- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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lunedì, 27 aprile 2009

Costruire Colte per voi nel mio giardino

Siamo passati direttamente all'autunno senza passare dal via, proprio come quando si gioca a Monopoli, capiti sulla casellina sbagliata, fai il giro del percorso, un tour panoramico di tutti i viali costosi, il tuo viale della Vittoria dovrebbe corrispondere all'estate ma ti accontenteresti pure di una primavera dignitosa. Invece l'acqua cade inesorabile, mulinella perchè squassata dal vento, ci manca solo di incontrare per le strade, deserte, lupi o linci, come nella steppa. Preferisci perciò abbassare la testa, fare spazio tra le occhiaie e le borse di stanchezza accumulata in queste giornate, ti guardi le mani ci sono piccoli segni rossi, quasi invisibili ad un occhio distratto, sono mani che per una volta han lavorato, non ci sei tanto abituata, perchè hai sempre preferito gli abiti del concetto, della fatica della mente, che ogni tanto gira a vuoto, aggrovigliandosi, tessendo a volte maglioni colorati, con intrecci complicati e raffinati, ma che spesso hanno solo al forma di zigzag senza senso.


Arrivare a fine giornata senza forza, la stanchezza fisica, quella bella che dopo una doccia ti riconcilia con il mondo, mugugnare solo, senza parlare e nonostante tutto sapersi capire, impazienti come siamo di vedere la fine di questo puzzle che stiamo componendo insieme, un pezzo lo porto io, un pezzo lo porti tu, io piano piano sto prendendo pezzi del mio personalissimo tetris, fatto di equilibri e di forme più o meno stabili, che son riuscita a incastrare, un pezzo dopo l'altro, a volte con naturalezza, senza forzare, ma il più delle volte ammorbidendo gli spigoli, smussando le asperità per avere la perfezione.Tolgo pezzi e il disegno che ho costruito per me ha sempre senso, però guardo quello costruito anche con i tuoi pezzi, si vede che hai scelto i pezzi migliori, ma anche quelli un po' puntuti, anche io di nascosto li ho portati del resto, sono così belli, così colorati, sono rossi e neri e stanno bene nell'insieme, passa anche a me la carta vetrata, che ci vuole poco a sistemarli.

balenato da elesole
18:48 / p-link / real life, feel, relazioni pericolose / commenti (2)

lunedì, 20 aprile 2009

Heart frames Colte per voi nel mio giardino

Catapultata da un aereo che non voleva arrivare mai, ritorno alla vita di tutti i giorni, o quasi, perchè dopo certi viaggi un pezzettino di cuore lo lasci dove sei stata e alle persone che hai incontrato, come Pollicino, lui lasciava minuscoli pezzi di mollica per ritrovare la strada, io lascio pezzi di cuore, minuscoli ma neppure troppo, li ho lasciati in buone mani, per cui quando ritornerò li troverò e potrò tracciare nuove mappe per ritrovare tutto quello che ho cercato di fermare ma è scivolato via, per la fulmineità con cui si è presentato e se ne è andato subito dopo. Scorci di vite che noi da quassù non possiamo neppure immaginare, i visi dei bimbi dietro i banchi del mercato che contrattatono e consigliano come fossero navigati commercianti, troppo seri per un'età che dovrebbe essere fatta solo di gioco e spensieratezza, di trottole colorate con cui esplorare i marciapiedi e le vie, e non semplicemente un oggetto come tanti da piazzare nelle mani dell'avventore di turno.




Ci sono frammenti sparsi lungo il mare, arrabbiato anche lui e scuro per il sole che si lasciava desiderare, occupato com'era a  giocare a nascondino con le nuvole, pure loro dispettose, intente a scaricare la loro umidiccia mercanzia sulle nostre teste. ma che ritornava subito sorridente non appena il cielo ritornava azzurro, oppure quando la luna riusciva ad accarezzarlo e a pacificarlo.




Poi ci sono frammenti che ho scambiato con un paio di occhi con cui ho visto case, vie, palazzi che mi osservavano come vecchie dame stanche e un po' lascive, poco propense a lasciarsi fotografare dalla mia macchinetta, ma troppo vanitose per dirmi "No grazie". Occhi che portavano con sè l'amarezza e la nostalgia per quei luoghi tanto amati e con cui tanto tempo fa si è deciso di non scendere più a patti, occhi che cercano altri luoghi da amare, forse non alla stessa maniera ma sicuramente con la stessa intensità. 




Quei frammenti non interessa riaverli indietro, non interessa ritrovarli, perchè non sono andati persi, perchè sono stati regalati.   

balenato da elesole
11:48 / p-link / real life, feel, journey / commenti (2)

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