- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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venerdì, 31 marzo 2006

Lettera aperta Colte per voi nel mio giardino

Amico fan degli Afterhours che eri davanti a me e che con la tua altezza mi ostacolavi la vista del palco, ti prego, la prossima volta non portare più la tua fidanzata tanto carina e tanto perbenina con tanto di galoccia al collo (Pivetti's old style). Non l'hai capito che a lei non gliene fregava niente di san Manuel e dei suoi scagnozzi, inutile che tu rivolto a lei le cantassi le canzoni abbozzando anche un inglese maccheronico sulle canzoni dell'ultimo album, inutile chiederle tremila volte al minuto se le  piaceva il concerto. Lei cosa poteva fare se non arricciare il naso del suo bel visino inceronato e dirti: "Si... carino" e tu frustrato a dirle che la prossima canzone era bellissima. Son brutte cose, amico fan, brutte scene che non avremmo mai voluto vedere... La prossima volta meglio lasciarla a casa che poi su, amico mio, giovedi è la serata del GF!

E poi, cazzo, almeno potevo arrampicarmi sulla transenna che la tua signorina presidiava stancamente... forse per resistere ai colpi di sonno     

balenato da elesole
16:08 / p-link / domande e scazzi / commenti (13)

lunedì, 27 marzo 2006

Colte per voi nel mio giardino

Ci sono luoghi che per te rappresentano dei porti franchi, delle isole di pace dove poterti rifugiare quando senti che tutto sta per crollarti addosso e che hai bisogno di fermare tutto e trovare una via di fuga. Oggi sei letteralmente fuggita con un tuo collega, visto che eri in zona, prima di tornare a casa, a Lugano. Lui non l'aveva mai vista e non ti sei tirata indietro quando ti ha chiesto di portarlo un pò in giro visto che sapeva che lo conoscevi bene il posto. Avete passeggiato per il lungolago che oggi aveva un aspetto surreale, avvolto da una coltre spessa mista di nubi e nebbia che sembrava volesse nascondere la vostra innocente "scappattella" (innocente perchè il collega è gay ), avete parlato di libri e di cinema, avete mangiato cioccolato (yum yum). Ma quando sei arrivata al parco ti sei bloccata, hai lasciato che proseguisse un pò da solo e ti sono venuti in mente guardando il lago,   tutti quei momenti in cui da sola con un libro, il lettore cd con le tue compilation sconclusionate, il taccuino per gli appunti scendevi al lago per scappare, da te, dai tuoi fantasmi, dal dolore che sentivi in quel periodo e che non ti lasciava, da quella marea nera che ogni tanto saliva e ti faceva mancare il fiato. Avevi bisogno di quel momento di pace, sovrana assoluta del tuo tempo e dei tuoi pensieri che correvano veloci, turbinosi e che il moto placido del lago, le montagne che vi incombevano sopra massicce e solide riuscivano a placare. Ricordi quando passavi interi pomeriggi senza accorgerti del tempo che passava, quasi dispiaciuta quando la tua amica Chia veniva a prenderti per andare a bere un aperitivo e per parlare parlare parlare fino a notte fonda dei vostri pensieri, dei problemi e delle speranze, delle cose che solo le donne possono capire. 

Non fai in tempo a lanciare ancora uno sguardo lontano che si perde tra quelle montagne avvolte dalle nubi basse che il tuo collega, preoccupato per la tua scomparsa ti viene a cercare, sei dispiaciuta proprio come allora, ma sei felice perchè hai rubato un pò di tempo per te mentre siete in macchina cerchi con gli occhi di trattenere più che puoi quelle immagini che ti sembrano così serene e che ti danno così pace. 

balenato da elesole
22:39 / p-link / memento / commenti (22)

venerdì, 24 marzo 2006

A me me piasce Colte per voi nel mio giardino

Io non penso di essere molto brava a fare recensioni, anzi direi proprio per un cazzo, però non posso non segnalarvi questo spettacolo:  Otra vez Marcelo del Teatro los Andes diretto dal grandissimo e affaascinante regista e attore argentino Cesar Brie.

Perchè andare a vederlo? Perchè parla di amor y sangre, di passione politca, di idealismo e di memoria, perchè parla di America Latina (il mio eterno amore), perchè parla della storia recente, perchè in tanti aspetti la Bolivia narrata nello spettacolo mi ricorda per certi aspetti la nostra italietta, perchè parla del coraggio di uomini animati dall'amore per la patria e la giustizia sociale e dell'infingardia di altri che non hanno esitato a svenderla ai potentati economici per quattro denari.

Perchè con della sabbia, un fondale semplice, la danza, pochi elementi scenici sono stati capaci di schiudere un mondo di richiami, di immagini, di emozioni, di evocazioni che solo il teatro riesce a suscitare e che ogni volta che vedo spettacoli di così alta qualità mi sa stupire

E perchè come recita il programma di sala

"Pensare a uomo significa salvarlo" (Roberto Juarroz)       

Edit 25/03/06 00.05  24 marzo 1976-24 marzo 2006: 30 anni  dal Golpe militare in Argentina

Questo post è dedicato ai 30.000 desaparecidos argentini che tra il 1976 e il 1983 scoparirono, strappati alle proprie vite, ai propri affetti, alle proprie passioni da un governo criminale, che ai gesti clamorosi, agli stadi pieni di prigionieri, optò per una violenza più subdola e devastante che ha spazzato via una intera generazione di giovani, studenti, lavoratori, che ha massacrato  sindacalisti,  sacerdoti, uomini e donne che avevano l'unica colpa di reclamare per il loro paese giustizia e onestà. Per loro e per quanti sono caduti sotto i colpi di regimi crudeli e corrotti, come recitano spesso le Madres de plaza de Mayo   

"Ni perdono, ni olvido"   

balenato da elesole
17:06 / p-link / on stage / commenti (10)

lunedì, 20 marzo 2006

Telefono amico Colte per voi nel mio giardino

Le mirabolanti avventure di "Ele on the phone" non sono finite e questa settimana vi propone una nuova puntata:

Luogo: Il solito Centro di Ricerca Sociale, la solita stanza che non fa entrare neppure una spera di sole visto che è incassato tra una serie di palazzoni molto borghesi e molto chic della zona della Milano bene (corso Vercelli tanto per intederci), non capisci più neppure se è giorno o notte, e ti senti un pò come in carcere anche se fuori la primavera bussa alle porte.

Personaggi e intepreti: Elesole nel ruolo di Elesole, Bene sempre più in preda alla sindrome da "junk food" e ormai onion rings addicted (tutti siamo preoccupati per il suo stomaco), Massi che con il fatto di essere uomo viene mandato aff****** un pò spesso dalle mamme delle ragazze e che si sente per questo discriminato, Lo che raccoglie più inviti ad uscire che non questionari ( i lumaconi non muoiono mai) .

Diaologo telefonico tra Elesole e una ragazza che almeno all'inizio sembra totalmente centrata

R: scusa ma tu hai già fatto questa intervista anche a ******* *******

E: Ehm si, aspetta guardo sul prospetto... si si gliel'ho fatto guarda giusto ieri...

R: Ah (....) bene, ma ti ricordi che voce aveva?

E: Scusa? No guarda con tutte le telefonate che ho fatto sinceramente non mi ricordo (oddio mi sono imbattuta in una pericolosa serial killer)

R: Ah beh niente... te lo chiedevo perchè sai lui era il mio ragazzo, sai ci siamo lasciati due mesi fa e se non gli avevi ancora fatto l'intervista ti chiedevo di salutarmelo

E: Eh guarda no, mi spiace l'ho già fatto (si come no adesso facciamo anche il servizio dediche e mettiamo su anche le canzoni a richiesta)

L'intervista procede abbastanza speditamente, la serial killer si rivela per fortuna anche sveglia e simpatica

R: Sai con tutte queste domande mi stanno venendo in mente tante cose e mi sto immalinconendo...

Elesole comincia a sudare freddo, cerca di tirare fuori il meglio repertorio per consolare cuori afflitti e le dice: " Dai non immalinconirti, è finita lo so e adesso ci stai da cani ma vedrai che presto passerà tutto. L'importante è guardare avanti e soprattutto ricorda che "morto un papa se ne fa un altro". ( Per la serie: Marta Flavi me fà un baffo)

R: Si, si infatti

E: Senti abbiamo quasi finito ci sono le ultime tre domande. Attualmente vivi in casa con i tuoi da sola, hai formato una nuova famiglia...

R: (Tono improvvisamente giulivo) Eh vivo con il mio nuovo ragazzo!

Però!     

balenato da elesole
16:24 / p-link / real life / commenti (19)

lunedì, 13 marzo 2006

We are the children Colte per voi nel mio giardino

Stasera mi sono ritrovata senza un perchè in buco spazio-temporale pieno di ricordi, che profumava di bambini che corrono in un cortile, di infanzia, di spensieratezza, di giochi, di responsabilità zero, di ingenuità. E' stato bello rivedere la casetta dove sono nata, dove ho vissuto gli anni della mia infanzia, dove ho giocato, dove ho imbrattato i muri con le mie produzioni simil-artistiche che rendevano tanto felice la mia mamma, ho rivisto il balcone che confinava con quello della mia amichetta di giochi di quand'ero piccola e non è potuto venirmi in mente di quante volte passavo come una piccola ladruncola dal mio al suo balcone in ricerca di asilo politico quando le cose in casa si mettevano male.

Non so mi ha assalito un senso di malinconia e di tenerezza verso quella bimbetta con i capelli neri a caschetto che la cuginastra chiamava Nicolas (si il piccolo della mitica famiglia Bradford), che odiava le bambole e le Brabie e si divertiva a giocare a calcio co i maschi o a nascondino, che prendeva le riviste, strappava i fogli e li faceva a pezzetti microscopici riempiendo tutti i cassetti della cucina, che si metteva sul balcone e cantava a squarciagola canzoni i cui testi conosceva solo lei, che passava interi pomeriggi a disegnare e disegnare e disegnare.

Mi guardo allo specchio, no, non mi trovo tanto cambiata. Questo è bene     

balenato da elesole
23:52 / p-link / memento / commenti (30)

venerdì, 10 marzo 2006

Se telefonando Colte per voi nel mio giardino

Luogo: una qualsiasi stanza di un qualsiasi centro di Ricerca sociale a Milano, si uno dei tanti, tardo pomeriggio, ormai si è riunchiusi lì dentro da tempi immemori, la luce dle sole ci è preclusa.

Personaggi e interpreti: Elesole nel ruolo di Elesole, Bene e Massi, compagni di sventura, un truzzetto contatatto per telefono non ben identificato

Dialogo: E: Senti devo farti le ultime due domande e poi abbiamo finito il questionario.

              Truzzetto: Ah si bene dai che c'ho da uscire ( notare l'elegante eloquio)

              E: mi puoi dire la professione di tuo padre?

              T: (momento di pausa) Ah ah fa... l'Infame

              E: Ehm... ovvero?

              T: Dai che lo sai non fare la furba (e se la ride di gusto il  bastardo) 

              E: No guarda non faccio la furba, ora mi hai incuriosito...

              T: Ma si dai l'infame ( e dagli) lo SBIRRO, il poliziotto ahahahah

              E: Ahhhhhh allora segno

   Ahhh sti gggiovani d'oggi

balenato da elesole
15:34 / p-link / real life / commenti (12)

martedì, 07 marzo 2006

Tremate tremate Colte per voi nel mio giardino

Con sta storia dei poteri magici il mio cervello mostra in tutta la sua prepotenza segni pericolosi di instabilità e potenziale pericolosità, messaggi che anch'io non sono ancora ben riuscita a decifrare... o forse sarà la superbruschetta pomodorosa che mi sono mangiata domenica sera, fattostà che ormai le mie notti di sonno, profondo molto profondo (pure troppo) sono ormai funestate da sogni quantomeno grotteschi quantopiù terribili.

Prendete il mio ufficio trasformatelo in una bottega di pittori del '400, tavolozze, sedie di legno dappertutto, colori sparsi qua e là, poca luce, solo una finestra che fa filtrare qualche spera di sole, apparentemente fuori siamo nel 2006 ma dentro siamo in un'altra epoca come se si fosse aperto un varco spaziotemporale. Prendete Elesole che al posto dei suoi consueti e consunti jeans indossa un vestito lungo con il grembiulino bianco e una cuffietta bianca in testa (da morire dal ridere ) che fa da garzona a una pittrice tipo fiamminga che è alle prese con una nuova opera d'arte. Prendete una modella bellissima, viso angelico e ovale perfetto (altrimenti siamo nel '4oo a fare se non ci sono gli ovali perfetti), capelli sciolti lunghi biondi, indosso solo un camincione lungo e largo anch'esso bianco, immacolato, vedete che tra le vesti ampie tiene in grembo un bambino piccolossimo, neonato. Ecco avete visualizzato la scena? Bene, Elesole vede la sua capa prendere una bacinella piena di colore verde, un bel verde brillante, ordina alla modella di raccogliere i bei capelli in un chignon e fatta questa operazione comincia a prendere un grande pennello (non è Cinghiale per fortuna) e la dipinge da capo a piedi di quel verde che mano mano passa il tempo diventa agli occhi di Elesole sempre più fastidioso e stomachevole, il bambino nel frattempo è stato in braccio a Elesole che lo culla, "caspita è proprio bello", pensa tra sé e sé. Non fa in tempo a elaborare questo pensiero che vede l'artista brandire una accetta e con foga si avventa sulla modella immobile e le taglia le mani, lei non fa una piega, niente dolore, niente sangue, imperturbabile con i suoi begli occhi mi guarda e sorride. Io stringendo più forte al petto il bambino sono pietrificata e non reggo la vista anche se a dire la verità non è poi così terrificante.

Mi sto chiedendo se è così che vedo la maternità....      

balenato da elesole
15:13 / p-link / domande e scazzi / commenti (11)

venerdì, 03 marzo 2006

Parimpampù Colte per voi nel mio giardino

Ci sono giorni che vorresti fermare tutto quello che ti sta succedendo intorno, bloccare tutto come fa Piper in "Streghe", abracadabra con la sola imposizione delle mani fermi tutti! Stop!Uh come mi piacerebbe aggirarmi tra le vie della Città Giocattolo sola, tutti fermi immobili, come pietrificati, fare zigzag tra le persone ferme fuori dai bar trendy a bere coctail annaquati, tutti avvolti nei loro cappotti superchic, con l'occhiale giusto, mi sa che che chiederei loro come mai anche se c'è la nebbia, è notte loro hanno sempre a portata di mano, anzi di testa il loro bel paio di occhiali da sole, ovviamente senza aspettarmi risposta, mi basterebbe il loro sorriso di plastica per capire tutto.

Si poi me ne andrei da tutte quelle persone che a più riprese mi stanno facendo letteralmente pentire di essere nata in questo posto, che hanno interiorizzato la nebbia il grigiore che per tanti mesi dell'anno ci accompagna, che non sanno cosa vuol dire onestà e lealtà.  Direi loro tutto quello che mi ribolle dentro e poi abracadabra puff, sparire via via, dissolvetevi alla mia vista, accidenti si creerebbero un sacco di posti di lavoro e un sacco di case libere... non male come risultato.

Si, ho deciso che devo acquisire dei poteri magici, non vi è altra soluzione         

balenato da elesole
15:25 / p-link / dreaming / commenti (23)

Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi, Ennio Morricone,La notte della tempesta, Le blanche alchimie, Calibro 35, Jet, Dente, Amor Fou

SettePerUno

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, le piccole cose di pessimo gusto

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
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