- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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venerdì, 27 aprile 2007

Mediamente nevrotica Colte per voi nel mio giardino

Si, non mi si sopporta più, ma veramente veramente veramente, ti guardi e ti prenderesti a calci nel sedere, va bene che sei preoccupata, va bene che questo lungherrimo incubo non sembra avere fine, però che questa situazione  infest anche i tuoi deliranti sogni che si colorano dei colori dell'apocalisse, ecco ti pare eccessivo.Sogni orde di vecchietti in canottiera e capelli di paglia modello Panama, assediare la Città Giocattolo perchè non vogliono lasciare le casotte che hanno costruito lungo il canale per trastullarsi nelle molli e afose giornate estive, tra una partita a carte e un orticello da accudire. Ti affacci alla finestra e vedi famiglie intere con valige di cartone (ma non eravamo nel 2007) allontanarsi di corsa, con in volto la paura di chi ha visto il diavolo con i propri occhi, vedi giovinastri in skate o pattini in linea (si chiamano rollerblade? boh) schivare come fossero birilli le persone che si parano lungo il loro cammino, sui loro volti niente paura ma solo sprezzo del pericolo, in testa un casco, sulle spalle uno zainetto con inserti cartarinfrangenti, in mano delle lunghissime canne dell'acqua come quelle usate dai pompieri quando arrivano nelle loro camionette di quel bel rosso vivo che a te piace tanto.

Anche la tua famiglia si mobilita, "Presto muovetevi, dobbiamo andarcene, se ci trovano ancora in casa ci ammazzano", dice tuo padre trafelato, mentre porta sulle spalle uno dei tuoi zaini da vagabonda e per i quali lui ti prendeva sempre in giro chiamandoti "Scout" (oh quale insulto, ohhh quale affronto), tu sei completamente spaesata, pensi che un manipolo di vecchietti non può fare paura, che hanno ragione a non volersene andare dalle loro casotte, di cui per altro tu e tuoi amici di notte avete usufruito nelle lunghe sere estive per le vostre festine non autorizzate, pensi che parlando e ragionando, magari davanti a un bicchiere di vino e a un buon salame di quelli che tagli a fette spesse, non potranno che diventare tuoi amici e magari tu loro alleata, immagini e sogni già lapidi e vie dedicata a te e che hanno come sottotitolo "pacificatrice generazionale", ma non c'è tempo di sognare, tuo padre ti prende di forza, chiude sbattendo la finestra alla quale eri affacciata e ti trascina giù dalle scale, come se fossi un manichino, esci in strada e in fondo, lontano l'orizzonte brucia.     

balenato da elesole
17:08 / p-link / dreaming / commenti (4)

venerdì, 20 aprile 2007

Apnea Colte per voi nel mio giardino

Questa settimana che fortunatamente volge al desio mi lascia la sensazione strana, sensazione di normalità... beh che sforzo potreste dirmi, eppure è così, queste ultime settimane le ho vissute in apnea, trattendo il respiro per non esalare i miasmi di morte, di tristezza e di rabbia che vedevo sparsi nell'aria, intorno a me.

Ho provato così a tirare fuori il mio crapino, per respirare  aria e a smettere di fare quello che non sono, mi verrebbe da dire il rospo, ma in questo periodo sono in accoppiamento, li trovate in mezzo alla strada a guzzare, tranquilli e spudorati, dei veri esibizionismi, ma tutta questa verve copulativa per il momento non c'è, quindi l'immagine della rospa non va bene, facciamo il bradipo? Dai vada per il bradipo, anche se deve essere, per collimare perfettamente all'immagine che ho di me in questo periodo, un bradipo con una piccola vena di inquietudine.

Mi guardo le mani, si dice che la mani parlino di chi sei e di cosa fai, le mie mani apparentemente sono belle, lisce, con dita non troppo tozze ma neanche troppo affusolate, mi sono sempre piaciute anche se lo studio della chitarra classica me le ha rese come dure un pò snodate e acrobatiche. Ma se vi avvicinate, o meglio se ve lo permetto, vedete che non sono poi così belle, i pollici sono piene di pellicine e di piccole ferite che mi autoproduco senza rendermene conto quando sono nervosa, le unghie bianche ma pur sempre deboli, fragili, proprio come mi sento in questo momento, forte da fuori ma con ferite che dentro sanguinano ancora, sono piccole e nascoste. Forse è giunto il momento di curarle.   

balenato da elesole
18:11 / p-link / cazzi e mazzi, feel, domande e scazzi / commenti (7)

domenica, 15 aprile 2007

I'm waiting so long Colte per voi nel mio giardino

Io sto bene, io sto male io non so come stare... 

In effetti non ti riesce in questo periodo di prendere posizione di avere un tuo centro di gravità permanente, vorresti avere un attimo di pace, di serenità, di pensare anche solo per un attimo che le cose stanno per ritornare al sereno se non stabile, almeno a sprazzi . E invece quando pensi che insomma, peggio di così non potrebbe andarti, ecco che salta fuori qualche nuovo simpatico ostacolo da superare, se non sono problemi personali, sono quelli familiari, se non sono questi sono quelli sul lavoro, insomma non c'è pericolo che ti annoi.

Non ti resta, per non impazzire, che aggrapparti ai piccoli piaceri che le giornate riservano o che si riescono a rubare, tra un pensiero e l'altro, o se si preferisce, tra una imprecazione e l'altra ( stai diventando una signorina un pò troppo sboccata e Lina Sotis ne avrebbe sicuramente da dire): il sole che finalmente ti scalda e come dice la tua nonna "ti asciuga le ossa", scoprire che in fondo la pianura non è poi così male e che la campagna può essere un rifugio quando proprio non ce la si fa più (sarà che il film di Olmi ti ha riconciliato con la terra natia). In attesa di altro questo per il momento può bastare. Ma solo per il momento. 

balenato da elesole
23:10 / p-link / cazzi e mazzi, feel / commenti (12)

giovedì, 05 aprile 2007

La livella Colte per voi nel mio giardino

L'odore acre che ti ha accolto quando titubante hai varcato la solgia di una casa che solo oggi ti ridici, ti martelli la testa dicendo che avresti dovuto frequentarla di più, quell'odore misto di cibo lasciato andare a male, piscio e chissà cos'altro ti penetra le narici ancora adesso che sei uscita da alcune ore. Le immagini si ripresentano piano piano nella tua testa, sono come i bad trip scendono subito, al momento non ti hanno fatto niente, anzi il tuo sguardo vuole raccogliere per fissare nella testa, in un perverso gioco masochistico, quanti più particolari è in grado di immagazzinare: il posacenere pieno di moccini di troppe sigarette fumate in anni volontario isolamento dal mondo e dai propri cari, i medicinali lasciati aperti con noncuranza sul tavolo, cibo aperto e mai consumato forse perchè il disprezzo del suo corpo era così tanto che non riteneva valesse la pena prendersi cura di lui e nutrirlo di cose buone.

E poi ti giri, osservi scutri... uno, due, tre, quattro cinque piccoli alberelli di natale disseminati in giro, forse per evocare 365 giorni all'anno il calore, il senso di abbraccio che le feste portano con sè e che negli ultimi tempi assai poco aveva sperimentato.

Morire non è bello e il pensiero e l'eventualità di tale evento ci fa ribrezzo e ci spaventa.

Morire in solitudine è ingiusto.

P.S: chiedo a chi passa di non commentare questo post, qui si cerca nonostante tutto di non crollare anche se la tentazione è forte.      

balenato da elesole
16:44 / p-link / parole / commenti

martedì, 03 aprile 2007

Di pillole, pasticche e pozioni magiche Colte per voi nel mio giardino

C'è che qui anzichè andare avanti si sta tornando pericolosamente indietro, a questo inverno, quando il tragitto più battuto dalle mie favolose All star tarocche di velluto a coste marrone, era il percorso casa-ospedale, ospedale-casa, non proprio un viaggio di piacere eh!

Così rispuntano sulla tavola e nei cassetti pilloline e pillolone, pasticche di tutti i colori e dimensioni, rotonde, a losanga, a pallottola, ricette e impegnative per visite mediche che con stupefacente celerità vengono fissate, ma c'è il barbatrucco, è perchè sono a pagamento per lo più. Mi rendo conto di avere per un attimo destabilizzato le vostre convinzioni sulla malasanità italiana, chiedo venia. Immagino con orrore i vostri visi che si contorcono in smorfie stupefatte nel leggere affermazioni così inusuali, vi immagino far passare alla mente l'immagine del Governatore longobardo dalla barbetta dandy e dalla cintura di castità in acciaio inox, che si bulla con tutti dicendo che la sanità longobarda l'è er mejo, avete ragione non sono belle cose da pensare e da immaginare. Non temete è tutto sotto controllo tant'è che in Longobardia succede che tu entri per una patologia e esci qualche tempo dopo (di solito poco tempo dopo) con in omaggio un'altra, oltre alla tua iniziale ovviamente, non so perchè ma i medici di oggi li immagino moderni sciamani, nuovi adepti all'arte della stregoneria.

Per una ipocondriaca come te tutto questo pullulare intorno di medici, paramedici, ricette e medicinali non fa che risvegliare tutte le tue antiche e nuove fobie, le tue ossessioni. Per esempio mi raccontate di torcicolli, di male allo stomaco alla testa, ecco in breve tempo la mia mente, lesta come una faina immagazzinerà tutte le info che mi vorrete dare e in breve tempo anche io potrò godere di un fantastico torcicollo abbinato ad una graziosa cefalea e a un irrinunciabile mal di stomaco. Per combattere questa attitudine al masochismo nulla è servita la terapia d'urto a base di fiction di ambiente ospedaliero ( con Medicina Generale però ho getttato la spugna da subito perchè proprio non lo si può reggere), l'ipocondria non è svanita però mi sono fatta una cultura medica che mi invidio da sola. Quindi, io stolta quando decisi di andare a vedere al cinema "Uno su due" con Fabio Volo, oltre lo stato di angoscia e claustrofobico che mi ha fatto cambiare posizione sulla poltrona del cinema almeno un centinaio di volte rendendo il mio accompagnatore tra il nervoso e il preoccupato per il mio stato di salute mentale, mi sono aggiudicata anche un week end di mal di testa e domande esistenziali. Restano ancora da stabilire le cause di questa sintomatologia: sarà colpa dello stress (che è come il nero, che sta bene con tutto), oppure sarà l'imbarazzante recitazione di Fabio Volo che ormai conosce solo due espressioni, quella "cazzara" o quella "stronzetto", tertium non datur? 

Ai posteri l'ardua sentenza.   

balenato da elesole
23:25 / p-link / cazzi e mazzi, filmz, domande e scazzi / commenti (6)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
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