- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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sabato, 25 ottobre 2008

So tired Colte per voi nel mio giardino

Gli occhi gonfi, la testa che pulsa e pensa pensa pensa, abbracci le gambe e cerchi di farti piccola piccola, talvolta vorresti sparire, a tratti invece hai scatti violenti che di solito rivolgi verso te stessa, un tipo di violenza raffinata e che non fa clamore, se passi distratto quasi non te ne accorgi. Vai a scovare nella testa ricordi dolorosi, sensi di colpa che sono scolpiti nella carne e nel cuore, il lesionismo fisico non ti è mai piaciuto, forse perchè antiestetico, ma non ti tiri  indietro quando c'è da farsi del male emotivamente. Ti interroghi su quello che stai facendo, sul senso, sui principi e i valori che ti hanno sempre animato e che piano piano stanno svanendo, o meglio, che a colpi di piccone e indifferenza stanno piano piano smantellando.


 Ti rivedi alla fine dell'università, tante speranze, tante idee, ma anche tanti punti di domanda e l'esigenza di fare qualcosa che desse senso ai giorni e che non fosse un solo e puro strumento per avere le tasche piene. Sei stata molto fortunata, lo sai, e quello che cercavi ha bussato alla tua porta, anche se hai ben presente che in questa fortuna hai messo un bel po' del tuo, la costanza, la volontà, la perseveranza sono doti che per fortuna non ti hanno mai fatto difetto. Cerchi di essere indulgente, cerchi di comprendere e a volte di scusare, stimoli e motivazioni scavando li trovi, ma sono tutti dentro di te. Una volta l'acqua sgorgava da sola, fresca e frizzante e ti bastava, poi piano piano sei dovuta passare alle falde più nascoste e sotterranee, oltre all'acqua hai trovato altri minerali, hai scoperto cose che manco sapevi di portare a spasso, hai continuato ad abbeverarti, pur sapendo che le risorse non erano infinite. Hai provato anche a cercare vicino a te un pozzo, delle fontane, qualcosa che potesse soddisfare la tua sete, perchè da sola non potevi placare questa tua esigenza. Quello che hai trovato sono stati deserto, amarezza. Intanto la sete aumenta, ti dicono, ti dici: "Mettiti in viaggio, l'acqua c'è, la puoi trovare", ma le forze sono allo stremo e non sai se sei in grado di affrontare la strada.    


 

balenato da elesole
10:44 / p-link / real life, feel, domande e scazzi / commenti (2)

domenica, 19 ottobre 2008

Patience Colte per voi nel mio giardino



In una tranquilla domenica mattina tutto potrebbe procedere serenamente e placidamente, sveglia lenta, tempo per sitarsi tra le lenzuola e tastare ogni centrimento del lettone, sapere di avere tempo per tutto e per niente, programmi si ma vaghi. Poi decidi che il lettone è stato esplorato a sufficienza in ogni suo centrimetro e non c'è più niente da scoprire, che è tempo di dare concretezza ai programmi, seppur vaghi, perciò afferri al volo la felpa che hai lasciato ai piedi del letto per proteggerti dal fresco della stanza e per non disperdere il calore che hai immagazzinato durante la notte.

Scendi e cominciano le grandi manovre per la colazione, ci si divide i compiti, tu odi preparare la moka per il caffè e quindi fai la staffetta tra cucina e la sala, miele, yogurt, biscotti per bambini, perchè tutti e due dobbiamo ancora diventare grandi, fette biscottate e marmellata, imbandisci per due, mentre l'aroma del caffè passa per le narici e ti sveglia definitivamente e la luce ottobrina ti accarezza il viso, mettendoti perfino di buonumore.

Ma avevo iniziato a scrivere usando un condizionale, "potrebbe", tempo dell'ipoteticità, di qualcosa che potrebbe pure avverarsi ma anche no, e infatti basta un sms, la lucina del cellulare che malaguratamente ho acceso, che lampeggia- le brutte abitudini della settimana lavorativa fanno fatica a staccarsi dai gesti e ancora di più dalla mente, sempre proiettata a fare, programmare e sentire- per fare cambiare repentinamente di umore, una lamentela, tanto per cambiare, per qualcosa che ho fatto e che non dovevo fare, pensando di agevolare, di aiutare, pensando per il bene di chi mi sta vicino. Quello che ne ricavo sono lamentele, musi lunghi, silenzi che più il tempo passa più diventano assordanti, mi hanno raccontato che chi semina bene raccoglie bene, che l'onestà e la sincerità pagano sempre, basta avere pazienza perchè le piantine che crescono da questi semi fanno fatica ad attecchire nel terreno e farsi strada tra i sassi e le radici, ma che poi col il tempo si sviluppano forti e rigogliose. Ci vuole pazienza, dicono, ecco, provo a guardare nella sacca apposita, guardo anche nelle tasce che magari c'è qualche riserva nascosta, perchè ho l'impressione che me ne servirà parecchia.


balenato da elesole
12:51 / p-link / feel, domande e scazzi, casa cupiello / commenti (1)

giovedì, 09 ottobre 2008

Curre curre guagliona Colte per voi nel mio giardino

Poi succede che non puoi permetterti di fare la tartaruga, devi prendere decisioni importanti in poco tempo, valutare, analizzare i pro e i contro senza tanto perderti in considerazioni e dissertazioni sul senso o meno di quello che stai facendo, forzando un po' la tua natura di filosofa, portata alla speculazione, oppure al pippaggio mentale come si solito ami definire questa tua tendenza analitica.

Per cui, detto fatto, ti imbarchi all'alba su un treno che ti porterà a Roma, giusto il tempo di scendere, rimanere abbagliata e stordita dalla luce, quella luce che sicuramente nella bassa non vedrai mai e che ogni volta che passi dall'Eterna ti stordisce e stranisce. Ma anche in questo caso non hai tempo di farti scaldare dal clima tiepido e per nulla fastidioso, ti lasci trasportare dalla fiumana di gente che i treni vomitano sulle banchine, incessantemente, non fai neppure caso all'Eurostar che sul binario accanto fuma e fuma e fuma - che forse stia andando a fuoco? Che forse ci sia un guasto?-, ma questo non lo saprai mai, non c'è tempo, svelta devi camminare e cercare tra i fotogrammi dei luoghi che compongono la tua memoria visiva, la direzione da prendere per arrivare a destinazione. Sicura imbocchi l'uscita giusta, passo da bersagliere, giubbino di pelle in mano, che lasci cuocere al sole mentre cammini, spalle curve per il peso del tuo piccolo Vaio, che sarà pure piccino, ma ti dà un bel da fare quando decidi di portarlo in gita. Arrivi, in ritardo ovviamente, grazie a mamma Trenitalia, catapultata nella riunione. Neppure il tempo di sederti che già ti stanno chiedendo se il materiale inviato in precedenza era chiaro, se avevi domande, di nuovo, non c'è tempo per riflettere, mente flessibile e svelta, riesci a rispondere prontamente, e dando l'impressione, falsa, di essere preparatissima per la riunione.

Incontri ragazzi e ragazze in gamba di tutta Italia, in particolare del sud, e pensi sempre più che nelle situazioni difficili, quando magari i mezzi sono pochi, lì cresce la voglia di fare, lì ti sembra di respirare aria fresca, e passione per quello che si fa. Avresti voglia di approfondire la conoscenza, di provare ad imparare almeno i nomi, ad associare ad ognuno la regione di provenienza, per tenersi in contatto, e non fare figuracce, il tuo pane quotidiano, ma non c'è tempo, ci si dà appuntamento a dicembre, ti spiace ripigliare giubbino, il Vaio e rimetterti in cammino verso la stazione, ma sei rincuorata dalla promessa di un incontro a breve.

Di nuovo sul treno, le immagini fuori del finestrino scorrono veloci e non hai tempo di fissare i particolari, ti godere delle luci del tramonto che avvolgono le colline e i casolari che scorrono davanti ai tuoi occhi. Tutto troppo veloce, tutto vorticoso, avresti bisogno di fermarti, per cocccolarti con i tuoi pensieri, per lasciarti coccolare dalla bellezza che incontri per strada.

 

balenato da elesole
17:04 / p-link / real life, cazzi e mazzi, domande e scazzi / commenti (4)

venerdì, 03 ottobre 2008

Achille e la tartaruga Colte per voi nel mio giardino

Ricordo che al liceo, ero in terza, banco in prima fila vicino a quel terrorista che poi sarebbe diventato il mio amico con la A maiuscola, che mi impressionava mostrandomi i testi dei Doors - "Sai che la Love street di cui parla Morrison è la via delle puttane?", e io maglioncino blu e occhi sgranati che poco mancava che mi facessi il segno della croce. Ma non divaghiamo... si, ero in terza. e mi accostavo per la prima volta con curiosità al mondo dei filosofi, ai pensieri, alle domande, a una modalità di approccio alle cose che poi per me è divenuta modalità di approccio alla vita, l'interrogarsi, il non rimanere fermi, uguali a se stessi, sapersi riconoscere come Uno anche nel divenire. In mezzo a parolone come "aporia", "imperativo categorico" (che a me ha fatto sempre paurissima per dire), ricordo con tenerezza e simpatia Zenone, che ho sempre immaginato essere un gran burlone ( ecco la rima baciata), che si divertiva a costruire paradossi, giochini attraverso cui dimostrava le sue tesi. Il mio prediletto era il paradosso di Achille e la tartaruga: Achille (detto "pie' veloce") viene sfidato da una tartaruga nella corsa e concede a questa un piede di vantaggio, egli non riuscirà mai a raggiungerla, dato che Achille dovrebbe prima raggiungere la posizione occupata precedentemente dalla tartaruga che, nel frattempo, sarà avanzata raggiungendo una nuova posizione che la farà essere ancora in vantaggio.

Ecco mi sento un po' anch'io come Achille, ho davanti a me tante possibilità, sono pure io pie' veloce o mente svelta a seconda dei casi, ora poi con le mie fiammanti Gazelle rosse chi mi prende più, eppure mi sento lo stesso irrimediabilmente e costantemente un passo indietro rispetto ai miei desideri, ai miei sogni che stanno sempre di poco avanti me, faccio un passo pensando di poterli raggiungere, ma non basta, perchè loro sono là, avanti, riesco a intravederli, ma per il momento è ancora tutto sfocato, i contorni non ancora definiti, sarà colpa dell'astigmatismo mi racconto, forse colpisce anche la mente. I pensieri che mi attraversano di continuo, sono tanti, talvolta rumorosi e assordanti, altre volte rassicuranti e soffici, ma non riesco mai a fissarli, perchè, pure loro sono sempre un passo avanti e quando arrivo e sto per prenderli, loro sono già corsi via, in là. Allora provo ad accellerare il passo, a correre più veloce - ho le Gazelle rosse ricordate? -, il respiro si fa affannoso e la vista si appanna perchè chiedo troppo alle mie forze, rischiando tra l'altro di perdere di vista la meta. Rallento quindi il passo, inspiro ed espiro con calma, non mi affanno, un passo dopo l'altro, che intanto non c'è fretta, nemmeno per la tartaruga che mi sta un passo avanti.

balenato da elesole
13:48 / p-link / real life, amicizia, domande e scazzi / commenti (3)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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