- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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sabato, 31 gennaio 2009

Saturday night life Colte per voi nel mio giardino

E' sabato sera, mi si chiudono gli occhi per il sonno, per la stanchezza accumulata in una settimana da apnea prolungata, ho preso il fiato sabato scorso con una telefonata che ha gelato le vene, le sensazioni ben conosciute di impotenza e di paralisi, la preoccupazione, prendersi cura, indovinare la mossa giusta in una partita a scacchi. Poi tutto che si scioglie con una coperta calda di lana, che non soffoca, con lenzuola blu perchè anche quando dormiamo vogliamo cieli blu a ricoprirci, odore di nuvole per i nostri nasi ghiacciati.


L'apnea è proseguita durante la settimana, telefonate, mail, html, oddio non mi si carica l'immagine, controllare contemporanemanete tre caselle di posta elettronica in attesa di notizie, aspettando l'inatteso, sentirsi fare complimenti per una cosa che ti sembra piccola piccola, rimanerci male quando capisci che l'invidia non permette di partecipare alla spartizione della gioia, pensi che è un peccato, perchè è un piatto ricco, ha tante pietanze, profumi, sapori, basterebbe accettare di stringersi un poco per fare spazio a tutti, mangiare meno per mangiare tutti. Preferisci restare lì con la ciotola di riso? Non importa, ecco vedi, c'è un cuscino accanto a me, che non si sa mai.


Quando sono riemersa sono stata investita da parole, parole e parole, e allo stesso tempo da silenzi e mancati saluti, la mela che stavo gustando dopo l'immersione mi è esplosa tra le mani, quando meno me lo aspettavo, per terra ho trovato solo frecce che portavano con sé le parole giudizio, rifiuto e dolore, le raccolgo e le ripongo nella faretra che ho in spalla, e che nonostante i mesi passati pare essere sempre più pesante.


E intanto, anche nel silenzio surreale di un sabato casalingo, sento che qualcuno è al lavoro, cerco di avvicinarmi al cuore, sento due rumori distinti, il battito regolare, che mai si è sentito così forte come in questi giorni, ma poi se pongo bene attenzione, in un angolo, c'è un altro rumore, continuo, che scava e scava e scava...

balenato da elesole
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mercoledì, 21 gennaio 2009

Winter hymnus Colte per voi nel mio giardino

Indosso maglioni a righe, un colore solo non mi basta, ho bisogno del rosso perchè fa freddo, del blu perchè sogno cieli sereni, privi dei nuvoloni che invece da tempo occupano il mio spazio visivo quando mi metto con il naso all'insù, mi piace il verde che timidamente si fa strada tra i blocchi di neve ghiacciata, tra il bianco che rende tutto piatto e uniforme, ma la vita sotto non muore e si rigernera continuamente e prima o poi fa sempre capolino, anche quando tutto pare immoto. Infine ho bisogno di giallo, di luce, della promessa di incontri, per smontare castelli di carta e torri in cui rinchiudersi e per costruire casette con i mattoncini lego, colorati e componibili, perchè oggi la luce ci piace che entri e inondi tutto, ma domani potremmo avere voglia di un camino.


Riprendo il gusto della solitudine, dopo che la marea ha inondato tutto per qualche tempo, tanto che non c'era posto per sedersi a osservare l'orizzonte infinito e sterminato dei miei pensieri. Ora il mare si è ritirato, mi ha fatto posto, mi sono accomodata, gambe incrociate, note nelle orecchie per farmi compagnia, a volte succede poi che mi sieda al buio, stanza grande, poca gente, solo le luci mutevoli, ora reali ora fantastiche di una lanterna magica, di uno schermo che racconta storie. Ritornare a casa, passare tra silenzi di case tiepide che fumano, soffiare verso il cielo per unire il mio respiro ai fili di vento e allungare il passo per non sentire freddo,   


Riprendo in mano ferri e lana di un lavoro interrotto qualche tempo fa, ricordo che avrei voluto disfare tutto quello che avevo fatto fino a quel momento, mi sembrava inutile, sfilacciato e senza possibilità di finirlo, perchè non avevo i fili giusti e perchè quelli che avevo erano sfibrati dal costante lavorio dei ferri. Ora ho in mano i fili giusti, il disegno pare più chiaro, mentre lavoro sorrido e talvolta sorseggio grappa, altre volte depongo i ferri della lana e consumo, macino lettere su tastiere per costruire tane dove dare asilo a libri che nessuno ha voluto.


Ascolto le previsioni del tempo: moderatamente instabile ma con tendenza al miglioramento.

balenato da elesole
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venerdì, 09 gennaio 2009

Girogirotondo Colte per voi nel mio giardino

In alcuni quartieri di Barcellona quando meno te lo aspetti, vicoli e viuzze strette, dense di balconi con piante ancora viventi nonostante la stagione, qual miracolo la natura, si gettano senza preavviso in spazi aperti, piazzette dove si affacciano case di Barbie, dove ci può essere un mercatino, delle giostre per i bimbi e i ragazzetti che giocano per strada, qual miracolo mi sono detta, e ho pensato subito che dalle mie parti, se faccio eccezione per il cortile interno della stabile che ospita la C*uba di bimbi non se ne vedono, urla e risa sono mute. Mi incanto, come trasognata, a fissare una giostra, ce ne era una anche all'asilo, da Suor Vittoria, che per lei ero la sua "fagiolina" e dalla temibile suor Albertina, che dall'alto della sua bassezza faceva paura a tutti noi bambini, anche solo se ti guardava. I bambini saltano su, urlano ridono, la giostra gira, sempre più veloce, bisogna tenersi forte perchè se vuoi rimanere in piedi devi stare aggrappato per non volare via.


 Anche i miei pensieri di questi giorni girano, iniziano piano, piano, quasi non mi accorgo di essere salita anch'io su questa giostra, non ci sono risa, sono mute in questi giorni, ci sono un mucchio di parole su parole e parole, intanto la giostra acquista velocità senza che quasi me ne accorga, senza che abbia la possibilità di scendere, perchè prima non ero stata avvisata, gira gira sempre più vorticosamente, mi avvolgo nella sciarpa, mi aggroviglio, non ricordo neppure da che parte ho cominciato, non capisco chi governa la giostra, so solo che i pensieri si fanno sempre più aggrovigliati, loro come la sciarpa, si fanno nodi, mano mano che giro diventano stretti, anche la sciarpa si annoda alla gola e mi fa mancare il respiro. Vorrei fermarmi, perchè non ho il controllo, perchè come spesso capita non sono io che comando. In questo movimento vorticoso perdo la percezione di quello che mi sta intorno, i contorni ormai sono sfocati e non riesco più a distinguere nulla del paesaggio intorno, eppure mi sembrava così bello e famigliare, le persone in piazza, sedute sulle panchine a chiaccherare, sedute ai tavolini di un bar a bere birra fresca, nonostante sia dicembre, la cerveceria fatta di legno, i mosaici deliranti di Gaudì, le biciceltte rosse e bianche, tutte uguali tutte in fila in attesa di un padrone per qualche ora, quante cose, ma non riesco a distinguerle più, quante cose che rischio di perdere, quanta bellezza passa accanto e non riesco ad agguantarla, a chiederle gentilmente di sedersi un po' con me.


"Bastaaa!", la voce trova un canale per uscire, finalmente, riesce a liberarsi d'improvviso, allungo la gamba, poggio con prudenza ma intenzionata a voler frenare, la giostra piano piano si ferma, non era poi così difficle mi dico, piano le cose ritrovano il suo posto intorno alla piazzetta, mi godo i colori, le forme, inforco gli occhialetti per vederle meglio, per non perdermi nessun particolare, per non perdermi tutta questa grazia.          


       

balenato da elesole
19:28 / p-link / feel, domande e scazzi / commenti (3)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
Lost Emily

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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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