- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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martedì, 23 giugno 2009

Io non mi abituo Colte per voi nel mio giardino

E' da qualche giorno che ho pagato il biglietto per l'ottovolante emotivo e devo ancora terminare la mia corsa, così l'ebrezza della velocità viene sostituita piano piano dal fastidio per il vento che non mi permette di tenere i miei capelli in ordine, e io ci tengo alla mia frangetta, ora sono arrivata all'ennesimo giro e il fastidio sta lasciando posto alla nausea.




Dalla giostra vedo la Città Giocattolo che assomiglia molto più alla Caverna degli Orrori che trovi sempre in ogni Luna park che si rispetti, non ho mai avuto molta simpatia per questi posti fin da piccola, non avevo voglia di essere circondata da cose brutte, mostri, ragnatele, cose paurose mi annoiavano quando andava bene, sennò iniziavo a pestare i piedi per farmi portare da qualche altra parte. Nell'annuale visita a Gardaland che prevedeva la perlustrazione palmo a palmo di ogni angolo, compresi i baracchini nel villaggio del west oppure la chiesetta bianca, il Castello degli Orrori veniva bellamente ignorato. Figuratevi ora che la città Giocattolo ha assunti i contorni di Castello di Dracula, c'è aria pesante, aria di restaurazione, polvere e ragnatele fitte e fastidiose costruite da ragni grassi e pelosi, ragnatele in cui è facile rimanere impiglati se non te ne liberi subito con decisione e fermezza. Il sole sta piano piano lasciando spazio alle nuvole, sono cupe e pesanti, si sente che c'è pressione bassa nell'aria, ma più che bassa, rasoterra, perchè i nuvoloni ti costringono a volare basso ad aver paura ad alzare lo sguardo. Per non parlare poi dei personaggi che abitano questo Castello degli Orrori, omini senza forma e senza volto, inespressivi perchè senz'anima, programmati a rispondere agli stimoli, pupazzi di gomma dalle facce tristi o arrabbiate, che non sopportano i colori, che considerano la musica inutile ronzio per le orecchie. Oppure donne di plastica dalle espressioni cristallizzate, bloccate dentro le forme che altri hanno stabilito per loro.




I Castelli degli Orrori non mi sono ai piaciuti, preferisco tornare a fare le bolle di sapone, magari con una sparabolle, che sarà il mio autoregalo per il compleanno


Fuor di metafora ecco cosa è successo nella città giocattolo lo scorso week end, mai sentito parlare di opere d'arte censurate?

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martedì, 16 giugno 2009

I puntini sulle i Colte per voi nel mio giardino

Troppo affaccendata su altri social netuorc per aggiornare il blog? Troppo presa dai pensieri per fermarmi e fare il punto? Massì allora facciamo il punto anzi facciamo i punti. Ho sempre desiderato fare un post per punti, vediamo come esce potrebbe essere la moda di questa estate 2009.




- ho peccato di arroganza e sono stata punita, disarcionata dal mio cavallino nuovo di metallo (mica una moto che pensate? una bicicletta). Ho pensato nell'ordine a: amputazione del braccio sinistro che non riuscivo a muovere, amputazione del braccio del barista del bar in cui sono entrata a mendicare un po' di disinfettante e che mi ha proposto alcool puro. No, non scherzo, avete presente quella simpatica bottiglia dal color rosa big babol? Ecco, credo di avere ancora ben impresso nella mente tutto il firmamento comprese galassie sconosciute che aspettano ancora un nome, la visione si è palesata mentre disinfettavo ferite varie ed eventuali, sotto lo sguardo indifferente di proprietari e avventori, e poi dicono "Italiani brava gente". Da ultimo ho pensato anche all'imputazione del braccio della farmacista cui mi sono rivolta per trovare conforto, che non solo non mi ha medicato, ma mi ha proposto di comprare delle salviettine disinfettanti, che io, al colmo dell'avvilimento, ho supinamente comprato. Siccome talvolta questo blog ha la pretesa di dare anche indicazioni utili, ecco il consiglio per i (non acquisti): cercate di non cadere dalla bicicletta in corso san Gottardo, potrebbe esservi fatale, vista la cordialità degli esercenti della zona.




- sono particolarmente sconclusionata in questo periodo, agende e agendine per fissare appunti e appuntamenti giacciono in borsa abbandonate, prendo cattive abitudini, tipo segnarmi le cose sulle mani, poi succede che sudo, l'inchiostro si squaglia e non riesco più a leggere niente. Allora provo a tenere a mente le cose da fare e dire, sono così tante che poi la testa diventa incredibilmente pesante e cado in narcolessia, improvvisa e devastante. Sarebbe bello come in un film paurosissimo di Cronenberg, avere una porta usb, magari nel rene, per svuotare il disco rigido contenente informazioni e ricordi. Che poi un film... tutti i film di Cronenberg a mio parere sono paurosissimi, io ho fatto gli incubi con "La zona morta", vi lascio immaginare cosa succede quando capita di vedere gli altri suoi film.




- mi hanno detto che non si capisce molto quando scrivo, sono troppo ermetica, mi oppongo fieramente a questo rimprovero, poi mi rimetto a leggere l'archivio dei post passati e in effetti non ci capisco niente neppure io. Faccio spallucce, si vede che non era importante, oppure do la colpa alla mia gemella schizzoide. 




Potevo fare a meno di fare un post per punti, si.    

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martedì, 26 maggio 2009

I want to ride my bike Colte per voi nel mio giardino

Avevo scritto un bell'inizio di post, poi però mi stavo rompendo a scrivere quello che stavo scrivendo e quindi ho chiuso tutto per riprendere ora, mi ricordo però che il post precedente aveva un bell'attacco, un bell'esordio che mi aveva soddisfatto per una volta, e giustamente ho fatto come mi capita sovente di fare, "toh guarda una cosa bella, bene eliminiamola!".


Che poi decido di salire in bicicletta per andare più veloce per non sentire il caldo che ti stritola, per avere l'impressione di respirare e di passare in mezzo all'afa, tagliandola e rompendola in mille pezzi. Certo prima di partire mi attrezzo, una bella scorta d'acqua nelle borracce terminche, calzoncini che non si appiccichino troppo al mio regal deretano, un po' di frutta e ovviamente Pino il lettorino bello carico di buona musica. Inforco la bicicletta, fa caldo e non voglio avere nessuno intorno, rapporti veloci e rapidi che non implichino troppo impegno per le gambe poco allenate alla fatica, mi metto di buon passo e mi accorgo subito che la strada prende una pendenza ostica, faticosa, ho solo davanti il muro di asfalto senza la promessa dell'orizzonte, ma continuo a non volere nessuno tra i piedi, preferisco faticare da sola, preferisco scambiare gocce di sudore con le lacrime, tanto sempre salate sono e si possono mimetizzare. Poi succede che in questa scalata al cielo l'acqua cominci a scarseggiare, la frutta a marcire, la musica un inutile orpello che ripropone ossessivamente le stesse cose. Guardo a destra e sinistra e non c'è nessuno, stupida hai fatto tutto tu da sola, vorrei mollare il colpo e interrompere la scalata, perchè poi non l'ho voluto qui con me, ci saremmo sorrisi e la salita sarebbe stata meno faticosa, avrei avuto acqua fresca, avremmo potuto condividere fatica, sudore si, e niente lacrime. Spingo sui pedali, sconsolata, guardo indietro pronta a riprendere il percorso inverso, ritornare al punto di partenza senza avere concluso nulla, tipico, ma non sono sola, la zazzera riccia e scura si affaccia impertinente, la riconosco e mi sta addosso. Ecco non cedo, giochiamo a guardie e ladri?


      

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lunedì, 18 maggio 2009

Tieni care tutte le cose Colte per voi nel mio giardino

Dormo sonni agitati, a letto tardi e sveglia presto anche quando non c'è bisogno, l'orologio biologico da settare decisamente su orari necessari e sufficienti per permettermi di dormire il sonno dei giusti. Inquieta lo sono sempre anche se tutto sta andando al suo posto, però... un però ce lo devo sempre trovare altrimenti non sono contenta, la lagna dopo la bicicletta è una delle mie attività preferite.


Finita l'odissea degli scatoloni, ci si riesce a muovere agevolmente tra le stanze senza il pericolo gi inciamparvi e cadere faccia in giù come un sacco di patate, ora non resta che trovare il modo di non inciampare tra i cavi del nostro ciarpame tecnologico di cui non possiamo fare a meno, e che provvederemo ad aumentare, dopo che il mio lettore dvd dopo due volte che è stato usato ha preferito andare in pensione anticipata. Proprio vero che una volta le cose venivano costruite in maniera da durare, un po' come i matrimoni, e vi dirò è proprio vero che una volta c'erano anche le mezze stagioni, che è una frase che ci sta sempre bene e anche perchè sono passata dal maglione ai sandali in un battibaleno.


Oltre al dvd nuovo si necessita piuttosto urgentemente anche di una libreria supplementare, ho avuto infatti la sciagurata idea di fare un giro alla Fiera del Libro di Torino, non avevo propositi bellicosi o ancora peggio, consumistici, le dichiarazioni al momento della partenza suonavano più o meno così: "Mi porto una borsa non troppo grande così sono disincentivata all'acquisto perchè non so dove mettere i libri", oppure "Ho visto il programma degli incontri e poi vado nello spazio Rai nel pomeriggio, così non ho troppo tempo di girare tra gli stand". Tutti i buoni propositi sono andati a farsi benedire nello spazio intercorso tra la fila zero della biglietteria, la pantomima del tesserino studenti per lo sconto  (accordato yeah, alla fine le rate del master devono essere ammortizzate no?) e l'ingresso nel mio personale paradiso. Un amico ha detto che la Fiera è ormai come una grande Feltrinelli ed è un evento per fighetti, può darsi, e allora che sia io fighetta! Tre ore di giro approfondito tra gli stand delle piccole case editrici, di quelle un po' meno piccole ma non giganti, la scoperta di collane che non conoscevo, l'essere stupefatta dalla qualità che trovi tra i piccoli, quei maledetti dell'Hoepli che davano in omaggio borse di tela, hanno fatto si che da venerdi sono un po' più ricca nello spirito e un po' più povera nel portafoglio. Ma Fiera del libro è anche vip watching, devo dire un po' schizzofrenico, sono passata dall'incontrare per strada V*ladimir L*uxuria in vestitino superstretch a fiori azzurri in bilico su zeppe altissime al sari rosso e arancio di V*andana S*hiva, alla faccia dell'omologazione dei modelli femminili. E infine Fiera del Libro è anche scegliere di entrare in un vortice di idee, un brainstorming che dura tutta la giornata, ho imparato, ho ascoltato, mi sono emozionata sentendo parlare di poesia e cucina allo stesso modo, all'attenzione che si pone per le piccole cose rendendole speciali. Mi commuovo e penso che a casa mi aspetta qualcuno che tiene care tutte le cose, anche le più minuscole, che maneggia le verdure per la zuppa come se fossero gioielli preziosi, che vede bellezza laddove io ci vedo solo goffaggine e indadeguatezza. Gli applausi convinti della platea mi risvegliano da questi pensieri, G*iuseppe C*ederna ha appena finito di leggere la ricetta dei Carciofi alla Giudea come se stesse leggendo l'Iliade, perchè c'è bellezza nelle cose ordinarie.


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martedì, 05 maggio 2009

Esercizi di respirazione Colte per voi nel mio giardino

Penso che finchè durerà il martedi l'orario continuato e io sarò  sola nell'immenso vuoto che c'è (please letto o recitato senza spazi e tutto d'un fiato), cercherò di far fruttare il tempo, non portandomi avanti con il lavoro, che devo sempre trascinarlo a forza con me, non informandomi su utili siti di quotidiani, che poi ormai, se leggo R*epubblica o il C*orriere che differenza c'è chessò con C*hi o O*ggi? Che poi a ben vedere il formato di questi due ultimi settimanali è estremamente più comodo e trasportabile della noiosa e sporcante carta dei quotidiani. Decido di dedicare questo tempo, quando l'abbiocco bussa prepotentemente alle occhiaie, ehm no volevo dire agli occhi, per prendere qualche appunto su quello che accade a me e dintorno, che di cose ne avrei da raccontare.


Per finire il puzzle ormai mancano pochi pezzi e con il cartone prodotto in queste settimane potremmo provvedere alla ripiantumazione di tutta la Foresta Nera, con annesse parti della Foresta Amazzonica, noi siamo molto felici quelli dell'Amsa un po' meno.


Bere acqua dai rubinetti di Milano non è attività da potenziale suicida come pensavo, bensì utile attività a "impatto zero" e che al limite impatta sui  reni, sottoposti a un'intensa attività che può sol giovare alla ritenzione idrica. Insomma era la perfetta scusa per ritornare alle bottiglie di vetro trasparente (Ikea ovviamente), guardo l'etichetta, urla di stupore e bocca a uovo: "ooooohhhh, Made in Italy", per una volta agli svedesi abbiam bagnato il naso, però le loro polpette rimangono insuperate.


Tutto è nuovo in questo periodo, mi creo piccoli riti e abitudini, vedere il copriletto blu teso, il letto fatto, i cuscini al loro posto mi dà soddisfazione, mangiarmi yogurt e cereali al mattino appoggiata alla finestra aperta, il cielo azzurro sopra e il sole che massaggia il collo, inspirare serenità espirare dolcezza. Poi ci sono le passeggiate naso all'insù e occhio attento per scoprire nuove strade e scoprirti pure tu un po' di diversa da come ti pensavi... o forse, da come ti raccontavi.     

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lunedì, 27 aprile 2009

Costruire Colte per voi nel mio giardino

Siamo passati direttamente all'autunno senza passare dal via, proprio come quando si gioca a Monopoli, capiti sulla casellina sbagliata, fai il giro del percorso, un tour panoramico di tutti i viali costosi, il tuo viale della Vittoria dovrebbe corrispondere all'estate ma ti accontenteresti pure di una primavera dignitosa. Invece l'acqua cade inesorabile, mulinella perchè squassata dal vento, ci manca solo di incontrare per le strade, deserte, lupi o linci, come nella steppa. Preferisci perciò abbassare la testa, fare spazio tra le occhiaie e le borse di stanchezza accumulata in queste giornate, ti guardi le mani ci sono piccoli segni rossi, quasi invisibili ad un occhio distratto, sono mani che per una volta han lavorato, non ci sei tanto abituata, perchè hai sempre preferito gli abiti del concetto, della fatica della mente, che ogni tanto gira a vuoto, aggrovigliandosi, tessendo a volte maglioni colorati, con intrecci complicati e raffinati, ma che spesso hanno solo al forma di zigzag senza senso.


Arrivare a fine giornata senza forza, la stanchezza fisica, quella bella che dopo una doccia ti riconcilia con il mondo, mugugnare solo, senza parlare e nonostante tutto sapersi capire, impazienti come siamo di vedere la fine di questo puzzle che stiamo componendo insieme, un pezzo lo porto io, un pezzo lo porti tu, io piano piano sto prendendo pezzi del mio personalissimo tetris, fatto di equilibri e di forme più o meno stabili, che son riuscita a incastrare, un pezzo dopo l'altro, a volte con naturalezza, senza forzare, ma il più delle volte ammorbidendo gli spigoli, smussando le asperità per avere la perfezione.Tolgo pezzi e il disegno che ho costruito per me ha sempre senso, però guardo quello costruito anche con i tuoi pezzi, si vede che hai scelto i pezzi migliori, ma anche quelli un po' puntuti, anche io di nascosto li ho portati del resto, sono così belli, così colorati, sono rossi e neri e stanno bene nell'insieme, passa anche a me la carta vetrata, che ci vuole poco a sistemarli.

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lunedì, 20 aprile 2009

Heart frames Colte per voi nel mio giardino

Catapultata da un aereo che non voleva arrivare mai, ritorno alla vita di tutti i giorni, o quasi, perchè dopo certi viaggi un pezzettino di cuore lo lasci dove sei stata e alle persone che hai incontrato, come Pollicino, lui lasciava minuscoli pezzi di mollica per ritrovare la strada, io lascio pezzi di cuore, minuscoli ma neppure troppo, li ho lasciati in buone mani, per cui quando ritornerò li troverò e potrò tracciare nuove mappe per ritrovare tutto quello che ho cercato di fermare ma è scivolato via, per la fulmineità con cui si è presentato e se ne è andato subito dopo. Scorci di vite che noi da quassù non possiamo neppure immaginare, i visi dei bimbi dietro i banchi del mercato che contrattatono e consigliano come fossero navigati commercianti, troppo seri per un'età che dovrebbe essere fatta solo di gioco e spensieratezza, di trottole colorate con cui esplorare i marciapiedi e le vie, e non semplicemente un oggetto come tanti da piazzare nelle mani dell'avventore di turno.




Ci sono frammenti sparsi lungo il mare, arrabbiato anche lui e scuro per il sole che si lasciava desiderare, occupato com'era a  giocare a nascondino con le nuvole, pure loro dispettose, intente a scaricare la loro umidiccia mercanzia sulle nostre teste. ma che ritornava subito sorridente non appena il cielo ritornava azzurro, oppure quando la luna riusciva ad accarezzarlo e a pacificarlo.




Poi ci sono frammenti che ho scambiato con un paio di occhi con cui ho visto case, vie, palazzi che mi osservavano come vecchie dame stanche e un po' lascive, poco propense a lasciarsi fotografare dalla mia macchinetta, ma troppo vanitose per dirmi "No grazie". Occhi che portavano con sè l'amarezza e la nostalgia per quei luoghi tanto amati e con cui tanto tempo fa si è deciso di non scendere più a patti, occhi che cercano altri luoghi da amare, forse non alla stessa maniera ma sicuramente con la stessa intensità. 




Quei frammenti non interessa riaverli indietro, non interessa ritrovarli, perchè non sono andati persi, perchè sono stati regalati.   

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lunedì, 30 marzo 2009

The good taste Colte per voi nel mio giardino

Il senso del gusto sta per essere lentamente addestrato a provare soddisfazione e soddisfacimento anche dalle cose più insapori che il mercato alimentare sa offrire: la mia giornata non inizia mai senza che io abbia potuto intingere nella tazza di tè fumante un quantita n° non meglio precisata di biscotti, zero grassi, zero tutto e anche zero gusto, eppure il palato riesce a scorgere dietro la consistenza austera un ricordo di frittelle che pare sente solo lui, il potere dell'autoconvincimento? Non lo so, so solo che creano dipendenza e che non si trovano in tutti i supermercati. Il carosello dell'insipido continua con le fantastiche gallette di mais, sgraocchiate durante le pause lavorative e non solo, insapori eppure con quel retrogusto di patatina mancata che non ti fa smettere di mangiarle, la galletta sazia e mi protegge dai sensi di colpa che sono sempre in agguato.


Mortifico il gusto ma non il resto dei sensi, persino l'odore della pioggia mi sembra buono, perchè mi dà la scusa di starmene rinchiusa in casa, in mezzo a scatoloni e cose da smontare, in mezzo ai suoi ricordi e le sue storie che vorrei conoscere tutte, mania di controllo la chiamano, eppure mi arrendo perchè tanto una persona non si può mai possedere, e per fortuna è così, perchè non potrei mai sorprendermi e stupirmi. Inventiamo ricette che non esistono con quello che troviamo nella dispensa rossa, e dopo aver navigato nella polvere, nella paura di non riuscire a fare tutto, ci sembra tutto buonissimo, alla faccia di gallette e biscotti zero grassi, perchè anche con poco possiamo sentirci come dei re, in quello che per il momento è ancora il Regno del Possibili, e che solo noi sappiam governare.   


     

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lunedì, 23 marzo 2009

Luccicanze Colte per voi nel mio giardino

La dieta pare aver funzionato benissimo, per i baristi e le bariste svampite con la treccia tipo Annadaicapellirossi sono trasparente e dimenticano di servirmi i gustosissimi piatti ipocalorici che ordino quando sono fuori a pranzo e non ho la possibilità di cucinarmi la mia solita pasta con olio crudo e peperoncino. Vabbè, tanto la primavera è arrivata e dicono che ci si deve disintossicare dalle tossine accumulate durante l'inverno, questo per dire che in sostanza a metà giornata sono già arrivata ad un litro d'acqua ingoiato per saziarmi.


Per fortuna questo succede dopo un week end fresco, in linea con la primavera che sembra stia arrivando, i segni ci sono tutti: i colori che timidamente si affacciano sulle strade, giallo, rosa, qualche punta di rosso qua e là per riattivare la vista, i profumi che lentamente si insinuano sotto il naso e che ti bloccano mentre lentamente e anche distrattamente ti avvii al lavoro e che sono piacevoli pit-stop al tuo trotterellare per una città che poi tanto grigia non è. Ti affacci dal pianerottolo sul cortile della Cuba e vedi tutto in rosa, e non è un modo di dire.


Hai una nuova scatola di latta rossa, grande, con il disegno di un tempo che ormai non c'è più, una donna sorridente, lettere vergate e un dolce contenuto, che speri presto, ma non troppo, verrà sostituito da cose solo tue, ritagli, lettere, cartoline, in perfetto stile rigattiera, perchè tu non butti mai via niente e tutto conservi. E' solo una parte del bottino di una domenica mattina passata a gironzolare tra bancarelle galliche, l'odore forte dei formaggi e quello infantile dei dolci al burro, il profumo forte di spezie e thè aromatizzati, che si alterna a quello caldo e fragrante del pane e di croissant appena usciti dal forno. Non ti sai decidere, ti piace tutto e l'idea di riprodurre un pezzo di Francia, un angolo piccolo come quelli che hai incontrato nella Ville Lumiere, ti lascia sognante con la voglia di tornare non appena possibile. Per il momento ti accontenti di farne una versione casalinga, ecco quel portapane di stoffa per esempio ci starebbe bene sul tavolo, no la borsa di vimini per fare la spesa non mi serve, ricordi? Ne ho una bellissima e grandissima vinaccia, la userò per andare a prendere la frutta e la verdura in quei negozietti piccoli, strabordanti di colori e profumi, gioiellerie che rendono ricchi si, ma di cose buone per la salute e l'umore.


Shttttt non svegliatela, sogno in corso :)

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sabato, 14 marzo 2009

Whatever Colte per voi nel mio giardino

Piedi scalzi, il portatile sulle ginocchia per tenerti caldo, scrivi in una solitudine che ti sembra perfetta, sei cirdondata da tutto quello che ti serve, la tisana al finocchio per prepararsi alla bella stagione, i libri, i dischi,tutti i tuoi esperimenti di indipendenza. La finestra è aperta, anzi per la verità socchiusa, vorresti far entrare la primavera. lo vorresti di cuore, ma per il momento lei ha fatto solo promesse, di giornate luminosissime, che trasfigurano tutto rendendolo nuovo, anche se poi sono le solite strade, i soliti angoli che percorri tutti i giorni; di cieli azzurrissimi, che staresti ore a contemplare. Poi ti basta girare l'angolo, e il vento ancora freddo, dispettoso ti tende un tranello, sei costretta così a serrare di nuovo la sciarpa intorno al collo e a stringerti nel tuo pastrano nero, diventato ormai troppo grande per te, e che ti fa sembrare ancora più buffa e impacciata.




Compi pellegrinaggi serali in luoghi che fino a qualche tempo fa erano sconosciuti, puro folclore in salsa di soia, sei eccitata come una bimba di fronte a un barattolo di Nutella, non vedi l'ora di immergerti, perchè non vuoi perderti nulla. Di fronte a un portone grande e imponente e ancora chiuso ti stringi vicina, vi sorridete incoscienti, anche se in tutta questa follia c'è del metodo. Prendete misure, vi prendete le misure, non sarà poi così difficile pensate, pare che siete stati tagliati a misura, così dice chi vi vede. Vedi ragazze sfrecciare per la via in bicicletta, cairche di borse e zaini, eppure così leggere, ecco, guarda, mi pare che ci sei anche tu, sempre carica ma allo stesso tempo lieve.




Ci sono poi nuovi inizi, una borsa di tela rossa fiammante che hai portato già a spasso per la città, oggi aderiva perfettamente al tuo fianco, piatta com'è, ma conti tra qualche tempo di vederla panciuta, zeppa di fogli, di pensieri, di progetti e di speranze. Per farla crescere ti sottoponi regolarmente a bombardamenti di stimoli, di nuovi mondi da esplorare e conoscere, di nuovi volti e nuovi nomi, che ovviamente ancora non ricordi bene, del resto non è mai stato il tuo forte, ma la cosa non ti preoccupa, hai due anni per impararli, per ascoltare quello che hanno da raccontare, per discutere con loro e crescere insieme.




Ti guardi intorno e testi le tue radici, paiono ben salde e ramificate, un po' di qui e un po' di là, un po' divisa lo sei sempre stata e non puoi farne a meno, del resto quando il terreno è buono e ricco è anche difficile per loro decidere da che parte andare per attecchire.




E, intanto, sogni in grande e desideri piccole cose, quel paio di scarpe da ginnastica blu con le barchette sul fianco, per esempio.  




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Calibro 35, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Feldmann, Tara Jane 'O Niel, Mirah, Amor Fou, Miami 2009, Il Paese è reale Piazza Duca d'Aosta Mi

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza,

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
Lost Emily

Which Emily Strange are you?
brought to you by Quizilla

Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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Firma la petizione e falla girare! +++ToSsiKtEMpLaTeS+++

Questo blog non è un essemmesse!