- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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Racconto di natale,La felicità porta fortuna, L'ospite inatteso, The millionaire,Ex, I love shopping, Milk, Questione di cuore, Giulia non esce la sera, Rachel sta per sposarsi, Terra madre, Lo strano caso di Benjamin Button,L'amore nascosto,Che- l'Argentino e Guerriglia, Una soluzione razionale,Videocracy, L'amore e basta, L'uomo che fissa le capre (quando il trailer è meglio del film)

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mercoledì, 27 dicembre 2006

Alive Colte per voi nel mio giardino

Anche per quest'anno si è sopravvissuti al Natale

Sono sopravvissuta ai finti auguri mandati attraverso un sms seriale a cui non ho risposto neppure nei miei momenti più tristi (e in questi giorni ce ne sono stati parecchi). Sono forse diventata misantropa? Può essere ma aggiungaimo pure un bel chissenefrega, magari è solo il freddo di questi giorni, magari è nebbia che ha fatto ieri di nuovo la sua comparsa nelle nostre lande desolate della bassa che più bassa non si può, ma in questo momento il mio livello di "socialità tanto per" è ai minimi storici. Pochi ma buoni insomma.

Sono sopravvissuta ai gozzovigliamenti delle feste, anche se la tavola imbandita, il centrotavola preparato come ogni anno da me con le arance seccate e il pungitopo, tutti sorridenti intorno al tavolo, la mia famiglia riunita mi è tremendamente mancata e ora che è passato il giorno di Natale tiro solo un sospiro di sollievo e posso fare riposare gli occhi gonfi per le lacrime versate per la malinconia, per la preoccupazione di non sapere quello che stava succedendo ad una persona molto cara. 

Sono sopravvissuta ai regali fatti "tanto per", pochi fatti pochi ricevuti, ma questi pochi hanno valso per me più che un milione di pensierini inutili e che non mi rispecchiano: ho ricevuto matite e colori per poter cullare la bimba che c'è in me, delle spille per ricordami che a volte ci vuole poco per essere donne romantiche e sognanti, il profumo sofisticato e che ha fatto impazzire tutti in famiglia, un libro di un autore che ho da poco scoperto e che sto apprezzando per come racconta di un mondo che è anche un pò il mio, un cd di uno dei pochi pianisti "leggeri" che mi sa emozionare e che mannaggia a me presto spero di poter sentire dal vivo.

Infatti mentre la televisione e la radio ci ripropongono fino alla nausea simpatici motivetti natalizi l'unica canzone che mi viene in mente in questi giorni è rock, pesante e vitale, tanto per intenderci Alive, Pearl Jam 

 

balenato da elesole
18:23 / p-link / cazzi e mazzi, domande e scazzi / commenti (20)

sabato, 23 dicembre 2006

Fermate tutto... voglio scendere Colte per voi nel mio giardino

L'aria di questi giorni decisamente mi sta facendo male, i polmoni non sanno più dove cercare aria, atmosfera respirabile per me, ma mi giro e non c'è scampo: esco di casa le lucine, tutti che si fanno auguri, le facce tese e incazzose più del normale per la caccia al regalo inutile, infatti è scientificamente provato che più ci si affanna a cercare  il regalo  più questo sarà inutile (a scuola avremmo detto che il rapporto è direttamente proporzionale, vero?), la cosa divertente poi sono gli auguri forzati, le facce tirate in sorrisi smaglianti e per questi molto poco autentici. L'aria è poca e poco respirabile, stare in mezzo a tutta questa gente impazzita e che si rovescia per strada mi procura ansia, neanche la musica in cuffia, sicuro riparo da tutta questa umanità, mi è d'aiuto. Provo a rifugiarmi in casa, home sweet home, sperando di poter lasciar riposare i miei polmoni affaticati, ma qui la situazione non è delle migliori: l'odore di medicine è forte, fastidioso e l'incenso che accendo sempre non mi riesce a combatterlo e sovrastarlo,  i pensieri cupi si affollano, di nuovo, affanno, mi manca il respiro, ho bisogno di allontarmi, uscire? Neanche da pensarlo visto la bolgia di umanoidi in libera uscita.

 Non mi resta che rifugiarmi nella mia mansardina, cercando riposo tra le due cose che più mi danno conforto: la musica, le parole di poesie, romanzi, gli unici veri anestetici per l'anima a cui possa rivolgermi in questo momento, non hanno controindicazioni e fanno solo bene. Non credete quando vi dicono che a Natale si è tutti più sereni e tranquilli, papà Natale dietro il suo aspetto bonario e pacioccoso è bastardo: se vede che negli animi e nei cuori delle persone c'è una piccola fessura, basta un taglio o una piccola ferita, non la sana, non fa una carezza per alleviare il dolore, è molto più probabile che versi sopra del sale.

balenato da elesole
23:06 / p-link / cazzi e mazzi, domande e scazzi / commenti (8)

lunedì, 18 dicembre 2006

Pillolo o non pillolo Colte per voi nel mio giardino

Faccio finta che non succede niente, faccio come mi capita da un pò di tempo a questa parte, novella Cenerentola che alza il tappeto e nasconde sotto le cose che non vanno, le cose che dovrebbe risolvere e invece fa finta che va bene così, le cose che dovrebbe affrontare e invece rimanda, sperando che spariscano da sole e credendo che la fatina intervenga e trasformi tutte queste zucche in qualcosa di bello, di luminoso e che profuma di bucato appena fatto, tipo violetta e cose così.

E giusto per stare in mood "struzzo", ieri sera mentre cenavo con una buona pizza e in ottima compagnia, i miei amici mi hanno fatto tornare alla mente un gustoso aneddoto, capitato qualche mese fa al cinema e che può essere categorizzato alla voce "Da vaporizzare", anzi per non dimenticarlo mi sono fatta anche un appunto su un quaderno che ormai sta diventando una enciclopedia, forse che sia diventata troppo intollerante?

Siamo al cinema, proiezione di "Flags of our fathers", un film intenso che parla di guerra e delle bugie di cui l'umanità si è sempre nutrita per poterle giustificare, anche quando erano palesemente solo un massacro di giovani uomini, insomma atmosfera di grande pathos, sta per essere innalzata la bandiera sull'isola giapponese, un segno di speranza che emerge da quella montagna di zolfo che era l'isola di Iwo Jima, la sala è tutta immersa in un religioso silenzio quand'ecco dalla fila davanti a noi parte un trillo di cellulare, mi sembra che la suoneria fosse Hung up di Madonna, insomma robe tamarre per intenderci. Il fastidioso cicaleccio continua per alcuni minuti, la proprietaria (o meglio l'idiota) è impacciata, scuote la vaporosa capigliatura, frutto di ore di Carmen girls, non lo trova subito, ravana nella sua inutile borsa per alcuni minuti, qaunto basta per rovinare una scena epica. Si resta un pò nervosi per il resto del film e ognuno fa pensieri omicidi sulla di cui sopra (non ho termini per definirla), pensieri che si arrestano nel momento di accensione delle luci in sala, ormai ognuno ha scelto l'arma con cui infierire sull'idiota sprovveduta, chi l'alabarda, chi la p38, chi un laccio da stringere al collo. La tipa si alza, tutti abbiamo l'arma in pugno (seppur a livello ideale) e scopriamo che la disturbatrice è una nostra conoscente, famosa per il quoziente intelletivo prossimo allo zero. Lei, scossa la chioma fluentissima (avete presente la lana?) si gira e mostra il suo sorriso Durbans con un simpatico accenno di rossetto rosso e ci saluta calorosamente, sembra davvero contenta di vederci. Il più sfacciato della compagnia decide di fare a nome di noi tutti le sue rimostranze, lei sempre più giuliva ha per tutta risposta:(Urla) "Oh ma guarda che non mi ha chiamato nessuno, è solo che avevo messo la sveglia per ricordarmi che devo prendere a una determinata ora la pillola". Panico, orrore, sbigottimento, sentimenti confusi e contrastanti pervadono noi tutti e mettono in crisi il nostro personale set di certezze sulla vita, qualcuno diceva che dio si è dimenticato dell'uomo, credo che avesse ragione.   

balenato da elesole
22:58 / p-link / cazzi e mazzi, relazioni pericolose / commenti (21)

giovedì, 14 dicembre 2006

Slowly Colte per voi nel mio giardino

 Nonostante un fastidiosissimo raffreddore che ha reso la mia voce simile a quella di Amandona nostra in Tomorrow, il naso rosso come quello del pagliaccio di Mac Donald's ( che ogni volta che lo vedo mi fa venire in mente il pagliaccio It di Stefen King, che ci sia nesso?). Mi sto godendo un pò di sano e meritatissimo riposo e pausa da quel gran casino in cui ogni giorno sono immersa e che ultimamente non mi sta dando grandissime soddisfazioni, anzi che alimenta il mio senso si frustrazione e incazzatura che rendono il mio dolce musetto una maschera perenne ingrugnata e tesa,come se avessi perennemente in faccia la maschera d'argilla e propoli dell'Erbolario che diventa di marmo una volta seccata. Stavo pensando che in effetti potrei sfruttare un domani questa cosa a mio vantaggio pretendendo dai miei datori di lavoro un indennizzo per le spese del chirurgo plastico oppure per la fornitura mensile di botulino, adducendo come motivazione un terribile e tremendo danno alla mia immagine e quindi alla mia qualità della vita. Sono sicura che tra i blogger avvocati/esse questo mio caso potrebbe dare grandi soddisfazioni in termini di creatività, un pò meno in termini di soldi dato che io come è risaputo per il momento i miei investimenti sono tutti proiettati sui titoli riguardanti beni di consumo tipo H&M (dio l'abbia in gloria), Zara,Muji ecc...

Per fortuna  sono giornate queste pigre e dolci insieme, che profumano di cannella e arancia che secca sul calorifero e in forno, di incensi e sandalo, giornate colorate da pungitopo e ghirlande al peperoncino.Ho riscoperto il piacere di svegliarmi senza avere la sveglia che urla nelle orecchie "Giù dalla branda soldatina", di bermi una tisana calda e speziata a metà pomeriggio, di leggere e leggere e leggere tutto: riviste che avevo lì da mesi, libri, ritagli di giornale accantonati in un angolo dicendo "massì appena ho tempo leggo", e invece il tempo che non basta mai e che è solo un contenitore di doveri, dover andare, dover essere, dover fare. Dovere che schiaccia piacere: il piacere di prendersi cura di sè, di fare solo quello che ci va e che dà soddisfazione, il piacere di camminare non di correre, di ascoltare non di udire, di guardare non solo vedere.

Nonostante il naso rosso, la testa ovattata, i suoni che arrivano tutti attutiti, un pò di sano misantropismo, lo specchio a forma di luna in camera riflette l'immagine di una donnina buffa, ma con un sorriso dolce, sereno, disteso.

balenato da elesole
17:29 / p-link / cazzi e mazzi, domande e scazzi / commenti (18)

lunedì, 11 dicembre 2006

Nun lo regge chiù Colte per voi nel mio giardino

C'è che sono intollerante, insofferente, schiumante di rabbia, perchè nel 2006 non è più possibile vedere un popolo che festeggia la morte di un tiranno come se morto lui fossero sepolti anni di ingiustizie, di violenze perpetrate contro innocenti, di inenarrabili ed efferate torture condotte su inermi, su donne e innocenti. Non riesco a tollerare che dopo immagini del genere:

 

 

Oggi si debbano vedere delle reazioni del genere:

GLI SCIOCCHI  

Che credono che estirpato il male in superficie il corpo sia sano, ma basta allungare lo sguardo per capire che non è ancora così:

 I FEDELISSIMI

Ecco a me questi fanno paura.

 

balenato da elesole
21:45 / p-link / attualità / commenti (17)

domenica, 03 dicembre 2006

Arcobaleni Colte per voi nel mio giardino

Nelle lunghe domeniche pomeriggio, quando la programmazione dei cinema plurisale è penosa e passa da pinguini felici saltellanti e gang animalesche epigoni di Arsenio Lupin, l'unica possibilità, l'ultimo stadio dell'essere umano annoiato è l'ipermercato. Novelle cattedrali votate al culto in questo periodo del dio Natale si trasformano in confettini colorati, luccicosi e pronti ad accogliere, rassicurare e coccolare schiere di fedeli di ogni età, sesso, lingua e religione, che accorrono per cercare conforto, sollievo e una piccola oasi di felicità nel deserto delle loro solitudini esistenziali.

Anche la sottoscritta, novella clochard che cercava riparo dall'improvviso freddo, ha voluto rifugiarsi nelle amorevoli braccia di San iper e scoprendo l'inaspettato tra le navate del tempio: svettavano in mezzo alle bamboline Bratz ( che hanno battuto in mignotaggine persino Barbie), al Didò (nessuno di voi ha mai tentato di assaggiarlo, non veniva voglia di morderlo?), alle pennine glitterose (che ho preso), erano bellissime, lucide, eleganti, sicuramente si distinguevano tra gli altri oggetti, rozzi e dozzinali, per purezza di forme e per l'elegante confezione. Non ho resistito le ho prese in mano, me le sono trastullate come se fossero preziosi tesori, gioielli pregiatissimi a cui fin da bambina hai fatto la corte. Ricordo quanto tiravo matti i miei genitori per Natale per poterli avere, ricordo che promettevo loro cose impossibili e che di sicuro non avrei mai potuto mantenere (tipo essere più ordinata). Qualche volta mi accontentavano e io ero la bimba più felice del mondo, quei colori uno in fila all'altro, la loro consistenza che sentivo sotto le mie mani e che mi inebriava, il non avere più bisogno di nient'altro se non di loro. Passavo interi pomeriggio in loro compagnia, non mi interessava uscire a giocare con le mie amichette, ero troppo impegnata nel progettare insieme a loro viaggi fantastici, a immaginare e dare vita a figure eleganti di donna circondate da corone di fiori coloratissimi. Vederli dopo tanti anni lì, come se il tempo non fosse per loro mai passato, è stato come ritornare bambina, così non ho resistito e le ho portate a casa con me: due valigette di pennarelli  Stabilo Boss da 36 pezzi e una da 24 di  pastelli Caran d'Ache. Anche se il tempo è passato anche per me la gioia fanciullesca è sempre la stessa.

balenato da elesole
23:41 / p-link / memento / commenti (14)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente,Amor Fou, Massive Attack, Wilco

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Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

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