-
|
.: Strawberry Fields :. |
|||||||||||||||
|
Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età ! ...astenersi perditempo oggi amicizia J. K. Jerome Tre uomini in barca Glamour di novembre Marie Claire di novembre Flair settembre Animals n.5 G. Carofiglio Ragionevoli dubbi M. Crick La zuppa di Kafka G. Scerbanenco Milano Calibro 9 M. Mazzini Il giradischi di Tito A. Marazzi Vogliamo anche le rose - il libro Aa. Vv Io e l'altro - Racconti fantastici sull'Io O. Cappellani Sicilian tragedi J. Marias L'uomo sentimentale T. Labranca Chaltron Hescon S. Savage Firmino F. Abbate Quando è la rivoluzione C. Maier Intellettualoidi di tutto il mondo, unitevi! C. Magris L'infinito viaggiare C. Chaplin Opinioni di un vagabondo S. Vassalli La chimera M. Szabo La ballata di Iza G. Carofiglio Ad occhi chiusi R. Brautigan Una donna senza fortuna R. Cotroneo Il vento dell'odio J. C. Oates Tu non mi conosci Aa. Vv. Hollywood party I. Sansom Il caso dei libri scomparsi P. Colaprico Trilogia della città di M. A. Munro Nemico, amico, amante B. Sebaste Panchine R. Yates Undici solitudini E. Ferrante L'amore molesto M. JulyTu più di chiunque altro L. SciasciaTodo modo A.L. KennedyStati di grazia P. Masino Nascita e morte di una massaia R. Mcliam Wilson Eureka Street P. Corrias Vita agra di un anarchico P. Benvegnù- 500
*loading*. gracias ![]() Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. layout © lysanda |
martedì, 29 aprile 2008 Sunny road Colte per voi nel mio giardino P La valigia al ritorno non era più pesante del solito, stranamente la mia vena shopping-compulsiva è stata contenuta un po' dal tempo che non era mai abbastanza, dai ritmi spagnoli nostri innestati su ritmi nordici che hanno creato una sfasatura spazio-temporale che mal si conciliava con gli orari di apertura dei negozietti carucci di cui mi sono riempita gli occhi, dato che gli olandesi non mi piacciono granchè, troppo biondume, troppi lineamenti duri, troppi nasi porcini, la paura del contatto fisico anche solo per una pacca sulla spalla, le nevrosi che sono sicura friggono sotto quella patina di ordine, di controllo, di disciplina, che si nascondono negli oggetti, in una specie di spatola tergicristallo adibito alla pulizia della superficie accanto ai lavandini. Rileggendo sembra che non mi sia piaciuto niente della trasferta, invece non è vero: mi è piaciuto non avere orari per qualche giorno, svegliarsi lentamente senza fretta, le confidenze, le somiglianze inaspettate, scoprire quello di cui si ha bisogno e cosa è zavorra inutile, quando le verità inconsapevoli vengono sbattute violentemente in faccia più e più volte al giorno. Aver paura di essere diventata un'inutile pianta grassa, acuminata e che sta volentieri sola a riordinare il caos nella borsa pensando di sistemare anche il caos mentale, mentre gli altri parlano e si confidano. Sentirsi rassicurata da un abbraccio saldo e forte di un'amica', da occhi azzurri sinceri e leali, che mi fanno sentire un po' meno orribile e sociopatica, mentre stringo un portamonete con le lumachine e una trottola musicale, perchè mai e poi mai vorrei perdere la tenerezza. Poi certo c'è stato tempo anche per le cose tipiche, le pizze multistrato perchè pare che la margherita sia stata messa al bando pericolosa sovvertritrice dell'ordine pubblico, nei centri sociali i punkabbestia educati che ascoltano musica folk e la ballano come se fosse reggae, il vla un dolcino buonissimo che spero importino al più presto in Italia perchè di schifezze non si è mai sazi, i giardinetti ben curati e le finestre verande con i cuscini e i libri appoggiati che aspettavano di essere letti, sdraiarsi nell'erba per la prima volta quest'anno lasciando che i raggi del sole finalmente tocchino la pelle bianca, ma anche il red district di Amsterdam, essere imbarazzate dagli sguardi delle vetrine, il luna park in pieno centro città, il caos di insegne che sembra di essere a Tokio, guardare i canali dal treno, appoggiare la mano al vetro, salutare, ripartire. balenato da elesole martedì, 22 aprile 2008 Mirandolina l'olandesina Colte per voi nel mio giardino
Tutta questa bellerrima digressione iniziale per dirvi che domani PARTOOOOO, destinazione il paese dei tulipani e dell'erbetta fresca (ovviamente qualsiasi riferimento è puramente voluto), degli zoccoli e dei mulini a vento, a questo punto del post dovreste avere facilmente capito la mia destinazione e quindi non la dirò, perchè un po' sono burlona un po' sono idiota un po' perchè questo non è un blog banale, ma ermetico, talmente ermetico che talvolta mi perdo anch'io nei rivoli e nelle parentesi che apro. Poi siccome sono anche generosa volevo lasciarvi e condividere con quelli che passeranno di qui una mia nuova scoperta musicale, io ne vado molto orgogliona e ho preso pure il cd, perchè a volte sono musicalmente masochista e le botte trash mi fanno poi sperare in una vita migliore del genere umano: loro si chiamano "Il genio", sono un duo di Lecce e la mia hit per questo viaggio sarà "Pop porno" (così per dire eh, perchè io sono una ragazza serissima) Fate i bravi e festeggiate bene il 25 aprile che in questo periodo ce n'è proprio bisogno, per ricordare da dove veniamo e forse anche per tracciare la strada che ci sta davanti. balenato da elesole sabato, 19 aprile 2008 Pensieri con lo spazzolone Colte per voi nel mio giardino Non avevo mai considerato nelle mie rare performance da casalinga disperata l'utilità dell'ascolto, spazzolone alla mano, di una puntata di Annozero, specie dopo l'armageddon elettorale.
Lo spazzolone scivola via con maggiore veemenza, l'illustre architetto romano simbolo dell'intellighentia sinistroide, amico del capo dell'opposizione, evidentemente ha dimenticato quando andava a manifestare a Valle Giulia per i diritti degli studenti, quando si lottava per gli esami di gruppo e per il 18 per tutti (!), quando la priorità erano i diritti dei lavoratori, la difesa dai soprusi dei padroni, quando un licenziamento, giusto o ingiusto, veniva accompagnato da vertenze e picchetti fuori dalle fabbriche. L'odore di candeggina si fa più forte, ho la nausea, nell'angolo cerco di debellare i nemici dell'igiene a colpi di spazzolone, forse pensando cosi anche di debellare le minchiate che l'illuminato architetto snocciola. Ci vuole Travaglio o Facci, certamente giornalisti non di sinistra, a ricordare che forse di fronte a una mancata citazione da Cicerone è più grave definire un mafioso riconosciuto e pluricondannato come M*angano come eroico, certo, perchè da oggi l'omertà è una virtù. Passo al piatto doccia, ai lavandini e sanitari, Cif, spugnetta abrasiva, un po' di olio di gomito,di sottofondo stavolta le urla dei leghisti che gioiscono per la vittoria al nord, sento le interviste "Una volta io votavo Pci, anche mio padre, era pure sindacalista, questa volta ho votato Lega, perchè la sinistra non ci difende più... " e poi via altre considerazioni sugli immigrati che rubano il lavoro e altri luoghi comuni, fa niente se i migranti che vorrebbero buttare fuori sono gli stessi che lavorano nei cantieri edili al posto loro o che curano la mamma malata o demente, pulendo culi e sopportando le intemperanze dell'accudito e la pesantezza dei famigliari. Il piatto doccia splende, però la mano continua a pulire, se non mi fermo rischio di consumarlo, oppure di finire in braccio agli inquilini del piano di sotto. La casa a fine puntata splende, Annozero e si suoi ospiti hanno fatto il loro dovere, e adesso tutti a metterci a studiare il latinorum, se poi da qualche parte una lavoratrice, magari single con prole a carico viene licenziata senza giusta causa, come ha rischiato di accadere vicino alla Città Giocattolo, non è importante, certo se avessimo avuto in Italia la mummia di Lenin sarebbe stata tutta un'altra cosa. balenato da elesole sabato, 12 aprile 2008 Fuori dal tunnell del divertimento Colte per voi nel mio giardino Altro che perle rosse tarocche, altro che cerchietti e felpine vezzose, il fine settimana, oltre al tempo e l'umore, saranno funestati da un'occupazione salturaria ma che ogni volta diventa sempre più odiosa: l'ufficio della scrutratrice. Sappiate che per l'irresponsabilità del porcello con la pashmina (aka Mastello porcello) mi perderò in sequenza: - ore di sonno; il concerto di Benvegnù in uno sperduto auditorium del bresciano dall'acustica notevole, con mancate scenette di svenimento quando inizierà a cantare "La distanza", chè il ciddi suo me lo sto mangiando e gustando a colazione, pranzo, cena e anche nei momenti di digiuno; non potrò onorare il consueto rito della visita taumaturgica a "Fa' la cosa giusta", per cui per quest'anno addio nuove idee scintillanti sull'impiego del mio tempo libero, addio marmellatine, biscottini equibiosolidali, addio cous cous alla mentuccia che tanto ci era piaciuto lo scorso anno; un po' di sana solitudine uiechendara di cui ho fisiologicamente bisogno per ricaricare le pile, sarò circondata da gente che vorrà interagire, sapere che fai-da dove vieni-dove vai, avrò sotto gli occhi per circa 72 ore le schede elettorali che mi ammoniranno per altrettante 72 ore a fare il mio dovere di cittadina, cosa che più passa il tempo più diventa DOVERE e non diritto da esercitare con senso di responsabilità. Per una volta però non voglio vedere il bicchiere solo mezzo vuoto e in queste 72 ore potrò: - finire di leggere e valutare una cosa per il lavoro, finire di leggere Trilogia di New York che impazientemente sto attendendo di portare al termine per dare il via alle congetture-elucubrazioni sul senso di un libro così complessamente bello; mangiare tot numero di taralli con la scusa di far passare il tempo; scialaquare il misero compenso nell'acquisto di una memoria esterna da borsetta e di un paio di cd a cui faccio la corte da un po', recuperare ore di sonno nei giorni di riposo che mi saranno gentilmente concessi dallo Stato Italiano mio datore di lavoro per un paio di giorni, pensare ad alcuni annosi quesiti che mi tormentano in questi giorni: 1) Bleeker nel film Juno assomiglia più a Beck o Neri Marcorè?
2) il fatto che all'inizio del suddetto film, abbia esclamato "Tò guarda si veste come me la protagonista", realizzando immediatamente dopo che nel film Juno ha 16 anni, dovrebbe farmi riflettere sul mio grado di maturità? Però a mia discolpa posso dire che a me le magliette a righe piacciono troppo-megattttanto. Ora vado, per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore e nella perduta (speriamo non troppo perchè lunedi voglio finire presto) gente.
balenato da elesole domenica, 06 aprile 2008 Un giorno questo dolore ti sarà utile Colte per voi nel mio giardino
Sapere di essere una nessuna e centomila, cominciare a piacersi, a notare gli sguardi degli altri, avere il coraggio di mettersi le perle tarocche rosse e il cerchietto nei capelli come Minnie, non avere paura di osare, perchè oggi sono una "candy girl", domani una ragazzina curiosa che sgrana gli occhi e non sempre capisce chi ha di fronte, forse dopodomani una insegnante che non si accorge di parlare di libri sociali, di registri, di pratiche burocratiche, con addosso puntata sul golfino grigio emo la spilletta "Io sono paranoico", una specie di avvertimento per chi si avvicina e ha voglia di sporcarsi con me, un manifesto di leggera consapevolezza per la sottoscritta. Oggi per esempio ci si chiede se è vero che ogni dolore è utile, fa crescere, se non è meglio galleggiare piuttosto che affondare il coltello nelle ferite che non sono del tutto guarite, a me è capitato di affondare la lama, c'era tanta sporcizia, rischiava di infettarsi tutto, ricordo che faceva male mentre la lama entrava piano, ricordo ancora la carne che pulsava, l'esitazione, l'idea di ritrarre la lama facendo finta che la ferita si fosse rimarginata, per poi poter ritornare a scivolare sulla superficie senza accorgersi che in realtà si stava affondando. L'incoscienza o il coraggio invece che ho avuto nel dare l'affondo finale, sprofondare nella sofferenza per trovare solo una cicatrice. balenato da elesole |
Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou
Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità , la slealtà , la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì. ![]() Lost Emily Which Emily Strange are you? brought to you by Quizilla Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
|
|||||||||||||