- .:Questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti:.;">
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.: Strawberry Fields :.



Una piccola cosa, apprendista donna, cocciuta e a volte devo dire un pò incazzosa, tremendamente idealista che nonostante le brutture di questo pazzo mondo malato crede che si possa ancora cambiare rotta... o forse no! Insomma una come tante che non aspira a essere speciale o a essere incompresa... Dimenticavo... ultimamente ho scoperto di essere vittima della sindrome di Peter Pan nonostante la mia veneranda età!

...astenersi perditempo

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venerdì, 06 novembre 2009

Post punteiforme Colte per voi nel mio giardino

Inganno l'attesa prima di uscire a prendermi un ottimo aperitivo con la sorellanza e amicanza e scrivo.

Mmm da dove iniziare, veramente avrei l'imbarazzo delle scelta, opto per un post a punti giusto per fare ordine, che la mente frulla in continuazione pensieri, idee, progetti che stanno incominciando a camminare speditamente;  sono meno scassaminchia del solito e la cosa mi sta dando enormi soddisfazioni.



- ho fatto pace con i miei capelli che andavano in giro in maniera indipendente facendomi fare pessime figure, a loro piaceva la forma a funghetto. Prima ho cercato di lottare con loro, ho imbracciato spazzola, phon, ho provato millemila tipi di balsamo "capelli lisci perfetti", volumizzanti, ristrutturanti, due in uno, tre per due... niente. Ma siccome quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, ho assoldato una sicaria, di forbici armata a ripristinare l'ordine che quei sovversivi avevano scompigliato. 



- la vecchiaia avanza lenta e inesorabile, la parrucchiera mi fa notare che cominciano ad affacciarsi i primi capelli bianchi, faccio spallucce avendo cura prima di essermi accertata che non sta sforbiciando, perchè non sia mai che la frangetta risulti sbilenca, è una cosa che non potrei sopportare. Sfodero la versione Elezen, con noncuranza metto la mano al petto, schiarisco la voce faccio affermazioni di un certo peso del tipo: "Eh sai com'è a 33 anni è normale credo, no?". Salvo poi farmi un esame tricologico allo specchio non appena arrivata a casa, oh io non li ho ancora trovati. Che fosse un tentativo di persuasione occulta finalizzata a farmi fare una tinta! Ma per piacere! A parte questo mi fa male l'osso sacro, sarà l'umidità, sarà che non c'è il sole, sarà che fuori piove.



- vivo assecondando il flusso delle stagioni, cerco di riempire casa di marrone, arancione, di colori autunnali, ho cominciato con un mazzolino di fiori secchi, foglie assortite, inizio a decorare il balcone con le genzianelle, le incoraggio a resistere, anche se già danno segni di cedimento, ma la forza del mio amore le salverà dalla fine, o almeno così mi piace credere. Visto il fallimento del mio pollice verde cerco conforto nell'arte culinaria, grandi soddisfazioni provengono da broccoli, funghi, cime di rapa, le quotazioni di zuppe e creme di qualunque specie sono in sensibile rialzo, ora non resta che diversificare il portofolio degli investimenti. 



Per il resto... a casa stanno tutti bene, grazie. 

balenato da elesole
18:03 / p-link / cazzi e mazzi, feel, milanesità / commenti

martedì, 20 ottobre 2009

Eleonora da Voghera Colte per voi nel mio giardino

Ok alla fine ho ceduto, anche se mi pensavo di trovare il layout della barra di comando di splinder pucciosa,azzurrina e verdolina, come mi era parso di intravedere in mattinata. Invece sono qui con il solito layout, con la solita barra degli strumenti, insomma con le solite cose, ma dato che sto ballando, facciamoci questo giro con magari anche un bell'inchino finale.




Non sono giornate facili, dichiariamolo fin dall'inizio, così uomo/donna avvisato/a mezzo/a salvato/a e potete risparmiarvi la lettura del resto, che sarà composto da lamentele rivolte all'universo stellare e interstellare, progetti di distruzione universale, alternati a buoni propositi e dichiarazione d'amore per l'umanità tutta. In effetti essere bipolare può essere molto stancante e impegnativo fisicamente, specie in quei certi giorni che le giovani donne devono affrontare con cadenza mensile. Stancante, perchè ti può succedere che mentre apparecchi la tavola, metti male una forchetta, oppure scopri che i piatti grandi che ti piacciono tanto sono prigionieri della lavastoviglie, e fin qui sembrerebbe tutto normale. La tragedia è dietro l'angolo, però, quando viste queste mancanze, qualcuno benevolmente le fa notare alla sottoscritta. Le luci si spengono, si alza un'aria gelida, i lupi ululano, gli occhi si appannano e da quel momento il dramma ha inizio, sono lacrime, parole sconnesse, tende che crollano perchè ci si aggrappa come  novelle Eleonora Duse. Insomma il repertorio è quello ormai celeberrimo della drama queen che dorme sopita da qualche parte nell'inconscio. Ma d'altra parte ho studiato duramente, mi sono applicata per avere quella parte, e la concorrenza era veramente agguerrita, per cui non sarà facile rinunciarvi così facilmente.




I libri, i film ci raccontano di quello che succede quando il dramma si dispiega in tutta la sua forza, quando il viso si deforma in una maschera orribile e inguardabile, quando il cervello si avviluppa su se stesso in un loop infinito, quando scientemente si decide di stare da soli e di essere soli, contro ogni evidenza. Meno noti sono i postumi del giorno dopo, dopo essersi ubriacati di pessimismo comisco e inebriati con il nettare della catasfrofe, le conseguenze sono quelle di una sbronza: mal di testa, occhi pesti e gonfi, spossatezza e nausea, accompagnato tutto questo da una disposizione d'animo di assoluto e incodizionato benevolenza nei confronti del mondo: la marmellata che mangi tutte le mattine con il broncio da sonno  la trovi meravigliosa, il cielo grigio è bello lo stesso perchè fa tanto autunno, la voglia di rinnovamento è pressochè totale, per cui via le lenzuola a lavare e mettiamone nel letto di pulite e profumate, via anche le salviette, mettiamo a posto gli scontrini, facciamo ordine, puliamo. La Duse lascia il palcoscenico la casalinga di Voghera, parte per cui si studia fin da piccole, ma a cui spesso io rinuncio volentieri.

balenato da elesole
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lunedì, 12 ottobre 2009

Bad timing Colte per voi nel mio giardino

Sbaglio il tempo, sbaglio il ritmo, mannaggia a me, eppure anche se non mi sono mai cimentata nella nobile arte del drumming, che lascio ad altre mani più esperte, quando frequentavo la scuola civica della città giocattolo, solfeggio era una delle mie materie preferite. Prendevo il mio ditino indice della mano destra e via, dooo-oo-oo, lo battevo come la partitura chiedeva sul tavolo con talmente tanta convinzione che alla fine del corso avevo un bel callo sull'indice della mano destra e svariati altri calli sulle dita della sinistra, date le mie velleità chitarristiche dell'epoca.


In questi giorni invece calcolo male i tempi e ora faccio un rapido elenco così cerco di spiegarmi:


- desiderosa di maglioni a scaldare le domeniche pomeriggio in pigiama, di chiacchere intime davanti a una tazza di tè caldo alla vaniglia penso di propriziare l'arrivo del colonnello autunno vestendomi come se fossi a Livigno a dicembre anche quando invece Milano sembra Sharm a maggio, sudo, comincio a sfogliarmi come una cipolla, via giubbotto, via sciarpetta, via cardigan di cotone, sono pronta per andare al mare praticamente. Poi stamattina, memore della mise "bellezze al mare", golfino leggero, maglietta a mezze maniche, scendo le scale, apro il portone e mi trovo in mezzo a una bufera di foglie, ho l'aspetto di Medusa quando pietrificava tutti con lo sguardo causa capelli svolazzanti tutt'intorno, scelgo l'andatura da centrometrista per riscaldarmi in metropolitana.


- vago senza meta sulla rete, per casa, inizio una cosa e la lascio che tanto poi ci penso, poi mi alzo dalla sedia perchè c'è da ritirare il bucato e avviare un'altra lavatrice, ma aspetta che prima butto la spazzatura. Arrivano le 13 e mi accorgo che forse dovrei mettermi a cucinare qualcosa, perchè i bastoncini di vaniglia per profumare gli ambienti, hanno si un buon profumo, ma temo non ci possano sfamare. Facciamo qualcosa di veloce... ah si scaloppine con i funghi, cosa mai vuoi che sia, taglio gli champignon, nel frattempo infarino le fettine e per le 13.30 è tutto pronto. Prendo i funghi, coltello alla mano godo già pensando alla festa che faranno le mie papille gustative quando riceveranno visite... uh... vedo una scritta beffarda in piccolo sul confezione "da pulire"... il pranzo si trasforma in merenda, però a mia discolpa posso dire che era tutto molto buono, e ho i testimoni.


- sono successe tante cose belle e brutte in questo periodo di astinenza dal blog, alcuni copioni già visti, altri totalmente indediti e che mi stanno appassionando, credo avrei potuto scrivere cose poetiche, intense, strappalacrime e strapparisate allo stesso tempo. Ma anche stavolta ho sbagliato tempo e quindi vi siete beccati un post che parla di maglioni, di mezze stagioni che ci sono ancora, di scaloppine e di quanto tempo serva per pulire i funghi.


Appunto... bad timing  

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mercoledì, 23 settembre 2009

Autumn leaves Colte per voi nel mio giardino

Ho una valigia di cartone, ormai fuori non si vede neppure più il colore, non si capisce che era stata vestita con una copertina di pelle, quella finta che serve anche a coprire le agende che le Banche, generose per una volta l'anno, ci regalano in più copie, quella da tavolo, quella da tenere in tasca, quella da appendere. Ci sono adesivi, foto, ritagli di giornale, tutta la vita in pochi centrimentri quadri. 


Quando la apro trovo solo ricordi d'infanzia, il catalogo Postalmarket tutto tagliuzzato, le modelle sorridenti e morbide, che mi guardano per dirmi "Comprami", le forbici con le punte arrotondate per non farmi male, i soldi finti del Monopoli, con i quali potevo comprare tutto ed essere la regina del negozio. C'è pure un paio di scarpette blu, quelle con gli occhi che ridono e che possono cambiare colore, un giorno bianco pizzo, quell'altro rossi, Sono scarpette consumate sui tacchi, i miei capricci, il pestare i piedi con la forza che solo una bimba dalle guance di gomma può fare. "Fare i capricci non sta bene, non si fa", mi dicevano i miei genitori, sempre inflessibili e misurati nei gesti e nell'affetto. Oggi sono altri quelli che mi dicono di non fare i capricci, sono meno inflessibili e più condiscendenti verso la bimba che pesta ancora i piedi ogni tanto. Mi guardo le scarpe e non sono poi tanto diverse da quelle della bimba paffutta. Faccio i capricci oggi perchè le monoporzioni non mi piacciono, neppure quando me le versano nel bicchiere della Guinness tutte insieme, per farle sembrare di più. Preferisco l'odore di una torta raggi di sole, lì davanti a me, tutta intera, ecco una fetta a colazione per iniziare la giornata, per apportare il giusto fabbisogno energetico di cui ho bisogno, magari una micro-fetta la sera per addormentarmi con dolcezza. Non preoccuparti non me la mangio in un boccone, so essere misurata, sono grande ormai, so valutare la quantità di zucchero, di grassi che mi servono. Ecco l'ho detto, ora inforni la torta?


Seguo l'andamento delle stagioni, ho smesso gli azzurri cielo, il verde dei prati, il bianco della luce, piano piano stanno lasciando il posto all'ocra delle foglie, che mi stendono davanti un tappeto prima che io passi, all'arancio delle zucche lasciate in bella mostra su un carrellino rosso in mezzo al corso, forse perchè vanitose come sono hanno bisogno di complimenti, al grigio delle mattine visitate dalle prime nebbie. Presto i colori saranno a braccetto con i profumi delle zuppe "povere", ma che sono invece il pasto dei re, alle essenze fiori d'arancio che abbracciano la casa, in attesa che i fiori, quelli veri, ritornino a primavera, all'odore dei mandarini sulle mani, negli uffici, sui fogli. 


Torno dal calzolaio faccia-di-cuoio a farmi rinforzare i tacchi, prima o poi serviranno ancora.  

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venerdì, 11 settembre 2009

Costruire Colte per voi nel mio giardino

Mentre cammino verso casa dei miei, il sole a picco sulla piazza, pregustando il riso in bianco condito salsa di soia, perchè le diete dovete sapere che muteranno i vostri gusti alimentari per sempre, osservi l'ombra che si allunga davanti a te, intravedi un caschetto scompigliato dal vento, ed istintivamente cerchi si sistemare la zazzera che con scarsi risultati cerchi di ordinare fin dal primo mattino. L'ombra si muove ancora leggera, la gonna ampia si apre come un ombrello, tutta intorno, ti senti bene, il sole accarezza e non pizzica più la pelle, si è addolcito pure lui, come te del resto, dopo un'estate in cui ha pizzicato più che accarezzato, in cui hai mostrato tutti gli aculei, ben appuntiti e pronti ora all'attacco, ora alla difesa, quando il momento lo richiedeva.




In realtà hai ben poco da scrivere qui, vivi tutto in uno stato di sospensione, o forse è il caso di dire di decompressione, come un palloncino che dopo aver subito la pressione dell'aria al suo interno, piano piano smette di trattenere tutto e lascia andare. Sono stati giorni di apnea, bel respiro e poi sott'acqua, sperando di non annegare, driiiin pronto, oh devo mandare la mail a quello... ma anche a quell'altro... nooooo, un altro problema... mi passi una sigaretta? Ah scusa ne avevo già accesa una, la prendo, è nel portacenere. Abbiamo nuotato sott'acqua, preferibilmente dorso perchè così potevamo prendere un ancora un po' di sole in faccia, abbiamo lasciato i costumi bagnati ad asciugare e indossato scarpette da ginnastica per saltare ostacoli, per fare i 100 metri e infine per portare a termine una maratona lunga un giorno, abbiamo lanciato mattoni, abbiamo abbattuto muri. Insomma il triathlon ma forse anche qualcosa di più, tutto nel giro di una settimana.




Ho ripreso a dormire il sonno dei giusti, perchè i pensieri sono evaporati, sogno di persone ancora prima di conoscerle, immagino le loro voci, costruisco gesti nella mia mente, ipotizzo movimenti, intanto, nell'attesa lancio interi gomitoli di lana, li butto in mezzo, qualcuno raccoglie il filo e a sua volta me lo rilancia indietro, perchè basta una spilla natalizia comprata chissà dove e chissà quando per creare il giusto punto, intanto noi abbiamo preso in mano i ferri e sferruzziamo, finchè la manica non si incontrerà con il collo, finchè il davanti non si congiungerà con il dietro.




Poi ci sono i progetti, da riprendere in mano, le fondamenta intanto le ho gettate, casa a un piano o con mansarda, giardino oppure terrazzo? Carta, penna e tastiera, intanto facciamo i bozzetti, poi, se vi piace, costruiamo.             

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martedì, 01 settembre 2009

Impressioni di settembre Colte per voi nel mio giardino

Il vero capodanno della società nostra tutta, c'era un tempo in cui il primo settembre voleva dire fabbriche che aprono, strade che si riempiono, i servizi del tg1 che vanno a riprendere i musi lunghi degli operai di Mirafiori,  tutti gli anni lo stesso servizio, si potrebbero comparare i filmati delle varie epoche per vedere che tutto è rimasto uguale e immutabile, ma forse no, forse di immutabile rimangono le solite domande idiote dei giornalisti, le abbronzature/souvenir dell'estate e i sacchetti in mano con gli effetti personali per avere un pezzo di casa al lavoro. Queste  sono le cose rimaste immutate, perchè forse oggi a Mirafiori di gente ce ne entra qualche migliaio in meno.


Ricordo quando da bambina con il primo di settembre tiravo un sospiro di sollievo, che l'estate volgeva al termine, che finiva il mio periodo di clausura insieme a mia nonna, perchè finalmente i miei amichetti e amichette tornavano dalle vacanze, perchè in famiglia le vacanze erano a luglio, meno gente in giro, prezzi più bassi. Il pragmatismo dei miei ogni anno provocava nella sottoscritta piccoli e sottili traumi da abbandono degli amici, proprio quando i gruppi si consolidavano e si facevano grandi progetti di pomeriggi in bicicletta, di bagni nei fontanili, di flirt innocenti e sognanti. E niente di tutto questo invece, valige, secchiello e paletta per mia sorella, per me qualche libro, crema solare e il conto alla rovescia per tornare a casa il prima possibile. L'odio verso l'estate in età infantile di contro ha provocato e suscitato in me l'amore per le mura scolastiche, per lo studio e la socializzazione, per l'odore di plastica delle copertine dei libri, per le pareti arcobaleno dei supermercati dove stavo ore imbambolata a osservare, valutare e desiderare di ospitare nei miei astucci (certo uno per le penne, uno per pastelli e uno per i pennarelli) il signor G*iotto, ma anche i signori F*aber C*astell, il signor F*ila, che poi non mi si dica che non ero ospitale. L'unica differenza tra l'io bambina e l'io adulto è che ormai non devo più aspettare l'inizio della scuola per aprire le porte degli astucci a nuovi ospiti a colori, ogni momento, ogni stagione è buona per dare ospitalità. 


Deposti i panni della scolaretta ora settembre rappresenta il mese dei propositi, perchè alla fine questo è il vero capodanno non quello di dicembre che rappresenta piuttosto una piacevole pausa al logorio della vita moderna. Chessò potrei dire che mi piacerebbe fare attività fisica, che vorrei andare una volta alla settimana al cinema e un po' di più a teatro, che vorrei stare più accorta nell'abbinare gli accessori e curarmi di più, cose leggere, cose frivole insomma, perchè per i propositi veri... beh quelli sono ancora davanti alla parete del supermercato come quando ero bambina, bocca spalancata, il desiderio di volere tutto, la consapevolezza di dover scegliere.   

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martedì, 25 agosto 2009

Senza se... ma con moltissimi però Colte per voi nel mio giardino

"Peròòòò.......", par essere il mio intercalare preferito, di solito è accompagnato dal dito indice davanti al naso e la finale strascicata, come fanno in bambini quando vogliono affermare il proprio punto di vista, oppure quando vogliono strappare una promessa, o mostrare che, anche se l'hanno combinata grossa, c'erano comunque degli ottimi motivi.



Ecco più o meno questi sono gli utilizzi che anche la sottoscritta fa di questa simpatica parolina, dall'aria impertinente, perciò alla vigilia del tragico rientro al lavoro che mi aspetta, la lancio per aria e  la faccio  roteare da una parte all'altra  come  una palla  pazza. 



Pronti... via la lancio e vediamo cosa succede.



Il mio lato nerdeggiante (e non verdeggiante) ha trovato modo di esprimersi anche in vacanza, poste elettroniche e le varie social minchiate tutte rigorosamente sotto controllo, peròòòòòò..... sono stata veramente in vacanza (mentalmente soprattutto) solo quando qualcuno con la forza mi ha isolato e tolto ogni possibilità di interagire con il mondo virtuale. 



La mia prima volta sugli scogli di una spiaggia fatta interamente di pietra lavica, tutto nero intorno, pesaggi  lunari si, ma  da luna nera, piani ora agevoli, ora impervi, mi sono tagliata, ho preso botte sparse, ho rischiato di precipitare  x volte, ho perso l'uso di un dito del piede per una sera, perchè l'equilibrio, dentro e fuor di metafora, non è certamente il mio forte.... peròòòòòò...... quanto è bello tuffarsi da lì, verso l'ignoto, in un mare splendente luce fuori e dentro color tenebra, quanto è stato divertente mettersi alla prova e non avere paura di chiedere aiuto.



Mi sono trovata molte volte circondata da persone, dalle chiacchere sul nulla, ma anche da discorsi importanti,  solitudine e fastidio, la fatica fisica di tentare, di abbozzare discorsi con le persone... peròòòò saper deporre i buoni propositi quando è il momento per non farsi troppo male, trovare il modo di non perdersi la bellezza che era intorno attraverso un clic, attraverso il semplice osservare, attraverso il silenzio.



Non averne mai abbastanza di mare e sole, di profumo di creme solari, degli ombrelloni colorati, del  sale  che fa  tatuaggi provvisori sulla pelle, di pesce buonissimo... peròòòòò... sentirsi a proprio agio sulle montagne, nei paesini dalle piazze trasformate in sale gioco e poi subito dopo in ristoranti, profumo e sapore di pizza siciliana, di cipolle al forno grandi come zucche.





Camminare su un filo che mi dipingo sottile e incerto,  ora un passo dopo l'altro, ora con un piede sospeso nel vuoto... peròòò..... la pazienza e la costanza nel non voler cadere, la speranza di poter dipingere davanti a me non più solo fragili fili  quanto piuttosto  camminamenti  solidi.

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lunedì, 03 agosto 2009

Tempo alle mie voglie Colte per voi nel mio giardino

L'estate mi concede una pausa, passiamo mesi a desiderare sole, luce, il caldo ad avvolgerci dopo mesi di buio, freddo, e poi quando si ha quello che si desidera, quando riassumi il tuo guardaroba estivo che avevi mandato in aspettativa con una lacrimuccia, perchè ai maglioni preferisci i vestitini leggeri e i colori, le righe delle magliette da bimba che tanto ti piacciono, l'umidità e il caldo soffocante ti fanno rimpiangere lana, lana cotta e pure cruda, i termosifoni presso i quali ti spalmi quando fuori il vento soffia e urla la bufera (cit. chi la coglie è bravo).




Reagisco con l'idiozia al pensiero di mani piccole e piene di vene in evidenza che cucinavano i pasticci di patate e prosciutto, agli occhi azzurro cielo che mi hanno visto bimba e poi ragazza e poi ancora ragazza (perchè pensarmi adulta mi fa strano), a tutto quel mondo infantile che con lei se ne è andato definitivamente, ma lei tanto mi ha promesso che ora da lontano ci guarda lo stesso e in fondo a me va bene così, che sei occhi vedono meglio che quattro.




Finalmente mi posso comprare la maschera per i capelli perchè il sant'omino della caldaia ha fatto la grazia e dopo due ore di rosari snocciolati alla mia assonnata ma vigilante presenza, ci ha ridonato l'acqua calda, quindi potrò dare di nuovo ai miei capelli lucentezza e vitalità come ci è promesso negli spot, perchè fino a stamattina l'unica vitalità di cui mi potevo preoccupare era quella della mia persona quando veniva investita dal getto gelato della doccia. Che poi ogni tanto va bene pure per schiarirsi le idee, per riattivare la circolazione e tutte quelle cose che di solito si dice, però il pensiero del piano B sempre pronto all'occorenza è rassicurante di suo nella vita, figuriamoci sotto la doccia.




Ho bisogno di assecondare le mie voglie, per cui leggo in ogni dove, sui bus, tram e metrò, luoghi preposti alle sessioni di lettura più proficue, a letto appena sveglia e prima di addormentarmi, funziona un po' come lo Xanax su di me, i sonni sono più tranquilli e i sogni solo in tecnicolor, vado a pescare persone dal passato e le inserisco nelle storie che leggo, per esempio in questo periodo il set è Milano, la mala, sparatorie, storie di usura, denti di narvalo conficcati in gola, insomma paesaggi rassicuranti e concilianti. Altre volte le fonti dei miei sogni sono cose banali tipo una maglietta riemersa da un cassetto con il logo di un pezzo di vita passato e che vorrei reincontrare. L'inconscio lavora e mi spadella un sogno che più realistico non si può, con tanto di dialoghi, sfondo musicale, tutto annotato parola per parola appena sveglia. Magari un giorno cerchiamo di dare seguito a questo sogno, per oggi mi limito a dare sfogo ad altre voglie, che contemplano un tour al Libraccio posto pericolosamente vicino a casa e al negozio solito delle C*amper, quello con le commesse simpatiche, a voi indovinare di quale si tratta.* (l'indovinello è riservato ai residenti-conoscenti Milano e limitrofi)  




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martedì, 28 luglio 2009

Gocce Colte per voi nel mio giardino

Ho come l'impressione in questi giorni di essere sospesa, tenuta sollevata da terra, presa per la collottola come i cuccioli, avere l'impressione di poter salire al cielo ma avere allo stesso tempo la consapevolezza di poter cadere a terra da un momento all'altro, per una telefonata che arriva nel cuore della notte, per un portone trovato chiuso nel pieno del pomeriggio, per una maglietta abbandonata frettolosamente sullo schienale della sedia.


Vedo i primi passi incerti sulla biciclettina senza rotelle di un bimbo, la vita che si apre e la curiosità di giorni all'arembaggio verso nuovi posti, nuove persone, nuove esperienze, quando ancora tutto e possibile e si può essere quello che si vuole. Sentirlo dire, pennarelli alla mano e faccetta impiastricciata, che è un bambino fortunato, la saggezza compressa in cinque anni di vita(anzi quasi sei che se mi sente si offende), la meraviglia di vederlo crescere, apprendere, i piccoli sbagli e le piccole delusioni che gli arrivano dai grandi. La promessa a me stessa di non essere tra quei grandi che lo deluderanno.


Poi c'è la vita che piano piano si spegne, la consapevolezza di avere già visto e vissuto tutto il possibile, gli anni che improvvisamente diventano 86 macigni sulle spalle, il corpo che si ribella a tutto questo peso, troppa stanchezza, troppa fatica. Scene che nella mia mente si rinnovano, che sanno di esperienze e di sensazioni già vissute, che seppur conosciute sembrano sempre nuove, nel loro carico di tenera rassegnazione. Gli altri che prima o poi decideranno per noi e allora ti viene da pensare che il resto della vita che hai devi passarlo a sceglierle bene queste persone, perchè prima o poi a loro affiderai le tue scelte, a loro prima o poi ti affiderai, così da chiudere il cerchio con l'infanzia, quando gli altri ti dicevano dove andare, cosa fare, cosa era possibile e cosa era meglio lasciar perdere.


Il senso della vita preso in pillole, in comode monoporzioni, le lacrime per mandarle giù meglio.



      

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martedì, 21 luglio 2009

E non sentirli Colte per voi nel mio giardino

Avrei potuto fare un post di bilancio di un altro anno vissuto pericolosamente giusto il giorno del mio compleanno, ma faceva un po' troppo scontato, senza contare che ieri ero psicologicamente poco propensa alla scrittura, tutto perchè il giorno prima ero stata un po' troppo propensa all'alcool. Quindi ispirazione e concentrazione sono state risucchiate dalle 15 bottiglie di Menabrea che giacevano, e giacciono ancora per la verità, sull'uscio di casa, in attesa di sparire con fragore nei cassonetti verdi, che hanno quel buco tipo Giano bifronte a Roma, per cui, tanto per alimentare una delle mie numerose paranoie, di solito la mano, sfuggente, lascia andare al limitar del buco la bottiglia, per paura di rimanere con un moncherino. Si, talvolta sono infantile e mi perdo in piccole paure e come i bambini mi dispero, pancia a terra e sbatto le gambe, così magari il babau si allontana.




Si diceva dei festeggiamenti, vero, iniziati domenica con una festa di compleanno, mascherata da festa di inaugurazione della casa, si sono conclusi accocolati sul divano, con i titoli dell'Arte del sogno che scorrevano malinconici, mioddio che romanticismo. Ma sicuramente la festa di compleanno mascherata da festa di inaugurazione della casa è stata la mossa più astuta mai passata per la mia prolifica testa, prolifica di cazzate più che altro. Si è trattato di invitare un po' di amici provenienti dalle due sponde dell'A*dda, così giusto per stare geograficamente larghi, spadellare per un intero pomeriggio e vedere le proprie opere d'arte spazzate in meno di un'ora, attrezzarsi di un adeguato armamentario alcolico in grado di far fronte alle gole riarse degli invitati, shakerare, e riversare il tutto un po' sul ballatoio di casa, un po' nella microsala, lasciando che gli ingredienti prendessero confidenza tra loro e si mischiassero a dovere. Vi assicuro che il risultato è stato eccellente, mi sono presa appunti per non dimenticare ingredienti e dosi, perchè di sicuro mi verrà voglia ancora di questo cocktail.




Poi va beh, potrei dire che in un anno sono successe un sacco di cose, che gli anni non li sento, che tipo speriamo di essere più saggia visto che sono diventata più vecchia, però siccome non ci credo mica tanto alla equazione più anzianità= più saggezza, mi accontenterei di continuare a fare quello che sto facendo, certo magari con qualche entrata monetaria in più e il riconoscimento dovuto del mazzo quotidiano che mi faccio, però è anche vero che finchè c'è la salute c'è tutto, ecco io vorrei cambiare questo noioso proverbio in "finchè ci sono gli amici c'è tutto"... stavo per aggiungere altro, questo è stato il più bel regalo di compleanno di quest'anno... certo finchè non mi arriva un obiettivo nuovo per la macchina e una videocamera con i controfiocchi... no dai ovviamente era uno scherzo, lo giuro, veramente.  

balenato da elesole
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