- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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mercoledì, 23 settembre 2009

Autumn leaves Colte per voi nel mio giardino

Ho una valigia di cartone, ormai fuori non si vede neppure più il colore, non si capisce che era stata vestita con una copertina di pelle, quella finta che serve anche a coprire le agende che le Banche, generose per una volta l'anno, ci regalano in più copie, quella da tavolo, quella da tenere in tasca, quella da appendere. Ci sono adesivi, foto, ritagli di giornale, tutta la vita in pochi centrimentri quadri. 


Quando la apro trovo solo ricordi d'infanzia, il catalogo Postalmarket tutto tagliuzzato, le modelle sorridenti e morbide, che mi guardano per dirmi "Comprami", le forbici con le punte arrotondate per non farmi male, i soldi finti del Monopoli, con i quali potevo comprare tutto ed essere la regina del negozio. C'è pure un paio di scarpette blu, quelle con gli occhi che ridono e che possono cambiare colore, un giorno bianco pizzo, quell'altro rossi, Sono scarpette consumate sui tacchi, i miei capricci, il pestare i piedi con la forza che solo una bimba dalle guance di gomma può fare. "Fare i capricci non sta bene, non si fa", mi dicevano i miei genitori, sempre inflessibili e misurati nei gesti e nell'affetto. Oggi sono altri quelli che mi dicono di non fare i capricci, sono meno inflessibili e più condiscendenti verso la bimba che pesta ancora i piedi ogni tanto. Mi guardo le scarpe e non sono poi tanto diverse da quelle della bimba paffutta. Faccio i capricci oggi perchè le monoporzioni non mi piacciono, neppure quando me le versano nel bicchiere della Guinness tutte insieme, per farle sembrare di più. Preferisco l'odore di una torta raggi di sole, lì davanti a me, tutta intera, ecco una fetta a colazione per iniziare la giornata, per apportare il giusto fabbisogno energetico di cui ho bisogno, magari una micro-fetta la sera per addormentarmi con dolcezza. Non preoccuparti non me la mangio in un boccone, so essere misurata, sono grande ormai, so valutare la quantità di zucchero, di grassi che mi servono. Ecco l'ho detto, ora inforni la torta?


Seguo l'andamento delle stagioni, ho smesso gli azzurri cielo, il verde dei prati, il bianco della luce, piano piano stanno lasciando il posto all'ocra delle foglie, che mi stendono davanti un tappeto prima che io passi, all'arancio delle zucche lasciate in bella mostra su un carrellino rosso in mezzo al corso, forse perchè vanitose come sono hanno bisogno di complimenti, al grigio delle mattine visitate dalle prime nebbie. Presto i colori saranno a braccetto con i profumi delle zuppe "povere", ma che sono invece il pasto dei re, alle essenze fiori d'arancio che abbracciano la casa, in attesa che i fiori, quelli veri, ritornino a primavera, all'odore dei mandarini sulle mani, negli uffici, sui fogli. 


Torno dal calzolaio faccia-di-cuoio a farmi rinforzare i tacchi, prima o poi serviranno ancora.  

balenato da elesole
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venerdì, 11 settembre 2009

Costruire Colte per voi nel mio giardino

Mentre cammino verso casa dei miei, il sole a picco sulla piazza, pregustando il riso in bianco condito salsa di soia, perchè le diete dovete sapere che muteranno i vostri gusti alimentari per sempre, osservi l'ombra che si allunga davanti a te, intravedi un caschetto scompigliato dal vento, ed istintivamente cerchi si sistemare la zazzera che con scarsi risultati cerchi di ordinare fin dal primo mattino. L'ombra si muove ancora leggera, la gonna ampia si apre come un ombrello, tutta intorno, ti senti bene, il sole accarezza e non pizzica più la pelle, si è addolcito pure lui, come te del resto, dopo un'estate in cui ha pizzicato più che accarezzato, in cui hai mostrato tutti gli aculei, ben appuntiti e pronti ora all'attacco, ora alla difesa, quando il momento lo richiedeva.




In realtà hai ben poco da scrivere qui, vivi tutto in uno stato di sospensione, o forse è il caso di dire di decompressione, come un palloncino che dopo aver subito la pressione dell'aria al suo interno, piano piano smette di trattenere tutto e lascia andare. Sono stati giorni di apnea, bel respiro e poi sott'acqua, sperando di non annegare, driiiin pronto, oh devo mandare la mail a quello... ma anche a quell'altro... nooooo, un altro problema... mi passi una sigaretta? Ah scusa ne avevo già accesa una, la prendo, è nel portacenere. Abbiamo nuotato sott'acqua, preferibilmente dorso perchè così potevamo prendere un ancora un po' di sole in faccia, abbiamo lasciato i costumi bagnati ad asciugare e indossato scarpette da ginnastica per saltare ostacoli, per fare i 100 metri e infine per portare a termine una maratona lunga un giorno, abbiamo lanciato mattoni, abbiamo abbattuto muri. Insomma il triathlon ma forse anche qualcosa di più, tutto nel giro di una settimana.




Ho ripreso a dormire il sonno dei giusti, perchè i pensieri sono evaporati, sogno di persone ancora prima di conoscerle, immagino le loro voci, costruisco gesti nella mia mente, ipotizzo movimenti, intanto, nell'attesa lancio interi gomitoli di lana, li butto in mezzo, qualcuno raccoglie il filo e a sua volta me lo rilancia indietro, perchè basta una spilla natalizia comprata chissà dove e chissà quando per creare il giusto punto, intanto noi abbiamo preso in mano i ferri e sferruzziamo, finchè la manica non si incontrerà con il collo, finchè il davanti non si congiungerà con il dietro.




Poi ci sono i progetti, da riprendere in mano, le fondamenta intanto le ho gettate, casa a un piano o con mansarda, giardino oppure terrazzo? Carta, penna e tastiera, intanto facciamo i bozzetti, poi, se vi piace, costruiamo.             

balenato da elesole
12:24 / p-link / cazzi e mazzi, dreaming, feel / commenti

martedì, 01 settembre 2009

Impressioni di settembre Colte per voi nel mio giardino

Il vero capodanno della società nostra tutta, c'era un tempo in cui il primo settembre voleva dire fabbriche che aprono, strade che si riempiono, i servizi del tg1 che vanno a riprendere i musi lunghi degli operai di Mirafiori,  tutti gli anni lo stesso servizio, si potrebbero comparare i filmati delle varie epoche per vedere che tutto è rimasto uguale e immutabile, ma forse no, forse di immutabile rimangono le solite domande idiote dei giornalisti, le abbronzature/souvenir dell'estate e i sacchetti in mano con gli effetti personali per avere un pezzo di casa al lavoro. Queste  sono le cose rimaste immutate, perchè forse oggi a Mirafiori di gente ce ne entra qualche migliaio in meno.


Ricordo quando da bambina con il primo di settembre tiravo un sospiro di sollievo, che l'estate volgeva al termine, che finiva il mio periodo di clausura insieme a mia nonna, perchè finalmente i miei amichetti e amichette tornavano dalle vacanze, perchè in famiglia le vacanze erano a luglio, meno gente in giro, prezzi più bassi. Il pragmatismo dei miei ogni anno provocava nella sottoscritta piccoli e sottili traumi da abbandono degli amici, proprio quando i gruppi si consolidavano e si facevano grandi progetti di pomeriggi in bicicletta, di bagni nei fontanili, di flirt innocenti e sognanti. E niente di tutto questo invece, valige, secchiello e paletta per mia sorella, per me qualche libro, crema solare e il conto alla rovescia per tornare a casa il prima possibile. L'odio verso l'estate in età infantile di contro ha provocato e suscitato in me l'amore per le mura scolastiche, per lo studio e la socializzazione, per l'odore di plastica delle copertine dei libri, per le pareti arcobaleno dei supermercati dove stavo ore imbambolata a osservare, valutare e desiderare di ospitare nei miei astucci (certo uno per le penne, uno per pastelli e uno per i pennarelli) il signor G*iotto, ma anche i signori F*aber C*astell, il signor F*ila, che poi non mi si dica che non ero ospitale. L'unica differenza tra l'io bambina e l'io adulto è che ormai non devo più aspettare l'inizio della scuola per aprire le porte degli astucci a nuovi ospiti a colori, ogni momento, ogni stagione è buona per dare ospitalità. 


Deposti i panni della scolaretta ora settembre rappresenta il mese dei propositi, perchè alla fine questo è il vero capodanno non quello di dicembre che rappresenta piuttosto una piacevole pausa al logorio della vita moderna. Chessò potrei dire che mi piacerebbe fare attività fisica, che vorrei andare una volta alla settimana al cinema e un po' di più a teatro, che vorrei stare più accorta nell'abbinare gli accessori e curarmi di più, cose leggere, cose frivole insomma, perchè per i propositi veri... beh quelli sono ancora davanti alla parete del supermercato come quando ero bambina, bocca spalancata, il desiderio di volere tutto, la consapevolezza di dover scegliere.   

balenato da elesole
14:33 / p-link / real life, memento, domande e scazzi, casa cupiello / commenti

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
Lost Emily

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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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