- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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venerdì, 30 marzo 2007

So Maybe Colte per voi nel mio giardino

Arrivare davanti alla porta a vetri che ben conosci e che tante volte ti si è aperta con la promessa di risate, di chiacchere, di pensieri acuminati e di discussioni sul mondo che vi circondava ma che così bene riuscivate a far entrare dalla vostra pesonale porta solo quando volevate voi. Il tuo indice tremante pigia il bottone del citofono, alcuni secondo e stai salendo i consueti tre piani di scale che in un anno avevi imparato a fare con molta agilità e notevole presenza di fiato, nonostante la nicotina ingoiata nei tuoi anni da fumatrice. Pensare mentre sali le scale che sono cambiate tante cose da quando vi siete conosciuti, lui è stata una delle persone a cui hai voluto più bene in tutta la tua vita, con lui per la prima volta avevi inconsapevolmente fatto prove tecniche di convivenza, eravate incoscienti ma tanto belli nella vostra noncuranza e nel non angosciarsi troppo del domani.

L'incastro funzionava alla perfezione come un orologio di quelli antichi con le rotelline che vanno nella giusta sequenza, tic tac, quelle dei secondi piccole e irrequiete come lo eri tu, è quella dei minuti un pò più grande e pacata, proprio come lui. Poi succede che la rotellina piccola comincia a correre e a preoccuparsi del domani che sembrava non potesse più aspettare, mentre la rotella dei minuti non riuscendosi più a sintonizzare con tutta questa fretta. smette di funzionare come dovrebbe, tutta quella perfezione che si trovava nello stare insieme svanisce, "L'incantesimo si è rotto" come ti disse nel parco davanti alla fontana vuota e che ti sembrava ben rappresentare il punto a cui era arrivata la vostra storia.

Le scale sono finite e anche la ridda di pensieri che ti aveva affollato la testa durante il tragitto, ti fermi prima di posare la mano sulla maniglia e aprire, hai il fiatone e forse devi prendere fiato dalle domande che inevitabilmente fanno capolino nella tua testa matta: "Chissè se io fossi stata così... chissà se lui fosse stato diverso", ma c'è poco da fare, tu sei sempre la solita rotellina inquieta e lui non sarebbe cambiato, ma soprattutto sei andata avanti e iniziato nuove strade e nuovi meccanismi che si confanno alla perfezione al nuovo "Noi" che campeggia sul frontespizio del pendolo . Questo non ti impedisce però di volere ancora molto bene a lui, una cosa nuova per te abituata a essere solitamente massacrata e a sviluppare e nutrire odio e rancora nei confronti di chi ti fa male. Bene, ora sei pronta apri la porta ed entri in casa di quello che ora è un tuo caro amico. 

balenato da elesole
12:54 / p-link / cazzi e mazzi, memento, relazioni pericolose / commenti (17)

lunedì, 26 marzo 2007

Ho visto cose... Colte per voi nel mio giardino

Ringrazio la Lise per avermi dato il coraggio e la forza di raccontare quello che è stato un sabato paranormale

Ho visto cose che voi umani...

Ho visto coppie di uomini mal assortiti, uno giovane con felpona con scritte molto logo e camperos hai piedi e l'altro codino capelli grigi ma con tendenza al giallognolo dibattere su pellicce, pellame, Fendi e le sue amichette, con accento da coatti. Ho creduto che fosse una coppia gay,  erano padre e figlio.

Ho visto un locale che dall'esterno sembrava il solito posto figoso tipico di Brera, con musica brasileira in filodiffusione, piano interrato con tanto di volte con mattoni a vista. Vorresti poter dire che eri capitata lì per caso ma invece ci eri andata di proposito, in perlustrazione per colpa dei tuoi soci musici, affamati di posti e occasioni per farsi suonate.

Ho visto le cameriere di questo posto avvicinarsi con maniere graziose e immotivatamente cordiali, offrendo liste e sorrisi di plastica, forse per giustificare l'imbarazzante felpa con l'imbarazzante slogan: "Quando il gioco si fa duro... io prego".

Ho visto pareti dipinte con murales recanti un'inequivocabile tag che più o meno su sfondo nero recitava così: "Gesù ti ama"

Ho visto menù e liste di cocktail, che tra un cuba libre e una caipiroska, invitavano alla confessione e ad aprire il proprio cuore, oltre che il portafoglio visti i prezzi esorbitanti, perchè lì c'era qualcuno che poteva ascoltarmi e accogliere i miei sfoghi.

Tutto questo non è frutto della mia immaginazione nella Milano à la page, nella Milano edonista e materialista esistono posti così... purtroppo. 

balenato da elesole
19:20 / p-link / relazioni pericolose, milanesità / commenti (13)

giovedì, 22 marzo 2007

Aggiornamenti Colte per voi nel mio giardino

Qui cari miei non si batte la fiacca anche se si posta con discontinuità e con altrettanta discontinuità si riesce a passare dalle altre vostre parti. Però. (che fa tanto Nicole Krauss, si me la voglio tirare oggi).

Vi aggiorno dicendo che:

- dopo il funerale del mio lettorino nero (del resto la mise funerea doveva servirmi da monito) che è stato svolto alla presenza della sottoscritta, che per l'occasione ha messo tra i capelli una rosa rossa in sua memoria, del Tenero che mi sosteneva per evitare che cadessi preda dello scoramento, come una vedova allegra mi sono buttata alla ricerca di un nuovo compagno di musica con cui intrattenere nuove liason amorose a suon di musica. L'ho trovato, è il contrario del Fu, è bianco splendente e solare , quando si accende vederndomi si può scorgere sul suo petto candido e immacolato un fiore con la corolla verde. Siccome non voglio che mi lasci troppo presto, per non fargli prendere freddo e per sollevarlo dalle mie paure e dalle ipocondrie (ehm no quella era una canzone, premio "Le so tutte" a chi lo indovina ma è facile su...) gli metto sempre un cappottino, di cotone perchè si dovrebbe andare nella bella stagione.

- ho esaurito i miei bonus sfighe di marzo; già perchè marzo è il mese alle sfighe (proprio come a ottobre c'è il mese della prevenzione dentale) di Elesole che a marzo di quest'anno ha perso precocemente e misteriosamente il Fu (vd. sopra) e sta rischiando di perdere un ghiotto pacco libresco proveniente da Roma, per colpa della Poste italiane con la complicità del perfido padre, che teme di rivaleggiare con me durante le noste discussioni (più o meno) culturali. Due accadimenti sono già avvenuti, dunque dovrei stare tranquilla. Il record è ancora detenuto saldamente dal marzo 2005 quando in sequenza nel giro di 20 giorni: 1)mi rubarono il portafoglio; 2) mi ruppi il mignolino del piede sinistro e per premio mi misero il gesso fino al ginocchio per un mese.

- sto sviluppando una nuove ossessione amorosa, dopo Mmmmmauel adesso nel mio cuore e on my mind c'è solo Lui, ho tra le mani in questi giorni un cd+dvd di un live alla Casa 139 di giugno dello scorso anno, ah che ricordi, Cesare che esordisce chiedendo una birra, Cesare che fuma, io che con la sola forza del pensiero gli chiedo di farmi una certa canzone e lui mi esaudisce, se non è amore questo... per non parlare poi del viaggio di ritorno, quando, dopo averlo lasciato (probabilmente a ubriacarsi) mi imbattei sul tram in un srilankino che voleva leggermi la mano e diventare mio marito, la risposta ovviamente la sta aspettando ancora adesso.

Stay tuned miei cari (o come cavolo si dice)   

balenato da elesole
18:10 / p-link / cazzi e mazzi, milanesità, muzika / commenti (8)

sabato, 17 marzo 2007

Colte per voi nel mio giardino

Ricordate come ero contenta settimana scorsa del mio nuovo lettorino mp3 che però poteva contenere foto, video, radio, faceva panini e pure il caffè a richiesta? Insomma ero così orgogliosa di lui, lo accendevo e tac, schermo a colori, lucente nella sua mise nera.

Ora, me ne stavo bella bella sdraiata a leggermi madama Bovary, che MV per anni mi ha consigliato, soprattutto nel periodo della mia essitenza diciamo più allegro dal punto di vista relazionale, sono a metà e ancora non ho capito perchè abbia tanto insistito perchè lo leggessi, dato che per il momento la trovo una donnina insoddisfatta cronica di quello che le accade e della vita che conduce, che medita tradimenti ma per il momento senza mai concretizzarli, insomma che cavolo c'entro io? Boh glielo chiederò quando avrò il bene di vederlo, anzi ne approfitto per lanciare un appello da qui per una pronta ricomparsa dell'amico, se non succede nulla vado a "Chi l'ha visto".

Mi qui si divaga e invece vado al cuore del post, dicevamo: leggevo la Madama ascoltando musica spaparanzata nel letto, quando d'improvviso puff black out, la musica scompare dagli auricolari, tento di rianimarlo prima premendo ogni suo pertugio, poi con il caricabatterie dal computer e poi da rete elettrica. E' l'una di notte e vago per casa come una pazza con in mano lui, splendente nella sua funerea mise nera.

All'improvviso mi viene in mente ciò che mi disse il commesso che me lo vendette rispondendo alle mie domande sulla sue prestazioni (non del commesso maliziosi) e soprattutto sulla robustezza: "Tranquilla pensa che questa marca produce le parti elettroniche che sono presenti all'interno delle Fiat". Ora tutto mi è chiaro. Vorrei riportarlo indietro dato che teoricamente è in garanzia, lo scontrino? Ovviamente buttato l'altro giorno in un raptus da "Desperate housewife", si sono un genio del male.

Ora miei pregiatissimi lettori et amici: cosa mi consigliate, a parte il suicidio o punizioni corporali, di fare per un eventuale prossima sostituzione del defunto aggeggio?   

          

balenato da elesole
11:58 / p-link / parole, real life, cazzi e mazzi / commenti (19)

martedì, 13 marzo 2007

Poltergeist Colte per voi nel mio giardino

Quando il logorio della vita moderna e l'assoluta mancanza di idee per passare un sabato sera in allegria ti portano a finire in una frazione nella bresciana che pare essere ancora Brescia e allora non si capisce perchè c'abbia un nome diverso, stai pur certa che di sicuro non ti annoierai.Capita così di mettersi in viaggio per un'ora di macchina cavandosi gli occhi per vedere indicazioni messe come sempre di merda per trovare la retta via e perdersi ugualmente tra tangenziali che esplodono, cantieri, milioni di rotonde chè ormai in Italia sono l'ultima moda in materia di viabilità.

Quando le speranze di trovare il posto per andare a sentire un gruppo italiano mai sentito e sconosciuto, appoggiandosi sulle informazioni raccatate in rete, sembrano essere lì per lì per liquefarsi e lasciare il posto a una mesta ma incazzata rassegnazione per l'imperizia del navigatore (io) e per il pessimismo cosmico del mio compare di viaggio, la vostra salvezza è il bowling! Questo ovviamente non vuol dire che la vostra disperazione sia così elevata da voler optare per  scarpe bicolori e una folla di adolescenti in piena tempesta ormonale, sarebbe stato troppo anche per noi, piuttosto vuol dire che non tutta la gioventù è bruciata e che le anime pie esistono ancora e sanno anche dare indicazioni stradali che neanche la guida Michelin sarebbe in grado di dare. O forse la verità è che si erano stufati di vedere la sottoscritta appoggiata alla macchina in preda a un raptus compulsivo che ti portava a fare in serie i palloni con la big babol alla fragola ( però quelle senza zucchero allo xilitolo), insomma una cosa da non vedersi. I giuovini sono prodighi di particolari del tipo: "Ah si quel posto è appena dietro la chiesa, sapete quella famosa dove hanno trovato morta una ragazza questa estate", brividi di ghiaccio scendono veloci per la schiena e smetti persino di fare i palloni col ceingum.

Certi di essere finiti in qualche congrega satanista e non avendo aglio a portata di mano, mettete in bella vista la coroncina aromatizzata alla rosa di Padre pio-pio per tenere lontano le forze maligne, passate accanto alla chiesa "famosa" ( i brividi scendono e sudate pure freddo pezzando la vostra nuoverrisma maglietta), parcheggiate sperando di rivedere presto la vostra macchinina, e vi accingete al luogo deputato per questo concerto. Il locale è un cubicolo stretto e lungo, con un palco micro e infatti il fantomatico gruppo è seduto stretto stretto viscino viscino, ci sono ragazzotti indie con la solita frangia spiaccicata sull'occhio e tu ti chiedi come fanno a vedere che tu hai bisogno pure degli occhiali per vederci bene, ci sono ragazze, uomini, donne e pure bambini, allora pensi che forse per stavolta la pellaccia la porterete a casa e che non si tratta di un ritrovo di satanisti. Il concerto scorre via liscio, in una atmosfera quasi casalinga, di sicuro molto intima, ci trovi echi degli Eels, qualche spruzzatina malinconica alla Elliottino Smith, la giusta attitudine indie ma senza prendersi troppo sul serio, insomma adorabili e da ascoltare!

Resta il fatto comunque, nonostante la bella serata e l'ottima musica ascoltata, che quando uscite dal cubicolo rosso, nonostante siate notevolmente più rilassati rispetto all'andata (complice la birra ingurgitata) quando passate davanti alla chiesa istintivamente ti stringi al tuo compare e accelleri il passo.

balenato da elesole
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giovedì, 08 marzo 2007

Pollyanna Colte per voi nel mio giardino

A riprova del mio stato mentale perennemente confusionale dalla modalità stand by , dal pessimismo cosmico che mi sta attanagliando ultimamente, passo in maniera assolutamente disinvolta allo stato "Pollyanna", avete presente? C'era il cartone animato (a sinistra una diapositiva) che io devotamente veneravo nel periodo preadolescenziale e in cui la bimba del gioco del "sapersi accontentare", indossava salopette rosine,  si faceva le treccine a lato del viso, incorniciandole il visetto lentigginoso. Ovviamente, emula di cotanta beltà, mi esimevo dall'indossare imbarazzanti indumenti e però tentavo disperatamente di ottenere lo stesso risultato per quanto riguarda la mia capigliatura. Oggi per fortuna non tento più di farmi le treccine, in compenso ho appeso nell'armadio una favolosa salopette ( si scriverà così?) proveniente dal Perù, proprio rosa, e che nel mio periodo "combact" mi accompagnò in diverse scorribande in giro per l'Italia, a riprova del fatto che la Pollyanna che c'era in me esisteva e non voleva morire.

Nel frattempo dolori, ferite, cicatrici, un pò di sano realismo hanno come imbalsamato lo spirito della bimba che correva felice con il suo scoiattolo per la brugheria americana, lasciando posto a un atteggiamento nei confronti degli altri un pò meno ingenuo e un pò più disincantato. Poi nel mio disordine mentale capitano giornate come queste: il sole, poter dormire un pò più del solito, tanti piccoli motivi per essere almeno, se non felice, tutto sommato serena. E ti scopri a pensare che basta poco: la voglia di vestirsi in rosso e poter abbinare golf maglietta, scarpe e cerchietto di questo colore senza sentirsi il Gabibbo, piacersi una volta tanto.

Sapere di avere il tempo per giocare con il tuo nuovo lettore mp3 (un de profundis per il suo predecessore che si è spento senza soffrire in una giornata di pioggia di due settimane fa) tutta eccitata nel vedere cosa potrai farne, sicura che di nuovo la  musica  riprenderà a farti compagnia nei tuoi spostamenti, più o meno lunghi.

Pensare che stasera, mentre tutte le donne festeggeranno la "Festa della bottan.. ehm della donna" cibandosi di culi bicipiti e perizomi maschili, perse in futili discorsi, ma ben attente a nascondere le loro ferite di donne che a volte pagano lo scotto di essere preparate, colte, indipendenti e autonome, tu borsa nera a tracolla ma che sembra una valigia tanto e grande e pesante (ma lei è la tuo coperta di Linus e non puoi farne a meno) ti gusterai in perfetta solitudine un film che tanto desideravi vedere e di cui tanto ti hanno detto cose splendide.

Certo,  di sicuro la vita non è meravigliosa, però piccole strategie di sopravvivenza possono rendere dei momenti speciali e meravigliosi lo stesso.

balenato da elesole
16:45 / p-link / cazzi e mazzi, domande e scazzi / commenti (24)

venerdì, 02 marzo 2007

Aspettando Godot Colte per voi nel mio giardino

Oggi ho voglia di propinarvi un bel post lagnone di quelli che è da tanto tempo che non si leggevano, perchè diciamocelo francamente: di stare sempre in up, sorrisi, frizzi lazzi, dormire di gusto, trovare un senso nelle cose che quotidianamente si fanno è di una noia mortale, mi guardo da fuori, tipo fantasmino che si stacca dal cuorpo e quello che vedo è grande noia, ecco perchè ho sempre sonno mi corico presto e mi alzo sempre e comunque assonnata, è perchè sono noiosa come pochi.

Ieri sera finalmente cena tra donne, si parla di lavoro, di libri, di musica (ma è meglio che non vi racconti i nomi che sono stati fatti... ad un certo punto è stato anche nominato Luca Carboni, dico solo questo ), decisamente non c'è più religione. La serata scorre piacevole, è tanto che non ci si vede, improvvisamente ti trovi a dover gareggiare per la conquista dello scettro del "io ne so a pacchi di tutto", volutamente entri in una fase di letargo perchè non hai argomenti, non sai cosa dire proprio, non sei più abituata a stare in mezzo alla gente, proprio tu che per lavoro lo devi fare tutti i santi giorni. La tua apparente catalessi pare non sconvolgere la compagnia che continua amabilmente la conversazione, che ti sembra essere per quello che ricordi interessante, ma piuttosto di mettere in funzione il cervello e partecipare attivamente preferisci metterti in modalità stand by, un pò insomma come tutta la tua vita.

Si decisamente Godot ti fa un baffo.   

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Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco

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L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

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