- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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giovedì, 31 gennaio 2008

Colte per voi nel mio giardino

Che poi in fondo basta poco per ritrovare il centro: a volte sono i paesaggi che mutano lentamente, la strada percorsa un mucchio di volte, cogliere particolari, stamparsi nella mente immagini che sono nuove. I campi che sembrano esalare respiri freddi e ghiacciati, i contorni che sfumano nell'indefinitezza di forme e di colori, l'orizzonte mutevole e che qualche volte disorienta pure te. Lasci alle spalle le sensazioni di irrequietezza e di precarietà che ogni tanto ti accompagnano , forse perchè le giornate, i momenti si affollano in maniera frenetica e scomposta, ti passano accanto e l'"adesso" l'"ora" cambia repentinamente in un "non più" senza che tu possa fare niente, se non tenere la posizione, come i pugili, sperando magari di vincere ai punti e non per knock out.

L'indefinitezza e la sospensione lasciano il posto ad un orizzonte che senti tuo più di ogni altro: le linee definite della Torre Velasca, il ripetitore in lontananza di Corso Sempione, le torri "femmina" e "maschio" come le chiami tu, che incombono come mostri minacciosi sul tuo quartiere rifugio, le vie che ormai conosci ad occhi chiusi e che sono per te "casa", ma che sanno sempre stupirti e riservare sorprese, tutto che ti aderisce perfettamente come  fosse una seconda pelle, di cui sai di non potere fare a meno. La certezza di sapere che anche qui ci sono persone che ti aspettano e con cui passi una serata piacevole e stimolante, parlando di film, ridendo di quanto possiamo essere buffi noi esseri umani, scambiandosi conoscenze, scoprendo alla fine di essere sempre cresciuta un po', perchè anche questo vuol dire essere amiche.

Poi c'è la tua casa, la Cuba, che ti accoglie tiepida e rassicurante, scombinata e piena, ti rappresenta nel suo allegro disordine, pronta a lasciarti andare, a permetterti di ritornare ogni volta nella mischia, dopo averti ricordato chi sei.  

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domenica, 27 gennaio 2008

Uscire fuori Colte per voi nel mio giardino

Oscillo in questi giorni, oscillo in maniera cadenzata e con compostezza, il vento soffia forte oggi, sembra una giornata preparatoria alla primavera ormai prossima, eppure il moto rimane fisso, non subisce sussulti, perfetto, lineare nel suo percorso di andata e ritorno, che ricorda tanto il perpetuo e ineluttabile presentarsi di situazioni, di vissuti, di sensazioni, ora piacevoli, ora tristi, ora spaventevoli, ora rassicuranti. 

Oscillo, tic... tac... avanti e indietro tra sconforto e speranza

Mi sconforta vedere tanta volgarità in giro: già tanti hanno parlato delle tristi scene che i nostri occhi e purtroppo anche le nostre teste hanno registrato negli scorsi giorni. Dicono che ce li meritiamo personaggi così seduti in parlamento, perchè gli italiani sono un popolo rozzo e infantile che ha bisogno del pugno di ferro nel guanto di velluto per farlo rigare dritto. Poi stamattina, mentre corro, come capita spesso la domenica mattina, per raggiungere le amiche storiche per il consueto rapporto sulla settimana trascorsa, mi imbatto in una coppia, madre e figlia presumibilmente, sembrano gemelle, leggings neri, gambe secche che sbucano da uno spolverino nero, lucido, occhiali da sole che nascondono gran parte del viso (per fortuna), incedono con passo sicuro, quasi elegante, vicino a loro appaio proprio come il brutto anatroccolo, intabarrata nella mia sciarpona nera e con la borsa di tela con i cuoricini. Avanzano, il suono dei tacchi marziale, la madre si soffia il naso con un fazzoletto di carta, a pochi metri c'è un cestino per i rifiuti, potrebbe buttarlo lì, invece no, lo lascia cadere con noncuranza per terra. E allora pensi che in fondo l'Italia ha ciò che si merita: la moda, il design e tanta inciviltà (sono drastica, lo so)

Tic... tac... il pendolo oscilla, dallo sconforto alla speranza... vedi intorno a te, per il lavoro che fai, per gli ambienti che frequenti, per le persone a cui vuoi bene, la voglia, il gusto di fare qualcosa insieme, per non starsene nelle proprie casette, nelle proprie solitudini, forse perchè ci si rende conto che ci vogliono sempre più divisi, lobotomizzati, individualisti, per poterci meglio indirizzare, per poterci meglio educare. In tanti si convincono così che l'unica maniera di resistere e non farsi travolgere è quella di pensare, di confrontarsi insieme, di creare cultura, occasioni di incontro davanti a una birra, ascoltando buona musica live, o assistendo a uno spettacolo, o rimanendo incantati davanti a una foto. Perchè alla fine è l'eccedenza ingovernabile della creatività, ciò che fa più paura, non solo a quelli che stappano lo champagne in Parlamento pasteggiando con mortadella, ma anche a quelli che da nuovi pulpiti ci vogliono fare credere al mito di una società pacificata, civile, perfettamente codificata e prevedibile.    

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venerdì, 25 gennaio 2008

De profundis Colte per voi nel mio giardino

Maggio 2006- gennaio 2008 

Se poi  penso che i protagonisti della prossima campagna elettorale saranno Il Nano, Ualter e Grillo... qualcuno sa come si preparano le pratiche per chiedere asilo politico? Pensavo di riparare in Spagna.

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12:22 / p-link / attualità, politikando / commenti (2)

sabato, 19 gennaio 2008

Random Colte per voi nel mio giardino

Nel solito sabato sera italiano, non mi resta che appollaiarmi sul letto con il portatile a fare da scaldasonno, inerte e indifferente alle voci che invitano a farsi una birra, ad andare al cinema, a fare cose e vedere gente...tanto ho il resto della settimana per portare avanti queste utili attività, il fine settimana è fatto per riposare? E allora riposiamo, perdio!

Lascio andare allora i pensieri e faccio considerazioni sui miei capelli e su quanto crescano in fretta, e su quanto con questa crescita rapida tenere un caschetto decente sia impresa ardua e difficile, direi una esperienza al limite, insomma non chiedete troppo, a ciascuno il suo, Herzog portava navi oltre le montagne per fare film come Fitzcarraldo, per me che il parrucchiere era un luogo visitato solo nelle feste comandate, dover andare ogni tre mesi non è poca cosa.

Sogno tanto, dormo poco, quindi il contenuto onirico della mia testa deve concentrarsi in poco frames: sono sulla linea di bus che mi porta nella metropoli abitualmente, nel suo consueto tragitto l'autista decide ad un certo punto immotivatamente di svoltare per Somaglia dove vengo condotta con tutta la carovana in un cascinale enorme, pieno di gente, che strepita, urla, si accalca per vedere. L'autista parcheggia, lascia acceso il bus e se ne va. Mi ritrovo, senza sapere come e perchè, oltre la muraglia di persone e apprendo che una trebbiatrice che era stata messa in carica, perchè nel sogno le trebbiatrici vanno a batteria, è partita improvvisamente da sola, facendo una strage tra la famiglia e i dipendenti del mezzadro, trovato riverso a terra con la testa mozzata. L'ultima immagine che ricordo è quella di una donna, grembiulino a fiori, gambaletti di lana, capelli chiaramente cotonati, che, passando accanto al decapitato, prende a calci ghignando la testa del defunto.

Ma dalle mie parti comunque possono succedere cose peggiori: tipo che l'amministrazione metta, rispondendo all'invito di Eminenz, un maxischermo in piazza per mandare in diretta l'Angelus delle 12, per quell'ora potrei essermi già ubriacata con lo Spritz, per non essere cosciente allo scoccare della fatidica ora.          

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lunedì, 14 gennaio 2008

Biancosporco Colte per voi nel mio giardino

Tra i propositi per il 2008 appena iniziato c'era anche quello di diffidare del cinema italiano, ultimamente fonte di delusioni oltre che di una dose abbondante di incazzature.

Per cui quando mi è stato proposto di andare a vedere il "Bianco e nero" della Comenicini avrei dovuto porre ferma e sdegnosa un bel "NO", scritto a caratteri cubitali sulla mia faccia, invece mi sono fatta coinvincere... troppo buona sono, per convincermi mi sono detta: "Massì la Comenicini in fondo ha fatto anche buone cose... Massì la Comencini l'ho vista a Mantova al Festivaletteratura e mi era pure piaciucchiata anche se non parlava di un suo libro... massì è pure una regista donna, un po' di solidarietà di genere non guasta mai..".  Ovviamente dovrei sapere che la pietà non è mai un buon motivo per andare a vedere un film, e così sono stata puntalmente punita.

Ambra tossica in Ozpetek poteva starci, ma Ambra equa e solidale e isterica proprio non la si può vedere, Fabio Volo e il suo maledetto accento bresciano marito fedifrago e romanticone è ancora meno credibile con la sua faccia da cocker bagnato, tra l'altro è da ieri che dopo la visione del film, un atroce dubbio serpeggia nella mia mente: ma Volo è volato da Cesare Ragazzi per un trapianto di capelli? Perchè me lo ricordavo più stempiato...Ma poi: Anna Bonaiuto e Franco Branciaroli, attori che io reputo bravissimi e in gambissima hanno ancora bisogno di fare filmetti così per campare? Piuttosto organizzo loro una campagna di raccolta fondi... 

Ah si poi ce la storia, dimenticavo, forse me la dimenticavo perchè è talmente imbarazzante da raccontare che volevo evitare ogni commento, però, insomma, già che ci sono: coppia benestante e borghese con venature terzomondialiste, ma che vive in una bella casa e con una figlia di otto anni su per giù chiaramente razzista (poteva essere altrimenti?) incrocia la strada di una coppia senegalese, lui operatore in una ong e collega dell'isterica Elena (Ambra), lei, Nadine, venere nera, cameriera? no, Operaia? Chiramente impiegata all'ambasciata, bella casa, bei figli, tutto bello ovviamente. Tra il marito dell'isterica terzomondialista e la Venere nera scoppia la passione e emergono le diversità di cultura, di storia, di appartenenze. Finale strappalacrime, violini, fiori e vissero tutti felici e contenti. Ma per piacere! 

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martedì, 08 gennaio 2008

I come back Colte per voi nel mio giardino

Il ritorno alla quotidianità, l'agenda del lavoro aperta sul nuovo anno e con appuntamenti già segnati nel 2007, la moleskina ina per il momento, rosso fuoco, le cose da fare, gli appuntamenti cui non mancare.

Il periodo delle vacanze è stato così riposante e bello che la voglia di tornare tra le quattro mura dell'ufficio era assai scarsa, se ne è accorto pure il mio corpo, che in un impeto  di protesta domenica nel pomeriggio ha cominciato a scioperare e mandarmi segnali, che più che gentili consigli parevano essere un avvertimento: "Si sta così bene in vacanza, faremo di tutto per impedirti di ritornare al lavoro". Ecco quindi che ho passato un pomeriggio di saldi, guardando svogliata le vetrine, senza nessuna voglia di provare e acquistare alcunchè, cosa strana per me che sono riconosciuta come la regina degli acquisti inutili in tempi di saldi (ma non solo). La schiena chiedeva solo di riposare, le ossa dolevano, la testa persa via, lontano, desiderosa solo di togliersi al più presto dal caos prodotto dalla gente, bisognosa di silenzio. La sera ero così a letto, sepolta dal piumone, dalle coperte, avvolta in un caldo pigiamino di flanella, scossa da brividi, con le ossa rotte, nessuna voglia di leggere qualche pagina prima di spegnere la luce, desiderosa solo di abbandonarmi tra le braccia di Morfeo, con la certezza che anche per quest'anno implacabile l'influenza si era abbattuta su di me, una specie di bonus ferie inaspettato.

Avere però uno spiccato senso del dovere può essere una gran fregatura, specie se si tratta di una tara famigliare a cui difficilmente ci si può sottrarre. Ecco che nel corso della notte è entrata in scena Gina, la crumira, che durante la nottata e la mattinata di lunedi ha ingaggiato una furibonda lotta contro germi, dolori reumatici e disturbi psicosomatici, uscendone vincitrice, perchè Gina, la Crumira, è una tipetta caparbia e testarda. Mi ha rimesso in piedi, ha tolto le coperte e il piumone, mi ha fatto bere un te caldo, "sai ti mette a posto lo stomaco" mi ha detto, mi ha persino dato un giaccone nero nuovo fiammante, caldo, così che non potessi neppure accampare la scusa del freddo, mi ha messo in borsa due mandarini e le cuffie nelle orecchie, perchè anche se crumira, Gina sa che cosa mi piace e cosa no. La prossima volta però ricordatemi di legare Gina alla sedia, così che possa continuare a crogiolarmi sotto le coperte.   

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mercoledì, 02 gennaio 2008

New year day Colte per voi nel mio giardino

Ho chiuso il 2007 osservando dalle finestre, ammirata, ammutolita e come sempre malinconica il cielo di Milano, normalmente buio e nero, colorarsi di stelle rosse, arancioni, viola, argento, muta di desideri nel cuore e con un filo di angoscia per quello che succederà nel 2008, per paura che si perpetui l'eterno ritorno di situazioni, di momenti che preferirei dimenticare e che un fiore non deposto su una tomba, un mancato segno di pietà per chi non c'è più sembrano riportare prepotentemente alla memoria, manca il fiato e gli occhi diventano lucidi, indosso il cappellino di lana, sfioro la farfalla di lana deposta graziosamente sopra da una commessa impietosita dalla mia onnipresente goffaggine, mi riprometto di essere leggera come questo animaletto.

La mia fine e il mio principio continuano sulle strade di una circonvallazione insolitamente deserta, pare che persino le puttane si siano prese una serata di riposo, o forse sono già state tutte prenotate per alleviare solitudini, per placare frustrazioni, per realizzare trasgressioni e sogni di calore. La Toys Orchestra che va di sottofondo, ripete "Invisible", regalandomi parole che non so dire, la voglia di perdersi in abbracci, di sorridere, di avere il coraggio di mollare almeno un po' gli ormeggi e di affidarsi all'altro, senza paura, la voglia di sicurezza.

Il new year day che si apre tra lenzuola a righe, il rosa della Cuba, i miei libri, le cartoline di mostre, tutte le cose care e le mie conquiste, le lacrime che sono state versate e che ogni tanto mi chiedo ancora se siano servite a qualcosa, cucinare non solo per me, le soddisfazioni da casalinga piuttosto disperata per il bagno che profuma di limone e splende, il profumo di incenso, un film delicato in uno dei miei rifugi prediletti, due mostre a Palazzo Reale molto "pop", pure troppo forse, la certezza che non mi perderò più di vista... o almeno la speranza. 

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Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

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