatta sui  reni, sottoposti a un'intensa attività che può sol giovare alla ritenzione idrica. Insomma era la perfetta scusa per ritornare alle bottiglie di vetro trasparente (Ikea ovviamente), guardo l'etichetta, urla di stupore e bocca a uovo: "ooooohhhh, Made in Italy", per una volta agli svedesi abbiam bagnato il naso, però le loro polpette rimangono insuperate.


Tutto è nuovo in questo periodo, mi creo piccoli riti e abitudini, vedere il copriletto blu teso, il letto fatto, i cuscini al loro posto mi dà soddisfazione, mangiarmi yogurt e cereali al mattino appoggiata alla finestra aperta, il cielo azzurro sopra e il sole che massaggia il collo, inspirare serenità espirare dolcezza. Poi ci sono le passeggiate naso all'insù e occhio attento per scoprire nuove strade e scoprirti pure tu un po' di diversa da come ti pensavi... o forse, da come ti raccontavi.     

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lunedì, 23 marzo 2009

Luccicanze Colte per voi nel mio giardino

La dieta pare aver funzionato benissimo, per i baristi e le bariste svampite con la treccia tipo Annadaicapellirossi sono trasparente e dimenticano di servirmi i gustosissimi piatti ipocalorici che ordino quando sono fuori a pranzo e non ho la possibilità di cucinarmi la mia solita pasta con olio crudo e peperoncino. Vabbè, tanto la primavera è arrivata e dicono che ci si deve disintossicare dalle tossine accumulate durante l'inverno, questo per dire che in sostanza a metà giornata sono già arrivata ad un litro d'acqua ingoiato per saziarmi.


Per fortuna questo succede dopo un week end fresco, in linea con la primavera che sembra stia arrivando, i segni ci sono tutti: i colori che timidamente si affacciano sulle strade, giallo, rosa, qualche punta di rosso qua e là per riattivare la vista, i profumi che lentamente si insinuano sotto il naso e che ti bloccano mentre lentamente e anche distrattamente ti avvii al lavoro e che sono piacevoli pit-stop al tuo trotterellare per una città che poi tanto grigia non è. Ti affacci dal pianerottolo sul cortile della Cuba e vedi tutto in rosa, e non è un modo di dire.


Hai una nuova scatola di latta rossa, grande, con il disegno di un tempo che ormai non c'è più, una donna sorridente, lettere vergate e un dolce contenuto, che speri presto, ma non troppo, verrà sostituito da cose solo tue, ritagli, lettere, cartoline, in perfetto stile rigattiera, perchè tu non butti mai via niente e tutto conservi. E' solo una parte del bottino di una domenica mattina passata a gironzolare tra bancarelle galliche, l'odore forte dei formaggi e quello infantile dei dolci al burro, il profumo forte di spezie e thè aromatizzati, che si alterna a quello caldo e fragrante del pane e di croissant appena usciti dal forno. Non ti sai decidere, ti piace tutto e l'idea di riprodurre un pezzo di Francia, un angolo piccolo come quelli che hai incontrato nella Ville Lumiere, ti lascia sognante con la voglia di tornare non appena possibile. Per il momento ti accontenti di farne una versione casalinga, ecco quel portapane di stoffa per esempio ci starebbe bene sul tavolo, no la borsa di vimini per fare la spesa non mi serve, ricordi? Ne ho una bellissima e grandissima vinaccia, la userò per andare a prendere la frutta e la verdura in quei negozietti piccoli, strabordanti di colori e profumi, gioiellerie che rendono ricchi si, ma di cose buone per la salute e l'umore.


Shttttt non svegliatela, sogno in corso :)

balenato da elesole
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sabato, 14 marzo 2009

Whatever Colte per voi nel mio giardino

Piedi scalzi, il portatile sulle ginocchia per tenerti caldo, scrivi in una solitudine che ti sembra perfetta, sei cirdondata da tutto quello che ti serve, la tisana al finocchio per prepararsi alla bella stagione, i libri, i dischi,tutti i tuoi esperimenti di indipendenza. La finestra è aperta, anzi per la verità socchiusa, vorresti far entrare la primavera. lo vorresti di cuore, ma per il momento lei ha fatto solo promesse, di giornate luminosissime, che trasfigurano tutto rendendolo nuovo, anche se poi sono le solite strade, i soliti angoli che percorri tutti i giorni; di cieli azzurrissimi, che staresti ore a contemplare. Poi ti basta girare l'angolo, e il vento ancora freddo, dispettoso ti tende un tranello, sei costretta così a serrare di nuovo la sciarpa intorno al collo e a stringerti nel tuo pastrano nero, diventato ormai troppo grande per te, e che ti fa sembrare ancora più buffa e impacciata.




Compi pellegrinaggi serali in luoghi che fino a qualche tempo fa erano sconosciuti, puro folclore in salsa di soia, sei eccitata come una bimba di fronte a un barattolo di Nutella, non vedi l'ora di immergerti, perchè non vuoi perderti nulla. Di fronte a un portone grande e imponente e ancora chiuso ti stringi vicina, vi sorridete incoscienti, anche se in tutta questa follia c'è del metodo. Prendete misure, vi prendete le misure, non sarà poi così difficile pensate, pare che siete stati tagliati a misura, così dice chi vi vede. Vedi ragazze sfrecciare per la via in bicicletta, cairche di borse e zaini, eppure così leggere, ecco, guarda, mi pare che ci sei anche tu, sempre carica ma allo stesso tempo lieve.




Ci sono poi nuovi inizi, una borsa di tela rossa fiammante che hai portato già a spasso per la città, oggi aderiva perfettamente al tuo fianco, piatta com'è, ma conti tra qualche tempo di vederla panciuta, zeppa di fogli, di pensieri, di progetti e di speranze. Per farla crescere ti sottoponi regolarmente a bombardamenti di stimoli, di nuovi mondi da esplorare e conoscere, di nuovi volti e nuovi nomi, che ovviamente ancora non ricordi bene, del resto non è mai stato il tuo forte, ma la cosa non ti preoccupa, hai due anni per impararli, per ascoltare quello che hanno da raccontare, per discutere con loro e crescere insieme.




Ti guardi intorno e testi le tue radici, paiono ben salde e ramificate, un po' di qui e un po' di là, un po' divisa lo sei sempre stata e non puoi farne a meno, del resto quando il terreno è buono e ricco è anche difficile per loro decidere da che parte andare per attecchire.




E, intanto, sogni in grande e desideri piccole cose, quel paio di scarpe da ginnastica blu con le barchette sul fianco, per esempio.  




balenato da elesole
22:54 / p-link / real life, amicizia, cazzi e mazzi, dreaming, milanesità / commenti (3)

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