- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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P. Corrias Vita agra di un anarchico
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Aa. Vv. Senza corpo
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A.a Vv.-Il paese è reale
Calibro 35- Calibro 35

Racconto di natale,La felicità porta fortuna, L'ospite inatteso, The millionaire,Ex, I love shopping, Milk, Questione di cuore, Giulia non esce la sera, Rachel sta per sposarsi, Terra madre, Lo strano caso di Benjamin Button,L'amore nascosto,Che- l'Argentino e Guerriglia, Una soluzione razionale,Videocracy, L'amore e basta, L'uomo che fissa le capre (quando il trailer è meglio del film)

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domenica, 25 febbraio 2007

That's cinematic Colte per voi nel mio giardino

Sono preoccupata... mooolto preoccupata... pazzamente preoccupata... non per la salute, mangio dormo come sempre, non per il lavoro che a parte i due giorni di blackout web che mi hanno permesso meno cazzeggio e più crumiraggio, procede, mi sto togliendo qualche piccola soddisfazione il che non guasta mai, anche se questo non vuol dire che stia per diventare ricca, sigh. Mi voglio più bene e mi gingillo con spillette di feltro, scarpette carine (e carucce), perchè voglio e ho bisogno di convincermi che la primavera è alle porte e l'inverno ci sta lasciando... infatti oggi sembra novembre e per di più è domenica, insomma il clima giusto per farmi passare tutto l'ottimismo che avevo accumulato nottetempo tra un sogno che non ricordo e un altro, che non ricordo ma che mi ha fatto svegliare abbracciata al cuscino e che quindi brutto non doveva essere. 

Poco tempo per scrivere, e di questo me ne rendo conto ma credo che a voi miei pregiatissimi (che termine antico che vi ho buttato lì eh!) lettori non credo che più di tanto vi arrechi sofferenza. Dicevamo che sono preoccupata e mo spiego il perchè: andare al cinema. sollazzarmi tra programmi, sinossi, recensioni per "do the right thing" mi ha sempre appassionato, all'università avevo seguito addirittura un corso e dato un esame e seguito un seminario che mi costringeva a mettermi sul treno prima che il gallo cantasse, si insomma il cinema è stato un pò uno dei miei amori della vita, mi faceva sognare, piangere, emozionare, pensare quando il mondo maschile mi era decisamente avverso. Adesso, il mondo maschile ogni tanto continua a essere avverso, e per di più anche il mio amore cinematico mi sta tradendo, si mi rompo immensamente quando devo andare  da lui, le cose non sono più come prima, c'è trepidazione nella scelta, poi arrivo, mi siedo, spengono le luci, siamo soli e ultimamente è una delusione. Nulla sembra emozionarmi, l'Arte del sogno ce la stava facendo, Gondry mi stava trascinando nel suo meraviglioso mondo onirico fatto di oggettini feltro e di cavalli di pezza, di leggerezza e di arguzia al tempo stesso e poi cosa decide di fare? Vira sul psicodramma di Stefan e su "m'ami non m'ami allora sei cattiva se non m'ami" e tutto finisce in una bolla di sapone. Voglio dare una seconda possibilità al mio deludente amore e decido per un "Saturno contro", sono titubante perchè Ozpetek e la sottoscritta si sono già frequentati altre volte e non sempre è andata benissimo, però come dire sono magnanima e do un'altra possibilità. Neanche stavolta va bene, un film corale, interpreti bravi e adatti nella parte (Ambra senza auricolare e tossica ci sta bene), ma sono nervosa, infastidita, troppo "Dico friendly" e come dire sul tema sono in fase di disintossicazione, per cui anche questo appuntamento va buco.

A tal proposito vorrei aggiungere: 1) Nei titoli di coda scopro che l'autore della colonna sonora è tale Giovanni Pellini, in arte "Neffa", la riposta alla domanda che insistentenmente mi faccio durante il film:"Oh, ma sta musica quando la tolgono, dio come è fastidiosa!" ha una risposta e finalmente so con chi prendermela;

2) Lancio da oggi la campagna: "Stefano Accorsi in una commedia" che nella parte del cornificatore incasinato non lo vogliamo più vedere, ho intutito in un lui un talento da commedia ( lui con che quando è nervoso diventa ipocondriaco e pensa di avere un infarto è da antologia), facciamoglielo esprimere! 

           

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sabato, 17 febbraio 2007

Impressoni barbariche Colte per voi nel mio giardino

Se... nella medesima trasmissione (ndr. Le Invasioni Barbariche condotto dalla nasale ma brava Daria Bignardi) ti imbatti nel:

- direttore del reparto psichiatria di un grande ospedale milanese, che, anzichè preoccuparsi dei suoi pazienti pazzerelli o del buon andamento del suo delicato reparto, si prodiga per lanciare una campagna verso quei "vampiri" degli ausiliari della sosta, argomentando la sua posizione  addirittura su un giornale nazionale e riproponendo la sua posizione, dicendo che dai Ghisa le multe si che le accetta, perchè questi omini in divisa  danno a lui  fiducia e senso di sicurezza, come a dire voi ausiliari, provenienti probabilmente da storie di disoccupazione ad oltranza, siete dei pezzenti e non potete mettere multe alla mia bellissima macchina (se poi fosse un bmw o un suv non mi stupirei). Giustamente qualcuno degli astanti gli fa notare che forse lui ha bisogno di qualcuno che lo comandi! Non vi sto a dire le immagini che la mia fervida e lasciva immaginazione ha prodotto.

- nel capogruppo al Comune di Milano del partito dai fazzoletti verdi e padre di gran parte degli imbecilli che si aggirano qui al nord nelle nostre città, che sposa e sostiene le posizioni del di cui sopra, con un popò di argomentazioni -"questi ausiliari sono dei frustrati"-, facendoti venire il dubbio che le invocazioni alla legalità e a uno stato giusto e giustizialista valgono solo finchè non si tocca al loro il portafoglio.

- nell'ex viggei di Mtv Daniele Bossari che, smessi i panni del gggiovane amico di tutti i gggiovani, veste quelli del bravo papà di una bambina di tre anni, Stella (a cui aggiungerei visto il padre che si trova l'aggettivo pora), facendosi promotore e paladino entusiasticamente della bellezza dell'utilizzo per i bambini dei videogiochi, spacciandoli come strumenti che permettono al bambino di sviluppare la concentrazione e la possibilità di tenere sottocontrollo più cose contemporaneamente. Forse bisognerebbe dire al buon Bossari che il mutitasking come metodo di lavoro è provato che non favorisce anzi disincentiva la capacità di concentrazione.

Allora la Bignardi poteva dichiarlo fin dall'inizio che quella di ieri sera era la puntata di Carnevale delle Invasioni Barbariche! 

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mercoledì, 14 febbraio 2007

E' un vairus Colte per voi nel mio giardino

Si diceva prima che ormai lo stato della malattia è in fase terminale, a riprova di questo fatto il sottotitolo del mio tanto agognato e amato dvd è: "Non usate precauzioni, lasciatevi infettare", io da brava fan, ligia alle disposizioni dei miei beniamini, ho pensato bene di capitolare all'influenza, non mi faccio mancare niente, mal di gola, tosse, capogiri, debolezza diffusa, mal di ossa, inappettenza (alleluja).

Per ammazzare il tempo sto diventando campionessa mondiale di Tetris, mi rimbeccilisco vedendo la serie 1, 2, 3, 4, 5, 6 di Sex and the City e riesco pure a commuovermi, ma c'è spazio anche per cose serie (tipo doctor House che mi sembra indicato per la mia condizione ). Senza contare che posso chiedere a ripetizione gelato perchè fa bene alla gola. Certo casa dei miei non sono le Mauritius, però un pò mi sembra di essere in vacanza, anzi adesso recupero uno di quei cd fuffa che ho trovato nel fustino di qualche detersivo con i rumori della natura e me lo tengo come sottofondo per le giornata, per rendere tutto più credibile.

Ovviamente la mente grazie ai potenti antibiotici che sono meglio dei funghetti lisergici, viaggia e vaga nei rivoli aperti dalla mia fervida immaginazione e si pone domande esistenziali fondamentali a cui non è riuscita a dare risposta tipo: questa estate si è deciso di andare in Germania per le vacanze, ti sei fatta inviare il materiale informativo dall'ufficio del Turismo tedesco in Italia per pianificare tutto, è arrivato gratutitamente e chiedono solo un contributo volontario per le spese di spedizione. Tu hai pensato di non dare nulla, perchè se ti dicono sul sito che è gratuito, allora deve essere tutto gratuito altrimenti è pubblicità ingannevole. Poi però il senso di colpa è tale che sogni di essere a Berlino, al check point Charlie, esce dalla guardiola una guardia dell'ex DDR con cappottone verde vomito e cappello a disco volante, ti intima l'alt, tu spaventata hai le gambe pietrificate dal terrore, non riesci nè a scappare nè a urlare, il militare ti fa girare di spalle, sei sicura che per te è giunta l'ora, e poi per cosa? Per cinque euro di spedizione mai mandati. Che dite pago?     

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11:49 / p-link / cazzi e mazzi, dreaming / commenti (14)

domenica, 11 febbraio 2007

La malattia avanza Colte per voi nel mio giardino

Aggirarsi per la Fnac di via Torino fingendo che sia tutto normale, tranquillo, controllare le ultime uscite e riuscire finalmente ad accapparsi questo cd, che era da tre settimane che lo inseguivi, aggirarsi per le corsie con circospezione, con timore e tremore perchè da un momento all'altro potrebbe palesarsi davanti a te... chissè tu cosa farai, sarai tranquilla, felice di trovarlo, oppure sarà solo una delusione? Insomma tutte queste domande si affollano per la testa, e nel mentre ti trovi nel reparto musica electro, stai cercando di ritardare il momento dell'incontro... mmmm chissà se sarà come te lo aspettavi, chissà se quando lo stringerai ti sembrerà vero, di certo qualcuno dovrà essere lì vicino a darti un pizzicotto, solo allora sarai certa di non stare sognando.

Il percorso continua, ti attardi nell'area alternative, poi passi in rassegna i dvd in offerta, toh guarda un doppio dvd di Nick Cave con anche doppio cd live, ma non hai voglia di deprimerti più del dovuto, anche se passi l'informazione a chi sicuramente più di te lo apprezzerà. Ti avvicini con deferenza al settore musica italiana, il momento dell'inevitabile incontro, del contatto si fa sempre più vicino, le tue mani cominciano a sudare, chiedi ausilio al tuo accompagnatore per non sbagliarti, l'hai visto solo una volta in foto e non vorresti proprio confonderti rischiando di incrociarlo senza vederlo, di perdere il tuo personale appuntamento con il paradiso. Ma mentre fai questi pensieri lui è lì che ti guarda tra gli espositori, è proprio come lo ricordavi, forse anche più bello, le farfalle nello stomaco girano e svolazzano, per un momento ti gira la testa perchè quasi non credi possibile che sia lì, davanti a te, l'hai così desiderato e aspettato ed ora è tra le tue braccia, si non è un sogno ma è tutto decisamente vero.

Ma ora è tuo e te lo godi nel letto di casa tua, tra candide lenzuola di flanella e il piumone colorato, le immagini scorrono, sei proprio soddisfatta del dvd degli Afterhours 

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mercoledì, 07 febbraio 2007

Soffro lo stress Colte per voi nel mio giardino

C'è da chiedersi se in questo periodo i Vips non ti stiano seguendo nei posti che tu frequenti solitamente, che poi sono metropolitane, localacci sperduti, quartieri popolari che sopravvivono ancora incredibilmente nella Milano da bere. Anche perchè il contrario proprio non si dà, quasi non hai il tempo per soffiarti il naso figuriamoci se ti metti a  fare la paparazza (che poi al femminile suona proprio male). Eppure... è domenica sera, dopo aver fatto un pò di sana attività fisica cosa c'è di meglio se non una buona pizza per devastare il tuo delicato stomaco e così incominciare tra bruciori di panza e limonate (la bevanda che avevate capito? Siete i soliti maliziosi) la tua settimana lavorativa. Pare che ci sia un gran assembramento da Ignazio e tu e mister Mauri dovete attendere all'ingresso una decina di minuti prima di poter approdare nella sala più riservata della pizzeria dove tra famigliole in libera uscita, coppiette pucci pucci si staglia una allegra tavolata di gggiovani (anche se poi a guardarli bene ti accorgerai che tanto gggiovani non sono ma chettifrega boni sono boni almeno la parte maschile della compagnia). All'inizio ti stanno simpatici, tengono su l'umore della sala che altrimenti sarebbe triiiiisthe, si certo sono allegri...ehm... allegri si ma forse un pò troppo tant'è che a fine serata non hai più voce perchè per comunicare devi mettere in campo tutte le tue conoscenze apprese durante estenuanti corsi di training autogeno della voce... insomma l'allegra tavolata si trasforma in "quegli odiosi caciaroni". 

Ma analizziamo la combriccola, qualche ragazza, toh c'è anche la sosia di Gabriella la prima eliminata dal Grande Fratello, ci sono i boys di cui sopra, il tuo occhio laser seziona la tavolata, così tanto per ingannare l'attesa della pizza e anche per farsi una bella padella di c***i degli altri che dopo la pasta di sale è l'hobby che porti avanti con più costanza e soddisfazione. Ecco che ti soffermi al centro, vedi una tipina insignificante, giacchina di velluto verde, jeans,  capelli raccolti da un ordinario mollettone, non riesci bene a mettere a fuoco, eppure ti sembra di conoscerla, tendi l'orecchio e metti in funzione il tuo superudito , anche la voce ti è assai familiare, ecco... finalmente... si gira e la puoi vedere di profilo, ma dai che carina fa gli occhioni dolci a uno che sarà il doppio in altezza di lei... io e Mister ci consultiamo, confabuliamo (oddio non proprio...), aguzziamo l'orecchio e la vista... ecco il responso: in una sala di una qualsiasi pizzeria della Bassa c'è Camila Raznovic.

 Ok che l'Ignazio ha vinto un premio per la migliore pizza a livello europeo, ma questo non ti sembra una ragione sufficiente perchè  Camila muovesse il suo culotto per venire in quel della Città Giocattolo di domenica sera per mangiare una pizza, quando nella metropoli da bere può strafogarsi tra happy hour, cocktail, ambiente esclusivi e very trendy e pure friendly, che non c'entra nulla però ti sembrava ci potesse stare bene come rima. 

Mentre ci si interroga sulla insolita presenza, la osservi, diciamo pure che la vivisezioni e la tua analisi è impietosa: la trovi non 'sta gran gnocca come appare in tv, look dimesso però complimenti per la gran borsa di pelle marrone un pò consunta che fa tanto vintage, struccata poi ti sembra una vecchietta, e a quanti tra voi ometti pensano che la Raznovic sia una mangiatrice di uomini vi devo deludere: questi occhi, benche astigmatici, l'hanno vista darsi pudici bacetti sulla bocca con il suo Marcantonio, scambiarsi con lui sguardi languidi e dolci... ehhhh l'ammore.

Ma veniamo all'interrogativo di fondo che immagini che a questo punto del racconto stia attanagliando i lettori che si sono imbarcati nella perigliosa lettura di questo post: che ci faceva lì? Lo si viene a scoprire al termine della nostra pizza, quando sazi e satolli ci dimentichiamo di questa presenza fino al momento in cui si alza (bhe oddio rispetto a quand'era seduta la differenza è praticamente nulla) e si avvicina alla zona in cui siamo appostati... tu ti agiti immotivatamente, ti ravvivi il caschetto, metti apposto il nastro di velluto che hai tra i capelli per essere pronta nel caso ti voglia parlare, per dire che poi... invece si ferma davanti al tavolo vicino al nostro, lì c'è una coppia di imberbi giovani, capello imbrigliato nel gel, sguardo finto truce, li invita ad andare in una nota discoteca della città ( per intenderci sulla tipologia: la scorsa settimana c'ha suonato Jerry Calà)  dove si sarebbero tenuti i provini per poter partecipare al video dei "Velvet" (si quelli di soffro lo stress... sono in una boy band) "sapete è una band di miei amici, se volete venire mi farebbe piacere" ci tiene a precisare Camila (come se ci si dovesse gloriare per avere certe conoscenze), a sorpresa i giuvani rifiutano dicendo che non possono, lei sorride, Marcantonio la avvolge nel suo nero mantello e la porta via. Finalmente le tue orecchie possono riposare :)  

balenato da elesole
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sabato, 03 febbraio 2007

Il dibattito no! Colte per voi nel mio giardino

Darsi ad attività culturali nel poco tempo libero che gli impegni ci permettono di avere non è sempre una buona idea, ti informi, leggi recensioni, pareri o semplicemente ti fai trascinare dalla curiosità, dalla voglia di vedere, sentire, esserci insomma, è come avere un motorino a scoppio dentro che ti fa smuovere anche quando fuori gli orsi polari vanno a passeggio per le vie del centro a braccetto con i pinguini, quando i luoghi a te famigliari diventano improvvisamente sconosciuti perchè i contorni non sono più visibili, tutto sfumato e confuso, cosa che per te che ami la definitezza delle forme ti mette addosso una strana forma d'ansia e così somatizzi e somatizzi, stomaco chiuso, senso di tremore alle gambe, svengo o non svengo, quasi quasi, ma poi pensi che sia meglio mantenersi ferma e stabile sulle proprie posizioni, sulle proprie solide gambe.

Tutta questa poetica premessa per dire che nel giro di due giorni ti sei portata a casa due delusioni/incazzature che forse la prossima volta che ti autoprospetti serate pigiama-camomilla faresti bene per una volta a seguire il tuo istinto pigronesto, anche perchè poi consideri il fatto che se l'inverno è fatto da nebbie, freddo polare una ragione ci sarà, ma noi ostinate creature umane osiamo sfidare questa legge di natura e allora prenditi, beccati un film brutto, ma brutto, noioso, di quelli che è più il tempo passato a guardare l'orologio, a confrontarlo con la durata indicata dalla scheda che pimpantona hai preso all'ingresso della sala per prepararti alla visione, che non quello dedicato alle immagini (brutte) e gli attori (scialbi) che passano sullo schermo. "Cuori" di Alain Resnais è un tentativo mal riuscito di portare al cinema un'opera che forse a teatro rende sicuramente bene, forse perchè l'opera da cui è tratta E' un'opera teatrale, tutta quella neve che scende per tutto il film avrebbe la pretesa di avere un alone poetico, ma su di te ha il risultato di infastidirti, di interrogarti per tutta la durata del film su come cavolo può scendere tutta quella neve per giorni e i protagonisti vanno e vengono senza problemi, quando lo scorso anno è bastato un giorno di nevicata intensa per mettere fuori gioco tutto e tutti. Un film che vorrebbe essere curato nei dettagli e che si perde su errori grossolani come quello di fare vedere prima la linda camicetta di una delle protagoniste zuppa di pappa al pomodoro e dopo un paio d'ore dal fattaccio riproporre la stessa nello stesso posto senza evidenti possibilità di lavarla, bianca linda pulita come se niente fosse successo. Dite che sono troppo dura? Eppure a me piace l'accuratezza delle ricostruzioni e delle sceneggiature, i particolari che mai da solo ti sogneresti di cogliere e che lo sguardo del regista ti mostra. Tutto questo in "Cuori" non c'è, c'è solo approssimazione, solitudine (tanta) ma senza che dica niente di più di un "Oh poveri noi come è dura vivere le relazioni ai giorni nostri", ma forse lo sapevamo già da soli senza che Resnais ci facesse due ore di film e lo premiassero pure a Venezia con il Leone d'argento insieme alla Morante, attrice in questo film, che da quando ha recitato per Muccino pare imprigionata nel ruolo di nevrotica, radical chic, accanita fumatrice mangiatrice di unghie.

Ma passiamo al secondo evento che ha lasciato l'amaro in bocca e anche un pò di cacca sotto una scarpa che ha avuto la sventura di appoggiarsi su copiose defecazioni canine, che data la quantità hai avuto il dubbio che fossero cavalline più che canine. "Marta sui tubi" al Conchetta, avrebbe potuto essere un bel concerto, loro bravissimi anche se Giovanni il cantante ti è sembrato più fanfarone del solito ma un pò fuori forma canora, prima scherza con tutti, fa il bischero, dice "Che bella Milano, peccato che non c'è la mafia", ma ad un certo punto si accorge che c'è qualcosa che non va e si concentra e fa un pò meno l'istrione, certo lo spettacolo magari perde qualcosa ma la prestazione ritorna ai consueti livelli di mostruosa tecnica e bravura, se poi canta, come fa, una delle tue preferite, "L'Abbandono" sei disposta a perdonargli qualsiasi cosa .  Dicevamo, poteva essere un bel concerto peccato per la gente: tanta, troppa, tutti altissimi (e forse io troppo nanetta), a tal proposito ringrazio la torre di Pisa barbuta alta 1, 95 che per gentile concessione a metà concerto ha pensato che forse era il caso di andare nelle retrovie, vedendo forse il mio viso diventare blu cianotico dopo che ha spogliato la sua sudatissima maglietta, a righe obiuvsly, facendomi assaporare le fresca fraganza delle sue ascelle. Poi tutti insopportabilmente "alternative vorrei ma non posso", capelli rasta ma polo di Ralph Laurent, discorsi che vertono sulla qualità della ganja che fumano e sulla prossima tipa che vogliono abbordare e che stante a loro, per come si veste sicuramente ci starà (!). 

Pensi che stasera ti darai un'ultima chance, intanto di sottecchi guardi il pigiamino a righe e la tazza per le tisane appoggiata sul davanzale della finestra che ti fanno l'occhiolino

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L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

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