- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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P. Corrias Vita agra di un anarchico
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Aa. Vv. Senza corpo
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A.a Vv.-Il paese è reale
Calibro 35- Calibro 35

Racconto di natale,La felicità porta fortuna, L'ospite inatteso, The millionaire,Ex, I love shopping, Milk, Questione di cuore, Giulia non esce la sera, Rachel sta per sposarsi, Terra madre, Lo strano caso di Benjamin Button,L'amore nascosto,Che- l'Argentino e Guerriglia, Una soluzione razionale,Videocracy, L'amore e basta, L'uomo che fissa le capre (quando il trailer è meglio del film)

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mercoledì, 16 dicembre 2009

Mentre tutto scorre Colte per voi nel mio giardino

Puff, pant, tolgo un po' di sudore dalla fronte, mi tolgo gli scaldamuscoli, inspirare ed espirare, ahhhhh, uffffff, ahhhhhh, uffff, pant... credo di avere concluso la maratona invernale 2009. Vedo una panchina, è coperta dalle foglie secche, gialle, rosse, i colori dell'autunno, le sposto e sotto un sottile strato di brina rende la seduta quasi di cristallo, la consistenza dell'inverno che puntuale è arrivato. Mi fermo solo un poco, mi siedo giusto quel che basta per prendere fiato, per lasciarmi portare via dai pensieri, è troppo che non lo faccio, è troppo che sono dedita al fare e poco al pensare. Non che la cosa mi sia dispiaciuta, i risvolti si sono rivelati decisamente interessanti: umore sull'incazzato andandante di default, adrenalina a mille senza utilizzo di psicofarmaci, droghe o loro derivati (aka R*edbull), caffè quanto basta per essere sempre lucida, nicotina ingerita, assai.




Certo il fisico ne ha risentito, l'osso sacro pulsa per le ore passate alla scrivania a scrivere, il respiro ogni tanto si trasforma in silenti rantoli, lo stato emotivo è ormai reso ancora più precario dalla stanchezza, cosa che diviene palese quando prima di andare a letto metto accanto a me un simpatico pupazzetto a forma di mucca senza nome ancora, che mi fa compagnia mentre leggo le mie quotidiane pagine della buona notte. Giusto perchè ci tengo alla mia lucidità mentale e al mio famoso equilibrio.




A parte questo navigo a vista, mi lascio percorrere dalle correnti, instabili e vorticose in alcuni momenti, placide e lente in altri, cerco di non porre resistenza, gli argini che ho posto per contenere il fluire delle cose sono solidi e non crolleranno facilmente, tuttavia si lasciano consumare dal fluire discontinuo, prendono forme nuove pur mantenendo i tratti originari, Come dire, vedersi nuovi solo perchè cambiamo il punto di vista, o forse perchè mi guardo attraverso la lente di un caleidoscopio, più che attraverso una lente di ingrandimento.




Infilo il mio naso all'insù dappertutto, fiuto le novità anche se sono lontane, forse più che all'insù il mio naso somiglia a quello del cane da tartufi, mi lascio cogliere di sorpresa, lo stupore come bevanda energizzante, un bicchiere al giorno e posso sollevare il mondo. Ma forse non è necessario arrivare a così tanto, mi basta avere in borsa una sparabiscotti con 20 formine diverse, oppure la bambola voodo portastuzzicadenti per sorridere anche in mezzo alla baraonda pre-natalizia, questo per dire che un giro al reparto casalinghi della R'inascente può cambiarti la giornata in meglio. E' vero, a volte mi accontento di poco, e spesso succede che così godo di molto.

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lunedì, 12 ottobre 2009

Bad timing Colte per voi nel mio giardino

Sbaglio il tempo, sbaglio il ritmo, mannaggia a me, eppure anche se non mi sono mai cimentata nella nobile arte del drumming, che lascio ad altre mani più esperte, quando frequentavo la scuola civica della città giocattolo, solfeggio era una delle mie materie preferite. Prendevo il mio ditino indice della mano destra e via, dooo-oo-oo, lo battevo come la partitura chiedeva sul tavolo con talmente tanta convinzione che alla fine del corso avevo un bel callo sull'indice della mano destra e svariati altri calli sulle dita della sinistra, date le mie velleità chitarristiche dell'epoca.


In questi giorni invece calcolo male i tempi e ora faccio un rapido elenco così cerco di spiegarmi:


- desiderosa di maglioni a scaldare le domeniche pomeriggio in pigiama, di chiacchere intime davanti a una tazza di tè caldo alla vaniglia penso di propriziare l'arrivo del colonnello autunno vestendomi come se fossi a Livigno a dicembre anche quando invece Milano sembra Sharm a maggio, sudo, comincio a sfogliarmi come una cipolla, via giubbotto, via sciarpetta, via cardigan di cotone, sono pronta per andare al mare praticamente. Poi stamattina, memore della mise "bellezze al mare", golfino leggero, maglietta a mezze maniche, scendo le scale, apro il portone e mi trovo in mezzo a una bufera di foglie, ho l'aspetto di Medusa quando pietrificava tutti con lo sguardo causa capelli svolazzanti tutt'intorno, scelgo l'andatura da centrometrista per riscaldarmi in metropolitana.


- vago senza meta sulla rete, per casa, inizio una cosa e la lascio che tanto poi ci penso, poi mi alzo dalla sedia perchè c'è da ritirare il bucato e avviare un'altra lavatrice, ma aspetta che prima butto la spazzatura. Arrivano le 13 e mi accorgo che forse dovrei mettermi a cucinare qualcosa, perchè i bastoncini di vaniglia per profumare gli ambienti, hanno si un buon profumo, ma temo non ci possano sfamare. Facciamo qualcosa di veloce... ah si scaloppine con i funghi, cosa mai vuoi che sia, taglio gli champignon, nel frattempo infarino le fettine e per le 13.30 è tutto pronto. Prendo i funghi, coltello alla mano godo già pensando alla festa che faranno le mie papille gustative quando riceveranno visite... uh... vedo una scritta beffarda in piccolo sul confezione "da pulire"... il pranzo si trasforma in merenda, però a mia discolpa posso dire che era tutto molto buono, e ho i testimoni.


- sono successe tante cose belle e brutte in questo periodo di astinenza dal blog, alcuni copioni già visti, altri totalmente indediti e che mi stanno appassionando, credo avrei potuto scrivere cose poetiche, intense, strappalacrime e strapparisate allo stesso tempo. Ma anche stavolta ho sbagliato tempo e quindi vi siete beccati un post che parla di maglioni, di mezze stagioni che ci sono ancora, di scaloppine e di quanto tempo serva per pulire i funghi.


Appunto... bad timing  

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martedì, 01 settembre 2009

Impressioni di settembre Colte per voi nel mio giardino

Il vero capodanno della società nostra tutta, c'era un tempo in cui il primo settembre voleva dire fabbriche che aprono, strade che si riempiono, i servizi del tg1 che vanno a riprendere i musi lunghi degli operai di Mirafiori,  tutti gli anni lo stesso servizio, si potrebbero comparare i filmati delle varie epoche per vedere che tutto è rimasto uguale e immutabile, ma forse no, forse di immutabile rimangono le solite domande idiote dei giornalisti, le abbronzature/souvenir dell'estate e i sacchetti in mano con gli effetti personali per avere un pezzo di casa al lavoro. Queste  sono le cose rimaste immutate, perchè forse oggi a Mirafiori di gente ce ne entra qualche migliaio in meno.


Ricordo quando da bambina con il primo di settembre tiravo un sospiro di sollievo, che l'estate volgeva al termine, che finiva il mio periodo di clausura insieme a mia nonna, perchè finalmente i miei amichetti e amichette tornavano dalle vacanze, perchè in famiglia le vacanze erano a luglio, meno gente in giro, prezzi più bassi. Il pragmatismo dei miei ogni anno provocava nella sottoscritta piccoli e sottili traumi da abbandono degli amici, proprio quando i gruppi si consolidavano e si facevano grandi progetti di pomeriggi in bicicletta, di bagni nei fontanili, di flirt innocenti e sognanti. E niente di tutto questo invece, valige, secchiello e paletta per mia sorella, per me qualche libro, crema solare e il conto alla rovescia per tornare a casa il prima possibile. L'odio verso l'estate in età infantile di contro ha provocato e suscitato in me l'amore per le mura scolastiche, per lo studio e la socializzazione, per l'odore di plastica delle copertine dei libri, per le pareti arcobaleno dei supermercati dove stavo ore imbambolata a osservare, valutare e desiderare di ospitare nei miei astucci (certo uno per le penne, uno per pastelli e uno per i pennarelli) il signor G*iotto, ma anche i signori F*aber C*astell, il signor F*ila, che poi non mi si dica che non ero ospitale. L'unica differenza tra l'io bambina e l'io adulto è che ormai non devo più aspettare l'inizio della scuola per aprire le porte degli astucci a nuovi ospiti a colori, ogni momento, ogni stagione è buona per dare ospitalità. 


Deposti i panni della scolaretta ora settembre rappresenta il mese dei propositi, perchè alla fine questo è il vero capodanno non quello di dicembre che rappresenta piuttosto una piacevole pausa al logorio della vita moderna. Chessò potrei dire che mi piacerebbe fare attività fisica, che vorrei andare una volta alla settimana al cinema e un po' di più a teatro, che vorrei stare più accorta nell'abbinare gli accessori e curarmi di più, cose leggere, cose frivole insomma, perchè per i propositi veri... beh quelli sono ancora davanti alla parete del supermercato come quando ero bambina, bocca spalancata, il desiderio di volere tutto, la consapevolezza di dover scegliere.   

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martedì, 25 agosto 2009

Senza se... ma con moltissimi però Colte per voi nel mio giardino

"Peròòòò.......", par essere il mio intercalare preferito, di solito è accompagnato dal dito indice davanti al naso e la finale strascicata, come fanno in bambini quando vogliono affermare il proprio punto di vista, oppure quando vogliono strappare una promessa, o mostrare che, anche se l'hanno combinata grossa, c'erano comunque degli ottimi motivi.



Ecco più o meno questi sono gli utilizzi che anche la sottoscritta fa di questa simpatica parolina, dall'aria impertinente, perciò alla vigilia del tragico rientro al lavoro che mi aspetta, la lancio per aria e  la faccio  roteare da una parte all'altra  come  una palla  pazza. 



Pronti... via la lancio e vediamo cosa succede.



Il mio lato nerdeggiante (e non verdeggiante) ha trovato modo di esprimersi anche in vacanza, poste elettroniche e le varie social minchiate tutte rigorosamente sotto controllo, peròòòòòò..... sono stata veramente in vacanza (mentalmente soprattutto) solo quando qualcuno con la forza mi ha isolato e tolto ogni possibilità di interagire con il mondo virtuale. 



La mia prima volta sugli scogli di una spiaggia fatta interamente di pietra lavica, tutto nero intorno, pesaggi  lunari si, ma  da luna nera, piani ora agevoli, ora impervi, mi sono tagliata, ho preso botte sparse, ho rischiato di precipitare  x volte, ho perso l'uso di un dito del piede per una sera, perchè l'equilibrio, dentro e fuor di metafora, non è certamente il mio forte.... peròòòòòò...... quanto è bello tuffarsi da lì, verso l'ignoto, in un mare splendente luce fuori e dentro color tenebra, quanto è stato divertente mettersi alla prova e non avere paura di chiedere aiuto.



Mi sono trovata molte volte circondata da persone, dalle chiacchere sul nulla, ma anche da discorsi importanti,  solitudine e fastidio, la fatica fisica di tentare, di abbozzare discorsi con le persone... peròòòò saper deporre i buoni propositi quando è il momento per non farsi troppo male, trovare il modo di non perdersi la bellezza che era intorno attraverso un clic, attraverso il semplice osservare, attraverso il silenzio.



Non averne mai abbastanza di mare e sole, di profumo di creme solari, degli ombrelloni colorati, del  sale  che fa  tatuaggi provvisori sulla pelle, di pesce buonissimo... peròòòòò... sentirsi a proprio agio sulle montagne, nei paesini dalle piazze trasformate in sale gioco e poi subito dopo in ristoranti, profumo e sapore di pizza siciliana, di cipolle al forno grandi come zucche.





Camminare su un filo che mi dipingo sottile e incerto,  ora un passo dopo l'altro, ora con un piede sospeso nel vuoto... peròòò..... la pazienza e la costanza nel non voler cadere, la speranza di poter dipingere davanti a me non più solo fragili fili  quanto piuttosto  camminamenti  solidi.

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lunedì, 03 agosto 2009

Tempo alle mie voglie Colte per voi nel mio giardino

L'estate mi concede una pausa, passiamo mesi a desiderare sole, luce, il caldo ad avvolgerci dopo mesi di buio, freddo, e poi quando si ha quello che si desidera, quando riassumi il tuo guardaroba estivo che avevi mandato in aspettativa con una lacrimuccia, perchè ai maglioni preferisci i vestitini leggeri e i colori, le righe delle magliette da bimba che tanto ti piacciono, l'umidità e il caldo soffocante ti fanno rimpiangere lana, lana cotta e pure cruda, i termosifoni presso i quali ti spalmi quando fuori il vento soffia e urla la bufera (cit. chi la coglie è bravo).




Reagisco con l'idiozia al pensiero di mani piccole e piene di vene in evidenza che cucinavano i pasticci di patate e prosciutto, agli occhi azzurro cielo che mi hanno visto bimba e poi ragazza e poi ancora ragazza (perchè pensarmi adulta mi fa strano), a tutto quel mondo infantile che con lei se ne è andato definitivamente, ma lei tanto mi ha promesso che ora da lontano ci guarda lo stesso e in fondo a me va bene così, che sei occhi vedono meglio che quattro.




Finalmente mi posso comprare la maschera per i capelli perchè il sant'omino della caldaia ha fatto la grazia e dopo due ore di rosari snocciolati alla mia assonnata ma vigilante presenza, ci ha ridonato l'acqua calda, quindi potrò dare di nuovo ai miei capelli lucentezza e vitalità come ci è promesso negli spot, perchè fino a stamattina l'unica vitalità di cui mi potevo preoccupare era quella della mia persona quando veniva investita dal getto gelato della doccia. Che poi ogni tanto va bene pure per schiarirsi le idee, per riattivare la circolazione e tutte quelle cose che di solito si dice, però il pensiero del piano B sempre pronto all'occorenza è rassicurante di suo nella vita, figuriamoci sotto la doccia.




Ho bisogno di assecondare le mie voglie, per cui leggo in ogni dove, sui bus, tram e metrò, luoghi preposti alle sessioni di lettura più proficue, a letto appena sveglia e prima di addormentarmi, funziona un po' come lo Xanax su di me, i sonni sono più tranquilli e i sogni solo in tecnicolor, vado a pescare persone dal passato e le inserisco nelle storie che leggo, per esempio in questo periodo il set è Milano, la mala, sparatorie, storie di usura, denti di narvalo conficcati in gola, insomma paesaggi rassicuranti e concilianti. Altre volte le fonti dei miei sogni sono cose banali tipo una maglietta riemersa da un cassetto con il logo di un pezzo di vita passato e che vorrei reincontrare. L'inconscio lavora e mi spadella un sogno che più realistico non si può, con tanto di dialoghi, sfondo musicale, tutto annotato parola per parola appena sveglia. Magari un giorno cerchiamo di dare seguito a questo sogno, per oggi mi limito a dare sfogo ad altre voglie, che contemplano un tour al Libraccio posto pericolosamente vicino a casa e al negozio solito delle C*amper, quello con le commesse simpatiche, a voi indovinare di quale si tratta.* (l'indovinello è riservato ai residenti-conoscenti Milano e limitrofi)  




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martedì, 28 luglio 2009

Gocce Colte per voi nel mio giardino

Ho come l'impressione in questi giorni di essere sospesa, tenuta sollevata da terra, presa per la collottola come i cuccioli, avere l'impressione di poter salire al cielo ma avere allo stesso tempo la consapevolezza di poter cadere a terra da un momento all'altro, per una telefonata che arriva nel cuore della notte, per un portone trovato chiuso nel pieno del pomeriggio, per una maglietta abbandonata frettolosamente sullo schienale della sedia.


Vedo i primi passi incerti sulla biciclettina senza rotelle di un bimbo, la vita che si apre e la curiosità di giorni all'arembaggio verso nuovi posti, nuove persone, nuove esperienze, quando ancora tutto e possibile e si può essere quello che si vuole. Sentirlo dire, pennarelli alla mano e faccetta impiastricciata, che è un bambino fortunato, la saggezza compressa in cinque anni di vita(anzi quasi sei che se mi sente si offende), la meraviglia di vederlo crescere, apprendere, i piccoli sbagli e le piccole delusioni che gli arrivano dai grandi. La promessa a me stessa di non essere tra quei grandi che lo deluderanno.


Poi c'è la vita che piano piano si spegne, la consapevolezza di avere già visto e vissuto tutto il possibile, gli anni che improvvisamente diventano 86 macigni sulle spalle, il corpo che si ribella a tutto questo peso, troppa stanchezza, troppa fatica. Scene che nella mia mente si rinnovano, che sanno di esperienze e di sensazioni già vissute, che seppur conosciute sembrano sempre nuove, nel loro carico di tenera rassegnazione. Gli altri che prima o poi decideranno per noi e allora ti viene da pensare che il resto della vita che hai devi passarlo a sceglierle bene queste persone, perchè prima o poi a loro affiderai le tue scelte, a loro prima o poi ti affiderai, così da chiudere il cerchio con l'infanzia, quando gli altri ti dicevano dove andare, cosa fare, cosa era possibile e cosa era meglio lasciar perdere.


Il senso della vita preso in pillole, in comode monoporzioni, le lacrime per mandarle giù meglio.



      

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martedì, 21 luglio 2009

E non sentirli Colte per voi nel mio giardino

Avrei potuto fare un post di bilancio di un altro anno vissuto pericolosamente giusto il giorno del mio compleanno, ma faceva un po' troppo scontato, senza contare che ieri ero psicologicamente poco propensa alla scrittura, tutto perchè il giorno prima ero stata un po' troppo propensa all'alcool. Quindi ispirazione e concentrazione sono state risucchiate dalle 15 bottiglie di Menabrea che giacevano, e giacciono ancora per la verità, sull'uscio di casa, in attesa di sparire con fragore nei cassonetti verdi, che hanno quel buco tipo Giano bifronte a Roma, per cui, tanto per alimentare una delle mie numerose paranoie, di solito la mano, sfuggente, lascia andare al limitar del buco la bottiglia, per paura di rimanere con un moncherino. Si, talvolta sono infantile e mi perdo in piccole paure e come i bambini mi dispero, pancia a terra e sbatto le gambe, così magari il babau si allontana.




Si diceva dei festeggiamenti, vero, iniziati domenica con una festa di compleanno, mascherata da festa di inaugurazione della casa, si sono conclusi accocolati sul divano, con i titoli dell'Arte del sogno che scorrevano malinconici, mioddio che romanticismo. Ma sicuramente la festa di compleanno mascherata da festa di inaugurazione della casa è stata la mossa più astuta mai passata per la mia prolifica testa, prolifica di cazzate più che altro. Si è trattato di invitare un po' di amici provenienti dalle due sponde dell'A*dda, così giusto per stare geograficamente larghi, spadellare per un intero pomeriggio e vedere le proprie opere d'arte spazzate in meno di un'ora, attrezzarsi di un adeguato armamentario alcolico in grado di far fronte alle gole riarse degli invitati, shakerare, e riversare il tutto un po' sul ballatoio di casa, un po' nella microsala, lasciando che gli ingredienti prendessero confidenza tra loro e si mischiassero a dovere. Vi assicuro che il risultato è stato eccellente, mi sono presa appunti per non dimenticare ingredienti e dosi, perchè di sicuro mi verrà voglia ancora di questo cocktail.




Poi va beh, potrei dire che in un anno sono successe un sacco di cose, che gli anni non li sento, che tipo speriamo di essere più saggia visto che sono diventata più vecchia, però siccome non ci credo mica tanto alla equazione più anzianità= più saggezza, mi accontenterei di continuare a fare quello che sto facendo, certo magari con qualche entrata monetaria in più e il riconoscimento dovuto del mazzo quotidiano che mi faccio, però è anche vero che finchè c'è la salute c'è tutto, ecco io vorrei cambiare questo noioso proverbio in "finchè ci sono gli amici c'è tutto"... stavo per aggiungere altro, questo è stato il più bel regalo di compleanno di quest'anno... certo finchè non mi arriva un obiettivo nuovo per la macchina e una videocamera con i controfiocchi... no dai ovviamente era uno scherzo, lo giuro, veramente.  

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lunedì, 06 luglio 2009

Casi ciclici Colte per voi nel mio giardino

Mi sembra di essere un criceto su una bella ruota girevole, tanta corsa, tanto moto, però sono sempre al punto di partenza, sono sudata e appiccicosa, devo fare due docce al giorno e lo shampoo ultradolce mi ha reso i capelli una verammerda, quindi direi sotto con i consigli per non arrivare a fine estate con un principio di calvizie. Perchè poi mi viene tristezza, come ieri sera mentre guardavamo Valerio Mastrandea e Valeria Golino al cinema e quello che ci veniva da notare era: "Guarda Mastrandrea com'è invecchiato, c'ha pure pochi capelli". Insomma non sono cose belle da dire e da pensare e io non sopporterei che gli altri pensassero questo di me.


Detto questo ci sono stati diversi eterni ritorni:


- il misunderstanding come sport nazionale più praticato dopo il calcio, forse è diventato disciplina olimpica e non sono stata informata. Poi succede come sempre che sto davanti al portatile, che in questo periodo fa da scaldavivande, bestemmiando, scrivendo mail infuocate di risposta, scrivo due parole, le rileggo, mmm no troppo forti... però certo se le meriterebbe tutte e anche qualcosa di più... massì scrivo e gliene dico quattro... e se poi lei risponde rischiamo di andare avanti una settimana e io ho un sacco di cose da fare: un corso da frequentare fichissimo e pagato dall'azienda, shopping per i saldi, pensare, pensare i ordine sparso a cose sparse... no aspetto di vederla e gliele canto tutte... ok ma devo cancellare prima che il touchpad traditore faccia partire la mail... e non sarebbe bello. Così un silenzio indeciso si può trasformare in silenzio sdegnoso, e la cosa fica è che la destinataria non lo saprà mai, meglio il piatto freddo della vendetta, che non puzza e rifresca, che sedersi sulla riva del fiume, che i cadaveri con il caldo fanno puzza. 


- un altro gradito ritorno sono stati gli sbroccamenti della sottoscritta, frutto delle visioni catastrofiche sul micro che poi interessa il macro, perchè vari livelli di fraintendimento diventano il segno che la fine del mondo è vicina. La cosa divertente è che poi mi incazzo con il poveretto che ha scelto di sopportarmi, perchè, perdio, voglio che lui mi sia di supporto nelle mie dissertazioni di ore su quanto c'è da fare e quanto ci si dia poco da fare. Lui annuisce, ma per me è apatia, io mi arrabbio, lui annuisce, asseconda, io ho un travaso di bile. Vince lui per ko tecnico e io svengo senza forze sul divano.


- e per finire se volete un servizio meteo attendibile su Milano chiedetemi quando decido di andare al cinema all'aperto, è sicuro che ci sarà nubifragio! 

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martedì, 23 giugno 2009

Io non mi abituo Colte per voi nel mio giardino

E' da qualche giorno che ho pagato il biglietto per l'ottovolante emotivo e devo ancora terminare la mia corsa, così l'ebrezza della velocità viene sostituita piano piano dal fastidio per il vento che non mi permette di tenere i miei capelli in ordine, e io ci tengo alla mia frangetta, ora sono arrivata all'ennesimo giro e il fastidio sta lasciando posto alla nausea.




Dalla giostra vedo la Città Giocattolo che assomiglia molto più alla Caverna degli Orrori che trovi sempre in ogni Luna park che si rispetti, non ho mai avuto molta simpatia per questi posti fin da piccola, non avevo voglia di essere circondata da cose brutte, mostri, ragnatele, cose paurose mi annoiavano quando andava bene, sennò iniziavo a pestare i piedi per farmi portare da qualche altra parte. Nell'annuale visita a Gardaland che prevedeva la perlustrazione palmo a palmo di ogni angolo, compresi i baracchini nel villaggio del west oppure la chiesetta bianca, il Castello degli Orrori veniva bellamente ignorato. Figuratevi ora che la città Giocattolo ha assunti i contorni di Castello di Dracula, c'è aria pesante, aria di restaurazione, polvere e ragnatele fitte e fastidiose costruite da ragni grassi e pelosi, ragnatele in cui è facile rimanere impiglati se non te ne liberi subito con decisione e fermezza. Il sole sta piano piano lasciando spazio alle nuvole, sono cupe e pesanti, si sente che c'è pressione bassa nell'aria, ma più che bassa, rasoterra, perchè i nuvoloni ti costringono a volare basso ad aver paura ad alzare lo sguardo. Per non parlare poi dei personaggi che abitano questo Castello degli Orrori, omini senza forma e senza volto, inespressivi perchè senz'anima, programmati a rispondere agli stimoli, pupazzi di gomma dalle facce tristi o arrabbiate, che non sopportano i colori, che considerano la musica inutile ronzio per le orecchie. Oppure donne di plastica dalle espressioni cristallizzate, bloccate dentro le forme che altri hanno stabilito per loro.




I Castelli degli Orrori non mi sono ai piaciuti, preferisco tornare a fare le bolle di sapone, magari con una sparabolle, che sarà il mio autoregalo per il compleanno


Fuor di metafora ecco cosa è successo nella città giocattolo lo scorso week end, mai sentito parlare di opere d'arte censurate?

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martedì, 16 giugno 2009

I puntini sulle i Colte per voi nel mio giardino

Troppo affaccendata su altri social netuorc per aggiornare il blog? Troppo presa dai pensieri per fermarmi e fare il punto? Massì allora facciamo il punto anzi facciamo i punti. Ho sempre desiderato fare un post per punti, vediamo come esce potrebbe essere la moda di questa estate 2009.




- ho peccato di arroganza e sono stata punita, disarcionata dal mio cavallino nuovo di metallo (mica una moto che pensate? una bicicletta). Ho pensato nell'ordine a: amputazione del braccio sinistro che non riuscivo a muovere, amputazione del braccio del barista del bar in cui sono entrata a mendicare un po' di disinfettante e che mi ha proposto alcool puro. No, non scherzo, avete presente quella simpatica bottiglia dal color rosa big babol? Ecco, credo di avere ancora ben impresso nella mente tutto il firmamento comprese galassie sconosciute che aspettano ancora un nome, la visione si è palesata mentre disinfettavo ferite varie ed eventuali, sotto lo sguardo indifferente di proprietari e avventori, e poi dicono "Italiani brava gente". Da ultimo ho pensato anche all'imputazione del braccio della farmacista cui mi sono rivolta per trovare conforto, che non solo non mi ha medicato, ma mi ha proposto di comprare delle salviettine disinfettanti, che io, al colmo dell'avvilimento, ho supinamente comprato. Siccome talvolta questo blog ha la pretesa di dare anche indicazioni utili, ecco il consiglio per i (non acquisti): cercate di non cadere dalla bicicletta in corso san Gottardo, potrebbe esservi fatale, vista la cordialità degli esercenti della zona.




- sono particolarmente sconclusionata in questo periodo, agende e agendine per fissare appunti e appuntamenti giacciono in borsa abbandonate, prendo cattive abitudini, tipo segnarmi le cose sulle mani, poi succede che sudo, l'inchiostro si squaglia e non riesco più a leggere niente. Allora provo a tenere a mente le cose da fare e dire, sono così tante che poi la testa diventa incredibilmente pesante e cado in narcolessia, improvvisa e devastante. Sarebbe bello come in un film paurosissimo di Cronenberg, avere una porta usb, magari nel rene, per svuotare il disco rigido contenente informazioni e ricordi. Che poi un film... tutti i film di Cronenberg a mio parere sono paurosissimi, io ho fatto gli incubi con "La zona morta", vi lascio immaginare cosa succede quando capita di vedere gli altri suoi film.




- mi hanno detto che non si capisce molto quando scrivo, sono troppo ermetica, mi oppongo fieramente a questo rimprovero, poi mi rimetto a leggere l'archivio dei post passati e in effetti non ci capisco niente neppure io. Faccio spallucce, si vede che non era importante, oppure do la colpa alla mia gemella schizzoide. 




Potevo fare a meno di fare un post per punti, si.    

balenato da elesole
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