- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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Irina Palm, Paranoid Park, Bianco e nero, Lars e una ragazza tutta sua, Non è mai troppo tardi, Lussuria,Into the wild,Persepolis, Non è un paese per vecchi, Onora il padre e la madre, Vogliamo anche le rose; Tutta la vita davanti; Juno; Non pensarci, Sex an the city, Il divo, Gomorra (an other world)


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venerdì, 27 giugno 2008

Ele's anatomy Colte per voi nel mio giardino

Ho un colesterolo invidiabile, però scarseggio in proteine, in compenso ho un molare reale, con le radici belle spiegate e non aggrovigliate su di sé, a differenza degli stati d'animo della padroncina della bocca in cui è ospitato.

Mentre andavo in macchina ho detto a chi era con me "Fermo, c'è il mio cuore per strada", sono balzata giù dalla macchina in corsa, no beh aveva rallentato in realtà, elestuntwoman per il momento è un personaggio che non ho ancora preso in considerazione. Beh scesa dall'auto ho dovuto rincorrerlo, il cuore dico, era un palloncino rosso, a forma di cuore appunto. Ho preso questo ritrovamento come un avvertimento, come un segno, la rappresentazione perfetta di come a volte mi sento: la strada assolata, nessuno che passa nei dintorni, il cuore che corre da solo, incosciente di quello che gli passa accanto, le macchine passano, ma lui è leggero e riesce a schivarle. Ci vuole molta pazienza per raggiungerlo, lo stai per afferrare, ti basterebbe allungare la mano e invece beffardo, o forse impaurito, sfugge e continua a ballonzolare avanti, alla ricerca di non si sa bene che cosa.

Vorrei essere lasciata in pace con le mie nevrosi, sono così rassicuranti, le conosco e mi fanno compagnia quando mi annoio, ad esempio fino a che non sarò partita rallegrerò tutti con la domanda: "Ma sarò in grado di guidare uno scooter? No perchè io non voglio passare la mia settimana in Grecia rinchiusa in un'ospedale greco con il cranio fracassato.". Le persone a cui lo dico mi rassicurano, oppure sminuiscono, io sono contenta perchè allora ho ragione ad essere nevrotica e posso contiunare a sfinirli con le mie domande fino a quando sentirò quello che voglio sentirmi dire, dandomi ragione come si fa con i matti.

Mi drogo con supradine, compresse effervescenti, per contrastare la pressione bassa, e stavolta, no, non è nell'anima.    

balenato da elesole
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venerdì, 20 giugno 2008

Rainbows Colte per voi nel mio giardino

I nuvoloni alti in cielo, il tuo nasino appiccicato al vetro della macchina, scrutare il cielo per capire dove tira il vento e calcolare la traiettoria, la direzione verso la quale si sarebbero riversate secchiate di acqua, guardarsi e rassegnarsi a sfoderare mantelline, ombrellini, cappellini, assomigliare a tanti piccoli alieni colorati, chi in verde, chi in blu, chi in nero.

Superare indenni l'acquazzone che improvviso si è rovesciato su Milano poco tempo prima dell'inizio della celebrazione di un rito, perchè il concerto dei Radiohead non è stato solo una bella, straordinaria esibizione di un gruppo che molto ho amato,  è stato la celebrazione di un rito quasi sacro, tanto forte era il clima di attesa prima dell'inizio. Poi eccolo salire sul palco, una figura tanto esile quanto magnetica, piccolo piccolo sul palco sterminato e che sembrava piangere, non lacrime, ma colori, verde, poi blu, poi rosso, rimanere ipnotizzati dai gesti scomposti e nervosi di Tom, sentire dentro un nodo che aveva bisogno di sciogliersi, qualche lacrima versata nascosta nell'enorme mantellina verde che mi faceva sentire al sicuro, come in una tana, mentre ascolto rapita "Street spirit" , lacrime di liberazione, ecco il miracolo si è compiuto, sentirsi più leggere, grazie anche a chi quelle lacrime le sa asciugare con un sorriso buono e una battuta al momento giusto.

 Stare così bene che non pesa il giorno dopo alzarsi all'alba per prendere un treno, per una toccata e fuga lavorativa a Roma, accompagnata da pensieri dolci nel dormiveglia. Termini come sempre allegramente caotica, uscire per orientarsi e rimanere a bocca aperta: il cielo azzurro, il sole incredibilmente caldo che era da troppo tempo che aspettavo, il vento che però allevia il repentino cambiamento di clima e, forse, il ritorno dell'arcobaleno.  

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mercoledì, 11 giugno 2008

Chicken and kitchen Colte per voi nel mio giardino

C'è stato un periodo nella mia carriera di donna o meglio di giovane ragazza alle prese con le cose che una donnadeveassolutamentesaperfare in cui mi dilettavo tra i fornelli spesso e volentieri, cucinare diventava una specie di surrogato affettivo con cui esprimevo ad amici, vicini parenti e conoscenti che il mio amore per loro anche se non lo esprimevo a parole c'era ed era riconoscibile, nelle zucchine alla salvia per esempio, ma anche nella torta salata di patate e brie, per non parlare poi delle palline di cioccolato e cocco, vero tripudio di calorie e amore cosmico, quando le cucinavo i destinatari potevano essere certi del mio ammmore forte e incondizionato. L'edicola era visitata solo per prendere riviste culinarie, mi riempivo la borsa di "Sale e pepe", "Cucinare bene", e quando andavo da mia zia rubavo impunemente e senza che lei se ne accorgesse le sue collezioni di "Cucina italiana", che venivano buone quando proprio volevo strafare e lasciare tutti a bocca aperta (o forse è meglio dire chiusa altrimenti come si fa a masticare?).   

Poi lo shock affettivo cui venni sottoposta azzerò qualsiasi predisposizione a tutto ciò che poteva essere messo nella categoria "cose che una donnadeveassolutamentesaperfare", cucinare deliziosi manicaretti non bastava per esprimere l'ammore cosmico e neanche le pallette di cioccolato e cocco riuscivano a fare più il loro dovere. Ho attaccato mattarello e scolapasta al chiodo, anche il set di manopole, grembiule con pettorina floreale che mi ero comprata per le occasioni importanti giace ancora oggi abbandonato negli armadi di mia madre che custodiscono la dote per le sue scellerate figlie, che forse preferirebbero un pinguo vitalizio in banca, piuttosto che lenzuola, asciugamani cifrati, centrotavola all'uncinetto.

In questi giorni di solitaria vita casalinga mi sono rimessa a sperimentare, cucinare, tagliare, affettare, pesare e soppesare, inveire perchè in casa mia non si trova mai niente e si vede che manco da un po' troppo tempo... cazzo non c'è neanche il pepe! Ecco vorrei rassicurare tutti che per il momento non è ancora morto nessuno e anch'io godo di ottima salute, tranne quando mangio panini unti e patatine fritte innaffiate da birra ghiacciata, proprio quando fuori non c'è esattamente clima da tropici, va beh questa è però una delle cose che una giovane "donnadevesapereassolutamentefare", gestire sbronze con classe. 

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mercoledì, 04 giugno 2008

Evaporare Colte per voi nel mio giardino

Ammazzo il tempo, ammazzo anche, se capita, le prime fastidiosissime zanzare di stagione che proliferano grazie al clima tropicale che caratterizza le ultime settimane, mi aspetto di vedere crescere da un momento all'altro nella desolata aiuola del mio microcortile liane e piante carnivore, forme di vita inusuali e inedite. Tutta ques'acqua disincentiva qualsiasi movimento, mossa e programma, anche minimo, di azione. Mia madre non ha ancora provveduto a trapiantare i suoi fiorellini di stagione, rossi, fucsia, arancio, che riempiono di colore le nostre visuali estive e che riempiono i suoi pomeriggi postlavorativi, anzi se capitate da queste parti e vedete una donna magrolina dagli occhiali giganti chinata su dei fiori, avvicinatevi, non abbiate paura se la sentite farfugliare da sola qualcosa, sta solo facendo conversazione con le sue creature silvestri , non preoccupatevi, non maledite Basaglia per la chiusura dei manicomi, è solo mia madre che è convinta che parlando con le piante queste crescono meglio. Io non ci credo tanto a questa teoria e perciò con i vegetali non ci parlo, di qualsiasi tipo essi siano, compresi quelli appartenenti alla razza umana. I risultati di questo mio approccio sono interessanti: di solito seccano, lasciano andare il verde e si mummificano, i miei libri brulicano di fiori secchi infatti, ci riempio la Cuba che assume quel tono retrò che dialoga con i colori brillanti. Anche i miei ricordi sono zeppi di rapporti seccati, li uso come segnalibro, come segnavita talvolta, per ricordare da dove vengo, per tracciare il cammino che ho davanti.

Dovrei fare tante cose alcune piacevoli, altre meno, pagare bollette, riparare borse, riordinare scartoffie e foto, prenotare treni per Roma, ma alzare un braccio con la prospettiva di alzare pesi (piuma) o di mettermi in strada con l'umidità che mette in pericolo il mio prezioso caschetto mi blocca e mi bradipizza, quindi pochi movimenti e pensati che non voglio disperdere energie, che non voglio che svapori tutto. Allora mi abbandono a pensieri estivi di caldo, di mare e spiagge assolate che meno d'un mese visiterò e faccio tra me e me defilè di moda provando costumi, indossando di nuovo le mie amate gonne a ruota, con stupore e gratitudine le cuciture aderiscono e non si tendono per lasciarmi passare, prima dovevano inarcarsi per ospitare le mie forme, ora invece mi accolgono facendo un inchino, forse di benvenuto, forse di gratitudine. E per una volta ringrazio anch'io me stessa.     

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lunedì, 02 giugno 2008

The dress Colte per voi nel mio giardino

I muscoli indolenziti della gambe con cui ti sei alzana questa mattina, il sonno profondo, sicuramente zeppo di immagini oniriche e di cui non ricordi  pressochè nulla al mattino, ti accompagnano in questo giorno di festa, una festa che con tutto quello sfilare di divise, uniformi, fucili e tutto l'apparato scenico militaresco non riesci tanto a capire... anzi a ben guardare proprio ti irrita, come se nella nostra Costituzione ci fosse scritto "La Repubblica italiana è fondata sulle armi" anzichè sul lavoro... ah già dimenticavo che il lavoro, il sacrosanto diritto al lavoro presto sarà un ricordo sbiadito, perchè tutti noi poveri lavoratori torneremo a essere ricattabili. Le lotte passate per la tutela dei diritti dei lavoratori sarà un bagaglio ingombrante da buttare a mare il più in fretta possibile.

Le uniche divise che mi piacerebbe vedere sfilare tra i Fori romani sarebbero quelle blu, degli operai (categoria in via di estinzione e dunque in teoria protetta), uniche armi concesse quelle delle tastiere dei pc e  dei mouse dei tanti impiegati che occupano scrivanie come fossero in trincea. E poi niente macchine verdi militari... magari tanti biciclette colorate, con seggiolini per i bambini o con cestini di vimini decorati a fiori, certo, se fossimo un paese un po' più civilizzato, se fossimo un paese normalizzato.

Invece pare che dalle mie parti andare alla festa della Repubblica, in teoria la festa di tutti gli italiani, portando con sè una bandiera rossa, perchè anche quelle bandiere rosse hanno fatto la storia del nostro paese, non è concesso, dress code richiesto: black .

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19:35 / p-link / real life, politikando / commenti (1)

martedì, 27 maggio 2008

Tempo alle mie voglie Colte per voi nel mio giardino

Mi sento propositiva e con tanti desideri, peccato che non siamo ad agosto, le stelle cadenti di San Lorenzo non credo sarebbero state abbastanza a soddisfare i miei sogni, le mie speranze, i bisogni, i desideri. Perciò li metto nerò su bianco, chissà mai che qualcuno voglia provvedere a fare felice la mia personcina.

Ho voglia di pomeriggi assolati, di coperte stese sull'erba, del profumo dell'aria tiepida e dell'odore dei tigli che ci avvisa che l'estate è arrivata.

Ho voglia di preparare valige per viaggi improvvisati, non calcolati o programmati, di scervellarmi per decidere se mettere il paio di pantaloni in più o se portare quel vestitino che giace chiuso nell'armadio, sepolto da abiti più consoni alla mia tendenza cazzara.

Ho voglia di riprendermi quello che gli altri mi hanno portato via, a volte strappandolo, a volte insinuandosi piano piano e scavando scavando, per questo ascolto ripetutamente "Forma e sostanza" dei Csi in ogni dove, sul  Pino il lettorino, dal cd, su ogni supporto audio possibile, perchè "Voglio ciò che mi spetta, lo voglio perchè è mio", 

Ho voglia di perdere tempo sdraiata sul letto sfogliando vecchie riviste femminili, riempirmi gli occhi di gonne a ruota, di colori forti e decisi, di perle alle orecchie e al collo, di torte sfornate, di profumo di dolce e calore, sorridere, perchè io non sarò mai così  

Ho voglia di serate infinite, si sorrisi, carezze mentre si sorseggiano birre fresche, osservando la gente, così un po' per gioco, senza pensare al domani, senza pensare a niente.  

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mercoledì, 21 maggio 2008

River song Colte per voi nel mio giardino

C'è che poi si rompono gli argini che faticosamente costruisco e rinforzo ogni giorno, porto sacchetti di sabbia per contenere il flusso dei giorni, per contenere i rami secchi che l'acqua trasporta con sè, perchè scorrano via veloci e lontani.

L'acqua in questi giorni è caduta generosa, incessante, copiosa, se avessimo avuto sete ci sarebbe stata di conforto, se i campi l'avessero chiesto sarebbe stata la benvenuta. Invece ospite indesiderata ha continuato a cadere, plin, plin, plin, ritmo sempre più serrato le i che diventano o, plon, plon, si chiude tutto per non farla entrare, per non bagnarci, che tanto non ne abbiamo bisogno, e dentro ci si sente al sicuro, riparati, protetti. Ora di tutta l'acqua scesa non si sa più che farne, di tutti i giorni, le emozioni che passano e si accumulano fino a gonfiarmi da scoppiare il cuore, non so cosa farne, non so dove dirigere tutte queste energie, mi agito, mi muovo, faccio e brigo, come una falena impazzita per la troppa luce.

Disperdo energie, come l'acqua che tracima buona ormai per niente, mi affanno, penso, dipingo tele che rimangono lì a metà,incomplete senza sapere neppure il perchè sono iniziate, ci sono solo profili, abbozzati, profili di mani e di braccia di visi ora lontani, ora vicini. Corro, brigo, faccio... mi distraggo e mi trovo impigliata in una rete, che non so bene neanch'io come ho fatto, so solo che ora ho un dito fasciato e occhiali distrutti.

Allora per acquietarmi mi rifugio nella mia tana, la sorellanza mi fa compagnia e mi coccola proponendomi gelato e sushi, impedendomi di affaccendarmi a casa, perchè mi devo riposare, mi abbandono alle letture, preparo sacchetti di sabbia, pesante e stabile per rinforzare di nuovo i miei argini. 

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mercoledì, 14 maggio 2008

You must believe in spring Colte per voi nel mio giardino

Mi ritaglio un po' di tempo per la mia dimensione parallela, per la mia casetta virtuale che talvolta mi è di conforto, talvolta fonte di angoscie, ma che nonostante tutto è indispensabile. Proprio come le tane e rifugi che da bambini ci ricavavamo nel giardino dei nonni, o sulla terrazza piena di panni stesi, che profumavano di ammorbidente e di fresco, tra i quali amavi sempre nasconderti, perchè un po' gelosa dei tuoi mondi onirici e assurdi, del tuo sognare ad occhi aperti lo sei sempre stata.

Nel frattempo ti nutri di sole e dei colori che questa primavera pigra finalmente ci sta donando, hai voglia di pienezza e di intensità, di particolari da catturare con i sensi, occhi, tatto, olfatto, riesci a interrompere persino il tuo consueto passo da bersagliera con cui attraversi la Città Giocattolo, per inspirare da un cespuglio, anzi no, da una foresta di gelsomini, ti sembra quasi di essere avvolta dalla loro fragranza delicata e mai invadente, per qualche momento ti ci perdi dentro, l'orologio ticchetta impietosamente, prima di andare raccogli un fiore da regalare a un amico che sai che ha bisogno di delicatezza e gentilezza, di gesti discreti e non sguaiati.

Cammini al limitare della sera, i tramonti tardivi di maggio ti accompagnano, un venticello impertinente muove la tua gonna, scoprendo le gambe non ancora accarezzate dal sole, davanti a te mulinelli di foglie danzano, si avvolgono su loro stesse come anche a te ogni tanto capita di fare con i pensieri sconclusionati, le paure immotivate, per poi sciogliersi e perdersi nell'aria come se non fossero mai esistiti.   

Guardi la tua agendina rossa, scorri velocemente, vedi prossimi incontri, progetti da portare a termine, concerti da vedere, fughe folli sulle strade della musica, pensi che questo ritmo frenetico lo pagherai prima o poi, ora non ti importa, ora inspiri e senti solo profumo di buono.

balenato da elesole
12:56 / p-link / real life, amicizia / commenti (6)

mercoledì, 07 maggio 2008

Ilogica allegria Colte per voi nel mio giardino

Sbarco a Milano in una calda giornata di maggio, mi sento leggera, lieve, sarà anche per il pezzo di dente in meno che ho da qualche giorno, la cosa buffa è che da fuori non si vede niente, è successo tutto dietro le quinte, ora ho un dente che somiglia a un uovo di pasqua bello fuori e vuoto dentro, e la cosa peggiore è che non ho neppure trovato una sorpresa. Poi ho pensato che il mio dente ballerino assomiglia anche un po' a quei rapporti, relazioni con persone che talvolta si incontrano sul cammino: all'apparenza tutto sembra bello , una volta, come per il mio dente c'era il pieno, di  progetti, di chiaccherate infinite, di risate leggere e serie per non farsi schiacciare dalla realtà. Da fuori poteva sembrare tutto quasi perfetto, poi ho guardato bene dietro e dentro e ho visto che come una carie, alcune disattenzioni, l'incacrenimento di alcuni atteggiamenti e comportamenti, l'indurimento del cuore, hanno scavato e scavato per non lasciare dentro  più niente, ho provato a vedere se c'è qualche segno di vita, chiamo, talvolta urlo ma la risposta che torna indietro è solo l'eco della mia voce. E allora che faccio? Tolgo il dente svuotato e e ne metto uno finto, posticcio, consapevole che non sarà mai più la stessa cosa

Tutto questo per dire che presto farò avanti e indietro per qualche tempo dal dentista, cosa che normalmente provoca nelle persone normodotate un senso di terrore e fastidio per il dolore e per il pensiero del portafoglio di volta in volta sempre più leggero . Si diceva di persone normodate, ma essendo io persona non propriamente equilibrata, la cosa non mi intimorisce, sarà forse per il grazioso odontotecnico, dalla capigliatura sbarazzina e l'occhialino intellettuale che mi ha messo le mani addosso... in bocca cosa credevate eh?! Sempre a pensare male.

Intanto ascolto in loop il cd nuovo di Manuel ammore mio, individuo nuovi motivetti da canticchiare, scovo su Youtube il video di "Riprendere Berlino" e in un eccesso di megalomania immagino che per girarlo abbiano per forza letto il mio post di ritorno dalla teteschia cittadina. Beh siccome non si sa mai vorrei salutare il mio Manuel ammnmore nel caso in cui fosse in lettura in questo momento.     

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martedì, 29 aprile 2008

Sunny road Colte per voi nel mio giardino

Poi è inevitabile che i viaggi finiscano, che il tempo del riposo lasci posto alla solita vita, soliti impegni, solite facce, soliti folli ritmi a cui non mi abituerò mai.

La valigia al ritorno non era più pesante del solito, stranamente la mia vena shopping-compulsiva è stata contenuta un po' dal tempo che non era mai abbastanza, dai ritmi spagnoli nostri innestati su ritmi nordici che hanno creato una sfasatura spazio-temporale che mal si conciliava con gli orari di apertura dei negozietti carucci di cui mi sono riempita gli occhi, dato che gli olandesi non mi piacciono granchè, troppo biondume, troppi lineamenti duri, troppi nasi porcini, la paura del contatto fisico anche solo per una pacca sulla spalla, le nevrosi che sono sicura friggono sotto quella patina di ordine, di controllo, di disciplina, che si nascondono negli oggetti, in una specie di spatola tergicristallo adibito alla pulizia della superficie accanto ai lavandini.  

Rileggendo sembra che non mi sia piaciuto niente della trasferta, invece non è vero: mi è piaciuto non avere orari per qualche giorno, svegliarsi lentamente senza fretta, le confidenze, le somiglianze inaspettate, scoprire quello di cui si ha bisogno e cosa è zavorra inutile,  quando le verità inconsapevoli vengono sbattute violentemente in faccia più e più volte al giorno. Aver paura di essere diventata un'inutile pianta grassa, acuminata e che sta volentieri sola a riordinare il caos nella borsa pensando di sistemare anche il caos mentale, mentre gli altri parlano e si confidano. Sentirsi rassicurata da un abbraccio saldo e forte di un'amica', da occhi azzurri sinceri e leali, che mi fanno sentire un po' meno orribile e sociopatica, mentre stringo un portamonete con le lumachine e una trottola musicale, perchè mai e poi mai vorrei perdere la tenerezza.

Poi certo c'è stato tempo anche per le cose tipiche, le pizze multistrato perchè pare che la margherita sia stata messa al bando pericolosa sovvertritrice dell'ordine pubblico, nei centri sociali i punkabbestia educati che ascoltano musica folk e la ballano come se fosse reggae, il vla un dolcino buonissimo che spero importino al più presto in Italia perchè di schifezze non si è mai sazi, i giardinetti ben curati e le finestre verande con i cuscini e i libri appoggiati che aspettavano di essere letti, sdraiarsi nell'erba per la prima volta quest'anno lasciando che i raggi del sole finalmente tocchino la pelle bianca, ma anche il red district di Amsterdam, essere imbarazzate dagli sguardi delle vetrine, il luna park in pieno centro città, il caos di insegne che sembra di essere a Tokio, guardare i canali dal treno, appoggiare la mano al vetro, salutare, ripartire.    

balenato da elesole
18:48 / p-link / amicizia, cazzi e mazzi, relazioni pericolose, domande e scazzi / commenti (5)

Annie Hall, Offlaga Disco Pax,A Toys orchestra, Portishead,Cesare Basile,Beatrice Antolini, Zen Circus, Disco Drive, Cinemavolta; Massimo Zamboni;Afterhours;Offlaga Disco Pax; Calibro 35, Il genio, Cesare Basile, Radiohead

*I sacchi di sabbia- Tragos
*Teatro degli Incamminati-Cercando Medea
*Piccolo Parallelo-Opera sette:l'Evento
*Pippo Del Bono- Urlo
*Euripide- Le Troiane
*Compagnia C.r.e.s.t.-Il deficiente
*Cesar Brie/Teatro Los Andes-Otra Vez Marcelo
*Atir- Qui città di M.
Tino Caspanello/Teatro pubblico incanto-Mari
Goldoni/Fassbinder-La bottega del caffè
Teatrino Clandestino-Ossigeno
A.T.I.R.- 1989 Crolli
A.Nothomb- Libri da ardere
Emma Dante-Cani di bancata
B. Brecht Vita di Galileo
A. Checov-Zio Vanja
A. Genovese-Happy family
Compagnia Krypton- Nella solitudine dei campi di cotone
P.Weiss-L'istruttoria
D. Manfredini-Sacro segno dei mostri

Leggere, fare passeggiate, la montagna, un bicchiere di rosso con gli amici, la MUSICA, il cinema, il teatro, l'arte, i libri compagni di sempre, tutto ciò che è bellezza, il Tenero

L'ignoranza (quella supponente), la prepotenza, l'ambiguità, la slealtà, la cattiveria gratuita, gli estremismi qualunque essi siano, la violenza delle parole e dei gesti, il disfattismo e il fatalismo. Poi cose innocue come i libri di Baricco, il metal, i neomelodici e Gigi d'Alessio, ma anche Nek, Biagio Antonacci, la Pausini e tutta quella gente lì.

You are Lost Emily!! You prefer to stay
Lost Emily

Which Emily Strange are you?
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Il Dr.Psycho dice che sono uno pseudopodo di macrofago
Scopri cosa dice di te su http://psycho.asphalto.org/test/.
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