- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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mercoledì, 27 giugno 2007

M*ilanesiana e dintorni Colte per voi nel mio giardino

Succede a Milano una cosa verso l'inizio dell'estate e che è un pò l'evento mondano che raccoglie in sè intellettualoidi, aspiranti intellettualoidi, pseudo.intellettualoidi, giovani nerd e nerdesse, gente very trendy e trooooooppo cool, tipo che però non mi spiego la canottiera dalla salute fatta a brandelli abbinata al consueto paio di jeans neri superstretch che mette impietosamente in vista culetti masculi cadenti o inesistenti.

Questa cosa che raccoglie un'umanità così variegata da fare pensare che hanno aperto le gabbie tutte in una serata sola, si chiama M*ilanesiana è organizzata dalla simpaticissssssima Elisabetta S*garbi (a cui invidio la pettinatura e la frangia in particolare) e sarebbe una manifestazione anche interessante se... beh si insomma ci sono una serie di se che vorrei porre all'attenzione del pubblico blogghesco e che insomma rendono a tratti ingiustificato tutto questo tirarsela attorno a questo evento.

Beh sarebbe interessante se:

- per esempio se avessero annunciato a tempo debito la lussazione della trachea (!)* di Antony, che quindi non ha potuto dare luogo al concerto previsto, scatenando l'INCIVILTA' dei brutti tomi che erano seduti alle mie spalle e che sbuffavano, parlavano, si lamentavano, urlavano (e non è per dire): "Quando torniamo a casa dobbiamo scaricare tutto quello che ha fatto Antony, così impara". Come se il loro scaricaggio selvaggio potesse tangere l'aura dell'ineffabile (non solo in senso metaforico visto lo svociamento) di  Antony, che intanto continua a collaborare al disco di questo quell'altro e quest'altro musicista. Se avessero da mattino per esempio annunciato la defaillance buona parte di questa gente se ne sarebbe stata a casa con grande sollievo per tutti quelli che magari erano lì per altri motivi, che ne so tipo per Michael Cunningam, senza stracciare i coglioni a nessuno con le loro risatine isteriche e gli sbuffi.

- se Andres Serrano si fosse preparato un minimo l'intervento anzichè prodursi in vistose lacune memoniche presentando i suoi modelli homeless presi per le strade di New York, per poi concludere con "Meno male che sono a Milano solo dalle 11 perchè ho fatto sfracelli con lo shopping", con buona pace degli homeless che possono aspirare al massimo a una fibbia di latta massiccia recante la scritta "God save us"

- se avessero evitato dopo la lettura musicata dei testi di Antony di mettere le relativa canzone dal cd, insomma se me lo voglio ascoltare tanto poi lo posso fare a casa scegliendo poi le canzoni che ci piacciono di più, oppure (vd sopra) posso dare luogo allo scaricaggio, insomma il playback lo lasciamo ad appannaggio di Festivalbar, no?  

Come serata d'esordio non c'è male vediamo nel proseguio, intanto si accettano delle scommesse sul colore della gonna che la Sgarbi indosserà nei prossimi aperitivi con gli autori per accompagnare la sua canotta nera, per il momento ha sfoggiato una gonna rosa shocking e una giallo canarino, non so voi ma io per domani punto su un verde fluo. 

 *Ma come ci si lussa la trachea? E' da domenica che me lo chiedo e non sono riuscita ancora a darmi un risposta, aiutatemi!  

balenato da elesole
17:12 / p-link / real life, attualità, domande e scazzi, milanesità / commenti (12)

martedì, 26 giugno 2007

So quiet Colte per voi nel mio giardino

Il bouchet l'ho schivato, anzi per la verità non l'ho proprio visto perchè sono scappata via prima, complice un impegno preso in serata a cui proprio non potevo mancare (ma per davvero eh!). A dirla tutta abbiamo rischiato proprio di non vederlo il bouchet perchè la sposa desiderosa di sposarsi se l'era dimenticato in casa in frigorifero, prendendo in parola quelli del vivaio che le avevano raccomandato di tenerlo fresco, ma del resto la mia amica è una tipa precisa.

Non sono però riuscita a schivare le orchestrine trishttiiiii che sono un must nei matrimoni tradizionali, sarà l'orchestrina che canta "Tanti auguri" della Carrà, un inno alla libertà sessuale che mi sembra tema assolutamente adatto per i matrimoni dove le parole "per sempre" e "solo tu, solo noi, pussino via tutti gli altri" pesano come macigni sulle teste dei novelli sposi, sarà il pranzo dalle mille portate che dopo l'antipasto mi aveva già snoiato, sarà che la giornata era bellissima e perfetta per un pomeriggio in piscina a togliersi dalla pelle il colorito verdolino che la pelle ha preso durante l'inverno, però sono uscita di lì tristerrima in un primo tempo e indifferente a quanto era successo in un secondo momento, quasi che non fossi andata a un matrimnonio ma una qualsiasi festa organizzata come se fosse un matrimonio. Non mi sono emozionata, non  ho pianto,  mi sto ancora chiedendo se sono diventata anaffettiva e se le uniche emozioni che riescono a smuovermi sono quelle negative, a tal proposito negli ultimi mesi hai raccolto un campionario discreto di sfighe, che non ho ancora avuto il tempo di metabolizzare e chiudere nell'album dei ricordi alla voce "Fiuuuuu, è passata". Vorrei dare la giusta proporzione e il giusto peso a tutto, gioire quando c'è da giorire, incazzarsi quando è il caso, non ho ancora preso le misure giuste della realtà, faccio piccoli passi non ho molti slanci, sono poco empatica, ho bisogno di qualcosa che mi scuota.  

balenato da elesole
10:31 / p-link / amicizia, domande e scazzi / commenti (1)

venerdì, 22 giugno 2007

Sociopatica Colte per voi nel mio giardino

Tendenzialmente stare in mezzo alla gente ti piace, provi un piacere un pò perverso e sottile nel metterti fuori e osservare i comportamenti, i tic quasi fossi una novella Lorenz, con la differenza che essendo cittadina inside non riesci a trovare delle oche (o papere) da rincorrere per l'osservazione, avresti potuto usare il termine antropologa ma visto il livello diffuso di bestialità  meglio si addice un termine che abbia a che fare con il mondo animale.

Poi succedono invece episodi che ti fanno dire orgogliosamente di avere spiccate tendenze sociopatiche condite da una sana dose di misantropismo che producono shakerate per bene, e mi raccomando con molto ghiaccio, reazioni e considerazioni non proprio improntate al filantropismo, nonostante il tipo di lavoro e gli ambienti che ti trovi a frenquentare che fanno dei sentimenti nobili e del "bene comune" la loro ragione di esistere.Però.

Però caro ragazzino non ancora diciottenne che vuoi fare il figo e le cose da grandi, bevendo e pasteggiando con ricchi pastiglioni, ricorda che non è bello vomiticchiare e collassare durante un concerto, se poi il concerto è quello di uno dei tuoi gruppi preferiti, ecco la cosa diventa ancora più fastidiosa e irritante mio, e cito, "giovane coglione". Però d'altra parte non è neppure bello vedere due operatori del soccorso intervenire, cercare di convincere il ragazzo ad andare in ambienti più confacenti al suo pietoso stato fisico-mentale e di fronte al suo rifiuto d'aiuto, vedere i due operatori fare ciao ciao con la manina e lasciarlo lì nel suo delirio assoluto.

E tu simpatica vecchietta che nella Milano dal caldo africano giri con la camicia allacciata fin sotto il cascante gozzo e una sgargiante giacca di panno rosso, dovresti sapere che non è bello spintonare giovani donne cariche di libri e fogli e borse piene di documenti importanti, giù dai gradini del tram mentre sta cercando con abili gimcane di perseguire lo stesso tuo obiettivo,ovvero l'abbandono del mezzo, per fortuna che la saggezza dovrebbe portare la calma, ma se anche le vecchiette sono di fretta, ecco non è un bel mondo.

Giustamente dopo questa dissertazione di spregio al consorzio umano e alle sue degenerazioni domani ti aspetta nientepocodimeno che un ... matrimonio. Sopravviverai fino alla fine? Fuggirai prima del taglio della torta? Speriamo  almeno di schivare anche per questa volta il bouchet della sposa.    

balenato da elesole
17:56 / p-link / relazioni pericolose, domande e scazzi, milanesità / commenti (5)

lunedì, 18 giugno 2007

Gommapiuma Colte per voi nel mio giardino

Quando pensi di esserti fatta una corazza che neanche un martello pneumatico può scalfirla.

Quando pensi che intorno al tuo cuoricino un pò pazzerello hanno messo le protezioni di gommapiuma e quando pensi anche tu di essere diventata di gommapiuma, perchè tutto sembra ribalzarti addosso senza farti male, senza che niente possa rompere la patina di stanchezza che si è saldamente soldificata sul tuo corpo e che non ti fa reagire.

Ecco basta poco, basta un "taci, stai zitta", tre parole ma che per te sono peggio che una stilettata, per diventare di nuovo la solita donnina di pastafrolla, che se gli fai "Bu!" si mette a piangere, che poi se la cosa avviene attraverso uno schermo, che di nuovo inzaccheri come ai bei vecchi tempi, quando intrattenevi laison "pornoromantiche" con individui che definire psicotici era come far loro un complimento, la cosa diventa veramente grottesca. Tant'è che quando la prima goccina cade sulla scrivania è come se si fosse rotto un vaso di cristallo davanti a te, ti svegli, l'immagine riflessa nello schermo, gli occhiali... pure quelli inzaccherati, ti dai dell'idiota, un pò di acqua sulla faccia per togliere il rossore dagli occhi che l'abbinamento con le occhiaie grigio-viola non si addice molto, alzi le spalle, spegni tutto, pc, monitor, casse, anche se sai che non basterà per spegnere una persona, perchè ti affezioni. Però è tempo di ritornare nel mondo reale, che alla fine, dai, non sembra poi così male.

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13:03 / p-link / real life, relazioni pericolose, domande e scazzi / commenti (18)

giovedì, 14 giugno 2007

Elesole per il sociale Colte per voi nel mio giardino

Siccome questo spazio vuole essere anche blog di pubblica utilità e in considerazione del fatto che so che tra molte di noi impazza la  sindrome denominata "Grey's anatomy forever" mi sembra giusto poter dare il mio contributo con un post assolutamente inutile. Tra l'altro ci terrei a sottolineare quanto male possa stare chi viene colpita da tale virus, infatti esso si manifesta attraverso una visione compulsiva nonchè smodata di puntate a raffica, alcuni studi a tal proposito hanno rilevato in talune pazienti la capacità di visionare anche fino a otto puntate in un sol colpo e oltre ma su questi casi non ci sono ancora dati certi, da lacrimazione abbondante e copiosa in presenza di suddetto prodotto e da fenomeni di depressione post-puntata.

All'astinenza che molte di noi devono condurre dopo la fine della seconda serie, per cui il metadone ormai non basta più e Ugly Betty di certo non reca nessun sollievo, si devono aggiungere alcuni accadimenti che consiglio alle più sensibili di leggere con cautela

Però poi succedono anche queste cose e allora i Kleenex si possono riporre per un momento, per ridere 

balenato da elesole
16:44 / p-link / mediamente / commenti (3)

martedì, 12 giugno 2007

Io non sono un utero in attesa! Colte per voi nel mio giardino

Dopo la famosa telefonata del Tedioso in cui mi sono scoperta debitrice insolvente nei confronti dell'universo, una mia cara amica mi fa fatto scoprire e mi ha persino tradotto per l'occasione (onore e gloria a Maura) questo articolo di una giornalista spagnola di cui ho riportato anche il sito se qualcuno volesse scriverle per commentare, dire, fare, baciare lettera e testamento, ehmm... Quasi quasi la mando al Tedioso per raccomandata...

     

Né madre né menomata

Si dà il caso che io non abbia figli. Se fossi un uomo, tale mancanza di discendenza sarebbe esattamente questo: un caso, più o meno importante, però alla fine un caso, una nota come altre nella mia biografia. Però, dato che sono donna, sembrerebbe che chi mi sta intorno trami per farmi passare per una donna senza figli, come se per questo rientrassi in una categoria specifica. Come se la tal cosa bastasse a definire, agli occhi dei più, la mia intera vita.

È curioso, perché comincio adesso, in età matura, a realizzare questa cosa. Sono stata una bambina alla quale non piacevano le bambole ma gli animali di peluche. Per quanto scavi nella mia memoria, non mi ricordo di aver desiderato dei bambini, nemmeno giocando a mamma e figlio. In seguito, crescendo, le cose non sono cambiate: l'essere madre non soltanto non rientrava nelle mie priorità, ma addirittura non ha mai fatto parte dei miei progetti di vita. E così, senza pensarci, il tempo del famoso orologio biologico è andato trascorrendo.

A molte altre donne della mia generazione è accaduto lo stesso: ricordiamo che fino a poco tempo fa e per molti anni, Italia e Spagna si sono alternate al primo posto tra i paesi con il minore tasso di natalità del mondo. Non è un caso: Italia e Spagna, due paesi cattolici, con una forte influenza della famiglia tradizionale e una pesante eredità machista. Due società, tra l'altro, che hanno sperimentato un cambio vertiginoso negli ultimi decenni. È possibile che, in entrambi i paesi, un paio di generazioni di donne sia cresciuto sotto l'influsso e l'esempio delle nostre madri, di queste madri che hanno vissuto ancora immerse nel sessismo del mondo tradizionale, ma che hanno anche visto arrivare una nuova epoca, e che hanno educato le proprie figlie soffiando nel loro orecchio un poderoso sussurro di protesta: non sposarti, non avere figli, sii libera per me.

Sia per questo, o per altre ragioni (è che non lo so, davvero), il dato di fatto è che la maternità non è mai stata nei miei progetti. Cosa che senza alcun dubbio mi ha precluso un'esperienza molto importante. Però la vita è scegliere, è selezionare alcune possibilità e scartarne altre, di modo che è comunque inevitabile perdere (o guadagnare) qualcosa. Quel che mi risulta, per esperienza diretta e perché lo vedo in altre persone, è che l'essere madre non è l'esperienza essenziale e costitutiva dell'esistenza femminile.

Tutto questo mi è sempre stato ben chiaro, però si dà il caso che ora, negli ultimi anni, sto realizzando con quanta frequenza si domanda a noi donne se abbiamo figli. Ad esempio, molti giornalisti che mi intervistano mi chiedono se per caso non ho sacrificato la maternità a favore della mia carriera. Una   domanda sbalorditiva, che mai ha sfiorato la mia mente. Non sento di avere sacrificato nulla per la mia professione (fatta eccezione per il maggiore o minore sacrificio che ogni lavoro comporta), e meno che mai questo. D'altra parte, non vedo la necessità oggettiva di un simile sacrificio; molte splendide scrittrici sono state madri [...] e non credo che ciò abbia comportato chissà quale limitazione alla loro opera. E non si tratta solo dei giornalisti: ogni volta che conosci qualcuno, uomo o donna che sia, l'argomento presto o tardi finisce per saltare fuori. Va da sé che domande del genere non le fanno agli uomini.

Prima, quando ero più giovane, non mi disturbava rispondere ogni volta. Ma da quando ho raggiunto una certa età, un'età diciamo irreversibile (non ho figli e ormai non ne avrò), ho cominciato ad avvertire che, non appena rispondo di no, fluttua nell'aria una specie di disagio, come se gli interlocutori provassero il malessere di aver detto qualcosa di inopportuno, come se fossero tenuti a manifestare una sorta di lutto per i figli mai avuti di questa donna senza figli, come se avessero detto corda in casa dell'impiccato. E devo dire che un tale disagio lo manifestano tanto gli uomini quanto le donne e che alcune donne - poveri noi - aggiungono confusamente cose del tipo: non fa niente, è lo stesso, senza bimbi si può vivere bene comunque. Rivelando in questo modo l'enorme peso che i modelli tradizionali continuano a esercitare nella nostra società.

Che cosa straordinaria, davvero, scoprire a questo punto della vita che gli altri ti considerano menomata perché non sei madre.

Rosa Montero

www.rosa-montero.com

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giovedì, 07 giugno 2007

Risvegli e impressioni Colte per voi nel mio giardino

Di ritorno dall'Eterna, catapultata di nuovo nel tuo mondo, nella tua Milano che se anche ci stazioni per poco durante la settimana un pò ti senti milanese, e non ti sembra una parolaccia, ti senti protetta e al sicuro persino nel caos umano della stazione Centrale, che per definizione non è il posto pià rassicurante del mondo. Ti accoglie un cielo di piombo, sei carica come un mulo e porti con te un "carico eccezionale" che ti ha affidato un caro amico, ancora più prezioso perchè su questo carico lui basa il suo sostentamento, quindi stringi a te lo zainetto blu tutto sbrindellato come se fosse uno scrigno dorato.   

Sei di ritorno da giornate frenetiche dove l'Eterna l'hai potuta vedere solo negli spostamenti dal tuo bed and breakfast al luogo del lavoro, sei riuscita però a portarti a casa l'immagine di Porta Pia chiusa tra cielo grigio e un arcobaleno che non ha potuto che farti innamorare ancora di più di questa città, che fin da piccola hai considerato magica, che crescendo con il tempo assapori pezzo dopo pezzo come un dolce millefoglie che tra gli strati sa nascondere sapori e fragranze sorprendenti. Sei di ritorno da  una due giorni che ha voluto dire per te tessere relazioni, conoscere tuoi colleghi provenienti dalle altri parti d'Italia, farti conoscere e apprezzare per quello che fai su nel profondo nord, rendersi conto che ogni tanto puoi pure vergorgnarti del tuo essere lombardo, sognare una vita da apolide.

Sei tornata a casa, carica e contenta di quello che hai visto, sentito, delle mani strette e della promessa di rivedersi presto, poi basta aprire la posta elettronica del lavoro, per deprimersi e spazzare via in un attimo tutto il pieno di autostima che avevi raccolto in questi giorni. E ancora una volta ti vergogni di essere lombarda.    

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venerdì, 01 giugno 2007

Children's smiles Colte per voi nel mio giardino

Tedioso"Alla tua età, insomma dovresti cominciare a pensare a sistemarti e fare bambini"

Tu: "Guarda a parte che "alla tua età" lo dici a tua mamma, e poi sai cosa ti dico? Rimpiango i begli anni '90 quando eravamo tutti troppo egoisti e edonisti per pensare di riempire il pianeta di piccoli bipedi dotati, talvolta, di ragione. Ho l'impressione che se una volta l'accessorio più ambito da sfoggiare nella vasca domenicale era il bauletto di Luis Vuitton, adesso invece il bauletto è stato sostituito da passeggino corredato da bambino"

Tedioso:"Eh ma non pensi che in fondo sei debitrice nei confronti di qualcuno?"

Tu:"Mah i miei genitori non mi sembra che muoiano dalla voglia di diventare nonni in questo momento, anche perchè hanno ben altri cazzi cui pensare, COME DOVRESTI SAPERE TRA L'ALTRO!"

Tedioso: "Ma no io intendevo, debitrice nei confronti dell'universo!"

Hai un momento di cedimento, non sai se ridere oppure se lanciare il cellulare nel fosso che costeggia la stazione da tanto sei disgustata e innervosita per la conversazione surreale a cui partecipi, mantieni un certo contegno, stai per chiudere la conversazione e vedi arrivare il tuo uomo, ha lo sguardo buono e sorride vedendoti come tuo sempre carica di borse, borsine borsette, Fnac, Feltrinelli, Hoepli, insomma le solite cose. Ti dà un bacio sulla guancia facendo attenzione a non rimanere assordato dal  tono concitato con cui parli al cell, ti solleva da qualche carico, così puoi concentrarti meglio sul tuo diverbio telefonico, lo guardi mentre si avvia verso la macchina, e mentre termini la penosa telefonata pensi che quell'omino con le borse in mano, lui si non ti fa mai sentire debitrice nei confronti di nessuno, in special modo nei suoi confronti.

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Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

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