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.: Strawberry Fields :. |
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Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età ! ...astenersi perditempo oggi amicizia J. K. Jerome Tre uomini in barca Glamour di novembre Marie Claire di novembre Flair settembre Animals n.5 G. Carofiglio Ragionevoli dubbi M. Crick La zuppa di Kafka G. Scerbanenco Milano Calibro 9 M. Mazzini Il giradischi di Tito A. Marazzi Vogliamo anche le rose - il libro Aa. Vv Io e l'altro - Racconti fantastici sull'Io O. Cappellani Sicilian tragedi J. Marias L'uomo sentimentale T. Labranca Chaltron Hescon S. Savage Firmino F. Abbate Quando è la rivoluzione C. Maier Intellettualoidi di tutto il mondo, unitevi! C. Magris L'infinito viaggiare C. Chaplin Opinioni di un vagabondo S. Vassalli La chimera M. Szabo La ballata di Iza G. Carofiglio Ad occhi chiusi R. Brautigan Una donna senza fortuna R. Cotroneo Il vento dell'odio J. C. Oates Tu non mi conosci Aa. Vv. Hollywood party I. Sansom Il caso dei libri scomparsi P. Colaprico Trilogia della città di M. A. Munro Nemico, amico, amante B. Sebaste Panchine R. Yates Undici solitudini E. Ferrante L'amore molesto M. JulyTu più di chiunque altro L. SciasciaTodo modo A.L. KennedyStati di grazia P. Masino Nascita e morte di una massaia R. Mcliam Wilson Eureka Street P. Corrias Vita agra di un anarchico P. Benvegnù- 500
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mercoledì, 23 settembre 2009 Autumn leaves Colte per voi nel mio giardino
Quando la apro trovo solo ricordi d'infanzia, il catalogo Postalmarket tutto tagliuzzato, le modelle sorridenti e morbide, che mi guardano per dirmi "Comprami", le forbici con le punte arrotondate per non farmi male, i soldi finti del Monopoli, con i quali potevo comprare tutto ed essere la regina del negozio. C'è pure un paio di scarpette blu, quelle con gli occhi che ridono e che possono cambiare colore, un giorno bianco pizzo, quell'altro rossi, Sono scarpette consumate sui tacchi, i miei capricci, il pestare i piedi con la forza che solo una bimba dalle guance di gomma può fare. "Fare i capricci non sta bene, non si fa", mi dicevano i miei genitori, sempre inflessibili e misurati nei gesti e nell'affetto. Oggi sono altri quelli che mi dicono di non fare i capricci, sono meno inflessibili e più condiscendenti verso la bimba che pesta ancora i piedi ogni tanto. Mi guardo le scarpe e non sono poi tanto diverse da quelle della bimba paffutta. Faccio i capricci oggi perchè le monoporzioni non mi piacciono, neppure quando me le versano nel bicchiere della Guinness tutte insieme, per farle sembrare di più. Preferisco l'odore di una torta raggi di sole, lì davanti a me, tutta intera, ecco una fetta a colazione per iniziare la giornata, per apportare il giusto fabbisogno energetico di cui ho bisogno, magari una micro-fetta la sera per addormentarmi con dolcezza. Non preoccuparti non me la mangio in un boccone, so essere misurata, sono grande ormai, so valutare la quantità di zucchero, di grassi che mi servono. Ecco l'ho detto, ora inforni la torta? Seguo l'andamento delle stagioni, ho smesso gli azzurri cielo, il verde dei prati, il bianco della luce, piano piano stanno lasciando il posto all'ocra delle foglie, che mi stendono davanti un tappeto prima che io passi, all'arancio delle zucche lasciate in bella mostra su un carrellino rosso in mezzo al corso, forse perchè vanitose come sono hanno bisogno di complimenti, al grigio delle mattine visitate dalle prime nebbie. Presto i colori saranno a braccetto con i profumi delle zuppe "povere", ma che sono invece il pasto dei re, alle essenze fiori d'arancio che abbracciano la casa, in attesa che i fiori, quelli veri, ritornino a primavera, all'odore dei mandarini sulle mani, negli uffici, sui fogli. Torno dal calzolaio faccia-di-cuoio a farmi rinforzare i tacchi, prima o poi serviranno ancora. balenato da elesole martedì, 01 settembre 2009 Impressioni di settembre Colte per voi nel mio giardino I Ricordo quando da bambina con il primo di settembre tiravo un sospiro di sollievo, che l'estate volgeva al termine, che finiva il mio periodo di clausura insieme a mia nonna, perchè finalmente i miei amichetti e amichette tornavano dalle vacanze, perchè in famiglia le vacanze erano a luglio, meno gente in giro, prezzi più bassi. Il pragmatismo dei miei ogni anno provocava nella sottoscritta piccoli e sottili traumi da abbandono degli amici, proprio quando i gruppi si consolidavano e si facevano grandi progetti di pomeriggi in bicicletta, di bagni nei fontanili, di flirt innocenti e sognanti. E niente di tutto questo invece, valige, secchiello e paletta per mia sorella, per me qualche libro, crema solare e il conto alla rovescia per tornare a casa il prima possibile. L'odio verso l'estate in età infantile di contro ha provocato e suscitato in me l'amore per le mura scolastiche, per lo studio e la socializzazione, per l'odore di plastica delle copertine dei libri, per le pareti arcobaleno dei supermercati dove stavo ore imbambolata a osservare, valutare e desiderare di ospitare nei miei astucci (certo uno per le penne, uno per pastelli e uno per i pennarelli) il signor G*iotto, ma anche i signori F*aber C*astell, il signor F*ila, che poi non mi si dica che non ero ospitale. L'unica differenza tra l'io bambina e l'io adulto è che ormai non devo più aspettare l'inizio della scuola per aprire le porte degli astucci a nuovi ospiti a colori, ogni momento, ogni stagione è buona per dare ospitalità. Deposti i panni della scolaretta ora settembre rappresenta il mese dei propositi, perchè alla fine questo è il vero capodanno non quello di dicembre che rappresenta piuttosto una piacevole pausa al logorio della vita moderna. Chessò potrei dire che mi piacerebbe fare attività fisica, che vorrei andare una volta alla settimana al cinema e un po' di più a teatro, che vorrei stare più accorta nell'abbinare gli accessori e curarmi di più, cose leggere, cose frivole insomma, perchè per i propositi veri... beh quelli sono ancora davanti alla parete del supermercato come quando ero bambina, bocca spalancata, il desiderio di volere tutto, la consapevolezza di dover scegliere. balenato da elesole lunedì, 23 marzo 2009 Luccicanze Colte per voi nel mio giardino
Per fortuna questo succede dopo un week end fresco, in linea con la primavera che sembra stia arrivando, i segni ci sono tutti: i colori che timidamente si affacciano sulle strade, giallo, rosa, qualche punta di rosso qua e là per riattivare la vista, i profumi che lentamente si insinuano sotto il naso e che ti bloccano mentre lentamente e anche distrattamente ti avvii al lavoro e che sono piacevoli pit-stop al tuo trotterellare per una città che poi tanto grigia non è. Ti affacci dal pianerottolo sul cortile della Cuba e vedi tutto in rosa, e non è un modo di dire. Hai una nuova scatola di latta rossa, grande, con il disegno di un tempo che ormai non c'è più, una donna sorridente, lettere vergate e un dolce contenuto, che speri presto, ma non troppo, verrà sostituito da cose solo tue, ritagli, lettere, cartoline, in perfetto stile rigattiera, perchè tu non butti mai via niente e tutto conservi. E' solo una parte del bottino di una domenica mattina passata a gironzolare tra bancarelle galliche, l'odore forte dei formaggi e quello infantile dei dolci al burro, il profumo forte di spezie e thè aromatizzati, che si alterna a quello caldo e fragrante del pane e di croissant appena usciti dal forno. Non ti sai decidere, ti piace tutto e l'idea di riprodurre un pezzo di Francia, un angolo piccolo come quelli che hai incontrato nella Ville Lumiere, ti lascia sognante con la voglia di tornare non appena possibile. Per il momento ti accontenti di farne una versione casalinga, ecco quel portapane di stoffa per esempio ci starebbe bene sul tavolo, no la borsa di vimini per fare la spesa non mi serve, ricordi? Ne ho una bellissima e grandissima vinaccia, la userò per andare a prendere la frutta e la verdura in quei negozietti piccoli, strabordanti di colori e profumi, gioiellerie che rendono ricchi si, ma di cose buone per la salute e l'umore. Shttttt non svegliatela, sogno in corso :) balenato da elesole giovedì, 13 marzo 2008 Fotodrammi Colte per voi nel mio giardino
Dunque i propositi e la voglia di fare si affaccia timidamente quando capisci che la primavera bussa, quando puoi tirare fuori dall'armadio l'impermeabile nero che ti piace tanto e che ti sta così bene perchè segue le tue forme e ti fa sembrare più slanciata, in ossequio al famoso adagio che recita più o meno "il nero snellisce", quando la sciarpa di lana, che fino a qualche giorno fa era tua compagnia inseparabile contro la tua fobia da arrossamento della gola, diventa presenza ingombrante e fastidiosa nella tua vita, tanto da doverla schiacciare senza pietà in borsa, senza possibilità di repliche. Si diceva dei propositi è vero... ti rendi conto di essere circondata da artistoidi o presunti tali, tutti che scrivono, poesie, racconti, canzoni, cose così, tutti che dipingono, disegnano, fanno caricature, fumetti e chi più ne ha più ne metta, tutti che fanno video, montano smontano, tagliano incollano frames, fotogrammi e via dicendo. Tu rivendichi in maniera orgogliosa il tuo status di semplice spettatrice, lettrice, fruitrice di musica, libri, arte varia e stai bene così. Però. Però ti è venuta una inspiegabile e insana voglia di fotografia, nonostante siano celebri le foto fuorifuoco che facevi durante il breve periodo in cui hai praticato la strana ma diffusa professione di "aspirante giornalista", qualcuna di questi capolavori la conservi ancora, per ricordarti il tuo scarso talento. Ma le sfide ti sono sempre piaciute, quindi riponi nel cassetto i "cadaverini" e pensi che sia ora di dotarti di un apparecchio decente, poi ci ripensi, la passione per il vintage ha il sopravvento e propendi per una bella polaroid, che magari ci fai anche delle installazioni artistiche scrivendo, facendo cose e vedendo gente magari. Si hai deciso, sei pronta a buttarti in questa nuova esperienza, apri san google protettore dei naviganti, fai una ricerca... la tragedia inaspettata si abbatte su di te, la fabbrica che produceva le pellicole per la Polaroid sta chiudendo i battenti. Sconforto, amarezza, tristezza... pensi che forse, visto che ti piace il vintage, puoi sempre darti al punto croce o all'uncinetto, pare sia di gran moda. balenato da elesole martedì, 05 febbraio 2008 Acido acida Colte per voi nel mio giardino
Poi per tutta la sera e anche per i giorni seguenti ti chiedi chi sei , come sei cambiata soprattutto nell'ultimo anno: giri sempre con borse grandi, zeppe per lo più di cose inutili ma per te fondamentali, alcune di queste si sono mantenute nel tempo, un libro, il cosino per la musica che una volta aveva le fattezze prima del walkman con le compilation assurde tardoadolescenziali, passando attraverso il lettore cd in cui la musica che girava per fortuna prendeva a farsi più seria. Altre cose sono cambiate o si sono aggiunte, una pochette con correttore, gloss, una specie di pronto intervento rapido per le emergenze, mentre una volta poteva bastare solo un burrocacao, neppure al gusto frutta; un'agendina per prendere appunti, quando una volta la borsa non appena la scuotevi vomitava fuori fogli, fogliettini, fazzoletti, scontrini su cui scrivevi numeri di telefono, memo per le cose da fare, con il risultato che ovviamente perdevi tutto e non trovavi mai quello che ti serviva. Non credi di essere inacidita, hai forse solo messo ordine, oltre che nella borsa, tra le cose che valgono e quelle che possono scorrere via, hai alleggerito il bagaglio che ti porti appresso delle polemiche gratuite fatte perchè non si hanno argomenti di conversazione o per il semplice gusto di essere a tutti i costi ideologici, duri e puri. Questo implica perdere per strada delle persone, poco male, quello che importa è viaggiare leggeri... rileggi la frase che hai appena scritto... forse un po' acida e cinica lo sei diventata. balenato da elesole domenica, 09 dicembre 2007 How to built a home Colte per voi nel mio giardino
Ad un certo punto poi l'immagine successiva è stata quella della tua casetta irriconoscibile, fredda e vuota, come se fosse passata una tromba d'aria violentissima, la porta aperta, il vento freddo che entra dalla finestra spalancata, tende strappate e libri sbattuti per terra, pagine che volano e lacrime che bagnano il pavimento e tutto intorno un silenzio cupo, pesante, irreale. Oggi ti immagini sempre intenta a tenere chiusa quella porta, però non sei sola, hai scelto di aiutarti nell'impresa con nuovi e vecchi amici, nuovi affetti, le passioni, per fortuna, che come braci ardevano ancora durante il periodo del disordine, anche quando le energie vitali erano al minimo, pronte a riprendere a bruciare e a scaldare cuore e anima: la compagnia dei libri, il fuoco della musica, i mondi immaginifici del cinema, la complessità della riflessione. Poi, beh, ogni tanto capita che dalla porta si intrufoli il tuo solito duende, gli fai posto sul divano rosso, lo fai accomodare e con lui si prende un tè. balenato da elesole mercoledì, 14 novembre 2007 Home sweet home Colte per voi nel mio giardino
Scrivere, leggere, bevendo una tisana calda e profumata alla cannella, che ti fa scordare la giornata da pallina da ping pong che hai passato in giro tra appuntamenti istituzionali, missioni "a rischio" per conto del parentado (converrete con me che consegnare dei medicinali sottoforma di pastiglia al moroso della signora sorella a Corvetto sotto gli occhi di una pattuglia della Polizia non è il massimo). Un aperitivo caloricissimo con un'amica che non vedevi da troppo tempo, parlando di soddisfazioni e gratificazioni, di frustazioni e incazzature, di inserti di giornali e di riviste frivole all'apparenza, ma che a volte possono essere inspiegabilmente utili, almeno per noi ragazze giustamente leggere. Il piumone rosso che ti aspetta, l'ultima sigaretta della giornata fumata alla finestra guardando un cielo privo di stelle, inspirando lentamente per tenere dentro quello che di bello percepisci in te, quell'equilibrio ritrovato e che temevi di avere perso un attimo per strada, espirare insieme al fumo i pensieri strani, lasciarli andare via, in alto, veloci, per poi disperdersi, in un cielo terso, le stelle non le vedi,è verò, ma loro ci sono, lo sai, e il sol pensiero ti fa stare serena. balenato da elesole martedì, 30 ottobre 2007 Ipocondria Colte per voi nel mio giardino
Oggi per esempio mi sono alzata con la nausea e un grazioso mal di testa, grazioso come un piccolo giapponese in camicia bianca e cravattino nero che si diverte a infilzarmi spilli sul mio delicato cranio. Ovviamente già sto pensando alle peggio cose, però siccome sono troppo brutte poi la butto tutta sullo stress e sullo stato di agitazione permanente in cui mi trovo. Mal di stomaco? Si è lo stress, dovrei sapelo che quando sto così mi prende subito la mia parte più debole. Mal di testa? E' lo stress, non dormo bene la notte o troppo profondamente per attutire i pensieri, così che svegliarsi da questi piccoli coma ogni mattina è una lotta dura. C'è da dire che in passato i miei punti deboli fisicamente parlando sono mutati: intorno ai dieci anni per esempio erano i legamenti delle ginocchia e i tendini, bastava una piccola storta, oppure uno sforzo eccessivo durante passeggiate montanare per ritrovarmi al ritorno con indosso un bel paio di gambaletti color avorio che poi pensavo a colorare con gli Uni Posca per renderli più allegri e anche perchè ogni scusa era buona per usare gli Uni Posca, blu, rosa e rosso erano i colori prediletti che usavo un pò dappertutto, muri di casa mia compresi. Poi sono cresciuta e ho sviluppato le mie doti canore in una situazione di schizzofrenia musicale che permane ancora oggi per certi versi, da un lato un coro ecclesiastico con le divise nere e per gli uomini papillon, dall'altro il mio fu gruppo fricchettone etno-popolar-folk-jazz con cui si girava per situazioni improbabili ma con grande divertimento. Insomma la mia ugola aveva un gran da fare e io mi prendevo amorevolmente cura di lei, credo per esempio che in quelli anni nessuno tranne persone opportunamente ( e a volte inopportunamente) selezionate abbiano visto il mio collo perchè all'epoca era intabarrato in foulards di ogni tipo e foggia, anche se il mio preferito rimane quello rosso slavato con i disegnini tipo sole e cose tribali, che faceva tanto flower power. Poi arriva il momento che si diventa grande, si comincia a lavorare, si comincia (o si dovrebbe) cominciare a fare sul serio, dicono che mi dovrei prendere le mie responsabilità per dire, dei legamenti non ci si preoccupa più perchè tanto lo zaino in spalla è un bel pò di tempo che non lo indosso più, ho smesso con l'abuso di foulard e ho sviluppato una dipendenza dalla propoli... per il resto... massì buttiamola sullo stress. balenato da elesole venerdì, 19 ottobre 2007 Like a natural woman Colte per voi nel mio giardino
Quando per esempio hai cominciato a fare visite mediche solo per donne, ricordi che, oltre alla tua goffaggine e imbarazzo per le domande che ti venivano rivolte e per la situazione in sè, ad aspettare c'erano un sacco di ragazze come te, giovani, più o meno smaliziate, più o meno inesperte lì ad aspettare . L'altro giorno visita di controllo consueta e il paesaggio umano che attendeva con te era sensibilmente cambiato: mari di puerpere a perdita d'occhio, pancioni, occhi preoccupati, tra le mani misteriose cartellette che vedi in mano a tutte, chi l'ha verde, chi blu, questi i colori più gettonati, mariti o compagni apprensivi di cui credi che una donna in quello stato possa fare a meno perchè seminatori di terrore anzichè rassicuranti sostegni; diverse straniere, treccine africane colorate insieme ad austeri chador e veli, qualche italiana, nel giro di mezz'ora due parti, due piccole culle urlanti che portano nuove, anzi nuovissime vite. Una rapida occhiata in giro, quattro conti, hai realizzato che eri l'unica non gravida, il pensiero, per qualche strano motivo che ancora riesci a spiegare, è andato a due tue care amiche che hanno scelto di dedicarsi all'educazione dei figli degli altri (impresa improba visti i tempi), hai pensato che erano fortunate e che di sicuro il lavoro per i prossimi anni non mancherà loro, questo perchè non si dica che non sei generosa e prodiga di pensieri gentili alle persone cui tieni. Come dire in altri termini, per usare una espressione della cara genitrice ieri sera mentre le raccontavi della visita: "Certo che tu voglia di maternità proprio saltami addosso", "Embè?!", questa la tua risposta, breve, efficace, puntuale. Succede pure che durante un inusuale giro pomeridiano al supermercato ti soffermi nel reparto riviste, concentrando la tua attenzione su riviste di assoluta inutilità ma di grande godimento estetico, finendo poi per comprare un giornalaccio che aveva in allegato l'inserto "Zuppe e risotti", presa da un inspiegabile furor casalingo che si è esaurito giusto il tempo di fare il tragitto supermarket-casa. Eppure ricordi che c'è stato un tempo in cui sperimentavi pietanze prelibate per la gioia del palato dei cari congiunti. Ora le collezioni di "Cucina moderna" e "Cucina italiana", gentile dono di tua zia, ingiustamente giacciono abbandonate in un angolo della cucina, sepolte dalla polvere e dalla suddette riviste inutili ma che danno un gran.... ecc ecc ecc Succede anche che in perfetta solitudine ti gusti, concerti, cinema, insomma quello che ti capita di aver voglia di fare, non per spocchia o per sviluppate tendenze misantrope (beh magari ogni tanto...), ma perchè ti va e ti dà gusto lasciare andare e far decantare le emozioni, i pensieri senza per forza doverli condividere, senza per forza dover esprimere un giudizio immediato. Più egoista? Forse... Più serena? Sicuramente. balenato da elesole venerdì, 12 ottobre 2007 Piano, solo Colte per voi nel mio giardino
"Piano, solo" è un film su cui difficilmente puoi essere oggettiva, per il tema trattato e per lo sfondo in cui la storia si sviluppa, una famiglia senza radici nel mondo e forse neppure tra di loro, troppe somiglianze con una situazione che indirettamente hai vissuto attraverso gli occhi e le parole della persona che ti ha spezzato per primo il tuo cuore, giovane e inesperto di "love affair", che sapeva farti male, un male incredibile e che al pensiero ti viene ancora un groppo in gola e manca il fiato, perchè per tanto, troppo tempo, e forse ancora oggi, non ti sei mai considerata all'altezza, all'altezza delle aspettative delle persone che incontravi, all'altezza dei compiti che ti venivano affidati. Tu eri un vaso di terracotta in mezzo a vasi di acciacio, lui era acciaio (fuori) e ti ha schiacciato, lasciando i pezzi sparsi un pò dappertutto, ti ci sono voluti anni, lacrime, il terrore di non riuscire a ritrovarli, per ricomporre tutto, sapendo che qualche crepa sarebbe rimasta comunque. Ieri sera arrivata a casa hai dovuto riprendere in mano un regalo che Lui ti aveva lasciato, un quadretto con tante sue foto di quand'era bambino in Africa, il legame forte con la sorella, lui biondino con il broncio, la mamma bella ma dagli occhi tristi, intorno la natura splendida e terribile dell'Africa. Se ci ripensi a quel periodo, ricordi solo le maschere africane del salotto che come muti spettatori ghignanti assistevano impassibili a momenti e scene fatte di parole cattive e disprezzo, di silenzi come macigni e solitudini che non si incontravano. Mentre ti infilavi sotto il rassicurante tepore delle coperte, hai realizzato per la prima volte una sensazione che ti sei portata dietro negli anni, la sensazione di essere una sopravvissuta. *Mood meditabondo-nostalgico-paturnioso off* Siccome il mio blog vorrebbe avere una qualche velleità anche di servizio pubblico, in due parole il film merita comunque di essere visto, per la mostruosa bravura di Kim Rossi Stuart (anche se per dare un giudizio complessivo sull'attore vorrei vederlo all'opera in qualche commedia), per la colonna sonora che mi ha fatto venire voglia di saperne di più di Luca Flores. Una bella storia potenzialmente che viene mortificata dalla recitazione scialba dei comprimari (prima fra tutti Jasmine Trinca o Tinca come l'ho soprannominata io vista la monofaccia dei suoi personaggi), alcune scivolate nei luoghi comuni (l'Africa è semplice e essenziale e noi complicati), perdonabili parzialmente se sai che alle spalle c'è un libro scritto da VELTRONI che con la sua fissa per questo continente sinceramente ha un pò rotto. balenato da elesole |
Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou
Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità , la slealtà , la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì. ![]() Lost Emily Which Emily Strange are you? brought to you by Quizilla Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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