- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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P. Corrias Vita agra di un anarchico
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Aa. Vv. Senza corpo
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D. Buzzati Il deserto dei Tartari

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A.a Vv.-Il paese è reale
Calibro 35- Calibro 35

Racconto di natale,La felicità porta fortuna, L'ospite inatteso, The millionaire,Ex, I love shopping, Milk, Questione di cuore, Giulia non esce la sera, Rachel sta per sposarsi, Terra madre, Lo strano caso di Benjamin Button,L'amore nascosto,Che- l'Argentino e Guerriglia, Una soluzione razionale,Videocracy, L'amore e basta, L'uomo che fissa le capre (quando il trailer è meglio del film)

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sabato, 19 aprile 2008

Pensieri con lo spazzolone Colte per voi nel mio giardino

Non avevo mai considerato nelle mie rare performance da casalinga disperata l'utilità dell'ascolto, spazzolone alla mano, di una puntata di Annozero, specie dopo l'armageddon elettorale.

Acqua, candeggina (profumata alla lavanda così per avere una parvenza di primavera), guanti di lattice ipoallergenici, spazzolone blu cobalto... si comincia con i pavimenti della Cuba, non che ci voglia gran impegno viste le dimensioni microscopiche, avanti e indietro, sposta le sedie, intanto sento in sottofondo F*uksas che rimprovera a B*erlusconi di non avere un livello culturale adeguato alla sua figura di premier, di fare citazioni un po' alla cavolo di cane, arrivando a rimproverare tutti gli italiani di essere un popolo di ignoranti.

Lo spazzolone scivola via con maggiore veemenza, l'illustre architetto romano simbolo dell'intellighentia sinistroide, amico del capo dell'opposizione, evidentemente ha dimenticato quando andava a manifestare a Valle Giulia per i diritti degli studenti, quando si lottava per gli esami di gruppo e per il 18 per tutti (!),  quando la priorità erano i diritti dei lavoratori, la difesa dai soprusi dei padroni, quando un licenziamento, giusto o ingiusto, veniva accompagnato da vertenze e picchetti fuori dalle fabbriche. L'odore di candeggina si fa più forte, ho la nausea, nell'angolo cerco di debellare i nemici dell'igiene a colpi di spazzolone, forse pensando cosi anche di debellare le minchiate che l'illuminato architetto snocciola. Ci vuole Travaglio o Facci, certamente giornalisti non di sinistra, a ricordare che forse di fronte a una mancata citazione da Cicerone è più grave definire un mafioso riconosciuto e pluricondannato come M*angano come eroico, certo, perchè da oggi l'omertà è una virtù.

Passo al piatto doccia, ai lavandini e sanitari, Cif, spugnetta abrasiva, un po' di olio di gomito,di sottofondo stavolta le urla dei leghisti che gioiscono per la vittoria al nord, sento le interviste "Una volta io votavo Pci, anche mio padre, era pure sindacalista, questa volta ho votato Lega, perchè la sinistra non ci difende più... " e poi via altre considerazioni sugli immigrati che rubano il lavoro e altri luoghi comuni, fa niente se i migranti che vorrebbero buttare fuori sono gli stessi che lavorano nei cantieri edili al posto loro o che curano la mamma malata o demente, pulendo culi e sopportando le intemperanze dell'accudito e la pesantezza dei famigliari. Il piatto doccia splende, però la mano continua a pulire, se non mi fermo rischio di consumarlo, oppure di finire in braccio agli inquilini del piano di sotto.

La casa a fine puntata splende, Annozero e si suoi ospiti hanno  fatto il loro dovere, e adesso tutti a metterci a studiare il latinorum,  se poi da qualche parte una lavoratrice, magari single con prole a carico viene licenziata senza giusta causa, come ha rischiato di accadere vicino alla Città Giocattolo, non è importante, certo se avessimo avuto in Italia la mummia di Lenin sarebbe stata tutta un'altra cosa.   

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mercoledì, 19 marzo 2008

Non ci sono più le mezze stagioni Colte per voi nel mio giardino

Ecco, avevo appena finito di gridare vittoria sull'inverno che se ne andava finalmente fuori dai piedi che succede il finimondo e tutto nel giro di tre giorni, i nostri ameni loci hanno visto in sequenza, grandinate, fulmini, lampi, tuoni e saette, inondamenti vari ed eventuali, vento freddo, che di per sè mi garba anche, ma solo se accompagnato   da un bel sole caldo e il cielo azzurro, perchè  gli abbinamenti sono importanti (cit. mia madre), a Pasquetta danno neve, per cui mi tocca preparare gli scarponcini da montagna, olè.

Anche i telegiornali si mettono a fare della facile ironia su questa Pasqua invernale: ieri sera telegiornale delle 20, in casa regna un silenzio surreale a causa dello sciopero delle trasmissioni audio che mio padre persegue da ormai tre giorni , a causa di diverbi sul suo regime alimentare alquanto discutibile e inopportuno visti i recenti e indimenticati viaggi in direzione Cascina Gobba con destinazione Ospedale san R*affaele. Questo sciopero ha risvolti positivi: la sorellanza e io non ci dobbiamo alzare dieci volte a testa, perchè a lui serve questo e quello, perchè piuttosto di parlare si fa tutto da solo; inoltre non sono costretta ad andare bisettimanalmente a mettere il Superenalotto, fio che devo pagare dallo sciagurato giorno in cui andai al suo posto e gli feci vincere 500 eurilli, caso che non si ripete da almeno due anni, e qui ci sarebbe da riflettere sulla mia presunta mano fortunata. In mezzo a tutto sto popò di vantaggi, c'è anche la visione e l'ascolto del tiggi (che culo eh!). Il servizio si apre con immagini di picnic, salamelle ad arrostire, gite a cavallo sul lungomare, in tutte queste immagini il sole splende alto e luminoso, una voce fuori campo ad un certo punto interviene: "Se immaginate una Pasqua e una Pasquetta vissuta all'aperto, rinunciate a questo proposito e tirate fuori ombrelli e giacconi pesanti, perchè l'inverno non è ancora finito", seguono immagini di pioggia, ombrelli, gente incazzata.

Sto pensando a come deve essere la Colomba intinta nel mascarpone...     

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giovedì, 14 giugno 2007

Elesole per il sociale Colte per voi nel mio giardino

Siccome questo spazio vuole essere anche blog di pubblica utilità e in considerazione del fatto che so che tra molte di noi impazza la  sindrome denominata "Grey's anatomy forever" mi sembra giusto poter dare il mio contributo con un post assolutamente inutile. Tra l'altro ci terrei a sottolineare quanto male possa stare chi viene colpita da tale virus, infatti esso si manifesta attraverso una visione compulsiva nonchè smodata di puntate a raffica, alcuni studi a tal proposito hanno rilevato in talune pazienti la capacità di visionare anche fino a otto puntate in un sol colpo e oltre ma su questi casi non ci sono ancora dati certi, da lacrimazione abbondante e copiosa in presenza di suddetto prodotto e da fenomeni di depressione post-puntata.

All'astinenza che molte di noi devono condurre dopo la fine della seconda serie, per cui il metadone ormai non basta più e Ugly Betty di certo non reca nessun sollievo, si devono aggiungere alcuni accadimenti che consiglio alle più sensibili di leggere con cautela

Però poi succedono anche queste cose e allora i Kleenex si possono riporre per un momento, per ridere 

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16:44 / p-link / mediamente / commenti (3)

sabato, 17 febbraio 2007

Impressoni barbariche Colte per voi nel mio giardino

Se... nella medesima trasmissione (ndr. Le Invasioni Barbariche condotto dalla nasale ma brava Daria Bignardi) ti imbatti nel:

- direttore del reparto psichiatria di un grande ospedale milanese, che, anzichè preoccuparsi dei suoi pazienti pazzerelli o del buon andamento del suo delicato reparto, si prodiga per lanciare una campagna verso quei "vampiri" degli ausiliari della sosta, argomentando la sua posizione  addirittura su un giornale nazionale e riproponendo la sua posizione, dicendo che dai Ghisa le multe si che le accetta, perchè questi omini in divisa  danno a lui  fiducia e senso di sicurezza, come a dire voi ausiliari, provenienti probabilmente da storie di disoccupazione ad oltranza, siete dei pezzenti e non potete mettere multe alla mia bellissima macchina (se poi fosse un bmw o un suv non mi stupirei). Giustamente qualcuno degli astanti gli fa notare che forse lui ha bisogno di qualcuno che lo comandi! Non vi sto a dire le immagini che la mia fervida e lasciva immaginazione ha prodotto.

- nel capogruppo al Comune di Milano del partito dai fazzoletti verdi e padre di gran parte degli imbecilli che si aggirano qui al nord nelle nostre città, che sposa e sostiene le posizioni del di cui sopra, con un popò di argomentazioni -"questi ausiliari sono dei frustrati"-, facendoti venire il dubbio che le invocazioni alla legalità e a uno stato giusto e giustizialista valgono solo finchè non si tocca al loro il portafoglio.

- nell'ex viggei di Mtv Daniele Bossari che, smessi i panni del gggiovane amico di tutti i gggiovani, veste quelli del bravo papà di una bambina di tre anni, Stella (a cui aggiungerei visto il padre che si trova l'aggettivo pora), facendosi promotore e paladino entusiasticamente della bellezza dell'utilizzo per i bambini dei videogiochi, spacciandoli come strumenti che permettono al bambino di sviluppare la concentrazione e la possibilità di tenere sottocontrollo più cose contemporaneamente. Forse bisognerebbe dire al buon Bossari che il mutitasking come metodo di lavoro è provato che non favorisce anzi disincentiva la capacità di concentrazione.

Allora la Bignardi poteva dichiarlo fin dall'inizio che quella di ieri sera era la puntata di Carnevale delle Invasioni Barbariche! 

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12:16 / p-link / attualità, domande e scazzi, mediamente / commenti (15)

mercoledì, 07 febbraio 2007

Soffro lo stress Colte per voi nel mio giardino

C'è da chiedersi se in questo periodo i Vips non ti stiano seguendo nei posti che tu frequenti solitamente, che poi sono metropolitane, localacci sperduti, quartieri popolari che sopravvivono ancora incredibilmente nella Milano da bere. Anche perchè il contrario proprio non si dà, quasi non hai il tempo per soffiarti il naso figuriamoci se ti metti a  fare la paparazza (che poi al femminile suona proprio male). Eppure... è domenica sera, dopo aver fatto un pò di sana attività fisica cosa c'è di meglio se non una buona pizza per devastare il tuo delicato stomaco e così incominciare tra bruciori di panza e limonate (la bevanda che avevate capito? Siete i soliti maliziosi) la tua settimana lavorativa. Pare che ci sia un gran assembramento da Ignazio e tu e mister Mauri dovete attendere all'ingresso una decina di minuti prima di poter approdare nella sala più riservata della pizzeria dove tra famigliole in libera uscita, coppiette pucci pucci si staglia una allegra tavolata di gggiovani (anche se poi a guardarli bene ti accorgerai che tanto gggiovani non sono ma chettifrega boni sono boni almeno la parte maschile della compagnia). All'inizio ti stanno simpatici, tengono su l'umore della sala che altrimenti sarebbe triiiiisthe, si certo sono allegri...ehm... allegri si ma forse un pò troppo tant'è che a fine serata non hai più voce perchè per comunicare devi mettere in campo tutte le tue conoscenze apprese durante estenuanti corsi di training autogeno della voce... insomma l'allegra tavolata si trasforma in "quegli odiosi caciaroni". 

Ma analizziamo la combriccola, qualche ragazza, toh c'è anche la sosia di Gabriella la prima eliminata dal Grande Fratello, ci sono i boys di cui sopra, il tuo occhio laser seziona la tavolata, così tanto per ingannare l'attesa della pizza e anche per farsi una bella padella di c***i degli altri che dopo la pasta di sale è l'hobby che porti avanti con più costanza e soddisfazione. Ecco che ti soffermi al centro, vedi una tipina insignificante, giacchina di velluto verde, jeans,  capelli raccolti da un ordinario mollettone, non riesci bene a mettere a fuoco, eppure ti sembra di conoscerla, tendi l'orecchio e metti in funzione il tuo superudito , anche la voce ti è assai familiare, ecco... finalmente... si gira e la puoi vedere di profilo, ma dai che carina fa gli occhioni dolci a uno che sarà il doppio in altezza di lei... io e Mister ci consultiamo, confabuliamo (oddio non proprio...), aguzziamo l'orecchio e la vista... ecco il responso: in una sala di una qualsiasi pizzeria della Bassa c'è Camila Raznovic.

 Ok che l'Ignazio ha vinto un premio per la migliore pizza a livello europeo, ma questo non ti sembra una ragione sufficiente perchè  Camila muovesse il suo culotto per venire in quel della Città Giocattolo di domenica sera per mangiare una pizza, quando nella metropoli da bere può strafogarsi tra happy hour, cocktail, ambiente esclusivi e very trendy e pure friendly, che non c'entra nulla però ti sembrava ci potesse stare bene come rima. 

Mentre ci si interroga sulla insolita presenza, la osservi, diciamo pure che la vivisezioni e la tua analisi è impietosa: la trovi non 'sta gran gnocca come appare in tv, look dimesso però complimenti per la gran borsa di pelle marrone un pò consunta che fa tanto vintage, struccata poi ti sembra una vecchietta, e a quanti tra voi ometti pensano che la Raznovic sia una mangiatrice di uomini vi devo deludere: questi occhi, benche astigmatici, l'hanno vista darsi pudici bacetti sulla bocca con il suo Marcantonio, scambiarsi con lui sguardi languidi e dolci... ehhhh l'ammore.

Ma veniamo all'interrogativo di fondo che immagini che a questo punto del racconto stia attanagliando i lettori che si sono imbarcati nella perigliosa lettura di questo post: che ci faceva lì? Lo si viene a scoprire al termine della nostra pizza, quando sazi e satolli ci dimentichiamo di questa presenza fino al momento in cui si alza (bhe oddio rispetto a quand'era seduta la differenza è praticamente nulla) e si avvicina alla zona in cui siamo appostati... tu ti agiti immotivatamente, ti ravvivi il caschetto, metti apposto il nastro di velluto che hai tra i capelli per essere pronta nel caso ti voglia parlare, per dire che poi... invece si ferma davanti al tavolo vicino al nostro, lì c'è una coppia di imberbi giovani, capello imbrigliato nel gel, sguardo finto truce, li invita ad andare in una nota discoteca della città ( per intenderci sulla tipologia: la scorsa settimana c'ha suonato Jerry Calà)  dove si sarebbero tenuti i provini per poter partecipare al video dei "Velvet" (si quelli di soffro lo stress... sono in una boy band) "sapete è una band di miei amici, se volete venire mi farebbe piacere" ci tiene a precisare Camila (come se ci si dovesse gloriare per avere certe conoscenze), a sorpresa i giuvani rifiutano dicendo che non possono, lei sorride, Marcantonio la avvolge nel suo nero mantello e la porta via. Finalmente le tue orecchie possono riposare :)  

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venerdì, 19 gennaio 2007

In memoria Colte per voi nel mio giardino

Certo fare l'attore deve essere una delle professioni più affascinanti, più gratificanti, più ambite del mondo, essere ogni volta una cosa, una persona, una professione diversa, vivere storie ai limiti della verosimiglianza, insomma una vera ficata!

Quando succedono però queste cose:

My sister: "Oh lo sai che è morta Sally Spectra, l'ho letto su Tgcom?"

Io:" Ah si? E come l'hanno fatta morire?" (....)

Io:"Oh lo sai che è morta la Spectra?"

M:" Ma è fallita l'avversaria della Forrester?"  

 

Però poi quando l'attore diventa il personaggio che interpreta e non c'è più una divisione tra persona/personaggio, allora forse poi così bello forse non è  essere un'attore e un'attrice. Mi immagino così in questi giorni che l'attrice che interpretava in Beautiful Sally Spectra (vedete io non so neppure il suo nome e cognome) e che è recentemente scomparsa vaghi per le azzurre praterie dell'Hollywood celeste con la sua rossa criniera leonina (ma quanto era trash?), con le sue assurde palandrane che servivano probabilmente a coprire forme ormai un pò sfiorite con il tempo e che la rendevano così... come posso dire, "caratteristica" ecco, in mezzo a quel piattume di biondine slavate, così finto stilose nei loro vestiti color pastello, i capelli sempre a posto e sempre sull'orlo di lacrimare per qualche motivo, nemmeno avessero la sdp tutti i giorni!

Dicevo la immagino camminare nelle sfere celesti delle celebrità, sbirciando tra una Grace Kelly e un Rock Hudson, tentando di avvicinare un Fellini che sembra nato lì, in mezzo a tutte quelle nuvole, così vicino alla luna, tentando di sedurre un Mastroianni troppo impegnato a cercare di raggiungere le morbide piume di leggiadre "Angele". Lei, così appariscente eppure sconosciuta, lei di cui nessuno ricorda il vero nome, una perfetta illustre sconosciuta.   

 

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sabato, 11 novembre 2006

a Grande richiesta Colte per voi nel mio giardino

Siccome nell'ultimo post molti voi mi hanno chiesto informazioni su un personaggio che ho nominato in conclusione, Elesole nella sua infinita bontà, una volta tanto non vi parlerà di omicidi e funerali, ma ha deciso di fare un fioretto, l'azione buona quotidiana, così da mettermi in pari per la giornata.... ahhh mi sento meglio ora potrò essere cattivissima tutto il giorno.

Dicevamo... nella mia infinita bontà et onniscienza voglio aiutarvi ad uscire nella beata ignoranza in cui stazionate, per cui ecco a voi Cristiano Malgioglio, è lui, è qui tra noi.

 

Ora per completare la mia buona azione mi do anche qualche informazione biografica su questo personaggio che sembra un pò così ma che nella sua vita ha fatto anche delle buone cose, in fondo in fondo

Cristiano Malgioglio (Ramacca, (CT)) è un cantautore italiano.

Diventa famoso come paroliere de L'importante è finire, canzone portata al successo da Mina e grazie ai testi che scrive per lei conosce il successo in campo internazionale. Nel 1974 ottiene il 1° posto al Festival di Sanremo con il brano "Ciao cara come stai", interpretato da Iva Zanicchi.

Notato dal cantautore brasiliano Roberto Carlos, Cristiano Malgioglio diventa il paroliere di fiducia per le versioni italiane delle sue canzoni. Ma è scoperto soprattutto da Fabrizio De Andrè, il quale lo aiuta ad ottenere il suo primo contratto importante con la Ricordi.

Tra i suoi testi più famosi "Angelo Azzurro", scritta con Umberto Balsamo, "Cocktail d'Amore" scritta per Stefania Rotolo e, il suo più grande successo ("colonna" della cultura Trash), "Sbucciami", canzone piccante piena di doppi sensi, interpretata da lui stesso.

Collabora tra gli altri con: Patty Pravo, Ornella Vanoni, Milva, Silvie Vartan, Dori Ghezzi, Monica Naranco, Rita Pavone, Franco Califano, Veronique Samson, Raffaella Carrà, Giuni Russo, Amanda Lear, Rossana Fratello, Fred Bongusto.

Dopo una emigrazione negli anni '90 nei Paesi dell'America Latina, Cristiano Malgioglio è tornato in voga in Italia ad inizio anni 2000, con diverse apparizioni in TV, soprattutto come ospite fisso in Casa Raiuno, condotto da Massimo Giletti (è stato presente anche in Spagna).

Nel giugno 2006 è stato coinvolto in uno scandalo circa le raccomandazioni di soubrette in Rai, che hanno coinvolto anche personaggi noti del mondo politico e dello spettacolo."

Spero di essere stata completa nelle informazioni, ora vado a lustrare l'aureola perchè le polveri sottili che ci sono nell'aria l'hanno resa un pò opaca. 

 

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11:03 / p-link / attualità, mediamente / commenti (11)

martedì, 07 novembre 2006

Martedi da co****ni Colte per voi nel mio giardino

La settimana per come si preannuncia immagino che sarà un coacervo (minchia se parlo forbito) di incazzature, imprevisti, contrattempi che mi faranno perdere il buonumore immagazzinato nel passato week end, l'entusiamo, l'ottimismo... e speriamo anche un pò di grasso in eccesso (chi commenta questo ultimo passaggio morirà)

Infatti:  oggi ho perso quasi l'intera mattinata a fronteggiare ripetuti attacchi dell'Impero del Male che per l'occasione si è unito alla mafia cinese: ma alla fine siccome ne resta sempre uno (Higlander docet) io ho vinto e presto conquisterò il mondo muoahahahahahaha 

Sempre oggi, ma appena svegliata, mentre realizzavo che non era ancora arrivato il week end ma eravamo solo a martedi, ho avvertito un fastioso bruciore sul lato sinistro della bocca labbro inferiore: un herpes simpatico regalino del periodo very busy che sto passando. Ho pensato che poteva andarmi peggio, tipo perdere i capelli, oppure svegliarmi improvvisamente tutta grigia in testa, oppure tipo un attacco di psoriasi, oppure.... lasciamo perdere potrei cadere in immagini poco edificanti per il mio ego già piuttosto provato. Nonostante questi pensieri l'entusiamo non è tornato ai suoi livelli consueti (cioè meno 20) perchè comunque è solo martedi.

Per finire la mia preziosissima compagna di scorribande d'ufficio, la Casimira (professione fotocopiatrice), è indisposta come capita ogni tanto a noi signorine, ha il cassetto raccogli toner pieno e non può fare il suo lavoro come si deve. Dovrò chiamare il dottore per una visita specialistica.

Ma perchè ultimamente i miei post parlano di malattie, omicidi e funerali, essì che sono sempre stata una persona solare... vabbè vado a ascoltare i Sepultura (scherzetto! Non è vero vado a mettere su un motivetto di Cristiano Malgioglio, recentemente graziato dalle taumaturgiche lacrime di Paola Perego)  

          

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giovedì, 03 agosto 2006

Lost in caprese (2) Colte per voi nel mio giardino

Riassunto della puntata precedente: Elesole accortasi dell'impossibilità del suo rientro alla Città Giocattolo si aggira fumando nervosamente sigarette presso il Terminal degli autobus alla stazione M3 di santo Donato, quando scorge che laddove c'era il deposito delle Autoguidovie Italiane ora c'è... una spiaggia! Elesole incuriosita si avvia alla spiaggia e lì vede un gruppo di persone che confabulano nervosamente, sono i protagonisti di Lost.

Dopo aver appurato la reale identità degli avventori di quella spiaggia surreale attraverso una copia di Dipiù Tv che avevi rubato alla fornita edicola di san Donato Beach ( visto la mutata situazione morfologica), provi a intervenire nella discussione anche se i possenti corpi dei naufraghi e la tua non certo stratosferica altezza ti impediscono di farti largo tra loro. Ma la Nostra non si perde animo e lanciata via la tua valigetta optical che incominciavi a odiare, passi in mezzo alle gambe con grande cautela, ma si sa che tu non sei una  campionessa di leggiadria e finisci presto con il pestare i piedi di tutti quelli che ti capitano sottotiro. Hai già sfoderato il suo temibile cappellino di lana da combattimento, pronta a fronteggiare gli improperi e gli strattoni dei naufraghi, quando constati che la sua presenza è ignorata dall'allegra combriccola, per loro sei poco più che un fantasmino, "Meglio così", pensi sollevata considerando il fatto che il tuo cappottino giallo canarino è in salvo. Prendi coraggio e ti fai largo tra la selva pelifera delle gambe quando finalmente ti si para davanti una curiosa visione e capisci finalmente il motivo di tanta agitazione. Davanti a te c'è una gigantesca conchiglia, grigia e imponente, fa quasi paura tanto è grande... a forma di televisione. Ecco il perchè di tanto subbuglio tra gli sventurati che tentano invano di provare ad aprirla per vedere se alla forma corrisponde magari anche un contenuto consono ( sti personaggi televisivi sono veramente narcisi). Ad un certo momento, quando orami tutti sono rassegnati e si stanno per allontanare,  arriva John Locke con in mano un grosso bastone di ferro, sicuramente l'ha tolto da qualche carlinga di autobus, lo scopo è chiaro vuole provare a fare leva sulla conchiglia per  vedere cosa contiene (ma tipo magari pensare al pranzo visto che tutti hanno fame no eh?!). Locke si butta a capofitto nella perigliosa impresa facendo sfoggio della sua forza e della pelata perfettamente lucida tanto che devi indossare i tuoi occhiali da sole, uno, due, tre tentativi... niente da fare la conchiglia non si apre, Locke si gira verso i suoi compagni, completamente disarmato di fronte a un'impresa che ha sottovalutato... eccome! infatti mentre sta per abbandonare il luogo della battaglia la conchiglia pare dare segni di vita, appena sotto lo schermo si apre, anzi si spalanca l'apertura della conchiglia che è pure provvista di denti aguzzi, bianchissimi e mortali, da lì esce anche una lunghissima lingua rossa grondante sangue e bava, tutti riescono a mettersi al riparo, anche tu dietro la tua valigetta optical che finalmente torna utile, anche se ormai la conchiglia ha individuato e si sta pappando la sua preda prescelta, il povero Locke che in un sol boccone viene ingoiato dalla mostruosa creatura che adesso giace sulla battigia soddisfatta mostrando un inquietante sorriso che ti ricorda la pianticella carnivora della "Piccola bottega degli orrori".

Per  un pò niente pizza caprese per te eh!        

balenato da elesole
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martedì, 18 luglio 2006

Lost in caprese (1) Colte per voi nel mio giardino

Quanto la tua vita sia un prodottto culturale del tuo tempo, fatto di letture, di musica, di cinema, di televisione (più o meno buona perchè una tua piccola perversione è godere della tv spazzatura) è stato reso palesemente evidente da un sogno che hai fatto l'altra notte e che forse è frutto di una pizza caprese poco cotta e troppo condita.

Sei al terminal degli autobus di san Donato linea metropolitana 3 gialla, è l'alba o forse è inverno perchè hai indosso un cappotto giallo canarino che si intona perfettamente con il giallo della linea metropolitana, questo perchè ci tieni a fare si che gli abbinamenti di colori siano sempre impeccabili persino nei sogni (il tuo gusto estetico forse sa raggiungendo livelli di paranoia ma questa è un'altra storia).

La luce del giorno sta per arrivare ma non si è fatta ancora largo tra le luci fredde del neon delle pensiline degli autobus, devi tornare a casa, passi in rassegna con la tua valigetta optical (mai avuta una valigia del genere!) le destinazioni dei bus e con tuo sommo sbigottimento noti che nessuno ha come destinazione la città giocattolo, l'angoscia sale perchè devi assolutamente tornare e non sai come fare. Ti siedi sul marciapiede ormai preda della disperazione, ti accendi una sigaretta e cominci ad aspirare profondamente per trovare una soluzione al tuo dilemma. Mentre aspiri insieme al fumo senti un insolito odore di salsedine sparso per l'aere, una novità per un posto dove il massimo del profumo può essere quello di incenso di bassa qualità in vendita nei baracchini vicini. Ti guardi intorno e vedi oltre la siepe che solitamente nasconde il deposito delle Autoguidovie il mare, l'orizzonte che si perde tra la linea del cielo e quella di una immensa distesa di acqua: la cosa ti sembra assolutamente naturale, non sei sorpresa. L'aria è frizzante la senti meglio ora che hai finito la sigaretta e non vedi l'ora di affondare i piedi nella sabbia morbida.

Riprendi in mano la tua valigetta, dell'autobus per il ritorno ormai non te ne importa più nulla e ti dirigi risoluta verso la spiaggia, pensi di essere l'unica a quell'ora e invece ti accorgi che pochi metri più in là c'è un gruppo di persone, i pantaloni stracciati, gli uomini a torso nudo, le donne in bikini, la pelle scura, abbronzata, ti avvicini con circospezione perchè lì vedi presi da una discussione, parlano fitto fitto e non riesci a distinguere le parole, sai solo che è una discussione piuttosto concitata visto il tono con cui si parlano. Loro neppure si accorgono della tua presenza, ma tu li riconosci, ne sei certa, sono i protagonisti di Lost!  

[ To be continued]    

balenato da elesole
16:25 / p-link / dreaming, mediamente / commenti (11)

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