- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
generated by sloganizer.net

.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005

amicizia
attualità
casa cupiello
cazzi e mazzi
città giocattolo
domande e scazzi
dreaming
feel
filmz
journey
loft-line
marte e venere
mediamente
memento
milanesità
muzika
on stage
parole
pictures
politikando
real life
relazioni pericolose
trascorsi burrascosi


More about Tre uomini in barca (per tacer del cane)
J. K. Jerome Tre uomini in barca
Glamour di novembre
Marie Claire di novembre
Flair settembre
Animals n.5
G. Carofiglio Ragionevoli dubbi
M. Crick La zuppa di Kafka
G. Scerbanenco Milano Calibro 9
M. Mazzini Il giradischi di Tito
A. Marazzi Vogliamo anche le rose - il libro
Aa. Vv Io e l'altro - Racconti fantastici sull'Io
O. Cappellani Sicilian tragedi
J. Marias L'uomo sentimentale
T. Labranca Chaltron Hescon
S. Savage Firmino
F. Abbate Quando è la rivoluzione
C. Maier Intellettualoidi di tutto il mondo, unitevi!
C. Magris L'infinito viaggiare
C. Chaplin Opinioni di un vagabondo
S. Vassalli La chimera
M. Szabo La ballata di Iza
G. Carofiglio Ad occhi chiusi
R. Brautigan Una donna senza fortuna
R. Cotroneo Il vento dell'odio
J. C. Oates Tu non mi conosci
Aa. Vv. Hollywood party
I. Sansom Il caso dei libri scomparsi
P. Colaprico Trilogia della città di M.
A. Munro Nemico, amico, amante
B. Sebaste Panchine
R. Yates Undici solitudini
E. Ferrante L'amore molesto
M. JulyTu più di chiunque altro
L. SciasciaTodo modo
A.L. KennedyStati di grazia
P. Masino Nascita e morte di una massaia
R. Mcliam Wilson Eureka Street
P. Corrias Vita agra di un anarchico

P. Benvegnù- 500
A.a Vv.-Il paese è reale
Calibro 35- Calibro 35

Racconto di natale,La felicità porta fortuna, L'ospite inatteso, The millionaire,Ex, I love shopping, Milk, Questione di cuore, Giulia non esce la sera, Rachel sta per sposarsi, Terra madre, Lo strano caso di Benjamin Button,L'amore nascosto,Che- l'Argentino e Guerriglia, Una soluzione razionale,Videocracy, L'amore e basta (occhi a cuore)

*loading*. gracias

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from EleSole. Make your own badge here.
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
eXTReMe Tracker

layout © lysanda
host © splinder
template © template x tutti


martedì, 29 aprile 2008

Sunny road Colte per voi nel mio giardino

Poi è inevitabile che i viaggi finiscano, che il tempo del riposo lasci posto alla solita vita, soliti impegni, solite facce, soliti folli ritmi a cui non mi abituerò mai.

La valigia al ritorno non era più pesante del solito, stranamente la mia vena shopping-compulsiva è stata contenuta un po' dal tempo che non era mai abbastanza, dai ritmi spagnoli nostri innestati su ritmi nordici che hanno creato una sfasatura spazio-temporale che mal si conciliava con gli orari di apertura dei negozietti carucci di cui mi sono riempita gli occhi, dato che gli olandesi non mi piacciono granchè, troppo biondume, troppi lineamenti duri, troppi nasi porcini, la paura del contatto fisico anche solo per una pacca sulla spalla, le nevrosi che sono sicura friggono sotto quella patina di ordine, di controllo, di disciplina, che si nascondono negli oggetti, in una specie di spatola tergicristallo adibito alla pulizia della superficie accanto ai lavandini.  

Rileggendo sembra che non mi sia piaciuto niente della trasferta, invece non è vero: mi è piaciuto non avere orari per qualche giorno, svegliarsi lentamente senza fretta, le confidenze, le somiglianze inaspettate, scoprire quello di cui si ha bisogno e cosa è zavorra inutile,  quando le verità inconsapevoli vengono sbattute violentemente in faccia più e più volte al giorno. Aver paura di essere diventata un'inutile pianta grassa, acuminata e che sta volentieri sola a riordinare il caos nella borsa pensando di sistemare anche il caos mentale, mentre gli altri parlano e si confidano. Sentirsi rassicurata da un abbraccio saldo e forte di un'amica', da occhi azzurri sinceri e leali, che mi fanno sentire un po' meno orribile e sociopatica, mentre stringo un portamonete con le lumachine e una trottola musicale, perchè mai e poi mai vorrei perdere la tenerezza.

Poi certo c'è stato tempo anche per le cose tipiche, le pizze multistrato perchè pare che la margherita sia stata messa al bando pericolosa sovvertritrice dell'ordine pubblico, nei centri sociali i punkabbestia educati che ascoltano musica folk e la ballano come se fosse reggae, il vla un dolcino buonissimo che spero importino al più presto in Italia perchè di schifezze non si è mai sazi, i giardinetti ben curati e le finestre verande con i cuscini e i libri appoggiati che aspettavano di essere letti, sdraiarsi nell'erba per la prima volta quest'anno lasciando che i raggi del sole finalmente tocchino la pelle bianca, ma anche il red district di Amsterdam, essere imbarazzate dagli sguardi delle vetrine, il luna park in pieno centro città, il caos di insegne che sembra di essere a Tokio, guardare i canali dal treno, appoggiare la mano al vetro, salutare, ripartire.    

balenato da elesole
18:48 / p-link / amicizia, cazzi e mazzi, relazioni pericolose, domande e scazzi / commenti (5)

martedì, 22 aprile 2008

Mirandolina l'olandesina Colte per voi nel mio giardino

La valigia si rifiuta di collaborare e non si lascia misurare, da buona paranoica quale sono, sto misurando e valutando tutte le possibili soluzioni che ho ha dispozisione , valigie, zaini, trolley per poterle spacciare per bagaglio a mano e risparmiarmi il momento ansiogeno del recupero bagagli sul nastro trasportatore che tra l'altro mi sembra un fantastico gioco per bambini, altro che l'ottovolante, in effetti l'idea di sedermi e farmi trasportare a ripetizione mi attira, non fosse che son timida e non agevole da trasportare e gli occhi delle persone mi mettono a disagio, spesso e volentieri.

Tutta questa bellerrima digressione iniziale per dirvi che domani PARTOOOOO, destinazione il paese dei tulipani e dell'erbetta fresca (ovviamente qualsiasi riferimento è puramente voluto), degli zoccoli e dei mulini a vento, a questo punto del post dovreste avere facilmente capito la mia destinazione e quindi non la dirò, perchè un po' sono burlona un po' sono idiota un po' perchè questo non è un blog banale, ma ermetico, talmente ermetico che talvolta mi perdo anch'io nei rivoli e nelle parentesi che apro.

Poi siccome sono anche generosa volevo lasciarvi e condividere con quelli che passeranno di qui una mia nuova scoperta musicale, io ne vado molto orgogliona e ho preso pure il cd, perchè a volte sono musicalmente masochista e le botte trash mi fanno poi sperare in una vita migliore del genere umano: loro si chiamano "Il genio", sono un duo di Lecce e la mia hit per questo viaggio sarà "Pop porno" (così per dire eh, perchè io sono una ragazza serissima)

Fate i bravi e festeggiate bene il 25 aprile che in questo periodo ce n'è proprio bisogno, per ricordare da dove veniamo e forse anche per tracciare la strada che ci sta davanti.

balenato da elesole
18:38 / p-link / cazzi e mazzi, muzika / commenti (6)

sabato, 19 aprile 2008

Pensieri con lo spazzolone Colte per voi nel mio giardino

Non avevo mai considerato nelle mie rare performance da casalinga disperata l'utilità dell'ascolto, spazzolone alla mano, di una puntata di Annozero, specie dopo l'armageddon elettorale.

Acqua, candeggina (profumata alla lavanda così per avere una parvenza di primavera), guanti di lattice ipoallergenici, spazzolone blu cobalto... si comincia con i pavimenti della Cuba, non che ci voglia gran impegno viste le dimensioni microscopiche, avanti e indietro, sposta le sedie, intanto sento in sottofondo F*uksas che rimprovera a B*erlusconi di non avere un livello culturale adeguato alla sua figura di premier, di fare citazioni un po' alla cavolo di cane, arrivando a rimproverare tutti gli italiani di essere un popolo di ignoranti.

Lo spazzolone scivola via con maggiore veemenza, l'illustre architetto romano simbolo dell'intellighentia sinistroide, amico del capo dell'opposizione, evidentemente ha dimenticato quando andava a manifestare a Valle Giulia per i diritti degli studenti, quando si lottava per gli esami di gruppo e per il 18 per tutti (!),  quando la priorità erano i diritti dei lavoratori, la difesa dai soprusi dei padroni, quando un licenziamento, giusto o ingiusto, veniva accompagnato da vertenze e picchetti fuori dalle fabbriche. L'odore di candeggina si fa più forte, ho la nausea, nell'angolo cerco di debellare i nemici dell'igiene a colpi di spazzolone, forse pensando cosi anche di debellare le minchiate che l'illuminato architetto snocciola. Ci vuole Travaglio o Facci, certamente giornalisti non di sinistra, a ricordare che forse di fronte a una mancata citazione da Cicerone è più grave definire un mafioso riconosciuto e pluricondannato come M*angano come eroico, certo, perchè da oggi l'omertà è una virtù.

Passo al piatto doccia, ai lavandini e sanitari, Cif, spugnetta abrasiva, un po' di olio di gomito,di sottofondo stavolta le urla dei leghisti che gioiscono per la vittoria al nord, sento le interviste "Una volta io votavo Pci, anche mio padre, era pure sindacalista, questa volta ho votato Lega, perchè la sinistra non ci difende più... " e poi via altre considerazioni sugli immigrati che rubano il lavoro e altri luoghi comuni, fa niente se i migranti che vorrebbero buttare fuori sono gli stessi che lavorano nei cantieri edili al posto loro o che curano la mamma malata o demente, pulendo culi e sopportando le intemperanze dell'accudito e la pesantezza dei famigliari. Il piatto doccia splende, però la mano continua a pulire, se non mi fermo rischio di consumarlo, oppure di finire in braccio agli inquilini del piano di sotto.

La casa a fine puntata splende, Annozero e si suoi ospiti hanno  fatto il loro dovere, e adesso tutti a metterci a studiare il latinorum,  se poi da qualche parte una lavoratrice, magari single con prole a carico viene licenziata senza giusta causa, come ha rischiato di accadere vicino alla Città Giocattolo, non è importante, certo se avessimo avuto in Italia la mummia di Lenin sarebbe stata tutta un'altra cosa.   

balenato da elesole
11:20 / p-link / real life, domande e scazzi, mediamente, politikando / commenti (2)

sabato, 12 aprile 2008

Fuori dal tunnell del divertimento Colte per voi nel mio giardino

Altro che perle rosse tarocche, altro che cerchietti e felpine vezzose, il fine settimana, oltre al tempo e l'umore, saranno funestati da un'occupazione salturaria ma che ogni volta diventa sempre più odiosa: l'ufficio della scrutratrice. Sappiate che per l'irresponsabilità del porcello con la pashmina (aka Mastello porcello) mi perderò in sequenza:

- ore di sonno; il concerto di Benvegnù in uno sperduto auditorium del bresciano dall'acustica notevole, con mancate scenette di svenimento quando inizierà a cantare "La distanza", chè il ciddi suo me lo sto mangiando e gustando a colazione, pranzo, cena e anche nei momenti di digiuno; non potrò onorare il consueto rito della visita taumaturgica a "Fa' la cosa giusta", per cui per quest'anno addio nuove idee scintillanti sull'impiego del mio tempo libero, addio marmellatine, biscottini equibiosolidali, addio cous cous alla mentuccia che tanto ci era piaciuto lo scorso anno; un po' di sana solitudine uiechendara di cui ho fisiologicamente bisogno per ricaricare le pile, sarò circondata da gente che vorrà interagire, sapere che fai-da dove vieni-dove vai, avrò sotto gli occhi per circa 72 ore le schede elettorali che mi ammoniranno per altrettante 72 ore a fare il mio dovere di cittadina, cosa che più passa il tempo più diventa DOVERE  e non diritto da esercitare con senso di responsabilità.

Per una volta però non voglio vedere il bicchiere solo mezzo vuoto e in queste 72 ore potrò:

- finire di leggere e valutare una cosa per il lavoro, finire di leggere Trilogia di New York che impazientemente sto attendendo di portare al termine per dare il via alle congetture-elucubrazioni sul senso di un libro così complessamente bello; mangiare tot numero di taralli con la scusa di far passare il tempo; scialaquare il misero compenso nell'acquisto di una memoria esterna da borsetta e di un paio di cd a cui faccio la corte da un po', recuperare ore di sonno nei giorni di riposo che mi saranno gentilmente concessi dallo Stato Italiano mio datore di lavoro per un paio di giorni, pensare ad alcuni annosi quesiti che mi tormentano in questi giorni:

1) Bleeker nel film Juno assomiglia più a Beck o Neri Marcorè?

2) il fatto che all'inizio del suddetto film, abbia esclamato "Tò guarda si veste come me la protagonista", realizzando immediatamente dopo che nel film Juno ha 16 anni, dovrebbe farmi riflettere sul mio grado di maturità? Però a mia discolpa posso dire che a me le magliette a righe piacciono troppo-megattttanto.

Ora vado, per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore e nella perduta (speriamo non troppo perchè lunedi voglio finire presto) gente.    

  

balenato da elesole
15:27 / p-link / real life, cazzi e mazzi, attualità, filmz, politikando / commenti (4)

domenica, 06 aprile 2008

Un giorno questo dolore ti sarà utile Colte per voi nel mio giardino

Scrivere senza sapere esattamente dove finirò, cosa dirò, se riuscirò a dire tutto quello che accade, la consapevolezza che qui finisce sempre una minima parte di me e di quello che faccio, dico, penso, la necessità comunque di farlo perchè questo spazio sono comunque io, con la possibilità di giocare, di mettere maschere, di inventarmi una me stessa che esiste, forse si forse no.

Sapere di essere una nessuna e centomila, cominciare a piacersi, a notare gli sguardi degli altri, avere il coraggio di mettersi le perle tarocche rosse e il cerchietto nei capelli come Minnie, non avere paura di osare, perchè oggi sono una "candy girl", domani una ragazzina curiosa che sgrana gli occhi e non sempre capisce chi ha di fronte, forse dopodomani una insegnante che non si accorge di parlare di libri sociali, di registri, di pratiche burocratiche, con addosso puntata sul golfino grigio emo la spilletta "Io sono paranoico", una specie di avvertimento per chi si avvicina e ha voglia di sporcarsi con me, un manifesto di  leggera consapevolezza per la sottoscritta.

 Oggi per esempio ci si chiede se è vero che ogni dolore è utile, fa crescere, se non è meglio galleggiare piuttosto che affondare il coltello nelle ferite che non sono del tutto guarite, a me è capitato di affondare la lama, c'era tanta sporcizia, rischiava di infettarsi tutto, ricordo che faceva male mentre la lama entrava piano, ricordo ancora la carne che pulsava, l'esitazione, l'idea di ritrarre la lama facendo finta che la ferita si fosse rimarginata, per poi poter ritornare a scivolare sulla superficie senza accorgersi che in realtà si stava affondando. L'incoscienza o il coraggio invece che ho avuto nel dare l'affondo finale, sprofondare nella sofferenza per trovare solo una cicatrice. 

balenato da elesole
17:22 / p-link / cazzi e mazzi, feel, trascorsi burrascosi, relazioni pericolose / commenti (4)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
Lost Emily

Which Emily Strange are you?
brought to you by Quizilla

Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
Berluscounter! Avatar by SkriS - PixelFactory
bloggers for equity

Amnesty International Emergency
Medici senza frontiere Terre des hommes
Un ponte per... Manitese
Firma la petizione e falla girare! +++ToSsiKtEMpLaTeS+++

Questo blog non è un essemmesse!