- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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mercoledì, 31 dicembre 2008

Memory box Colte per voi nel mio giardino

In questi giorni di riposo, lenti e sonnacchiosi, mi sono ritrovata circondata da tante scatole, di forma, colore e dimensione diversa, sono loro le custodi, ideali certamente, di questo 2008 faticoso, intenso e sorprendente. Sono curiosa e provo a darci un'occhiata per vedere se riesco a sorprendermi ulteriormente.


C'è una scatola grande, colorata, dai toni vivaci e caldi, mi affaccio e trovo le foto dei miei amici e amiche, piacevoli conferme, porto sicuro in cui mi sono ritrovata ad approdare quando ero in preda a flutti emotivi, che mi hanno scuassato l'animo e mi impedivano di vedere la fine della tempesta. Trovo piatti, bicchieri e una bottiglia di vino, perchè le confessioni più intense, il racconto di dolori, il chiederci a vicenda "perchè sta succendendo?", hanno avuto sempre come testimoni silenziosi, una casa accogliente dalle pareti verdi, una casa che non ha mai fatto mancare comprensione, allegria e buone dosi di alcool. Nella scatola ci sono anche le mie piantine crescono e quest'anno hanno messo radici, alcune sono ancora da coltivare e da far crescere ma promettono bene e daranno fiori nuovi, altre rischiano di morire perchè non sufficientemente curate, acqua concime e chiacchere non farò mancare loro nel prossimo anno.


C'è una scatola poi piccina e strabordande, ci sono carte su carte su carte, statuti, progetti, numeri, l'accumularsi di esperienze, di incontri stimolanti, di persone, per fortuna per lo più giovani, perchè l'Italia non è solo una repubblica fondata sulla gerontocrazia. La scatola è troppo piccola, è tempo di cambiarla, per renderla più adeguata a tutto questo ammasso di esperienze, di informazioni, non mi resta che decidere se tenere lo stesso modello, oppure scegliere altri materiali, altri colori.


Nascosta tra le altre scatole c'e n'è una, che è stata poi quella che contiene più cose in questo anno strano, è ammaccata perchè ha conosciuto posti diversi, perchè me la sono portata spesso in giro, nascosta nella borsa, perchè non potevo perdere nulla di quello che stava succedendo, perchè ha raccolto i pezzi di un disegno fatto a due mani, perchè non voglio che ne vada perso neppure uno, perchè con il tempo e la pazienza voglio ricomporlo. Nel frattempo la scatola si è riempita di tante altre cose: c'è la foto di porta Venezia , le lunghe passeggiate notturne, ci sono biglietti di cinema e di concerti, libri di ricette, bacchette di legno per suonare, una macchina fotografica per sognare.


Infine c'è una scatola ancora vuota, anonima, che aspetta solo di essere riempita da me, riempita da quello che il 2009 mi vorrà riservare, da quello che sarò in grado di accogliere e di creare dai miei sogni, dalle speranze, ma anche dalle paure.


  «La missione di ogni uomo consiste nell’essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e di rancori che recrimina perché l’universo non si dedica a renderlo felice». (George Bernard Shaw)

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lunedì, 29 dicembre 2008

Sensibile Colte per voi nel mio giardino

Non è che non ci sia nulla da scrivere, anzi, le giornate scorrono placide e tranquille, mi sto riposando e riprendendo dalle fatiche annuali, faccio regolarlmente flebo filmiche, almeno una volta al giorno, complici le classifiche di fine anno, che magari possono sembrare scontate e noiose, ma che per me stanno diventando preziosa fonte per tirarmi in pari musicalmente, librariamente e filmicamente con il 2008. Tuttavia ho come l'impressione che quando leggerò, vedrò, dirò, lettera e pure testamento quello che scrupolosamente annoto sulla mia agendina, sarà già finito il 2009, ma sto tranquilla e da brava lumachina faccio provviste per questo inverno rigido.


Mi scopro esageratamente sensibile a quanto vedo e sento, leggo libri sull'ex Ddr e mi sento in colpa, di certo non una novità per me, mi sento in colpa per l'estate di due anni fa, a Berlino, quando da brava finto vetero-comunista andavo in giro per la città a caccia di reperti del Mauer, comprando spille nostalgiche da mettere sulle borse, da mostrare orgogliona (perfetta crasi di orgogliosa e cogliona, quando ho tempo dovrò metterla come voce su Wikipedia) agli amici, perfetto corollario visivo per i racconti su una città che porta ancora con sé le cicatrici della storia e che suo malgrado non riesce a consegnare alla storia le sue vicissitudini. Mentre gli occhi fanno scorrere parole di separazioni, di affetti disgregati dalla separazione forzata, di gioventù annullate, di fughe forzate, di ferite negli animi che non riescono a rimarginarsi, dell'ottusità che proviene spesso dalla fede cieca e senza intelligenza. Devo chiudere il libro per riprendere fiato, mi sento piccola e stupida, vado a cercare la borsa delle spille e tolgo i cimeli, per riporli in un cassetto, lontano dalla vista mia e degli altri, facendo ammenda per la mia superficialità.


Mi sento come una spugna, assorbo tutto e velocemente, rilascio poco, accumulo, accumulo, accumulo, facendo fatica a condividere tutto quello che sento e provo, riverso l'intero contenuto dell'anima in sogni che parlano di abbandono, di perdita dell'orientamento, di umiliazioni. Talvolta l'attività onirica non basta e il disagio che sale alla gola vedendo in una sala buia immagini di camere a gas, di bambini dal pigiama a righe,sdentati e rasati, si sfoga nel silenzio di un bagno per non disturbare nessuno.


Scrivevo da qualche parte che il 2008 è stato un anno vorticoso, carico di cambiamenti, di scelte per nulla facili, di spine che fanno fatica a togliersi, ho pezzi di me ancora sparsi in giro, che il 2009 sia l'anno per riparare fili spezzati, per ricomporre questo puzzle.

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martedì, 16 dicembre 2008

All these things Colte per voi nel mio giardino

Mi riprometto sempre di non lagnarmi, di non lamentarmi, è un tale spreco di energie, così poco elegante e aristocratico. E' morto Caracciolo, leggevo in pausa pranzo, famelica perchè il tempo è sempre contato, la sua storia, guardavo le foto, alto e longilineo, le mani lunghe, gli occhi chiari incorniciati da due sopracciglia folte e candide come la neve. Uno che, insomma, trovava le barzellette di B*erlusconi noiose e il suddetto, persona priva di fascino e spessore. Questo per dire che sempre i migliori purtroppo se ne vanno.








Ovviamente i giornalisti si sono sbizzarriti nell'agiografia di questo "editore fortunato" come era il titolo di un libro dedicato alla sua figura, dipingendolo sul letto di morte, preda di mille malanni e infarti ma sempre composto, curioso di quello che gli accadeva intorno perchè lamentarsi, anche se per questioni di salute, lo trovava poco elegante e poco rispettoso nei confronti dei propri interlocutori. Chiudo il giornale, anzi giro pagina, articolo di Savater sul tempo che diceva più o meno: "Chi si lagna che ha poco tempo per fare le cose, di solito è colui che lo dissipa a lamentarsi e lagnarsi, prendersi del tempo per sé è la più formidabile forma di resistenza al succedersi di giorni che spesso ci paiono insensati". Una serie di piccoli puntuti spilli mi solletica il palmo delle mani, mi sento chiamata in causa, presa come sono sempre dal lamentarmi, dal trovare qualcosa che non va, in me, negli altri, sul lavoro, nel tempo libero. La lagna se incontrollata tracima e finisce con il diventare disperazione, sono molto attenta nel chiudermi le porte, le possibili vie d'uscita, mi piace aggirarmi nel mio labirinto di pensieri dalle porte sprangate e con le chiavi per aprire ben sicure in tasca, trovo un piacere sottile nel permettere alla mia mente di bussare e bussare senza trovare soluzioni, senza volerle trovare.








Per fortuna sono momenti, di questi attimi si trova traccia spesso qui, come se vivessi perennemente in questo labirinto senza uscita, però so anche che questo luogo, cui sono molto affezionata, non esaurisce tutto quello che mi accade e provo, al reale forse riservo la parte migliore, inconsapevolmente porto con me un atteggiamento benevolo nei confronti di chi incontro, curioso e aperto, pensieri del tipo "ma a noi ci piace ricordarla così". Insomma tutto questo per dire che qui trovate tutte fregnacce... no dai quasi :)    

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giovedì, 11 dicembre 2008

Giorni dispari Colte per voi nel mio giardino

Nomade e randagia come sono avere un pomeriggio regalatomi dal burocratese e dalla allegra lotteria dei concorsi pubblici, mi permette di rifugiarmi nella mia adorata Cuba. Piedi bagnati, freddo nelle ossa e testa in movimento, perchè anche se è passato poco tempo sto già guardando avanti come se fossero passati mille anni luce, e per una che tendenzialmente si addossa la responsabilità di tutto , anche dell'ascensore che non funziona, che si aggrappa goffamente alle cose passate, non è poca cosa. Impacchetto giorni che non ci sono più, con dolce malinconia, perchè so che non torneranno più, perchè non possono tornare più, perchè il salto è stato fatto, perchè il cerchio si deve chiudere, anche se il cerchio non è mai tondo.




 Entro in casa, chiudo il mondo fuori e mi faccio compagnia con i progetti, le domande sul che fare, domande che hanno i colori dell'arcobaleno per una volta, delle infinite possibilità che potrei avere e che dipendono da me, con la paura onnipresente di essere tutto ma alla fine di non poter essere niente, veramente.




Non apro le persiane, fuori c'è solo grigio, freddo, per oggi solo coccole e carezze, libri, letture interessanti nascoste nelle pieghe del web, l'otium letterario che è così tanto che non  frequentavo, per oggi niente fare e poi ancora fare, niente corse, ma solo stare ferma e raccogliere quanto più calore posso trovare, nella coperta arancione che fa spledere il sole anche quando non c'è, nel bruciaessenze che spande intorno profumo di loto, perchè ci si può estraniare, obliare per qualche momento, senza dover conteggiare ore, senza l'obbligo di cercare arrabbiature che basta poco, una mail, per rovinare l'incanto di essere, almeno per oggi, immobile. Una tisana per scaldare ossa e animo, poche righe impresse sullo schermo, una carezza a distanza, ho tutto, non mi manca niente, per oggi. 

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lunedì, 01 dicembre 2008

Empty room Colte per voi nel mio giardino

Mi guardo intorno, nella mia stanza sembra essere appena passato un uragano, invece no è solo l'affastellarsi dei giorni, degli accadimenti, degli incontri, che non faccio in tempo di indossare una maglia che inverno inoltrato e si deve passare a pesantezze più importanti.


Non so da dove cominciare, potrei per esempio iniziare dal letto, fedele compagno di sonni placidi quando decido che è tutto a posto e non c'è niente di cui preoccuparmi, basta avere una coperta ai piedi del letto per stare comoda e protetta, talvolta silenzioso confidente di pensieri avvolti su di sé e di cui fatico a trovare il principio e ad intravedere la fine, testimone di lacrime scese piano  durante le notti, durante i miei incubi. Rassetto, sprimaccio i cuscini, lenzuola, coperta di lana e piumino, mi ci avvolgo per scomparire, per essere inghiottita e coltivare l'arte del sogno.


Poi ci sono le mensole, zeppe, colme di oggetti inutili al tatto ma preziosi per le storie che raccontano, per i ricordi che custodiscono, ci sono fiori secchi, io con scarponcini e calzettoni che mi sfido per vedere se arrivo prima della stanchezza in cima alla montagna, c'è una candela, ha colori delicati, rosa, rosso, per poi perdersi nei colori scuri, marrone, nero, lui che era così delicato e dolce fuori e che dentro era solo rancore e dolore per me. Prendo uno straccio e tolgo la polvere, perchè i ricordi mi piace tenerli vivi, presenti accanto a me, per non dimenticare da dove vengo, per costruirmi nuove strade.


Poi ci sono cassetti, armadi strabordanti, la Vanità che non si contiene e deve semrpe trovare nuovi spazi di espressione, dopo che per tanto è rimasta in un angolo, maltrattata e schernita. Ora mi lascio prendere in braccio da lei, mi coccola, lascio che mi racconti storie e che mi consigli, la bellezza di trovare una nuova sorella, una nuova compagna di viaggio. Prendo le magliette stropicciate le piego e le metto in fila a seconda del colore, a seconda dell'umore, osservo gonne e vestiti, lana e velluto, delicatezza di forme e colori, perchè anche così mi prendo cura.


Per qualche ora rimarrà tutto così ordinato e immobile, in attesa che il flusso riprenda , come sempre vorticoso e incasinato,  e scompigli tutto, come piace a me. 

balenato da elesole
23:34 / p-link / cazzi e mazzi, feel, trascorsi burrascosi / commenti (1)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

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