- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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venerdì, 06 novembre 2009

Post punteiforme Colte per voi nel mio giardino

Inganno l'attesa prima di uscire a prendermi un ottimo aperitivo con la sorellanza e amicanza e scrivo.

Mmm da dove iniziare, veramente avrei l'imbarazzo delle scelta, opto per un post a punti giusto per fare ordine, che la mente frulla in continuazione pensieri, idee, progetti che stanno incominciando a camminare speditamente;  sono meno scassaminchia del solito e la cosa mi sta dando enormi soddisfazioni.



- ho fatto pace con i miei capelli che andavano in giro in maniera indipendente facendomi fare pessime figure, a loro piaceva la forma a funghetto. Prima ho cercato di lottare con loro, ho imbracciato spazzola, phon, ho provato millemila tipi di balsamo "capelli lisci perfetti", volumizzanti, ristrutturanti, due in uno, tre per due... niente. Ma siccome quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, ho assoldato una sicaria, di forbici armata a ripristinare l'ordine che quei sovversivi avevano scompigliato. 



- la vecchiaia avanza lenta e inesorabile, la parrucchiera mi fa notare che cominciano ad affacciarsi i primi capelli bianchi, faccio spallucce avendo cura prima di essermi accertata che non sta sforbiciando, perchè non sia mai che la frangetta risulti sbilenca, è una cosa che non potrei sopportare. Sfodero la versione Elezen, con noncuranza metto la mano al petto, schiarisco la voce faccio affermazioni di un certo peso del tipo: "Eh sai com'è a 33 anni è normale credo, no?". Salvo poi farmi un esame tricologico allo specchio non appena arrivata a casa, oh io non li ho ancora trovati. Che fosse un tentativo di persuasione occulta finalizzata a farmi fare una tinta! Ma per piacere! A parte questo mi fa male l'osso sacro, sarà l'umidità, sarà che non c'è il sole, sarà che fuori piove.



- vivo assecondando il flusso delle stagioni, cerco di riempire casa di marrone, arancione, di colori autunnali, ho cominciato con un mazzolino di fiori secchi, foglie assortite, inizio a decorare il balcone con le genzianelle, le incoraggio a resistere, anche se già danno segni di cedimento, ma la forza del mio amore le salverà dalla fine, o almeno così mi piace credere. Visto il fallimento del mio pollice verde cerco conforto nell'arte culinaria, grandi soddisfazioni provengono da broccoli, funghi, cime di rapa, le quotazioni di zuppe e creme di qualunque specie sono in sensibile rialzo, ora non resta che diversificare il portofolio degli investimenti. 



Per il resto... a casa stanno tutti bene, grazie. 

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mercoledì, 23 settembre 2009

Autumn leaves Colte per voi nel mio giardino

Ho una valigia di cartone, ormai fuori non si vede neppure più il colore, non si capisce che era stata vestita con una copertina di pelle, quella finta che serve anche a coprire le agende che le Banche, generose per una volta l'anno, ci regalano in più copie, quella da tavolo, quella da tenere in tasca, quella da appendere. Ci sono adesivi, foto, ritagli di giornale, tutta la vita in pochi centrimentri quadri. 


Quando la apro trovo solo ricordi d'infanzia, il catalogo Postalmarket tutto tagliuzzato, le modelle sorridenti e morbide, che mi guardano per dirmi "Comprami", le forbici con le punte arrotondate per non farmi male, i soldi finti del Monopoli, con i quali potevo comprare tutto ed essere la regina del negozio. C'è pure un paio di scarpette blu, quelle con gli occhi che ridono e che possono cambiare colore, un giorno bianco pizzo, quell'altro rossi, Sono scarpette consumate sui tacchi, i miei capricci, il pestare i piedi con la forza che solo una bimba dalle guance di gomma può fare. "Fare i capricci non sta bene, non si fa", mi dicevano i miei genitori, sempre inflessibili e misurati nei gesti e nell'affetto. Oggi sono altri quelli che mi dicono di non fare i capricci, sono meno inflessibili e più condiscendenti verso la bimba che pesta ancora i piedi ogni tanto. Mi guardo le scarpe e non sono poi tanto diverse da quelle della bimba paffutta. Faccio i capricci oggi perchè le monoporzioni non mi piacciono, neppure quando me le versano nel bicchiere della Guinness tutte insieme, per farle sembrare di più. Preferisco l'odore di una torta raggi di sole, lì davanti a me, tutta intera, ecco una fetta a colazione per iniziare la giornata, per apportare il giusto fabbisogno energetico di cui ho bisogno, magari una micro-fetta la sera per addormentarmi con dolcezza. Non preoccuparti non me la mangio in un boccone, so essere misurata, sono grande ormai, so valutare la quantità di zucchero, di grassi che mi servono. Ecco l'ho detto, ora inforni la torta?


Seguo l'andamento delle stagioni, ho smesso gli azzurri cielo, il verde dei prati, il bianco della luce, piano piano stanno lasciando il posto all'ocra delle foglie, che mi stendono davanti un tappeto prima che io passi, all'arancio delle zucche lasciate in bella mostra su un carrellino rosso in mezzo al corso, forse perchè vanitose come sono hanno bisogno di complimenti, al grigio delle mattine visitate dalle prime nebbie. Presto i colori saranno a braccetto con i profumi delle zuppe "povere", ma che sono invece il pasto dei re, alle essenze fiori d'arancio che abbracciano la casa, in attesa che i fiori, quelli veri, ritornino a primavera, all'odore dei mandarini sulle mani, negli uffici, sui fogli. 


Torno dal calzolaio faccia-di-cuoio a farmi rinforzare i tacchi, prima o poi serviranno ancora.  

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venerdì, 11 settembre 2009

Costruire Colte per voi nel mio giardino

Mentre cammino verso casa dei miei, il sole a picco sulla piazza, pregustando il riso in bianco condito salsa di soia, perchè le diete dovete sapere che muteranno i vostri gusti alimentari per sempre, osservi l'ombra che si allunga davanti a te, intravedi un caschetto scompigliato dal vento, ed istintivamente cerchi si sistemare la zazzera che con scarsi risultati cerchi di ordinare fin dal primo mattino. L'ombra si muove ancora leggera, la gonna ampia si apre come un ombrello, tutta intorno, ti senti bene, il sole accarezza e non pizzica più la pelle, si è addolcito pure lui, come te del resto, dopo un'estate in cui ha pizzicato più che accarezzato, in cui hai mostrato tutti gli aculei, ben appuntiti e pronti ora all'attacco, ora alla difesa, quando il momento lo richiedeva.




In realtà hai ben poco da scrivere qui, vivi tutto in uno stato di sospensione, o forse è il caso di dire di decompressione, come un palloncino che dopo aver subito la pressione dell'aria al suo interno, piano piano smette di trattenere tutto e lascia andare. Sono stati giorni di apnea, bel respiro e poi sott'acqua, sperando di non annegare, driiiin pronto, oh devo mandare la mail a quello... ma anche a quell'altro... nooooo, un altro problema... mi passi una sigaretta? Ah scusa ne avevo già accesa una, la prendo, è nel portacenere. Abbiamo nuotato sott'acqua, preferibilmente dorso perchè così potevamo prendere un ancora un po' di sole in faccia, abbiamo lasciato i costumi bagnati ad asciugare e indossato scarpette da ginnastica per saltare ostacoli, per fare i 100 metri e infine per portare a termine una maratona lunga un giorno, abbiamo lanciato mattoni, abbiamo abbattuto muri. Insomma il triathlon ma forse anche qualcosa di più, tutto nel giro di una settimana.




Ho ripreso a dormire il sonno dei giusti, perchè i pensieri sono evaporati, sogno di persone ancora prima di conoscerle, immagino le loro voci, costruisco gesti nella mia mente, ipotizzo movimenti, intanto, nell'attesa lancio interi gomitoli di lana, li butto in mezzo, qualcuno raccoglie il filo e a sua volta me lo rilancia indietro, perchè basta una spilla natalizia comprata chissà dove e chissà quando per creare il giusto punto, intanto noi abbiamo preso in mano i ferri e sferruzziamo, finchè la manica non si incontrerà con il collo, finchè il davanti non si congiungerà con il dietro.




Poi ci sono i progetti, da riprendere in mano, le fondamenta intanto le ho gettate, casa a un piano o con mansarda, giardino oppure terrazzo? Carta, penna e tastiera, intanto facciamo i bozzetti, poi, se vi piace, costruiamo.             

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martedì, 28 luglio 2009

Gocce Colte per voi nel mio giardino

Ho come l'impressione in questi giorni di essere sospesa, tenuta sollevata da terra, presa per la collottola come i cuccioli, avere l'impressione di poter salire al cielo ma avere allo stesso tempo la consapevolezza di poter cadere a terra da un momento all'altro, per una telefonata che arriva nel cuore della notte, per un portone trovato chiuso nel pieno del pomeriggio, per una maglietta abbandonata frettolosamente sullo schienale della sedia.


Vedo i primi passi incerti sulla biciclettina senza rotelle di un bimbo, la vita che si apre e la curiosità di giorni all'arembaggio verso nuovi posti, nuove persone, nuove esperienze, quando ancora tutto e possibile e si può essere quello che si vuole. Sentirlo dire, pennarelli alla mano e faccetta impiastricciata, che è un bambino fortunato, la saggezza compressa in cinque anni di vita(anzi quasi sei che se mi sente si offende), la meraviglia di vederlo crescere, apprendere, i piccoli sbagli e le piccole delusioni che gli arrivano dai grandi. La promessa a me stessa di non essere tra quei grandi che lo deluderanno.


Poi c'è la vita che piano piano si spegne, la consapevolezza di avere già visto e vissuto tutto il possibile, gli anni che improvvisamente diventano 86 macigni sulle spalle, il corpo che si ribella a tutto questo peso, troppa stanchezza, troppa fatica. Scene che nella mia mente si rinnovano, che sanno di esperienze e di sensazioni già vissute, che seppur conosciute sembrano sempre nuove, nel loro carico di tenera rassegnazione. Gli altri che prima o poi decideranno per noi e allora ti viene da pensare che il resto della vita che hai devi passarlo a sceglierle bene queste persone, perchè prima o poi a loro affiderai le tue scelte, a loro prima o poi ti affiderai, così da chiudere il cerchio con l'infanzia, quando gli altri ti dicevano dove andare, cosa fare, cosa era possibile e cosa era meglio lasciar perdere.


Il senso della vita preso in pillole, in comode monoporzioni, le lacrime per mandarle giù meglio.



      

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martedì, 23 giugno 2009

Io non mi abituo Colte per voi nel mio giardino

E' da qualche giorno che ho pagato il biglietto per l'ottovolante emotivo e devo ancora terminare la mia corsa, così l'ebrezza della velocità viene sostituita piano piano dal fastidio per il vento che non mi permette di tenere i miei capelli in ordine, e io ci tengo alla mia frangetta, ora sono arrivata all'ennesimo giro e il fastidio sta lasciando posto alla nausea.




Dalla giostra vedo la Città Giocattolo che assomiglia molto più alla Caverna degli Orrori che trovi sempre in ogni Luna park che si rispetti, non ho mai avuto molta simpatia per questi posti fin da piccola, non avevo voglia di essere circondata da cose brutte, mostri, ragnatele, cose paurose mi annoiavano quando andava bene, sennò iniziavo a pestare i piedi per farmi portare da qualche altra parte. Nell'annuale visita a Gardaland che prevedeva la perlustrazione palmo a palmo di ogni angolo, compresi i baracchini nel villaggio del west oppure la chiesetta bianca, il Castello degli Orrori veniva bellamente ignorato. Figuratevi ora che la città Giocattolo ha assunti i contorni di Castello di Dracula, c'è aria pesante, aria di restaurazione, polvere e ragnatele fitte e fastidiose costruite da ragni grassi e pelosi, ragnatele in cui è facile rimanere impiglati se non te ne liberi subito con decisione e fermezza. Il sole sta piano piano lasciando spazio alle nuvole, sono cupe e pesanti, si sente che c'è pressione bassa nell'aria, ma più che bassa, rasoterra, perchè i nuvoloni ti costringono a volare basso ad aver paura ad alzare lo sguardo. Per non parlare poi dei personaggi che abitano questo Castello degli Orrori, omini senza forma e senza volto, inespressivi perchè senz'anima, programmati a rispondere agli stimoli, pupazzi di gomma dalle facce tristi o arrabbiate, che non sopportano i colori, che considerano la musica inutile ronzio per le orecchie. Oppure donne di plastica dalle espressioni cristallizzate, bloccate dentro le forme che altri hanno stabilito per loro.




I Castelli degli Orrori non mi sono ai piaciuti, preferisco tornare a fare le bolle di sapone, magari con una sparabolle, che sarà il mio autoregalo per il compleanno


Fuor di metafora ecco cosa è successo nella città giocattolo lo scorso week end, mai sentito parlare di opere d'arte censurate?

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martedì, 05 maggio 2009

Esercizi di respirazione Colte per voi nel mio giardino

Penso che finchè durerà il martedi l'orario continuato e io sarò  sola nell'immenso vuoto che c'è (please letto o recitato senza spazi e tutto d'un fiato), cercherò di far fruttare il tempo, non portandomi avanti con il lavoro, che devo sempre trascinarlo a forza con me, non informandomi su utili siti di quotidiani, che poi ormai, se leggo R*epubblica o il C*orriere che differenza c'è chessò con C*hi o O*ggi? Che poi a ben vedere il formato di questi due ultimi settimanali è estremamente più comodo e trasportabile della noiosa e sporcante carta dei quotidiani. Decido di dedicare questo tempo, quando l'abbiocco bussa prepotentemente alle occhiaie, ehm no volevo dire agli occhi, per prendere qualche appunto su quello che accade a me e dintorno, che di cose ne avrei da raccontare.


Per finire il puzzle ormai mancano pochi pezzi e con il cartone prodotto in queste settimane potremmo provvedere alla ripiantumazione di tutta la Foresta Nera, con annesse parti della Foresta Amazzonica, noi siamo molto felici quelli dell'Amsa un po' meno.


Bere acqua dai rubinetti di Milano non è attività da potenziale suicida come pensavo, bensì utile attività a "impatto zero" e che al limite impatta sui  reni, sottoposti a un'intensa attività che può sol giovare alla ritenzione idrica. Insomma era la perfetta scusa per ritornare alle bottiglie di vetro trasparente (Ikea ovviamente), guardo l'etichetta, urla di stupore e bocca a uovo: "ooooohhhh, Made in Italy", per una volta agli svedesi abbiam bagnato il naso, però le loro polpette rimangono insuperate.


Tutto è nuovo in questo periodo, mi creo piccoli riti e abitudini, vedere il copriletto blu teso, il letto fatto, i cuscini al loro posto mi dà soddisfazione, mangiarmi yogurt e cereali al mattino appoggiata alla finestra aperta, il cielo azzurro sopra e il sole che massaggia il collo, inspirare serenità espirare dolcezza. Poi ci sono le passeggiate naso all'insù e occhio attento per scoprire nuove strade e scoprirti pure tu un po' di diversa da come ti pensavi... o forse, da come ti raccontavi.     

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lunedì, 27 aprile 2009

Costruire Colte per voi nel mio giardino

Siamo passati direttamente all'autunno senza passare dal via, proprio come quando si gioca a Monopoli, capiti sulla casellina sbagliata, fai il giro del percorso, un tour panoramico di tutti i viali costosi, il tuo viale della Vittoria dovrebbe corrispondere all'estate ma ti accontenteresti pure di una primavera dignitosa. Invece l'acqua cade inesorabile, mulinella perchè squassata dal vento, ci manca solo di incontrare per le strade, deserte, lupi o linci, come nella steppa. Preferisci perciò abbassare la testa, fare spazio tra le occhiaie e le borse di stanchezza accumulata in queste giornate, ti guardi le mani ci sono piccoli segni rossi, quasi invisibili ad un occhio distratto, sono mani che per una volta han lavorato, non ci sei tanto abituata, perchè hai sempre preferito gli abiti del concetto, della fatica della mente, che ogni tanto gira a vuoto, aggrovigliandosi, tessendo a volte maglioni colorati, con intrecci complicati e raffinati, ma che spesso hanno solo al forma di zigzag senza senso.


Arrivare a fine giornata senza forza, la stanchezza fisica, quella bella che dopo una doccia ti riconcilia con il mondo, mugugnare solo, senza parlare e nonostante tutto sapersi capire, impazienti come siamo di vedere la fine di questo puzzle che stiamo componendo insieme, un pezzo lo porto io, un pezzo lo porti tu, io piano piano sto prendendo pezzi del mio personalissimo tetris, fatto di equilibri e di forme più o meno stabili, che son riuscita a incastrare, un pezzo dopo l'altro, a volte con naturalezza, senza forzare, ma il più delle volte ammorbidendo gli spigoli, smussando le asperità per avere la perfezione.Tolgo pezzi e il disegno che ho costruito per me ha sempre senso, però guardo quello costruito anche con i tuoi pezzi, si vede che hai scelto i pezzi migliori, ma anche quelli un po' puntuti, anche io di nascosto li ho portati del resto, sono così belli, così colorati, sono rossi e neri e stanno bene nell'insieme, passa anche a me la carta vetrata, che ci vuole poco a sistemarli.

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lunedì, 20 aprile 2009

Heart frames Colte per voi nel mio giardino

Catapultata da un aereo che non voleva arrivare mai, ritorno alla vita di tutti i giorni, o quasi, perchè dopo certi viaggi un pezzettino di cuore lo lasci dove sei stata e alle persone che hai incontrato, come Pollicino, lui lasciava minuscoli pezzi di mollica per ritrovare la strada, io lascio pezzi di cuore, minuscoli ma neppure troppo, li ho lasciati in buone mani, per cui quando ritornerò li troverò e potrò tracciare nuove mappe per ritrovare tutto quello che ho cercato di fermare ma è scivolato via, per la fulmineità con cui si è presentato e se ne è andato subito dopo. Scorci di vite che noi da quassù non possiamo neppure immaginare, i visi dei bimbi dietro i banchi del mercato che contrattatono e consigliano come fossero navigati commercianti, troppo seri per un'età che dovrebbe essere fatta solo di gioco e spensieratezza, di trottole colorate con cui esplorare i marciapiedi e le vie, e non semplicemente un oggetto come tanti da piazzare nelle mani dell'avventore di turno.




Ci sono frammenti sparsi lungo il mare, arrabbiato anche lui e scuro per il sole che si lasciava desiderare, occupato com'era a  giocare a nascondino con le nuvole, pure loro dispettose, intente a scaricare la loro umidiccia mercanzia sulle nostre teste. ma che ritornava subito sorridente non appena il cielo ritornava azzurro, oppure quando la luna riusciva ad accarezzarlo e a pacificarlo.




Poi ci sono frammenti che ho scambiato con un paio di occhi con cui ho visto case, vie, palazzi che mi osservavano come vecchie dame stanche e un po' lascive, poco propense a lasciarsi fotografare dalla mia macchinetta, ma troppo vanitose per dirmi "No grazie". Occhi che portavano con sè l'amarezza e la nostalgia per quei luoghi tanto amati e con cui tanto tempo fa si è deciso di non scendere più a patti, occhi che cercano altri luoghi da amare, forse non alla stessa maniera ma sicuramente con la stessa intensità. 




Quei frammenti non interessa riaverli indietro, non interessa ritrovarli, perchè non sono andati persi, perchè sono stati regalati.   

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lunedì, 30 marzo 2009

The good taste Colte per voi nel mio giardino

Il senso del gusto sta per essere lentamente addestrato a provare soddisfazione e soddisfacimento anche dalle cose più insapori che il mercato alimentare sa offrire: la mia giornata non inizia mai senza che io abbia potuto intingere nella tazza di tè fumante un quantita n° non meglio precisata di biscotti, zero grassi, zero tutto e anche zero gusto, eppure il palato riesce a scorgere dietro la consistenza austera un ricordo di frittelle che pare sente solo lui, il potere dell'autoconvincimento? Non lo so, so solo che creano dipendenza e che non si trovano in tutti i supermercati. Il carosello dell'insipido continua con le fantastiche gallette di mais, sgraocchiate durante le pause lavorative e non solo, insapori eppure con quel retrogusto di patatina mancata che non ti fa smettere di mangiarle, la galletta sazia e mi protegge dai sensi di colpa che sono sempre in agguato.


Mortifico il gusto ma non il resto dei sensi, persino l'odore della pioggia mi sembra buono, perchè mi dà la scusa di starmene rinchiusa in casa, in mezzo a scatoloni e cose da smontare, in mezzo ai suoi ricordi e le sue storie che vorrei conoscere tutte, mania di controllo la chiamano, eppure mi arrendo perchè tanto una persona non si può mai possedere, e per fortuna è così, perchè non potrei mai sorprendermi e stupirmi. Inventiamo ricette che non esistono con quello che troviamo nella dispensa rossa, e dopo aver navigato nella polvere, nella paura di non riuscire a fare tutto, ci sembra tutto buonissimo, alla faccia di gallette e biscotti zero grassi, perchè anche con poco possiamo sentirci come dei re, in quello che per il momento è ancora il Regno del Possibili, e che solo noi sappiam governare.   


     

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lunedì, 23 marzo 2009

Luccicanze Colte per voi nel mio giardino

La dieta pare aver funzionato benissimo, per i baristi e le bariste svampite con la treccia tipo Annadaicapellirossi sono trasparente e dimenticano di servirmi i gustosissimi piatti ipocalorici che ordino quando sono fuori a pranzo e non ho la possibilità di cucinarmi la mia solita pasta con olio crudo e peperoncino. Vabbè, tanto la primavera è arrivata e dicono che ci si deve disintossicare dalle tossine accumulate durante l'inverno, questo per dire che in sostanza a metà giornata sono già arrivata ad un litro d'acqua ingoiato per saziarmi.


Per fortuna questo succede dopo un week end fresco, in linea con la primavera che sembra stia arrivando, i segni ci sono tutti: i colori che timidamente si affacciano sulle strade, giallo, rosa, qualche punta di rosso qua e là per riattivare la vista, i profumi che lentamente si insinuano sotto il naso e che ti bloccano mentre lentamente e anche distrattamente ti avvii al lavoro e che sono piacevoli pit-stop al tuo trotterellare per una città che poi tanto grigia non è. Ti affacci dal pianerottolo sul cortile della Cuba e vedi tutto in rosa, e non è un modo di dire.


Hai una nuova scatola di latta rossa, grande, con il disegno di un tempo che ormai non c'è più, una donna sorridente, lettere vergate e un dolce contenuto, che speri presto, ma non troppo, verrà sostituito da cose solo tue, ritagli, lettere, cartoline, in perfetto stile rigattiera, perchè tu non butti mai via niente e tutto conservi. E' solo una parte del bottino di una domenica mattina passata a gironzolare tra bancarelle galliche, l'odore forte dei formaggi e quello infantile dei dolci al burro, il profumo forte di spezie e thè aromatizzati, che si alterna a quello caldo e fragrante del pane e di croissant appena usciti dal forno. Non ti sai decidere, ti piace tutto e l'idea di riprodurre un pezzo di Francia, un angolo piccolo come quelli che hai incontrato nella Ville Lumiere, ti lascia sognante con la voglia di tornare non appena possibile. Per il momento ti accontenti di farne una versione casalinga, ecco quel portapane di stoffa per esempio ci starebbe bene sul tavolo, no la borsa di vimini per fare la spesa non mi serve, ricordi? Ne ho una bellissima e grandissima vinaccia, la userò per andare a prendere la frutta e la verdura in quei negozietti piccoli, strabordanti di colori e profumi, gioiellerie che rendono ricchi si, ma di cose buone per la salute e l'umore.


Shttttt non svegliatela, sogno in corso :)

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Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
Lost Emily

Which Emily Strange are you?
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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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