- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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lunedì, 12 ottobre 2009

Bad timing Colte per voi nel mio giardino

Sbaglio il tempo, sbaglio il ritmo, mannaggia a me, eppure anche se non mi sono mai cimentata nella nobile arte del drumming, che lascio ad altre mani più esperte, quando frequentavo la scuola civica della città giocattolo, solfeggio era una delle mie materie preferite. Prendevo il mio ditino indice della mano destra e via, dooo-oo-oo, lo battevo come la partitura chiedeva sul tavolo con talmente tanta convinzione che alla fine del corso avevo un bel callo sull'indice della mano destra e svariati altri calli sulle dita della sinistra, date le mie velleità chitarristiche dell'epoca.


In questi giorni invece calcolo male i tempi e ora faccio un rapido elenco così cerco di spiegarmi:


- desiderosa di maglioni a scaldare le domeniche pomeriggio in pigiama, di chiacchere intime davanti a una tazza di tè caldo alla vaniglia penso di propriziare l'arrivo del colonnello autunno vestendomi come se fossi a Livigno a dicembre anche quando invece Milano sembra Sharm a maggio, sudo, comincio a sfogliarmi come una cipolla, via giubbotto, via sciarpetta, via cardigan di cotone, sono pronta per andare al mare praticamente. Poi stamattina, memore della mise "bellezze al mare", golfino leggero, maglietta a mezze maniche, scendo le scale, apro il portone e mi trovo in mezzo a una bufera di foglie, ho l'aspetto di Medusa quando pietrificava tutti con lo sguardo causa capelli svolazzanti tutt'intorno, scelgo l'andatura da centrometrista per riscaldarmi in metropolitana.


- vago senza meta sulla rete, per casa, inizio una cosa e la lascio che tanto poi ci penso, poi mi alzo dalla sedia perchè c'è da ritirare il bucato e avviare un'altra lavatrice, ma aspetta che prima butto la spazzatura. Arrivano le 13 e mi accorgo che forse dovrei mettermi a cucinare qualcosa, perchè i bastoncini di vaniglia per profumare gli ambienti, hanno si un buon profumo, ma temo non ci possano sfamare. Facciamo qualcosa di veloce... ah si scaloppine con i funghi, cosa mai vuoi che sia, taglio gli champignon, nel frattempo infarino le fettine e per le 13.30 è tutto pronto. Prendo i funghi, coltello alla mano godo già pensando alla festa che faranno le mie papille gustative quando riceveranno visite... uh... vedo una scritta beffarda in piccolo sul confezione "da pulire"... il pranzo si trasforma in merenda, però a mia discolpa posso dire che era tutto molto buono, e ho i testimoni.


- sono successe tante cose belle e brutte in questo periodo di astinenza dal blog, alcuni copioni già visti, altri totalmente indediti e che mi stanno appassionando, credo avrei potuto scrivere cose poetiche, intense, strappalacrime e strapparisate allo stesso tempo. Ma anche stavolta ho sbagliato tempo e quindi vi siete beccati un post che parla di maglioni, di mezze stagioni che ci sono ancora, di scaloppine e di quanto tempo serva per pulire i funghi.


Appunto... bad timing  

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martedì, 01 settembre 2009

Impressioni di settembre Colte per voi nel mio giardino

Il vero capodanno della società nostra tutta, c'era un tempo in cui il primo settembre voleva dire fabbriche che aprono, strade che si riempiono, i servizi del tg1 che vanno a riprendere i musi lunghi degli operai di Mirafiori,  tutti gli anni lo stesso servizio, si potrebbero comparare i filmati delle varie epoche per vedere che tutto è rimasto uguale e immutabile, ma forse no, forse di immutabile rimangono le solite domande idiote dei giornalisti, le abbronzature/souvenir dell'estate e i sacchetti in mano con gli effetti personali per avere un pezzo di casa al lavoro. Queste  sono le cose rimaste immutate, perchè forse oggi a Mirafiori di gente ce ne entra qualche migliaio in meno.


Ricordo quando da bambina con il primo di settembre tiravo un sospiro di sollievo, che l'estate volgeva al termine, che finiva il mio periodo di clausura insieme a mia nonna, perchè finalmente i miei amichetti e amichette tornavano dalle vacanze, perchè in famiglia le vacanze erano a luglio, meno gente in giro, prezzi più bassi. Il pragmatismo dei miei ogni anno provocava nella sottoscritta piccoli e sottili traumi da abbandono degli amici, proprio quando i gruppi si consolidavano e si facevano grandi progetti di pomeriggi in bicicletta, di bagni nei fontanili, di flirt innocenti e sognanti. E niente di tutto questo invece, valige, secchiello e paletta per mia sorella, per me qualche libro, crema solare e il conto alla rovescia per tornare a casa il prima possibile. L'odio verso l'estate in età infantile di contro ha provocato e suscitato in me l'amore per le mura scolastiche, per lo studio e la socializzazione, per l'odore di plastica delle copertine dei libri, per le pareti arcobaleno dei supermercati dove stavo ore imbambolata a osservare, valutare e desiderare di ospitare nei miei astucci (certo uno per le penne, uno per pastelli e uno per i pennarelli) il signor G*iotto, ma anche i signori F*aber C*astell, il signor F*ila, che poi non mi si dica che non ero ospitale. L'unica differenza tra l'io bambina e l'io adulto è che ormai non devo più aspettare l'inizio della scuola per aprire le porte degli astucci a nuovi ospiti a colori, ogni momento, ogni stagione è buona per dare ospitalità. 


Deposti i panni della scolaretta ora settembre rappresenta il mese dei propositi, perchè alla fine questo è il vero capodanno non quello di dicembre che rappresenta piuttosto una piacevole pausa al logorio della vita moderna. Chessò potrei dire che mi piacerebbe fare attività fisica, che vorrei andare una volta alla settimana al cinema e un po' di più a teatro, che vorrei stare più accorta nell'abbinare gli accessori e curarmi di più, cose leggere, cose frivole insomma, perchè per i propositi veri... beh quelli sono ancora davanti alla parete del supermercato come quando ero bambina, bocca spalancata, il desiderio di volere tutto, la consapevolezza di dover scegliere.   

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14:33 / p-link / real life, memento, domande e scazzi, casa cupiello / commenti

martedì, 28 luglio 2009

Gocce Colte per voi nel mio giardino

Ho come l'impressione in questi giorni di essere sospesa, tenuta sollevata da terra, presa per la collottola come i cuccioli, avere l'impressione di poter salire al cielo ma avere allo stesso tempo la consapevolezza di poter cadere a terra da un momento all'altro, per una telefonata che arriva nel cuore della notte, per un portone trovato chiuso nel pieno del pomeriggio, per una maglietta abbandonata frettolosamente sullo schienale della sedia.


Vedo i primi passi incerti sulla biciclettina senza rotelle di un bimbo, la vita che si apre e la curiosità di giorni all'arembaggio verso nuovi posti, nuove persone, nuove esperienze, quando ancora tutto e possibile e si può essere quello che si vuole. Sentirlo dire, pennarelli alla mano e faccetta impiastricciata, che è un bambino fortunato, la saggezza compressa in cinque anni di vita(anzi quasi sei che se mi sente si offende), la meraviglia di vederlo crescere, apprendere, i piccoli sbagli e le piccole delusioni che gli arrivano dai grandi. La promessa a me stessa di non essere tra quei grandi che lo deluderanno.


Poi c'è la vita che piano piano si spegne, la consapevolezza di avere già visto e vissuto tutto il possibile, gli anni che improvvisamente diventano 86 macigni sulle spalle, il corpo che si ribella a tutto questo peso, troppa stanchezza, troppa fatica. Scene che nella mia mente si rinnovano, che sanno di esperienze e di sensazioni già vissute, che seppur conosciute sembrano sempre nuove, nel loro carico di tenera rassegnazione. Gli altri che prima o poi decideranno per noi e allora ti viene da pensare che il resto della vita che hai devi passarlo a sceglierle bene queste persone, perchè prima o poi a loro affiderai le tue scelte, a loro prima o poi ti affiderai, così da chiudere il cerchio con l'infanzia, quando gli altri ti dicevano dove andare, cosa fare, cosa era possibile e cosa era meglio lasciar perdere.


Il senso della vita preso in pillole, in comode monoporzioni, le lacrime per mandarle giù meglio.



      

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lunedì, 09 febbraio 2009

Crazy Colte per voi nel mio giardino

Continuiamo nel positivo trend di questo inizio di febbraio, deliberatamente su questo blog evito, dribblo e sguiscio quanto sta accadendo nella Repubblica delle banane, perchè ci sono altri che dicono cose che penso su altri blog o siti, meglio di me e in maniera più intelligente di me, quindi cercatori di fortuna, cercate pareri intelligenti nei luoghi deputati, che qui si parla solo di cose inti-mistiche, lagne, oppure tipo in questo periodo "oh come sono felice" .


Per dire sabato sera, complice la pioggia, complice mia sorella che quando si tratta di fare cose trash è sempre disponibile, decidiamo per la visione di Ex, B*rizzi alla regia e B*iagio Antonacci come colonna sonora, avremmo potuto tentare di eliminare questi brutti ricordi stordendoci che so, con il Vicks Vaporub, poi abbiamo ritenuto più opportuno tenere bene a mente la serata, così da non ripetere per il futuro certi sbagli. Ritornate a casa, e riposto il proposito del Vicks, notiamo la tele accesa e nostra madre che la guarda divertita. Buttiamo un occhio, e vediamo Emanuele Filiberto che zompetta con l'agilità di un tronco di sequoia intorno alla fidanzata del nuotatore Rosolino e apprendiamo che quest'ultimo è pure geloso. Quasi quasi rimpiango quando ero piccola e c'era Fantastico e c'era la Parisi che duettava con Sordi facendo Stanlio e Olio. Il proposito di stordimento si è ripresentato prepotente ma il Vicks non era disponibile negli scaffali casalinghi.


Ecco ho divagato di nuovo, perchè io in realtà volevo dire che mentre stavo per pagare al cinema ho estratto il bancomat, anche se non c'era bisogno, e l'ho trovato spiezzato in due, proprio in due parti. In altra epoca storica avrei invocato dei, numi tutelari, la gloriosa anima di qualche santo, sabato no. Ho riposto con calma la tessera, ho preso questo fortuito accadimento come un ammonimento al risparmio e, pensate, è lunedi pomeriggio e non mi sono ancora precipitata in banca per farmelo sostituire, sono calma e placida e non ho attacchi di panico. Son cose....


      

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domenica, 19 ottobre 2008

Patience Colte per voi nel mio giardino



In una tranquilla domenica mattina tutto potrebbe procedere serenamente e placidamente, sveglia lenta, tempo per sitarsi tra le lenzuola e tastare ogni centrimento del lettone, sapere di avere tempo per tutto e per niente, programmi si ma vaghi. Poi decidi che il lettone è stato esplorato a sufficienza in ogni suo centrimetro e non c'è più niente da scoprire, che è tempo di dare concretezza ai programmi, seppur vaghi, perciò afferri al volo la felpa che hai lasciato ai piedi del letto per proteggerti dal fresco della stanza e per non disperdere il calore che hai immagazzinato durante la notte.

Scendi e cominciano le grandi manovre per la colazione, ci si divide i compiti, tu odi preparare la moka per il caffè e quindi fai la staffetta tra cucina e la sala, miele, yogurt, biscotti per bambini, perchè tutti e due dobbiamo ancora diventare grandi, fette biscottate e marmellata, imbandisci per due, mentre l'aroma del caffè passa per le narici e ti sveglia definitivamente e la luce ottobrina ti accarezza il viso, mettendoti perfino di buonumore.

Ma avevo iniziato a scrivere usando un condizionale, "potrebbe", tempo dell'ipoteticità, di qualcosa che potrebbe pure avverarsi ma anche no, e infatti basta un sms, la lucina del cellulare che malaguratamente ho acceso, che lampeggia- le brutte abitudini della settimana lavorativa fanno fatica a staccarsi dai gesti e ancora di più dalla mente, sempre proiettata a fare, programmare e sentire- per fare cambiare repentinamente di umore, una lamentela, tanto per cambiare, per qualcosa che ho fatto e che non dovevo fare, pensando di agevolare, di aiutare, pensando per il bene di chi mi sta vicino. Quello che ne ricavo sono lamentele, musi lunghi, silenzi che più il tempo passa più diventano assordanti, mi hanno raccontato che chi semina bene raccoglie bene, che l'onestà e la sincerità pagano sempre, basta avere pazienza perchè le piantine che crescono da questi semi fanno fatica ad attecchire nel terreno e farsi strada tra i sassi e le radici, ma che poi col il tempo si sviluppano forti e rigogliose. Ci vuole pazienza, dicono, ecco, provo a guardare nella sacca apposita, guardo anche nelle tasce che magari c'è qualche riserva nascosta, perchè ho l'impressione che me ne servirà parecchia.


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mercoledì, 13 agosto 2008

Sisters on the bed Colte per voi nel mio giardino

Agosto è il mese in cui tutto si ferma, il lavoro rallenta, ma badate rallenta solamente non scompare ahimè, trovare una pizzeria a Milano aperta senza dover finire in Piemonte è impresa disperata specie se non automunite, però la città deserta accarezzata da un cielo grigio fuoristagione la fa sembrare ancora più surreale, già perchè il clima è quello di settembre o anche di ottobre, però senza tutta la gente che abitualmente inonda le strade della città, rendendola frenetica e sempre in movimento. O forse sono io in una sfasatura spazio-temporale credo di essere in agosto in realtà siamo veramente a settembre e stiamo per essere colonizzati dai marziani, che hanno fatto un raid su via Torino pigliando a caso la gente che passava di lì... rileggo quello che ho appena scritto... devo smettere di accettare le offerte di tisane notturne proposte dalla sorellanza a base di non ben precisati mix di erbe raccolte in qualche campo biologico del Trentino, è evidente che non mi fanno troppo bene.

Ad ogni modo tra un'allucinazione e l'altra ho fatto in tempo a farmi l'ultima trasferta estiva per quest'anno in quel di Parigi, ma non ve ne parlo ora perchè sto ancora dolcemente lasciando decantare le immagini e le emozioni di una città che nonostante sia tornata da qualche giorno continua a parlarmi, attraverso i ricordi, i profumi, la luce del sole fino a tardi ... mi rendo conto di parlarne da innamorata e in effetti una bella sbandata per la Ville Lumiere me la sono proprio presa, ora me la coccolo un po', poi, magari, se ne parlerà.

Poi ci sono le scoperte inaspettate dalle persone a cui vuoi bene e che proprio per questo cerchi sempre di preservare dai tuoi trip mentali, dalle paranoie compagne fedeli che non vanno mai in vacanza, per non farle preoccupare o stare male inutilmente... e invece nella tua casetta milanese davanti a una tavola imbandita e luci fioche, si sono schiusi i cuori, i pensieri, le paure di due ragazze, sorelle, che si pensavano molto diverse e invece si scoprono molto più vicine di quanto pensassero, senza paura del giudizio dell'altra, senza paura di farsi male con le parole. Ecco uno dei regali più belli di questo mese di Agosto, apparentemente immoto eppure così vorticoso.  

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mercoledì, 04 giugno 2008

Evaporare Colte per voi nel mio giardino

Ammazzo il tempo, ammazzo anche, se capita, le prime fastidiosissime zanzare di stagione che proliferano grazie al clima tropicale che caratterizza le ultime settimane, mi aspetto di vedere crescere da un momento all'altro nella desolata aiuola del mio microcortile liane e piante carnivore, forme di vita inusuali e inedite. Tutta ques'acqua disincentiva qualsiasi movimento, mossa e programma, anche minimo, di azione. Mia madre non ha ancora provveduto a trapiantare i suoi fiorellini di stagione, rossi, fucsia, arancio, che riempiono di colore le nostre visuali estive e che riempiono i suoi pomeriggi postlavorativi, anzi se capitate da queste parti e vedete una donna magrolina dagli occhiali giganti chinata su dei fiori, avvicinatevi, non abbiate paura se la sentite farfugliare da sola qualcosa, sta solo facendo conversazione con le sue creature silvestri , non preoccupatevi, non maledite Basaglia per la chiusura dei manicomi, è solo mia madre che è convinta che parlando con le piante queste crescono meglio. Io non ci credo tanto a questa teoria e perciò con i vegetali non ci parlo, di qualsiasi tipo essi siano, compresi quelli appartenenti alla razza umana. I risultati di questo mio approccio sono interessanti: di solito seccano, lasciano andare il verde e si mummificano, i miei libri brulicano di fiori secchi infatti, ci riempio la Cuba che assume quel tono retrò che dialoga con i colori brillanti. Anche i miei ricordi sono zeppi di rapporti seccati, li uso come segnalibro, come segnavita talvolta, per ricordare da dove vengo, per tracciare il cammino che ho davanti.

Dovrei fare tante cose alcune piacevoli, altre meno, pagare bollette, riparare borse, riordinare scartoffie e foto, prenotare treni per Roma, ma alzare un braccio con la prospettiva di alzare pesi (piuma) o di mettermi in strada con l'umidità che mette in pericolo il mio prezioso caschetto mi blocca e mi bradipizza, quindi pochi movimenti e pensati che non voglio disperdere energie, che non voglio che svapori tutto. Allora mi abbandono a pensieri estivi di caldo, di mare e spiagge assolate che meno d'un mese visiterò e faccio tra me e me defilè di moda provando costumi, indossando di nuovo le mie amate gonne a ruota, con stupore e gratitudine le cuciture aderiscono e non si tendono per lasciarmi passare, prima dovevano inarcarsi per ospitare le mie forme, ora invece mi accolgono facendo un inchino, forse di benvenuto, forse di gratitudine. E per una volta ringrazio anch'io me stessa.     

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mercoledì, 21 maggio 2008

River song Colte per voi nel mio giardino

C'è che poi si rompono gli argini che faticosamente costruisco e rinforzo ogni giorno, porto sacchetti di sabbia per contenere il flusso dei giorni, per contenere i rami secchi che l'acqua trasporta con sè, perchè scorrano via veloci e lontani.

L'acqua in questi giorni è caduta generosa, incessante, copiosa, se avessimo avuto sete ci sarebbe stata di conforto, se i campi l'avessero chiesto sarebbe stata la benvenuta. Invece ospite indesiderata ha continuato a cadere, plin, plin, plin, ritmo sempre più serrato le i che diventano o, plon, plon, si chiude tutto per non farla entrare, per non bagnarci, che tanto non ne abbiamo bisogno, e dentro ci si sente al sicuro, riparati, protetti. Ora di tutta l'acqua scesa non si sa più che farne, di tutti i giorni, le emozioni che passano e si accumulano fino a gonfiarmi da scoppiare il cuore, non so cosa farne, non so dove dirigere tutte queste energie, mi agito, mi muovo, faccio e brigo, come una falena impazzita per la troppa luce.

Disperdo energie, come l'acqua che tracima buona ormai per niente, mi affanno, penso, dipingo tele che rimangono lì a metà,incomplete senza sapere neppure il perchè sono iniziate, ci sono solo profili, abbozzati, profili di mani e di braccia di visi ora lontani, ora vicini. Corro, brigo, faccio... mi distraggo e mi trovo impigliata in una rete, che non so bene neanch'io come ho fatto, so solo che ora ho un dito fasciato e occhiali distrutti.

Allora per acquietarmi mi rifugio nella mia tana, la sorellanza mi fa compagnia e mi coccola proponendomi gelato e sushi, impedendomi di affaccendarmi a casa, perchè mi devo riposare, mi abbandono alle letture, preparo sacchetti di sabbia, pesante e stabile per rinforzare di nuovo i miei argini. 

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mercoledì, 19 marzo 2008

Non ci sono più le mezze stagioni Colte per voi nel mio giardino

Ecco, avevo appena finito di gridare vittoria sull'inverno che se ne andava finalmente fuori dai piedi che succede il finimondo e tutto nel giro di tre giorni, i nostri ameni loci hanno visto in sequenza, grandinate, fulmini, lampi, tuoni e saette, inondamenti vari ed eventuali, vento freddo, che di per sè mi garba anche, ma solo se accompagnato   da un bel sole caldo e il cielo azzurro, perchè  gli abbinamenti sono importanti (cit. mia madre), a Pasquetta danno neve, per cui mi tocca preparare gli scarponcini da montagna, olè.

Anche i telegiornali si mettono a fare della facile ironia su questa Pasqua invernale: ieri sera telegiornale delle 20, in casa regna un silenzio surreale a causa dello sciopero delle trasmissioni audio che mio padre persegue da ormai tre giorni , a causa di diverbi sul suo regime alimentare alquanto discutibile e inopportuno visti i recenti e indimenticati viaggi in direzione Cascina Gobba con destinazione Ospedale san R*affaele. Questo sciopero ha risvolti positivi: la sorellanza e io non ci dobbiamo alzare dieci volte a testa, perchè a lui serve questo e quello, perchè piuttosto di parlare si fa tutto da solo; inoltre non sono costretta ad andare bisettimanalmente a mettere il Superenalotto, fio che devo pagare dallo sciagurato giorno in cui andai al suo posto e gli feci vincere 500 eurilli, caso che non si ripete da almeno due anni, e qui ci sarebbe da riflettere sulla mia presunta mano fortunata. In mezzo a tutto sto popò di vantaggi, c'è anche la visione e l'ascolto del tiggi (che culo eh!). Il servizio si apre con immagini di picnic, salamelle ad arrostire, gite a cavallo sul lungomare, in tutte queste immagini il sole splende alto e luminoso, una voce fuori campo ad un certo punto interviene: "Se immaginate una Pasqua e una Pasquetta vissuta all'aperto, rinunciate a questo proposito e tirate fuori ombrelli e giacconi pesanti, perchè l'inverno non è ancora finito", seguono immagini di pioggia, ombrelli, gente incazzata.

Sto pensando a come deve essere la Colomba intinta nel mascarpone...     

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Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
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