- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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martedì, 23 giugno 2009

Io non mi abituo Colte per voi nel mio giardino

E' da qualche giorno che ho pagato il biglietto per l'ottovolante emotivo e devo ancora terminare la mia corsa, così l'ebrezza della velocità viene sostituita piano piano dal fastidio per il vento che non mi permette di tenere i miei capelli in ordine, e io ci tengo alla mia frangetta, ora sono arrivata all'ennesimo giro e il fastidio sta lasciando posto alla nausea.




Dalla giostra vedo la Città Giocattolo che assomiglia molto più alla Caverna degli Orrori che trovi sempre in ogni Luna park che si rispetti, non ho mai avuto molta simpatia per questi posti fin da piccola, non avevo voglia di essere circondata da cose brutte, mostri, ragnatele, cose paurose mi annoiavano quando andava bene, sennò iniziavo a pestare i piedi per farmi portare da qualche altra parte. Nell'annuale visita a Gardaland che prevedeva la perlustrazione palmo a palmo di ogni angolo, compresi i baracchini nel villaggio del west oppure la chiesetta bianca, il Castello degli Orrori veniva bellamente ignorato. Figuratevi ora che la città Giocattolo ha assunti i contorni di Castello di Dracula, c'è aria pesante, aria di restaurazione, polvere e ragnatele fitte e fastidiose costruite da ragni grassi e pelosi, ragnatele in cui è facile rimanere impiglati se non te ne liberi subito con decisione e fermezza. Il sole sta piano piano lasciando spazio alle nuvole, sono cupe e pesanti, si sente che c'è pressione bassa nell'aria, ma più che bassa, rasoterra, perchè i nuvoloni ti costringono a volare basso ad aver paura ad alzare lo sguardo. Per non parlare poi dei personaggi che abitano questo Castello degli Orrori, omini senza forma e senza volto, inespressivi perchè senz'anima, programmati a rispondere agli stimoli, pupazzi di gomma dalle facce tristi o arrabbiate, che non sopportano i colori, che considerano la musica inutile ronzio per le orecchie. Oppure donne di plastica dalle espressioni cristallizzate, bloccate dentro le forme che altri hanno stabilito per loro.




I Castelli degli Orrori non mi sono ai piaciuti, preferisco tornare a fare le bolle di sapone, magari con una sparabolle, che sarà il mio autoregalo per il compleanno


Fuor di metafora ecco cosa è successo nella città giocattolo lo scorso week end, mai sentito parlare di opere d'arte censurate?

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martedì, 16 giugno 2009

I puntini sulle i Colte per voi nel mio giardino

Troppo affaccendata su altri social netuorc per aggiornare il blog? Troppo presa dai pensieri per fermarmi e fare il punto? Massì allora facciamo il punto anzi facciamo i punti. Ho sempre desiderato fare un post per punti, vediamo come esce potrebbe essere la moda di questa estate 2009.




- ho peccato di arroganza e sono stata punita, disarcionata dal mio cavallino nuovo di metallo (mica una moto che pensate? una bicicletta). Ho pensato nell'ordine a: amputazione del braccio sinistro che non riuscivo a muovere, amputazione del braccio del barista del bar in cui sono entrata a mendicare un po' di disinfettante e che mi ha proposto alcool puro. No, non scherzo, avete presente quella simpatica bottiglia dal color rosa big babol? Ecco, credo di avere ancora ben impresso nella mente tutto il firmamento comprese galassie sconosciute che aspettano ancora un nome, la visione si è palesata mentre disinfettavo ferite varie ed eventuali, sotto lo sguardo indifferente di proprietari e avventori, e poi dicono "Italiani brava gente". Da ultimo ho pensato anche all'imputazione del braccio della farmacista cui mi sono rivolta per trovare conforto, che non solo non mi ha medicato, ma mi ha proposto di comprare delle salviettine disinfettanti, che io, al colmo dell'avvilimento, ho supinamente comprato. Siccome talvolta questo blog ha la pretesa di dare anche indicazioni utili, ecco il consiglio per i (non acquisti): cercate di non cadere dalla bicicletta in corso san Gottardo, potrebbe esservi fatale, vista la cordialità degli esercenti della zona.




- sono particolarmente sconclusionata in questo periodo, agende e agendine per fissare appunti e appuntamenti giacciono in borsa abbandonate, prendo cattive abitudini, tipo segnarmi le cose sulle mani, poi succede che sudo, l'inchiostro si squaglia e non riesco più a leggere niente. Allora provo a tenere a mente le cose da fare e dire, sono così tante che poi la testa diventa incredibilmente pesante e cado in narcolessia, improvvisa e devastante. Sarebbe bello come in un film paurosissimo di Cronenberg, avere una porta usb, magari nel rene, per svuotare il disco rigido contenente informazioni e ricordi. Che poi un film... tutti i film di Cronenberg a mio parere sono paurosissimi, io ho fatto gli incubi con "La zona morta", vi lascio immaginare cosa succede quando capita di vedere gli altri suoi film.




- mi hanno detto che non si capisce molto quando scrivo, sono troppo ermetica, mi oppongo fieramente a questo rimprovero, poi mi rimetto a leggere l'archivio dei post passati e in effetti non ci capisco niente neppure io. Faccio spallucce, si vede che non era importante, oppure do la colpa alla mia gemella schizzoide. 




Potevo fare a meno di fare un post per punti, si.    

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lunedì, 18 maggio 2009

Tieni care tutte le cose Colte per voi nel mio giardino

Dormo sonni agitati, a letto tardi e sveglia presto anche quando non c'è bisogno, l'orologio biologico da settare decisamente su orari necessari e sufficienti per permettermi di dormire il sonno dei giusti. Inquieta lo sono sempre anche se tutto sta andando al suo posto, però... un però ce lo devo sempre trovare altrimenti non sono contenta, la lagna dopo la bicicletta è una delle mie attività preferite.


Finita l'odissea degli scatoloni, ci si riesce a muovere agevolmente tra le stanze senza il pericolo gi inciamparvi e cadere faccia in giù come un sacco di patate, ora non resta che trovare il modo di non inciampare tra i cavi del nostro ciarpame tecnologico di cui non possiamo fare a meno, e che provvederemo ad aumentare, dopo che il mio lettore dvd dopo due volte che è stato usato ha preferito andare in pensione anticipata. Proprio vero che una volta le cose venivano costruite in maniera da durare, un po' come i matrimoni, e vi dirò è proprio vero che una volta c'erano anche le mezze stagioni, che è una frase che ci sta sempre bene e anche perchè sono passata dal maglione ai sandali in un battibaleno.


Oltre al dvd nuovo si necessita piuttosto urgentemente anche di una libreria supplementare, ho avuto infatti la sciagurata idea di fare un giro alla Fiera del Libro di Torino, non avevo propositi bellicosi o ancora peggio, consumistici, le dichiarazioni al momento della partenza suonavano più o meno così: "Mi porto una borsa non troppo grande così sono disincentivata all'acquisto perchè non so dove mettere i libri", oppure "Ho visto il programma degli incontri e poi vado nello spazio Rai nel pomeriggio, così non ho troppo tempo di girare tra gli stand". Tutti i buoni propositi sono andati a farsi benedire nello spazio intercorso tra la fila zero della biglietteria, la pantomima del tesserino studenti per lo sconto  (accordato yeah, alla fine le rate del master devono essere ammortizzate no?) e l'ingresso nel mio personale paradiso. Un amico ha detto che la Fiera è ormai come una grande Feltrinelli ed è un evento per fighetti, può darsi, e allora che sia io fighetta! Tre ore di giro approfondito tra gli stand delle piccole case editrici, di quelle un po' meno piccole ma non giganti, la scoperta di collane che non conoscevo, l'essere stupefatta dalla qualità che trovi tra i piccoli, quei maledetti dell'Hoepli che davano in omaggio borse di tela, hanno fatto si che da venerdi sono un po' più ricca nello spirito e un po' più povera nel portafoglio. Ma Fiera del libro è anche vip watching, devo dire un po' schizzofrenico, sono passata dall'incontrare per strada V*ladimir L*uxuria in vestitino superstretch a fiori azzurri in bilico su zeppe altissime al sari rosso e arancio di V*andana S*hiva, alla faccia dell'omologazione dei modelli femminili. E infine Fiera del Libro è anche scegliere di entrare in un vortice di idee, un brainstorming che dura tutta la giornata, ho imparato, ho ascoltato, mi sono emozionata sentendo parlare di poesia e cucina allo stesso modo, all'attenzione che si pone per le piccole cose rendendole speciali. Mi commuovo e penso che a casa mi aspetta qualcuno che tiene care tutte le cose, anche le più minuscole, che maneggia le verdure per la zuppa come se fossero gioielli preziosi, che vede bellezza laddove io ci vedo solo goffaggine e indadeguatezza. Gli applausi convinti della platea mi risvegliano da questi pensieri, G*iuseppe C*ederna ha appena finito di leggere la ricetta dei Carciofi alla Giudea come se stesse leggendo l'Iliade, perchè c'è bellezza nelle cose ordinarie.


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martedì, 16 dicembre 2008

All these things Colte per voi nel mio giardino

Mi riprometto sempre di non lagnarmi, di non lamentarmi, è un tale spreco di energie, così poco elegante e aristocratico. E' morto Caracciolo, leggevo in pausa pranzo, famelica perchè il tempo è sempre contato, la sua storia, guardavo le foto, alto e longilineo, le mani lunghe, gli occhi chiari incorniciati da due sopracciglia folte e candide come la neve. Uno che, insomma, trovava le barzellette di B*erlusconi noiose e il suddetto, persona priva di fascino e spessore. Questo per dire che sempre i migliori purtroppo se ne vanno.








Ovviamente i giornalisti si sono sbizzarriti nell'agiografia di questo "editore fortunato" come era il titolo di un libro dedicato alla sua figura, dipingendolo sul letto di morte, preda di mille malanni e infarti ma sempre composto, curioso di quello che gli accadeva intorno perchè lamentarsi, anche se per questioni di salute, lo trovava poco elegante e poco rispettoso nei confronti dei propri interlocutori. Chiudo il giornale, anzi giro pagina, articolo di Savater sul tempo che diceva più o meno: "Chi si lagna che ha poco tempo per fare le cose, di solito è colui che lo dissipa a lamentarsi e lagnarsi, prendersi del tempo per sé è la più formidabile forma di resistenza al succedersi di giorni che spesso ci paiono insensati". Una serie di piccoli puntuti spilli mi solletica il palmo delle mani, mi sento chiamata in causa, presa come sono sempre dal lamentarmi, dal trovare qualcosa che non va, in me, negli altri, sul lavoro, nel tempo libero. La lagna se incontrollata tracima e finisce con il diventare disperazione, sono molto attenta nel chiudermi le porte, le possibili vie d'uscita, mi piace aggirarmi nel mio labirinto di pensieri dalle porte sprangate e con le chiavi per aprire ben sicure in tasca, trovo un piacere sottile nel permettere alla mia mente di bussare e bussare senza trovare soluzioni, senza volerle trovare.








Per fortuna sono momenti, di questi attimi si trova traccia spesso qui, come se vivessi perennemente in questo labirinto senza uscita, però so anche che questo luogo, cui sono molto affezionata, non esaurisce tutto quello che mi accade e provo, al reale forse riservo la parte migliore, inconsapevolmente porto con me un atteggiamento benevolo nei confronti di chi incontro, curioso e aperto, pensieri del tipo "ma a noi ci piace ricordarla così". Insomma tutto questo per dire che qui trovate tutte fregnacce... no dai quasi :)    

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sabato, 12 aprile 2008

Fuori dal tunnell del divertimento Colte per voi nel mio giardino

Altro che perle rosse tarocche, altro che cerchietti e felpine vezzose, il fine settimana, oltre al tempo e l'umore, saranno funestati da un'occupazione salturaria ma che ogni volta diventa sempre più odiosa: l'ufficio della scrutratrice. Sappiate che per l'irresponsabilità del porcello con la pashmina (aka Mastello porcello) mi perderò in sequenza:

- ore di sonno; il concerto di Benvegnù in uno sperduto auditorium del bresciano dall'acustica notevole, con mancate scenette di svenimento quando inizierà a cantare "La distanza", chè il ciddi suo me lo sto mangiando e gustando a colazione, pranzo, cena e anche nei momenti di digiuno; non potrò onorare il consueto rito della visita taumaturgica a "Fa' la cosa giusta", per cui per quest'anno addio nuove idee scintillanti sull'impiego del mio tempo libero, addio marmellatine, biscottini equibiosolidali, addio cous cous alla mentuccia che tanto ci era piaciuto lo scorso anno; un po' di sana solitudine uiechendara di cui ho fisiologicamente bisogno per ricaricare le pile, sarò circondata da gente che vorrà interagire, sapere che fai-da dove vieni-dove vai, avrò sotto gli occhi per circa 72 ore le schede elettorali che mi ammoniranno per altrettante 72 ore a fare il mio dovere di cittadina, cosa che più passa il tempo più diventa DOVERE  e non diritto da esercitare con senso di responsabilità.

Per una volta però non voglio vedere il bicchiere solo mezzo vuoto e in queste 72 ore potrò:

- finire di leggere e valutare una cosa per il lavoro, finire di leggere Trilogia di New York che impazientemente sto attendendo di portare al termine per dare il via alle congetture-elucubrazioni sul senso di un libro così complessamente bello; mangiare tot numero di taralli con la scusa di far passare il tempo; scialaquare il misero compenso nell'acquisto di una memoria esterna da borsetta e di un paio di cd a cui faccio la corte da un po', recuperare ore di sonno nei giorni di riposo che mi saranno gentilmente concessi dallo Stato Italiano mio datore di lavoro per un paio di giorni, pensare ad alcuni annosi quesiti che mi tormentano in questi giorni:

1) Bleeker nel film Juno assomiglia più a Beck o Neri Marcorè?

2) il fatto che all'inizio del suddetto film, abbia esclamato "Tò guarda si veste come me la protagonista", realizzando immediatamente dopo che nel film Juno ha 16 anni, dovrebbe farmi riflettere sul mio grado di maturità? Però a mia discolpa posso dire che a me le magliette a righe piacciono troppo-megattttanto.

Ora vado, per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore e nella perduta (speriamo non troppo perchè lunedi voglio finire presto) gente.    

  

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venerdì, 25 gennaio 2008

De profundis Colte per voi nel mio giardino

Maggio 2006- gennaio 2008 

Se poi  penso che i protagonisti della prossima campagna elettorale saranno Il Nano, Ualter e Grillo... qualcuno sa come si preparano le pratiche per chiedere asilo politico? Pensavo di riparare in Spagna.

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sabato, 01 dicembre 2007

Kaboom Colte per voi nel mio giardino

Si dichiara ufficialmente conclusa la "settimana della lagna", una settimana fatta di lamentele, recriminazioni varie e assortite, una splendida selezione di sospiri, malattie immaginate e immaginarie, mugughi, una vera delizia per le orecchie degli ascoltatori più raffinati.Sono arrivata al punto di non sopportarmi nell'ascoltarmi, aprivo bocca e le uniche cose che uscivano erano lamenti, la noia era tale da indurmi a rispondere alle domande a monosillabi perchè il solo suono della mia voce lamentosa e più bassa del solito era fastidioso. 

Mi sono immaginata cardiopatica per alcuni giorni, complice dolori al petto fini come spilli conficcati al centro,  forse perchè ho bisogno di un cuore nuovo, poi ho pensato alle rinunce da mettere in campo, no fumo no alcool, niente sforzi, una vita tranquilla e monotona, e quindi l'ho buttata sui dolori intercostali, che nessuno sa cosa sono, ma vanno bene in tutte le occasioni, un pò come la voce "altro" nei questionari di rilevazione, la voce da barrare quando non sai cosa dire o non hai voglia di pensare troppo. 

Nel frattempo sviluppo nuove manie, dopo la mania delle spille di gruppi sconosciuti, delle bandiere degli stati gentile dono di amici parenti conoscenti, che vengono inesorabilmente sfiniti dall'insistenza con cui ricordo il loro impegno preso per rendermi un pò più felice, dopo le spille fatte a forma di fiore, è venuto il momento dei Fiocchi: spille, golf, scarpe hanno la certezza di essere acquistate durante uno dei miei frequenti attacchi maniaco-compulsivi da shopping se recano quel motivo, attaccamento alla mia parte fanciullina? Oppure un chiaro messaggio che viene dal subconscio, un subdolo invito ad essere meno sbadata e più presente a me stessa? Ora che rammento: Candy Candy era piena di fiocchi e aveva le gambe a forma di tronco ed era soprannominata "Signorina sbadatella", e pensare che la trovavo insopportabile...   

Intanto mi chiedo perchè su Xl di questo mese S*aviano debba intervistare  e raccontare dei Subsonica, ma non si occupava di camorra? Che i subsonici ragazzi abbiano avuto uno scambio di opinioni e dritte con Gigiuzzo d'A*lessio? 

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mercoledì, 07 novembre 2007

Disgustorama Colte per voi nel mio giardino

MILANO 7 novembre 2007 - "Non c'è mai stato un editto bulgaro né ho mai detto che questi signori non dovevano fare televisione"

Sofia 18 aprile 2002. "L'uso che Biagi, Santoro, ... come si chiama quell'altro ... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.

Indovinello: da chi sono state pronunciate queste due frasi, tenendo conto che sono dichiarazioni della medesima persona.

Avete tre possibilità:

- Una persona affetta da dissociamento della personalità

- Una persona affetta da demenza senile (con rispetto per quelli affetti da questa patologia)

- Una persona che, per citare i nostri beneamati Offlaga Disco Pax: "ha la faccia come il c***.

In palio un bellissimo viaggio in Bulgaria, giusto per rimanere in tema.

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mercoledì, 24 ottobre 2007

Pianeti in opposizione Colte per voi nel mio giardino

Avevo gridato vittoria troppo presto, avevo urlato osanna all'equilibrio da equilibrista ritrovato, parole come serenità, tranquillità perse di nuovo per strada, eppure nella mia nuova borsa invernal-berlinese di cui vado orgogliosa,  insieme alle penne, ai quaderni, ai libri all'acqua dovrebbero starci. E invece, è bastato un attimo di distrazione, puff, abbassare il livello di guardia che ho imparato negli anni a mantenere sempre elevato, per cedere alla tentazione del loop mentale, lo vedo davanti a me, visualizzato come un'immagine nitida: parte da un puntino piccolo, insignificante e poi come una spirale al rovescio che mano mano che  scende allarga le proprie spire.

La sintomatologia di questa patologia è varia e diversificata, per ogni spira una scocciatura da elencare, perchè il movimento concentrico delle spire porta con sè una serie di sfighe accessorie che ora vado tosto tosto a elencare:

... trovarsi impigliata la sciarpetta nera setosa nel cappottino nero preferito, trovarsela impigliata mentre stai per pranzare con un'amica  in un sushi bar con una temperatura tropicale, con conseguente eccesso di sudorazione e gote rosse come quelle di Heidi. Provvedere in maniera grezza alla liberazione della sciarpa e della esausta padrona con un paio di forbici tenute in mano da una timorosa cameriera giappo  non  molto convinta della soluzione finale adottata. 

...andare in libreria, anzi in molteplici librerie e non trovare ovviamente il libro che tanto desideri leggere, innervosirsi così tanto da uscire scocciata senza neppure prendere quell'altro libro che era lì disposto in pile ben accatastate proprio di fronte a te.

... arrivare in ufficio, trovare un messaggio per una commissione urgente da fare entro sera, fare la pratica di corsa, impostare la stampante-fotocopiatrice e.... scoprire che la suddetta macchina ha deciso, giusto perchè avevi fretta di concludere, di non funzionare, reclamando le attenzioni del tecnico dell'assistenza, che ovviamente arriverà solo domani. Tornare a casa, stampare il tutto e portarlo di persona allo scass... emh al gentile utente.

...un pizzico di discussioni  che non devono mai mancare nella giornata perfetta.

 "Pensare confonde le idee" B. Munari    

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lunedì, 06 agosto 2007

L'inutilità della razionalità Colte per voi nel mio giardino

Apro il giornale con consueta noncuranza, senza aspettative di trovare grandi novità, una spruzzata di morbosità che in estate non fa mai male e non deve mai mancare sulle tavole degli italiani (grazie Mele meno male che ci hai pensato tu), una manciata di complotti plutogiudaicomassonici (don Gelmini dalla sua casa da mille e una notte ce lo ricorda, un bel grazie anche a lui), annaffiati da un pò di sangue di omicidi passionali anche se manca ancora il caso irrisolto dell'estate e in effetti mia mamma non ha molto da leggere in questo periodo lei che conosce vita morte (è proprio il caso di dirlo) e miracoli che ne so del giallo dell'Olgiata, dell'omicidio di via Poma, ecc...

Dicono anche che il caldo stimoli gli istinti più irrazionali e animaleschi delle persone, ecco che così ti può capitare di ascoltare una filippica contro i "nordici" = paesi anglosassoni. Io bella bella sfodero con un sorrisone la soddisfazione di andarmene a prendere un pò di fresco al nord e mi ritrovo come un macigno ingombrante questa filippica da parte di una cara amica sulla presunta ottusità di inglesi e tedeschi. Non mi va di indagare e ravanare tra le motivazioni che mi porta per giustificare questo odio, mi aspetto che mi dica tipo che gli inglesi sono tutti hoolingans e che i tedeschi sono tutti nazisti, la tentazione di aizzarla è forte perchè vederla tutta infoiata in questa dissertazio è uno spettacolo impagabile, ma la serata rischia di finire con qualche vetro di bottiglia infilato nella mia graziosa nonchè innocente nuca e non sarebbe  un bel spettacolo. Per cui mi accontento di tenere buona come motivazione principale di cotanto odio la seguente: "Ma dai Ele, non li vedi come sono, sono flaccidi, brutti, tutti flosci", to e io che pensavo di andare in una terra popolata da esseri umani, penso "che bello potrò studiare allo stato embrionale esseri monocellulari, altresì detti amebe", non ricevendo risposta, beh almeno speriamo di non essermi giocata l'amicizia.

Cambio scena e si cambia anche serata, tavolata all'aperto in una ridente pizzeria persa nella bassa padana ma che fa la pizza più sottile e buona della zona, siamo in 26 un piccolo spaccato d'Italia, un'umanità molto varia che non può che riservare sorprese. La serata sta procendo liscia, si parla di vacanze imminenti o fatte, di rapporti uomo e donna sempre più problematici, discorsi infarciti di tutte quelle cose che si dicono per fare conversazione senza troppo impegno, perchè anche i neuroni hanno diritto alle loro vacanze. Ad un certo punto però della serata si alza da un lato della tavolata la voce di quello che chiamano il Geometra, testa pelata, gran parlantina, da quello che posso captare temo che insieme ai suoi ultimi capelli se ne siano andati anche i neuroni residui che erano attaccati alla cute, si parla di immigrati, che non han voglia di lavorare, che rubano, ammazzano, che rubano il lavoro (ma non aveva detto che non avevano voglia di lavorare?). Qualcuno tenta di contrastarlo, lui alza ancora di più la voce, ma il migliore è quello vicino a me, finalmente odo la sua voce visto che dall'inizio della serata non mi ha rivolto parola nonostante la promiscuità imposta dalla serata, non appena sento però quello che ha da dirmi maledico il momento in cui ho pensato che poteva pure parlarmi: "Ah si io con questi marocchini che rubano e stuprano sai cosa farei? Un bel colpo in testa e poi li faccio sparire, un bel sacco nero e poi già nel fiume o sottoterra così nessuno mi rombe le balle.". Ma il nostro amico Borghy (perchè è chiaro che è il fratello segreto di Borghe*io, l'essere mitologico metà bestia metà testa di c***o) può fare di meglio: "Che poi a pensarci bene donne, uomini, bambini, io non farei distinzione, anzi ti dirò con i bambini sarebbe ancora meglio, perchè sono più piccoli e più facili da fare sparire".

Ridatemi qualche scandaletto da poco, aiuto!

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SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
Lost Emily

Which Emily Strange are you?
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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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