- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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martedì, 23 settembre 2008

Pictures Colte per voi nel mio giardino

Cerco colori, forme, linee per creare qualcosa che non resterà a me, che non sarà più mio nel momento stesso in cui sarà finito. Apro la scatola degli Stabilo Boss, era lì da almeno due anni, mai aperta, mai utilizzata prima di oggi. Prendo un quaderno, di quelli antichi, a spirale con la carta grezza e scura come piace a me, perchè sa di vissuto ancora prima di viverla, perchè quando sei bianco è più facile macchiarsi... ci trovo degli scritti miei di quando avevo vent'anni di quando mi preoccupavo di compiacere tutti, fuorché me stessa, leggo parole come colpa, scusa, ho sbagliato... rileggo ancora e questa parole si ripetono come un mantra, ipnotico, talmente ossessivo che quasi mi ci ero abituata, convinta che chinare il capo fosse la sola cosa concessami gentilmente da chi avevo di fronte. L'istinto è quello di strappare le pagine, di cancellarle e negarmi pezzi di passato, desisto dall'intento e guardo con tenerezza e indulgenza verso la ragazzina con le treccine e i gonnelloni hippie, che si nascondeva dagli sguardi, che scivolava veloce tra la gente, quasi scusandosi.   

La matita scorre veloce sopra la carta, prendo gusto nel tratteggiare visetti tondi e impertinenti, nulla lascio al caso, anche i più piccoli particolari li curo, li limo, correggo e cancello, perchè vorrei perfezione per questo dono, poi la gomma non è ben pulita, qualche macchiolina da cancellatura rimane, all'inizio sono dispiaciuta, poi il dispiacere lascia spazio al senso di inadeguatezza alle situazioni e alle persone, le domande si affastellano in testa, mille perchè, perchè proprio io... come ha fatto a vedermi in mezzo a tanti, quando è successo che ci siamo riconosciuti per la prima volta... quando perchè come chi... tutto si sovrappone, come le linee nere dello stabilo che si sovrappongono a quelle della matita, finito il lavoro nulla più si distingue e poi, in fondo, non è più così importante capire dove inizia la matita e dove lo Stabilo, non è più così importante che ci siano delle sbavature, perchè la visione d'insieme è assai bella a vedersi.

balenato da elesole
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martedì, 16 settembre 2008

Il salto Colte per voi nel mio giardino

E alla fine il salto l'ho fatto. Ciò ha comportato grande preparazione fisica e spirituale, ho ponderato, valutato il paesaggio da cui ero circondata, di per sè non aveva nulla che non andava, il clima era gradevole, la vegetazione rigogliosa e rasserenante, ho lasciato un mondo di ricordi dolci, che comunque ho portato con me nello zainetto che ha accompagnato la traversata del precipizio. Ora che ho saltato, ho deposto lo zaino e niente di quello che ho portato con me si è rotto, ho riposto tutto nella scatola delle memorie, insieme ai biglietti dei concerti, alle foto, agli sguardi, alla parole dette e a quelle non dette. Sapere che sono lì mi rassicura e so che nulla andrà perso, anche se forse per il momento è meglio che riposino e che prendano confidenza con gli altri ospiti della scatola, anche perchè il posto è affollato ed è facile fare amicizia, così di certo non soffriranno la solitudine.

Ricordo che quando ho deciso di saltare non ero sola, mani, sguardi, sorrisi e parole mi hanno incoraggiato e spinto, mi hanno aiutato a preparare con cura la rincorsa, perchè si sa, dalla rincorsa dipende tutto, lo slancio che prenderai per saltare, la direzione giusta, come atterrerrai, il fiato, perchè la respirazione è importante, dunque respiri profondi, per assaporare e instillare dentro i polmoni l'aria nuova che mi aspettava e rilasciare la tensione, la paura,folle, che poteva bloccare improvvisamente le gambe, proprio nel momento dello stacco.

Il passaggio da un lato all'altro del burrone, è durato poco, il tempo di un respiro, di un lacrima che è volata via e rimasta al punto di partenza, adagiata sull'unico fiore che si affacciava sul precipizio, l'ho lasciata andare, senza voltarmi indietro neppure per un attimo, con lo sguardo e il pensiero rivolto costantemente diritto, davanti a me. Forse l'atterraggio poteva andare meglio, sono un po' ammaccata, ho ancora qualche scheggia infilzata da qualche parte, ma con il tempo, forse, si staccheranno da sole, inutile provare a toglierle, ci ho provato, il risultato che ho ottenuto è solo quello di spingerle più in profondità. Mi guardo le gambe e le braccia, hanno qualche botta in effetti, me le sarei potute risparmiare se solo le persone su cui contavo, e che dovevano preparare il momento dell'arrivo ci fossero state, anziché lasciare quello spazio desolato, pieno di spazzatura e arbusti, di pezzi di vetro spigolosi e appuntiti.

Ma il salto è fatto, ora mi godo il nuovo paesaggio che ho intorno, è così ricco e pieno di belle cose che è facile rimanere frastornati e disorientati, ma poi in mezzo a tanta bellezza uno sguardo mi fa sentire subito, di nuovo, a casa.   

balenato da elesole
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