- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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A.a Vv.-Il paese è reale
Calibro 35- Calibro 35

Racconto di natale,La felicità porta fortuna, L'ospite inatteso, The millionaire,Ex, I love shopping, Milk, Questione di cuore, Giulia non esce la sera, Rachel sta per sposarsi, Terra madre, Lo strano caso di Benjamin Button,L'amore nascosto,Che- l'Argentino e Guerriglia, Una soluzione razionale,Videocracy, L'amore e basta, L'uomo che fissa le capre (quando il trailer è meglio del film)

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mercoledì, 30 maggio 2007

The day after Colte per voi nel mio giardino

Leggo i giornali, comparo dati, percentuali numerini piccoli piccoli, mi piace dilettarmi con le considerazioni micro sul macro. Ho bisogno di capire, di comprendere, di darmi spiegazioni lucide e razionali, di non addossare la colpa una volta tanto alla "Gente".

Alla fine mi sono ricordata di espletare i miei doveri di cittadina, mi sono fatta forza e forse anche un pò di violenza nell'entrare nel segreto dell'urna, anche se fuori c'era un vento freddo che prendeva a schiaffi la pelle, dentro sudavo, pensavo, scuotevo alla testa, e alla fine ho scelto (ovviamente non dirò mai per cosa), a fatica, però ho scelto.

Oggi sorrido, si sorrido di un riso amaro, anche se mai avrei pensato di sorridere di una sconfitta. Reset, azzeramento, si ricomincia a raccogliere e mettere insieme i pezzi, qualcuno magari rifletterà o forse no, qualcun'altro si arrabbierà con la "Gente" che non ha capito, che non è abbastanza intelligente per valutare cosa è giusto e cosa no. Quello che serve ora è abbassare la testa e mettersi a lavorare.

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11:19 / p-link / cazzi e mazzi, politikando / commenti (5)

domenica, 27 maggio 2007

Negare, negare, negare Colte per voi nel mio giardino

Meccanismo di negazione:

- quando stasera pur di mettere il tuo grazioso vestitino bianco e nero con salndaletti abbinati, neghi che ci sia stato un mezzo nubifragio dalle tue parti e che dunque l'aria sia piuttosto frizzantina per indossare una mise estiva. 

- quando siccome non vuoi rassegnarti alla fine della seconda serie di Grey's anatomy , hai ripreso a vedere tutto il serial dalla prima stagione, riuscendo tra l'altro a commuoverti ancora.

-quando inspiegabilmente continui a scordarti che in teoria nella tua città si stanno svolgendo le elezioni amministrative e che dovresti andare a votare. A proposito: chissà che fine ha fatto il tuo certificato elettorale...

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23:31 / p-link / real life, cazzi e mazzi / commenti (7)

giovedì, 24 maggio 2007

Simply Colte per voi nel mio giardino

"E' andata": solo due parole,sentite attraverso il cellulare gracchiante, con la comunicazione che va e che viene, la voce è impastata, ancora dormiente per certi versi, però non l'hai mai sentita così nitida come stavolta, perchè è quello che volevi sentirti dire da tanti mesi.

Sei stanca, spossata, come accade sempre dopo le grandi fatiche, come dopo gli esami quando eri ancora matricola all'università, come quando hai dovuto stringere i denti e superare prove. Questa volta non c'erano nè esami da fare o prove da superare, questa volta la fatica più grande che hai fatto è stato attendere, sperare.

Sei leggera, ora puoi ricominciare a respirare. 

 

balenato da elesole
22:59 / p-link / real life / commenti (7)

lunedì, 21 maggio 2007

lo zen e l'arte di farselo passare Colte per voi nel mio giardino

Warning: questo post è incazzato e politicamente scorretto, indignatevi pure e scuotete disgustati le capocchiette, però quando ce vò ce vò!

Caro ragazzino con il motorino che sfrecciavi leggero e beato per le strade di Milano perchè hai deciso di schiantarti ieri sera contro qualche muretto sparso lungo le cirvonvallazioni interna/esterna? Io a quattordici anni avevo a malapena la bicicletta senza rotelle, il mio tragitto consentito dai severi genitore e genitrice era il tragitto casa-oratorio oratorio-casa con talvolta qualche piacevole deviazione in direzione gelateria che all'epoca andava forte con i suoi milk shake gusto latte-menta, poco sballo ma molte calorie, oh yeah! Tu simpatico e incosciente ragazzino forse i tuoi parenti dovrebbero insegnarti che la domenica sera, quando poi il giorno dopo si deve andare a scuola, non è proprio bello correre per le strade della pericolosa Milano, ma che un bravo scolaretto se ne sta in casa a vedere qualche serie tv, oppure a giocare alla playstation, oppure a crearsi vite parallele nel mondo virtuale, mica come hai miei tempi che al massimo c'era da guardare alla Tv Drive in o Magnum P.I.

Caro quattordicenne soprattutto dovresti tenere presente che non è proprio carino rubare i posti in terapia intensiva!      

balenato da elesole
22:20 / p-link / domande e scazzi, milanesità / commenti (10)

mercoledì, 16 maggio 2007

Perdersi nel mondo Colte per voi nel mio giardino

Gli occhi impiastriacciati per il sonno pesante che non vuole staccarsi dalle palpebre, guardi l'orologio che ti dà il pemresso di dormire ancora un pochino, perchè te lo meriti insomma, ieri sera hai lavorato fino a tardi e non muore nessuno se stamattina prolunghi la tua permanenza nel letto. Grazie sveglia, anzi grazie Lia perchè ogni tanto mi giustifichi e mi assecondi, più del mio crucco senso del dovere, che pare molto di moda nella mia famiglia in questo periodo, non si spiegherebbe altrimenti perchè in una serata di maggio due figlie su due, piacenti, in età da marito, automunite si dedicano a faccende lavorative oltre l'orario di lavoro. Forse dovrei ricorrere ai giochini che ti ricostruiscono l'albero genealogico e scoprirei di essere discendente di qualche genia nordica, le ossa grosse, la carnagione chiara, l'occhio verde cangiante potrebbero ricondurre a qualche stirpe vichinga, però se proprio posso esprimere qualche preferenza opterei per la stirpe gallica, che poi insomma la erre moscia c'è, il nasino all'insù: ce l'ho. E in effetti, a pensarci, mi sentirei molto più a mio agio in un accampamento insieme a Asterix e Obelix, che su qualche galeone vichingo intabarrata in pellicciotti pesanti e pulciosi, magiando aringhe affumicate per tutto il tempo.

Sono strane giornate, seguo il tempo e il suo essere continuamente mutevole e volubile, come me: un attimo primo sorrido e gusti quel senso di attesa e la sensazione, che poi è una speranza, che qualcosa sta per accadere e che forse ora è la volta buona che la ruota ricominci a girare nel verso giusto, godo dell'aria frizzante della luce meravigliosa del tramonto che si riflette sui nuvoloni grigi e bianchi spargendo nell'aria una luce strana, irreale, da film, con colori carichi, in tecnicolor. L'attimo dopo inizia a piovere, gocce sempre più grandi tempestano il marciapiede con una forza tale che temi che da un momento all'altro si stacchino pezzi di asfalto, l'aria pungente si trasforma in un vento prepotente che non ti permette di tenere aperto gli occhi, l'ottimismo svanisce, ritorna l'ansia.  

balenato da elesole
10:35 / p-link / real life / commenti (8)

lunedì, 14 maggio 2007

Faccio cose Colte per voi nel mio giardino

Da dove cominciare? Potrei cominciare da un venerdi sera surreale passato in mezzo ai mostri di acciacio e vetro della periferia nord di Milano, dai banconi fluorescenti più simili alla postazione dell'Enterprise piuttosto che al banco che vende dolciumi, tutto questo vetro ghiaccio fluo mi innervosisce, io che sono più per il legno, per la sua imperfezione e per il suo calore. Il film non serve a calmarmi anzi aumenta la tensione: la Mezzogiorno che urla sempre, Mastrandrea meravigliosamente malinconico ma forse un pò troppo uguale a tanti suoi personaggi interpretati in passato, esiste una sorta di determinismo sui ruoli che una volta stampati sulla faccia difficilmente riescono a staccarsi di dosso, Mastrandrea malinconico, Accorsi piacione emiliano-romagnolo, Volo cazzaro, e l'elenco potrebbe andare avanti a lungo.

Potrei continuare con un sabato affannato tra treni e bus-navetta  stipati di gente diversa e che mal sopporti: alpini in trasferta alcolica verso Cuneo, giovani studentesse che si intrattengono con un uomo di mezza età che elegantemente (ma non troppo) fa apprezzamenti sul decoltè di una delle ragazze, tifosi juventini che la levataccia mattutina non ha fiaccato, che sventolano orgogliosamente sciarpe, stendardi bianconeri da esibire con orgoglio a tutti i compagni di viaggio. Io sono poco animale sociale in questo periodo, alzo il volume di Tino (questo è il nome che ho deciso di dare al mio compagno musicale di viaggio), sollevo il giornale e mi isolo. Potrei raccontare volendo della Fiera del libro, degli incontri mancati, dei fiumi di persone, della fatica che ho fatto a trattenermi di fronte al paradiso di carta che mi si stagliava dinnanzi con imponenza, del mio conto corrente che per fortuna è salvo, dell' autografo con cuore di Joe dei La Crus giustamente incazzato per la performance piantata a metà per colpa di un'organizzazione che a volte vuole strafare scontentando tutti, di nomi che prendono fattezze umane, dello straniamento che ti provoca sempre l'associare nomi a visi, dell'idea che ti eri fatta sulla voce, sulle mani di persone che con le loro parole ti fanno compagnia e che un attimo dopo  non è più lei.

Potrei concludere con una domenica passata tra lavoro, tra le immagini di una mostra che è divenuta una dolororosa e splendida tradizione, e mi chiedo perchè guardando quelle immagini, ho l'impressione che le foto di guerra siano aumentate e con loro le piccole innocenti vittime immortalate dagli scatti. Ma non ci avevano raccontato che noi viviamo in un'epoca di pace?  

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16:55 / p-link / parole, real life, cazzi e mazzi, attualità, filmz, domande e scazzi, milanesità / commenti (2)

venerdì, 11 maggio 2007

Time out Colte per voi nel mio giardino

"Arimo,  arimo", quante volte l'ho urlato nei cortili severi e roventi della mia scuola elementare quando la pausa pranzo diventava il momento dove buttare le nostre energie migliori in giochi strampalati e pieni di fantasia, come quando noi femminucce in preda al delirio per "Mimì Ayuara" rubavamo in cucina i saccchetti di plastica alle cuoche e con lo scotch confezionavamo delle grossoloane sfere (che a dire la verità di sferico avevano ben poco) e tutte ci sentivamo un pò come lei, tra schiacciate, servizi a volo di rondine e pallonetti a chicco di grandine.

Questa volta "Arimo" lo dico io, mi prendo una pausa dal lavoro, dalla Città Giocattolo che in questa campagna elettorale per le ammistrative sta dando il meglio (che poi per me è il peggio) di sè: tipo vedere tra i tanti manifesti elettorali uno che voglio dire "Fabrica" della Benetton o Oliviero Toscani avrebbero tutto da imparare. Un faccione bello sparato in primo piano, posso riconocere anche la mappa dei punti neri di questo viso da tanto la distanza con cui la foto è stata fatta è ravvicinata, sullo sfondo il Duomo e il cielo blu, si vede che anche qui facciamo parte dell'impero su cui non tramonta mai il sole, mai una nuvola, in alto il nome del capolista di una delle liste di appoggio al candidato della Cdl, sotto la frase incriminata, per cui il risultato dello spot è: " Vota Ciccio Franco, poi te o spiego". Lo slogan rappresenta bene la considerazione che codesta lista ha dei suoi elettori: marionette che passivamente dovrebbero votare il candidato... perchè te lo dicono loro! 

Giusto per prendere un attimo di fiato da tutto sto ben di Dio, prevedo di divertirmi un bel pò con altre amenità di questo tipo da qui al 27 maggio, me ne vo in quel di Torino, lascerò al mio passaggio gettandoli  come petali di rosa curriculum, scialaquerò lo stipendio con gli arretrati appena arrivato per alimentare i miei viaggi mentali, i pensieri, le emozioni, nella speranza di incontrare persone speciali. Prendersi delle pause, essere assorbiti dai propri pensieri e sogni, di questo ho bisogno in questo week end, tanto poi per tornare alla cruda realtà c'è sempre tempo.         

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12:22 / p-link / cazzi e mazzi, attualità / commenti (2)

lunedì, 07 maggio 2007

Il gusto della vita Colte per voi nel mio giardino

Si, si vede che è maggio, aprile in effetti ogni giorno è stato un barile... di sfighe, non sto a elencarle, che rabbrividisco al sol pensiero, è un pò come quando esageri con il peperoncino nelle pietanze o sulla pasta, con il passare del tempo a furia di metterlo e metterlo e metterlo, ti perdi tutti i sapori e ti sembra tutto uguale, piccante allo stesso modo, quando invece è bello sentire i sapori e le loro gradazioni, il sapore forte e delicato dell'olio di oliva (ovviamente rigorosamente extravergine), la pastosità di un bel sugo di pomodoro con quel retrogusto di acido che però ci sta bene.

Ecco quello che ti sembrava fosse successo in questi mesi faticosi è di avere perso il gusto delle cose e delle persone, perchè anche un tramonto ha un suo gusto un suo profumo , sa di erba appena tagliata e di sudore (il tuo quando cammini e cammini lungo le stradine sterrate), un libro nuovo sa di carta appena tagliata e di promesse di viaggio, le tue amiche e amici vecchi e nuovi sanno di muschio bianco, di promesse di incontri e di progetti. Se ci pensi in questi mesi un pò di questi gusti te li sei persi, però la primavera è bella anche per questo: ieri aria pungente, nuvole nere cariche di pioggia, oggi aria tersa, sole caldo e le montagne lontano ma ben visibili. Così per te: ieri vomitare rabbia e insoddisfazione oggi sperare che le cose forse cominciano a girare per il giusto verso, che poi basta poco per te, una cena finalmente apparecchiata per quattro, l'idea di un week end in mezzo a libri e scrittori, la bilancia che per una volta non ti cazzia ma anzi ti schiaccia l'occhiolino, il bisogno che deve essere soddisfatto al più presto di ballerine rosse di vernice... i sapori e il gusto della vita che piano piano si fa strada. 

balenato da elesole
17:00 / p-link / real life, cazzi e mazzi / commenti (10)

giovedì, 03 maggio 2007

Outing Colte per voi nel mio giardino

Ho deciso di rompere la sequenza di post lagna su quanto è brutta-dura la vita, anche se devo dire che le corsie degli ospedali sono ottimi osservatori per scrutare l'umanità e per sperimentare forme di DICO temporanei basati sulla solidarietà di condizione e situazione.

Ecco a proposito di Dico e dintorni, in contemporaneamente con quella cosa che chiamano family day esce un libro a mio parere imperdibile:

   

Perché è omofobo da sempre?
Perché si è preso un segretario così bello che lo segue ovunque e gli aggiusta il mantello?
Perché ha una dottrina così rigida e una sartoria così garrula, praticamente un coming out sartoriale?
In questo libro le risposte

E ricordate... perchè la lotta Cei versus Gay sulle questioni legate a Pacs, Dico e dintorni è una lotta intestina (va da sè per chi tifo) 

balenato da elesole
00:06 / p-link / parole, attualità / commenti (6)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
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