- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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venerdì, 27 giugno 2008

Ele's anatomy Colte per voi nel mio giardino

Ho un colesterolo invidiabile, però scarseggio in proteine, in compenso ho un molare reale, con le radici belle spiegate e non aggrovigliate su di sé, a differenza degli stati d'animo della padroncina della bocca in cui è ospitato.

Mentre andavo in macchina ho detto a chi era con me "Fermo, c'è il mio cuore per strada", sono balzata giù dalla macchina in corsa, no beh aveva rallentato in realtà, elestuntwoman per il momento è un personaggio che non ho ancora preso in considerazione. Beh scesa dall'auto ho dovuto rincorrerlo, il cuore dico, era un palloncino rosso, a forma di cuore appunto. Ho preso questo ritrovamento come un avvertimento, come un segno, la rappresentazione perfetta di come a volte mi sento: la strada assolata, nessuno che passa nei dintorni, il cuore che corre da solo, incosciente di quello che gli passa accanto, le macchine passano, ma lui è leggero e riesce a schivarle. Ci vuole molta pazienza per raggiungerlo, lo stai per afferrare, ti basterebbe allungare la mano e invece beffardo, o forse impaurito, sfugge e continua a ballonzolare avanti, alla ricerca di non si sa bene che cosa.

Vorrei essere lasciata in pace con le mie nevrosi, sono così rassicuranti, le conosco e mi fanno compagnia quando mi annoio, ad esempio fino a che non sarò partita rallegrerò tutti con la domanda: "Ma sarò in grado di guidare uno scooter? No perchè io non voglio passare la mia settimana in Grecia rinchiusa in un'ospedale greco con il cranio fracassato.". Le persone a cui lo dico mi rassicurano, oppure sminuiscono, io sono contenta perchè allora ho ragione ad essere nevrotica e posso contiunare a sfinirli con le mie domande fino a quando sentirò quello che voglio sentirmi dire, dandomi ragione come si fa con i matti.

Mi drogo con supradine, compresse effervescenti, per contrastare la pressione bassa, e stavolta, no, non è nell'anima.    

balenato da elesole
22:28 / p-link / real life, cazzi e mazzi, domande e scazzi / commenti (6)

venerdì, 20 giugno 2008

Rainbows Colte per voi nel mio giardino

I nuvoloni alti in cielo, il tuo nasino appiccicato al vetro della macchina, scrutare il cielo per capire dove tira il vento e calcolare la traiettoria, la direzione verso la quale si sarebbero riversate secchiate di acqua, guardarsi e rassegnarsi a sfoderare mantelline, ombrellini, cappellini, assomigliare a tanti piccoli alieni colorati, chi in verde, chi in blu, chi in nero.

Superare indenni l'acquazzone che improvviso si è rovesciato su Milano poco tempo prima dell'inizio della celebrazione di un rito, perchè il concerto dei Radiohead non è stato solo una bella, straordinaria esibizione di un gruppo che molto ho amato,  è stato la celebrazione di un rito quasi sacro, tanto forte era il clima di attesa prima dell'inizio. Poi eccolo salire sul palco, una figura tanto esile quanto magnetica, piccolo piccolo sul palco sterminato e che sembrava piangere, non lacrime, ma colori, verde, poi blu, poi rosso, rimanere ipnotizzati dai gesti scomposti e nervosi di Tom, sentire dentro un nodo che aveva bisogno di sciogliersi, qualche lacrima versata nascosta nell'enorme mantellina verde che mi faceva sentire al sicuro, come in una tana, mentre ascolto rapita "Street spirit" , lacrime di liberazione, ecco il miracolo si è compiuto, sentirsi più leggere, grazie anche a chi quelle lacrime le sa asciugare con un sorriso buono e una battuta al momento giusto.

 Stare così bene che non pesa il giorno dopo alzarsi all'alba per prendere un treno, per una toccata e fuga lavorativa a Roma, accompagnata da pensieri dolci nel dormiveglia. Termini come sempre allegramente caotica, uscire per orientarsi e rimanere a bocca aperta: il cielo azzurro, il sole incredibilmente caldo che era da troppo tempo che aspettavo, il vento che però allevia il repentino cambiamento di clima e, forse, il ritorno dell'arcobaleno.  

balenato da elesole
00:43 / p-link / real life, cazzi e mazzi, muzika / commenti (4)

mercoledì, 11 giugno 2008

Chicken and kitchen Colte per voi nel mio giardino

C'è stato un periodo nella mia carriera di donna o meglio di giovane ragazza alle prese con le cose che una donnadeveassolutamentesaperfare in cui mi dilettavo tra i fornelli spesso e volentieri, cucinare diventava una specie di surrogato affettivo con cui esprimevo ad amici, vicini parenti e conoscenti che il mio amore per loro anche se non lo esprimevo a parole c'era ed era riconoscibile, nelle zucchine alla salvia per esempio, ma anche nella torta salata di patate e brie, per non parlare poi delle palline di cioccolato e cocco, vero tripudio di calorie e amore cosmico, quando le cucinavo i destinatari potevano essere certi del mio ammmore forte e incondizionato. L'edicola era visitata solo per prendere riviste culinarie, mi riempivo la borsa di "Sale e pepe", "Cucinare bene", e quando andavo da mia zia rubavo impunemente e senza che lei se ne accorgesse le sue collezioni di "Cucina italiana", che venivano buone quando proprio volevo strafare e lasciare tutti a bocca aperta (o forse è meglio dire chiusa altrimenti come si fa a masticare?).   

Poi lo shock affettivo cui venni sottoposta azzerò qualsiasi predisposizione a tutto ciò che poteva essere messo nella categoria "cose che una donnadeveassolutamentesaperfare", cucinare deliziosi manicaretti non bastava per esprimere l'ammore cosmico e neanche le pallette di cioccolato e cocco riuscivano a fare più il loro dovere. Ho attaccato mattarello e scolapasta al chiodo, anche il set di manopole, grembiule con pettorina floreale che mi ero comprata per le occasioni importanti giace ancora oggi abbandonato negli armadi di mia madre che custodiscono la dote per le sue scellerate figlie, che forse preferirebbero un pinguo vitalizio in banca, piuttosto che lenzuola, asciugamani cifrati, centrotavola all'uncinetto.

In questi giorni di solitaria vita casalinga mi sono rimessa a sperimentare, cucinare, tagliare, affettare, pesare e soppesare, inveire perchè in casa mia non si trova mai niente e si vede che manco da un po' troppo tempo... cazzo non c'è neanche il pepe! Ecco vorrei rassicurare tutti che per il momento non è ancora morto nessuno e anch'io godo di ottima salute, tranne quando mangio panini unti e patatine fritte innaffiate da birra ghiacciata, proprio quando fuori non c'è esattamente clima da tropici, va beh questa è però una delle cose che una giovane "donnadevesapereassolutamentefare", gestire sbronze con classe. 

balenato da elesole
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mercoledì, 04 giugno 2008

Evaporare Colte per voi nel mio giardino

Ammazzo il tempo, ammazzo anche, se capita, le prime fastidiosissime zanzare di stagione che proliferano grazie al clima tropicale che caratterizza le ultime settimane, mi aspetto di vedere crescere da un momento all'altro nella desolata aiuola del mio microcortile liane e piante carnivore, forme di vita inusuali e inedite. Tutta ques'acqua disincentiva qualsiasi movimento, mossa e programma, anche minimo, di azione. Mia madre non ha ancora provveduto a trapiantare i suoi fiorellini di stagione, rossi, fucsia, arancio, che riempiono di colore le nostre visuali estive e che riempiono i suoi pomeriggi postlavorativi, anzi se capitate da queste parti e vedete una donna magrolina dagli occhiali giganti chinata su dei fiori, avvicinatevi, non abbiate paura se la sentite farfugliare da sola qualcosa, sta solo facendo conversazione con le sue creature silvestri , non preoccupatevi, non maledite Basaglia per la chiusura dei manicomi, è solo mia madre che è convinta che parlando con le piante queste crescono meglio. Io non ci credo tanto a questa teoria e perciò con i vegetali non ci parlo, di qualsiasi tipo essi siano, compresi quelli appartenenti alla razza umana. I risultati di questo mio approccio sono interessanti: di solito seccano, lasciano andare il verde e si mummificano, i miei libri brulicano di fiori secchi infatti, ci riempio la Cuba che assume quel tono retrò che dialoga con i colori brillanti. Anche i miei ricordi sono zeppi di rapporti seccati, li uso come segnalibro, come segnavita talvolta, per ricordare da dove vengo, per tracciare il cammino che ho davanti.

Dovrei fare tante cose alcune piacevoli, altre meno, pagare bollette, riparare borse, riordinare scartoffie e foto, prenotare treni per Roma, ma alzare un braccio con la prospettiva di alzare pesi (piuma) o di mettermi in strada con l'umidità che mette in pericolo il mio prezioso caschetto mi blocca e mi bradipizza, quindi pochi movimenti e pensati che non voglio disperdere energie, che non voglio che svapori tutto. Allora mi abbandono a pensieri estivi di caldo, di mare e spiagge assolate che meno d'un mese visiterò e faccio tra me e me defilè di moda provando costumi, indossando di nuovo le mie amate gonne a ruota, con stupore e gratitudine le cuciture aderiscono e non si tendono per lasciarmi passare, prima dovevano inarcarsi per ospitare le mie forme, ora invece mi accolgono facendo un inchino, forse di benvenuto, forse di gratitudine. E per una volta ringrazio anch'io me stessa.     

balenato da elesole
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lunedì, 02 giugno 2008

The dress Colte per voi nel mio giardino

I muscoli indolenziti della gambe con cui ti sei alzana questa mattina, il sonno profondo, sicuramente zeppo di immagini oniriche e di cui non ricordi  pressochè nulla al mattino, ti accompagnano in questo giorno di festa, una festa che con tutto quello sfilare di divise, uniformi, fucili e tutto l'apparato scenico militaresco non riesci tanto a capire... anzi a ben guardare proprio ti irrita, come se nella nostra Costituzione ci fosse scritto "La Repubblica italiana è fondata sulle armi" anzichè sul lavoro... ah già dimenticavo che il lavoro, il sacrosanto diritto al lavoro presto sarà un ricordo sbiadito, perchè tutti noi poveri lavoratori torneremo a essere ricattabili. Le lotte passate per la tutela dei diritti dei lavoratori sarà un bagaglio ingombrante da buttare a mare il più in fretta possibile.

Le uniche divise che mi piacerebbe vedere sfilare tra i Fori romani sarebbero quelle blu, degli operai (categoria in via di estinzione e dunque in teoria protetta), uniche armi concesse quelle delle tastiere dei pc e  dei mouse dei tanti impiegati che occupano scrivanie come fossero in trincea. E poi niente macchine verdi militari... magari tanti biciclette colorate, con seggiolini per i bambini o con cestini di vimini decorati a fiori, certo, se fossimo un paese un po' più civilizzato, se fossimo un paese normalizzato.

Invece pare che dalle mie parti andare alla festa della Repubblica, in teoria la festa di tutti gli italiani, portando con sè una bandiera rossa, perchè anche quelle bandiere rosse hanno fatto la storia del nostro paese, non è concesso, dress code richiesto: black .

balenato da elesole
19:35 / p-link / real life, politikando / commenti (1)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

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